03.02.10
24.01.10
Emma & Ulisse
Maggio 2005, saggio di fine corso della scuola di danza "Arabesque". Emma, nella scena delle mangiatrici di loto, ha avuto un inatteso, piccolo "a solo" con Ulisse, lasciandoci stupiti.
11.01.10
Gioconda is the Walrus

Gioconda is the Walrus. L'effetto dell'arrivo di una mela verde a Natale e della visione di "Across the Universe" ha prodotto questa Gioconda che fa Bono che fa Dr.Roberts che canta "I'm the Walrus".
09.01.10
06.01.10
breaking news: le 4 calze appese alla cappa aspiratrice, qui da me, si sono improvvisamente riempite pochi minuti fa. Nessuna dichiarazione ufficiale da parte della Befana.
04.01.10
Sempre amore
Iris accende la radio in bagno: "che schifo è una canzone in italiano". Ma perchè Iris...? "Perchè così si capisce cosa dicono! Sempre amore, amore..."
2010, un nano vissuto pericolosamente! Previsioni psicolabili per guardare al futuro comodamente sedati (terza parte)
di Lia Celi
LUGLIO
Nell’Anno europeo della lotta alla povertà, il nostro governo si distingue per l’impegno: «Abbiamo già steso un bel po’di poveri, a fine anno li manderemo tutti kappaò». Il ministro Tremonti vara la nuova social card con i bordi seghettati, da usare nei supermercati per ottenere generi di prima necessità: basta puntarla alla gola della cassiera. La temperatura sale, ma per sentirsi gelare si può sempre entrare in una banca e chiedere un prestito. Torna la zanzara tigre, quest’anno ancora più aggressiva: invece del solito punngiglione presenta una micro-miniatura del duomo di Milano. Ma nulla può incrinare la Summer of Love di Silvio Berlusconi: con un romantico bigliettino, invita l’opposizione a un appuntamento notturno sulla spiaggia, alla magica luce di un falò acceso con la Costituzione.
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03.01.10
Cinema Days
Oggi per le bimbe brevi cenni di: psichedelia e power-flower (tramite la comoda dispensa-film "Across The Universe")
Poi vedo per la prima volta Lost in Traslation e capisco lo spot dell'aceto Ponti.
Domani all'Ugc di Savignano a vedere Astroboy, mentre settimana scorsa è toccato a Christmas Carol e Piovono polpette.
31.12.09
2010, un nano vissuto pericolosamente! Previsioni psicolabili per guardare al futuro comodamente sedati (seconda parte)
di Lia Celi
APRILE
Su Internet fioccano i «pesci», tra i più cliccati un filmato che mostra Fabrizio Corona rapito da un commando di trans alieni sotto gli occhi del Gran Maestro dei Templari in un bar gestito da Elvis Presley. Solo un dettaglio smaschera il pesce d’aprile: Corona è completamente vestito. Berlusconi torna in Abruzzo a un anno dal sisma e indica con orgoglio i risultati della ricostruzione: «Guardate il mio naso, è tornato uguale a prima.» Nel Venerdì Santo la Via Crucis fa rivivere ai cristiani il calvario dell’uomo deriso, vessato e abbandonato; negli altri giorni dell’anno basta prendere un treno.
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28.12.09
2010, un nano vissuto pericolosamente! Previsioni psicolabili per guardare al futuro comodamente sedati (prima parte)
di Lia Celi
GENNAIO
Paura durante il messaggio di San Silvestro del capo dello Stato: uno
psicolabile si introduce nello studio di Napolitano mentre loda lo
spirito civile e il coraggio del popolo italiano. «E poi il pazzo
sarei io» sghignazza lo squilibrato, mentre I corazzieri lo
trascinano via. La gente guarda al balcone di Piazza San Pietro in
cerca di una parola di speranza, ma ci trova solo Benedetto XVI. Come
ogni anno, il pontefice affida l’Italia alla Madonna, ma la Vergine ne
ha le palle piene di assistere gratis un paese di anziani
rincoglioniti e litigiosi, e pretende un contratto regolare con
contributi e tutto.
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16.11.09
Agnellino

L'agnellino è bello / l'agnellino è bello / l'agnellino è bello / l'agnellino è brutto (Iris a tre anni)
10.11.09
Ice Magic over the World

La serie dedicata alle giovani pattinatrici, che Lia sta scrivendo per EL, è sbarcata in Giappone.
03.11.09
Madeleine della bassa

Scrivere queste righe pescando in territori che possono scatenare la commozione è stato impegnativo, ma sono contento, grazie a Giulia Blasi, di aver fatto tornare la signora Angela qui con noi, sulla rete.
