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Dindòlla pan gratèe Mitìim a lèt c’a son malèe po’ cusìim una galèina e canteem la Dirlindèina |
Dondola dondola pane grattato mettetemi a letto che sono malato poi cuocetemi una gallina e cantatemi la Dirlindina.
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Nel senso che sono parecchi anni che la facciamo. Prima delle pupette, prima del matrimonio, prima del prima, avevo istituito questo incontro arbitrario, pre-natalizio (in tempi lontani la sera della Vigilia, in seguito: qualche giorno prima del 25) allo scopo di consentire agli amici di farsi auguri e doni, prima di essere risucchiati dai riti delle rispettive famiglie.
Piazzavo una quindicina di amici adulti davanti ad una selezione di cartoni più o meno in stile natalizio, selezionati amorevolmente dalla mia collezioncina, finche’ non entrava mia madre con raviole e panone alla bolognese.
In anni successivi mi sono spinto a preparare un programma vero e proprio, con tanto di libriccino-guida, contenente informazioni base sui toons della serata, il quale fungeva anche da biglietto d’auguri. Ricordi davvero piacevoli.
Dopo l’arrivo di Emma, il cambio di case, il pieno di pupetti nella mia e nelle altrui famiglie, il tutto è divenuto meno pretenzioso, molto easy e ugualmente piacevole.
Domenica scorsa, ad esempio, la Casina Verde era galoppata in su e in giù da 14 bambini, dai 4 mesi agli otto anni di età. Volete mettere l’atmosfera? I nostri albero e presepe, piazzati in mezzo alla zona living quasi a mo’ di sfida, sono stati rimirati ed rispettati dai piccoli ospiti. dimostrazione che a volte, quando ci si fida di loro…
Le mie tre bambocce hanno sguazzato in questa melassa di amichetti e pacchetti e alla sera erano ubriache, cionodolanti per casa come i tre topini ciechi (Iris ormai gattona molto bene).
In questi anni di festine natalizie, alcune cose non sono mai cambiate. Una di queste è la bontà dei dolci preparati da Lia. Quest’anno la Signora Celi ha sfoderato una torta a base di ricotta che e’ durata una manciata di minuti, e un’altra focaccia con ripieno di cioccolato che non ho fatto in tempo ad assaggiare
Un’altro ingrediente immodificabile del ritrovo è la visione di un particolare cartone animato, un vecchio corto della Mgm che è un mito presso i miei amici.
Si tratta di “Bedtime for Sniffles” (7′, 1940, Usa), dove il tenero topo protagonista (una delle prime creature del grande Chuck Jones) si sforza di restare sveglio la notte della Vigilia per riuscire a vedere Babbo Natale (non riuscendoci, ovviamente).
Questo piccolo film deve avere qualcosa di magico. Sicuramente per noi si è tramutato in amuleto, se pensate che anche quest’anno, un gruppetto di amici bolognesi è venuto in trasferta alla festa per non perdersi il “momento Sniffles” (grazie Andrea, Daria, Federico, Isabella!).
Per farvi un’idea dell’affezione nei confronti di questo Sniffles, posso dirvi che un’anno un amico si presentò alla festa con una scatola di fischietti, distribuiti poi ai presenti per aiutare il topolino animato a non crollare nel sonno prima dell’arrivo del vecchio Santa.
Negli ultimi due-tre appuntamenti, la storiellina di Sniffles ha iniziato a suscitare le risate e la trepidazione della generazione successiva alla nostra. Non vi sembra una cosa di cui andare fieri?
BUON NATALE A TUTTI!!
)
Bedtime for Sniffles io ce l’ho su una vhs
prodotta nel 1989 da MGM/UA, intitolata “The Best of Bugs Bunny & Friends“.
Anche gli altri toons, con protagonisti Daffy, Bunny, Elmer Fudd ecc… fanno parte dell’epoca d’oro dei corti degli Studios statunitensi.
Questa nana la sculaccio,
il solletico le faccio,
da ogni parte la stropiccio,
la sbaciucchio un po’ a casaccio,
poi la passo col setaccio.
Che diventi fine fine
per far cento polpettine.
da “Mamma Cannibale”
di Letizia Cella
Ed. Salani – I Criceti 1997.
E dunque eccolo qua, albero Julgran Grøn Ikea Julienne (cliccatelo se volete vederlo in tutti i suoi 2,10 metri di virilità). Decori provenienti da: Ikea, Portico dei Servi (Bo), Ipercoop, Bloomingdale, regali di amici, bancarella di Mani Tese, vacanze in Norvegia, panini fatti in casa, ecc…
Esecuzione di Emma, Lia, Gioconda, Roberto. Sovrintendenza di Iris.
EMMA= Papà vuoi sapere come si veste Ragazzina Star?
NASO DI PAPOLO=Sì dimmi..
EMMA= Stivaletti viola, maglia rosa e arancio, pantaloni neri, casco con l’antenna e le cuffie con la musica grigio, razzi obliterali verdi… Però forse il casco no, perchè ha la codina a fontana come Kim Possible e…
NASO DI PAPOLO= Ha dei razzi? Dove li ha?
