Come vivere infetti e felici
 
 

novembre

Posted at novembre 5, 2003 by

emmaguitar_th.jpgPapà, cos’è un Gafà?” chiede la mia Maggiore, al termine di una spettacolare sequenza di “ruote”, sul parquet del soggiorno.
Un che cosa?” replico, offuscato, spugna abrasiva in mano, fondo di pentola tosto e odoreggiante.
Un Gafà!” insite Emma, che nel frattempo ha disegnato Doremi e Lullaby e le ha colorate di tutto punto. “lo dici tu nella tua canzone!
Allora… aspetta. Ho detto diverse cose nelle canzoni dei Tertals, talvolta, in effetti, oscure anche a me stesso. Ma il “Gafà” proprio non me lo ricordo. Un inedito di Ted Nylon finito nelle mani della biondina frutto dei miei lombi? Emma si è già stancata di atttendere una mia risposta e ora sta pencolante sul divano, immersa nella lettura di un Manuale di Biologia. “Senti“, le chiedo a disagio “me la canti? No so di che canzone…Emma, comprensiva, non alza gli occhi al cielo e intona:
Attiro menomme a pagina 7 / son cinque le vette di un lungo Gafà
Per merli e formica si sono sbagliato / si era incendiato un lungo Gafà
è il sussidiario…

Ah, certo! è “Sussidiario“! Traslato nel lessico di una personcina che non ha ancora l’età da nozioni scolastiche, e che se mai sentirà qualcuno parlare di Ciro Menotti e di Muzio Scevola, difficilmente costui sarà la Signora Maestra. Il sussidiario,quello vero, di carta, e il suo modo di consegnare alle permeabili memorie degli scolaretti quei frullatoni di sapere spicciolo, non esistono più da molto tempo e questo mi provoca il pensiero che forse, fra qualche anno, il testo della nostra song quasi ventenne non risulterà più intelleggibile. Sarà come erano per me le frasi arcaiche delle romanze che cantava la mia mamma facendo i lavori di casa, o i versi dell’opera sentita alla radio, o, meglio ancora, le invocazioni sopravissute in latino nelle funzioni dove esercitavo come chierichetto (consolatrix afflictorum… Asterix contro Giulio Cesare?).
Osservo Emma che comincia ad allestire assieme a Gioconda un musical espressionista, e provo un senso di grande consolazione. Se fra molto tempo qualcuno avrà ancora occasione di ascoltare le composizioni di LMT, e se l’ascolto risulterà, alle giovani orecchie del futuro, una specie di grammelot di geroglifici sonori, potremo dire che, alla fine, una delle missioni della Band sarà compiuta.
Il testo completo e tutto il resto su “Sussidiario“, clicca qui.

 
 

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