21.10.09
Orlandino Guest Star
Nell'ambito di un progetto dedicato alla scrittrice Anne-Laure Bondoux affidato ai volontari di Mare di Libri, sono state prodotte delle videopresentazioni, partendo dal testo di "La vita come viene", nuovo libro della scrittrice d'oltralpe. Le straordinarie ragazze che gravitano sulla benemerita libreria "Viale dei Ciliegi 17" di Rimini, hanno chiesto la presenza di Orlando per una brevissima ripresa. Eccola qua.
20.09.09
Biblioterapia: come curarsi (o ammalarsi) coi libri
Domenica 1 novembre, Lia Celi, autrice di satira, scrittrice di racconti per ragazzi e adulti e collaboratrice di trasmissioni radiofoniche e televisive, proporrà ai lettori presenti al corso di lettura della Biblioteca Gambalunga di Rimini, il tema: "Quando la prosa è meglio del Prozac, ovvero: prima di passare agli antidepressivi, meglio passare dal libraio".
Le conversazioni, che si terranno nelle antiche sale della Biblioteca Gambalunga (da domenica 25 ottobre a domenica 20 dicembre alle ore 17), saranno condotte da "bibliotecari" del tutto speciali, che della lettura e della scrittura hanno fatto la loro professione, ma che sono qui chiamati per raccontare le loro avventure di lettori, evocando i libri e gli autori che si sono intrecciati alle loro esistenze: i libri di formazione, quelli che hanno trasmesso esperienza, gioia, libertà, ma anche dato angoscia, evocato idee malvagie...
Per partecipare, come allude il titolo scelto, che rinvia ironicamente all'idea di cure low cost "per star bene", è richiesta una speciale somministrazione "farmacologia" di lettura: per la cui pratica si richiederà sia disciplina e impegno, che altrettanto necessarie irresponsabilità e libertà: perché la lettura non é prescrivibile, e imprevedibili sono i suoi esiti, essendo il leggere un'esperienza quanto mai individuale e anarchica. Si può alimentare un'esistenza della sola Bibbia o del Corano, ma si può anche non leggere nulla; oppure si può riempire la propria vita di letture nel tentativo di conoscere e ordinare il mondo. I libri possono essere strumenti vivi da usare nella vita di ogni giorno; possono aiutarci a capire i nostri sentimenti, attraverso il confronto con le parole degli altri, farci allargare i confini del mondo, oppure farci affacciare sul nulla.
25.08.09
Un pasto al sole, ovvero:
cenare in spiaggia è comodo solo se sei un gabbiano
La cena in spiaggia è un rito che ci fa sentire più amici, più riminesi, più in vacanza. Ma bisogna arrivarci preparati. Ecco una piccola guida ai “topoi” del pasto consumato sotto l’ombrellone o sui tavoloni del bagnino.
PASTA FREDDA
Regina incontrastata del beach-food, nasce dalla leggenda metropolitana secondo cui d’estate una ciotola di maccheroni gelidi e unti è più gradita di un bel piatto di lasagne fumanti. La ricetta è semplice: si cuoce troppo o troppo poco una carriolata di pasta, la si condisce con gli avanzi del frigo, la si stiva in un Tupperware grande come un silos e la si tira fuori in spiaggia quando i commensali sono così allupati che divorerebbero un gommone. Da maggio a settembre inoltrato, intere famiglie riminesi non mangiano altro che pasta fredda, e quando in autunno rivedono degli spaghetti caldi piangono di commozione... Misteriosa caratteristica della pasta fredda è che, a prescindere dal numero degli ospiti e dalla quantità, ne avanza sempre un casino. Ma «il giorno dopo migliora», e non è una bugia: peggio di così non può diventare.
«VADO A PRENDERE DUE PIADE»
Equivalente balneare del vecchio «scendo a comprare le sigarette». L’assenza del marito o fidanzato in cerca di piade sul lungomare può durare dalle due ore ai due anni, dipende dalla fedeltà del lui in questione e soprattutto dalla fila ai baracchini delle piade. Non si sa bene cosa faccia il marito o fidanzato nel frattempo; però, dopo due ore o due anni, torna effettivamente con le piade. Questo spiega il successo della pasta fredda fra le bagnanti riminesi: serve a trattenere i partner in spiaggia, al limite sbattendogli in testa violentemente il Tupperware.
«CHIAMIAMO LA PIZZA?» ovvero LA VENDETTA DEL TUPPERWARE
La matriarca ha dimenticato a casa il Tupperware di pasta fredda. Non si fida a spedire il marito a casa a prenderlo (rischia di non vedere più né lui né il Tupperware), e non si fida ad andarci lei (l’ultima volta che ha lasciato i figli al coniuge, il più piccolo è stato recuperato solo e nudo a Marebello). Dopo un’ora buona di battibecchi e recriminazioni, solo verso le otto di sera ci si risolve a ordinare la pizza che, assicura il pizzaiolo, arriverà entro quaranta minuti. Alle nove passate sono ancora tutti lì, digiuni, infreddoliti e immusoniti, invidiando la famiglia del bagnino che sotto la tettoia banchetta allegramente da due ore con porchetta e peperonata. Alle dieci scoprono che il pizzaiolo ha perso la loro ordinazione, e, sempre litigando, tornano a casa, dove li aspetta il fatale Tupperware di pasta fredda.
LA CENA PORTERELLA
C’era una volta la tavolata in spiaggia tra famiglie, in cui tutti contribuivano con cibi casalinghi: chi portava l’insalata di riso, chi il gratin, chi il vitello tonnato, ecc. I tavoloni del bagnino erano occupati fin dalle undici del mattino alle dieci di sera da famiglie sforchettanti. Ma un brutto giorno sul convivio spiaggiarolo si abbatté una calamità: la pasta fredda. Colonne di Tupperware caricati a maccheroni viscidi occuparono militarmente le tavolate, soppiantando tutte le altre pietanze. Da allora la cena porterella è diventata l’equivalente alimentare dello scambio di coppia: i mariti assaggiano le paste fredde delle mogli altrui, e si accorgono che in fondo non c’è poi tutta quella differenza.
(Lia Celi da Chiamami Città, luglio 2009)
05.08.09
Serata Riminese
venerdì 7 agosto ore 21UNA SERATA CON Lia Celi, autrice.
Presentazione della collana
“Ice Magic”,
El Edizioni - dagli 8 anni.
Alice, Elena e Serena della libreria "Viale dei Ciliegi 17" vi aspettano in via Bertola, 51/57a
a Rimini. Per informazioni tel. 0541 25357
info@vialedeiciliegi17.it
19.06.09
Venezia-diario di bordo
Ciao!!! Io sono Emma, ho scritto già qualcosa per il giornalino della scuola, ma questo è il mio primo reportage!
Come gita di fine anno io e la mia classe siamo stati a Venezia e in tutte le altre isole. Venezia è famosa per Piazza San Marco, per il Palazzo Ducale, per le calli, i campielli, le gondole. . . nessuno sa che, dall’altra parte della laguna, ci sono tanti altri luoghi da scoprire, misteriosi ma altrettanto belli! Venezia è anche un luogo dove tante culture si incontrano, perchè turisti da ogni parte del mondo vengono per visitarla. Infatti Venezia, Venice, Venedig, a seconda di come è chiamata, ha più turisti che abitanti, il che è spiegabile, perchè Venezia è una città bella e cara.
Ma andiamo con ordine. Cos’è successo?
Prima tappa, la stazione.
Ci siamo alzati alle sei e siamo partiti alle sette. Il treno ci ha portati in giro per la Romagna e per l’Emilia. Nel treno ci siamo scatenati, avevamo uno scompartimento tutto nostro! Arrivati a Bologna siamo scesi, giusto il tempo di comprare panini e cicche e siamo ripartiti. Per arrivare a Venezia bisogna passare sul Ponte della Libertà, che collega l’isola alla terraferma. Quando ci siamo passati, ci siamo messi a strillare: sembrava di volare sull’acqua!
Arrivati alla stazione di Venezia, siamo usciti: fuori la stazione era un complesso bianco, sembrava un agglomerato di cubi, su cui spuntavano alcune bandiere: una con lo stemma di Venezia, quella italiana e quella dell’Unione Europea. Fa un bell’effetto uscire dalla stazione e ritrovarsi davanti il Canal Grande! Piovigginava, e abbiamo aperto l’ombrello. Accanto a noi passavano turisti tedeschi, inglesi, americani, cinesi, giapponesi, svedesi, scandinavi e spagnoli. Sull’acqua passavano barche e vaporetti di ogni forma, dimensione e colore.
Seconda tappa, il parco.
Si mangia!
Alcuni genitori sono andati in un ristorantino, noialtri invece ci siamo rintanati in un parco con giochi, tavolini, aiuole e cespugli fioriti, e tanto verde!
Per andarci, siamo passati tra le vie veneziane, e in ognuna c’era almeno un baracchino di souvenire. L’industria di souvenire veneziani va davvero a gonfie vele, soprattutto quella delle maschere, che pare siano le cose che si vendono di più. Per riconoscere quelle originali da quelle contraffatte, basta vedere il materiale: quelle originali sono in cartapesta, quelle contraffatte in plastica. Alcune di quelle originali hanno il timbro Original Venezia e quelle più prestigiose hanno il cartellino Maschere del Galeone.
Al parco abbiamo giocato un pò: siamo saliti tutti insieme sull’altalena! Abbiamo anche incontrato dei ragazzi che recitavano La Tempesta di Shakespeare.
Terza tappa, San Marco e Palazzo Ducale.
Siamo arrivati in Piazza San Marco, era una vera meraviglia: sugli alti obelischi rossi stavano angioletti d’oro, statue bianche di santi incorniciavano la chiesa grande e maestosa, un enorme orologio con i segni zodiacali. . . non la si poteva confondere con nessun’altra piazza al mondo! Palazzo Ducale è un enorme massiccio in marmo bianco, lussuosamente e peccaminosamente ricco.
Naturalmente c’erano anche i leoni, due in pietra e uno in oro.
Certo che Venezia non smette mai di stupirti!
Ma la nostra tappa era il museo, non queste cose viste e riviste; dopotutto, noi siamo viaggiatori della Venezia misteriosa, non delle cose più scontate. . .
Quarta tappa, il museo.
Al Museo del Doge ci hanno distribuito microfoni e radioline: servivano per ascoltare meglio la guida che spiegava, una donna che somigliava a un topo. Abbiamo fatto un gioco: dovevamo trovare degli indizi nascosti in quadri, stanze e sculture, e scoprire il colpevole di un omicidio!
Siamo perfino entrati nelle segrete, dove venivano rinchiusi i prigionieri. Era un posto tutto in pietra, con celle quadrate dai soffitti non molto alti. In alcune c’erano anche le vecchie brocche e ciotole di pietra vuschiosa dove un tempo ci dovrebbero essere stati pane e acqua. Qualche maleducato, però, aveva anche fatto dei graffiti sulle bellissime e storiche pareti: in italiano, dialetto veneziano, inglese e tedesco.
Si narra che nel Medioevo dopo una riunione del Senato in questo palazzo ci fu un omicidio, e la gente incolpò Iacopo Foscari, il figlio dell’ex-Doge Francesco Foscari. Iacopo era innocente, ma un malvagio senatore suo vicino e rivale, aveva mandato una falsa testimonianza dell’accaduto al Doge in carica a quel tempo. Iacopo fu orribilmente torturato finchè, per sfuggire a quel giogo e cadere nelle braccia della morte, finse di dichiarare di essere stato lui l’assassino, che in realtà era stato un certo nobile Nicolò Erizzo. Francesco Foscari non potè fare niente per fermare tutto ciò, e ne rimase tormentato tutta la vita. Si dice che il fantasma di Iacopo Foscari giri tutt’ora nel castello, inquieto, chiamando a gran voce suo padre e il suo condannatore. Ma con tutto il chiasso che abbiamo fatto, il fantasma si sarà spaventato!
Quinta tappa, il nostro albergo sull’isola di Sant’Erasmo.
L’isola di Sant’Erasmo è la più grande dopo Venezia, è un paradiso dell’agricoltura e della serenità, niente macchine, ma solo bici, motociclette e camioncini. È lì che c’era il nostro albergo, il Lato Azzurro, così si chiamava. Che Paradiso che c’è, lì! Detto fra noi, vi consiglio caldamente di passarvi le vacanze.
La nave De’ Mosto ci ha portato lì.
Il paesaggio era incantevole: osservavamo i contadini svolgere i loro lavori nei campi e staccavamo i piccoli fichi acerbi da un giovane albero un pò storto.
Le camere erano ampie ed accoglienti, e alcune avevano pure un balconcino. I letti erano morbidi e profumati, solo i bagni erano un pò malfunzionanti, ma a chi importava! E la cena era decisamente poco appetitosa: un piatto di strozzapreti con poco pomodoro per primo, un pezzetto di carne scondito per secondo, perfortuna accompagnato da patatine con ketchup e maio, e per dolce. . ., budino al cioccolato!
Abbiamo organizzato dei vari chiassosi pigiama party in ogni camera, finchè non abbiamo fatto tutti silenzio.
La mattina dopo ci hanno servito una colazione sontuosa. C’erano caraffe di latte, caffè e succo d’arancia; scatoline contenevano bustine di carcadè, tè nero biologico, tè nero al miele e limone, tropicale e miscela di frutta. Pane tostato e biscotti, marmellate di vari tipi, miele, burro. E poi, da mescolare con le altre cose: cacao, caffè, zucchero, muesli e muesli tropicale.
Sesta tappa, le isole selvagge della laguna.
La Raptus è la barca che ci ha portati in giro per la laguna selvaggia, a vedere le briccole, le barene e le velme. C’era un marinaio che guidava il timone, e due ragazzi che facevano la guida.
I due sono anche due aiutanti degli Scout di Venezia.
Abbiamo visto due fortini infestati nelle isole verdeggianti e selvagge, e abbiamo pranzato su un’altra bellissima, con un panino al salame, un’arancia e una merendina biologica.
Durante il giro ci hanno raccontato due storie dell’orrore veneziane: Il matrimonio di Venezia e Il mago dal cuore di pietra.
I due ragazzi erano simpaticissimi, formavano un binomio perfetto, e ci hanno subito conquistati.
Settima tappa, Burano.
Burano, da non confondere con Merano, è una delle isolette della laguna, ma a differenza delle altre questa è abitata! Le casette sono di colori vivacissimi e tutte diverse, perchè all’inizio Burano era abitata solo da pescatori e i colori sgargianti servivano a far riconoscere a ognuno la propria.
Nei negozi si vendono dei biscotti speciali, i Buranelli Bussolà, fatti con un esagerazione di uova, zucchero, burro. . . Sono buonissimi!
Un’altra cosa per cui Burano è famosa sono i suoi merletti e pizzi vari. Anch’io ne ho comprato uno per souvenir. Si dice che siano state le sirene a confezionare il primo, e che poi le comari del villaggio abbiano ricopiato quei ricami, prima esclusivamente per uso d’abbigliamento, poi come centrini.
Piccola pausa per merenda e acquisto-souvenir e poi siamo ripartiti. Per l’albergo, questa volta.
Ottava tappa, la Collezione Peggy Guggenheim.
Molti sanno chi è Peggy Guggenheim, la signora un pò schizzata con gli occhiali enormi e variopinti, e ancora di più conoscono la sua collezione a Venezia.
Noi ci siamo andati il giorno dopo. Il Peggy Guggenheim è un posto fantastico, fresco e profumato. Dentro c’erano tutti i quadri, che io però già conoscevo, più belli del mondo.
Strambo! Anche stavolta la guida somigliava a un topo.
Dopo abbiamo fatto anche un laboratorio: dei fumetti sui quadri che avevamo visto. Poi ce ne siamo andati.
Nona tappa. . . casa.
Siamo tornati tristemente in stazione sulla nave Marco Polo, e il treno ci ha riportati a casa.
Mentre scrivo questo articolo mi torna in mente una cosa. . . una o due notti dopo il ritorno, ho risognato Venezia: ero io, da sola: era un giorno di vento forte, la mia coda di cavallo piena di ciocche ribelli era scompigliata dal vento e indossavo una giacca lunga color fungo geneticamente modificato, da Sherlock Holmes. Un uomo mi aiutava a salire su una gondola di legno massiccio, per poi lasciarmi lì. Nel Canal Grande c’erano pochissime barche per via del vento, ma improvvisamente si placò, e io ero lì tranquilla tra il grigio del cielo e l’azzurro del canale. . . o forse era il contrario?
Questo articolo è stato scritto da me, Emma Grassilli! Se volete commentare, criticare o conversare con me, scrivete qui sotto o mandate a robertograssilli@gmail.com
18.05.09
Intervista su Radiotre - Fahrenheit
Aggiornamento 22/5/09: potete ascoltare qui l'intervista
andata in onda su Radiotre - Fahrenheit.
La trasmissione di riferimento per lettori e scrittieri di tutta Italia giovedì 21 maggio ha intervistato Lia sulla collana Ice Magic, che sta facendo onorevolmente il suo percorso editoriale. I dieci minuti previsti si son ridotti a sei per i ritardi della scaletta, ma comunque potete riascoltarli qui.
29.04.09
Presentazione a Rimini
Mercoledi 6 maggio, presso la Libreria "Viale dei Ciliegi 17" di Rimini, Lia Celi presenterà la nuova collana di libri per giovani lettori "Ice Magic". Chi non sta troppo lontano dalla nostra cara cittaduola in riva al mar è dunque atteso alle ore 17.00 in via Via Bertola, 51/57a (tel. 0541 25357 info@vialedeiciliegi17.it ) .
Venite coi pattini o anche a piedi, che si fa un po' di festa tutti assieme.
La collana, coi suoi primi quattro titoli, ha iniziato il suo viaggio in maniera incoraggiante. I diritti di pubblicazione sono stati acquistati dall'editore Bayard di Parigi e da altri editori in Polonia e Turchia.