EMMA= Sulla schiena. Ma non esce il fuoco, escono dei cerchi bianchi.
GIOCONDA= Io voglio blu
EMMA= No! Blu è il mio colore! Tu bianchi!
Il dissidio non esplode perchè in quel momento la Trici passa davanti a una vetrina su cui Emma legge: “noleggio montaggio ponteggi“.
Un mantra demenziale a gran voce ci accompagna fino a casa:”noleggio montaggio ponteggi noleggio montaggio ponteggi…” . Quando Lia ci apre è seriamente tentata di richiudere subito la porta.
Riverso sul divano, ipnotizzato dalle luci colorate, debilitato dal virus, ascoltavo le vocette attorno al tavolo provenienti dall’altra stanza. Un benessere un po’ narcotico mi teneva equidistante dal rimorso di non partecipare al laboratorio delle Porporine e dalle incombenze domestiche.
MAMMA LIA=Forse però manca un animale qui in casa.
EMMA= Un gattino!
GIOCONDA= Tre maiali!
MAMMA LIA=Ma Gioconda!!! TRE MAIALI??
GIOCONDA= Va, bene, un maiale.
Domenica stiamo finalmente tutti bene, si va a pranzo fuori col nonno. Pochi km lungo la marecchiese e ci accomodiamo sulle rustiche sedie della Delinda. Siamo in una trattoria da poche decine di coperti. Brutta, spoglia, quasi un bar con la prolunga. Ma per il resto, non c’è trucco non c’è inganno.
Beh insomma, tutto in questi giorni complotta per tenerci lontani dalla Blogsfera. Ora tocca recuperare un po’ di tempo perduto. Vediamo…
Tutte le natalerie sono ormai in posizione. In casa e altrove. Il mio volontariato per l’allestimento del presepe nella scuola materna di Emma e Gioconda mi ha messo in contatto con nuovi homo parents (soprattutto mamme), ed ho fatto qualche passo avanti nella mia integrazione riminese.
Il tema didattico di quest’anno, come ho già raccontato, erano gli animali della fattoria. E’ stato divertente. Ho avuto conferma che molti di noi portano nel proprio codice genetico una precisa idea di presepe, un’impronta che lo distingue da tutti gli altri esseri viventi. Il Ris di Parma dovrebbe tenerne conto: non esistono due italiani che posizionerebbero la capanna di Gesù Bambino nella stessa maniera.
La nostra conformazione neuronale riconosce una sola possibile combinazione di gregge di pecorelle, un solo modo di allestire le montagne di carta spiegazzata. Il modo di collocare il pastorello dormiente di un nostro simile risulta ostile al nostro sistema immunitario. Forse, nell’antichità, il confronto fra adulti della stessa specie sulle specifiche del Presepe è stato alla base di qualche salto evolutivo.
Comunque è venuto bene. L’inconveniente è risultata essere la dimensione di Porco & Pollo: un po’ vasti, in verità. Nessuno mi aveva dato indicazioni a riguardo, così abbiamo dovuto collocarli che spuntano da DIETRO le montagne, come due ilari Godzilla di cartoncino colorato.
Ho proposto agli altri genitori, a quel punto, di inserire anche dei piccoli, terrorizzati, giapponesi di pongo. Mi hanno guardato come fossi un bolognese immigrato da cinque mesi.
L’ultima che ho fatto, qualche giorno fa.
Lia se ne dichiara entusiasta, non so se per assicurarsi che non perda la voglia di cucinare
Sicuramente, nonostante credo sia il grado “uno” delle ricette di torte, è stata spazzolata via in poche ore.
TORTA DI PERE
Dolce DECISAMENTE burroso assolutamente “flat“, perfetto per la prima colazione.
(fonte: a caso su Internet)
Ingredienti per 10 porzioni:
•3 etti di farina
•2 etti di burro
•2 etti di zucchero
•3 uova
•una bustina di lievito
•4 pere
Preparazione: Mescolare le polveri poi aggiungere le uova e miscelare bene.
Sciogliere il burro su fuoco dolce o a temperatura ambiente (meglio) ed aggiungerlo al resto. Sbucciare e pulire le pere e tagliarle a dadini.
Unirle al composto e versare il tutto in una teglia con carta forno e spolverare di zucchero la superficie.
Cuocere 35 min. circa in forno a 170 – 180°C.
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Dindòlla pan gratèe Mitìim a lèt c’a son malèe po’ cusìim una galèina e canteem la Dirlindèina |
Dondola dondola pane grattato mettetemi a letto che sono malato poi cuocetemi una gallina e cantatemi la Dirlindina.
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Causa debilitazio, segnalo un post un po’ di nicchia su un’argomento però di discreto interesse qui su La Vonorace. Il seguito lo trovate nel Warehouse.
Non sto qui a compiangere le sorti di un’anziano erede di (parte) di una fortuna miliardaria.
Forse sono addirittura un po’ sollevato nel sapere che il settantatreenne nipote di Walt Disney, buttato fuori dall’azienda che porta il suo nome, possa finalmente smettere di fare di tutto per somigliare fisicamente al mitico zio.
Per Roy Edward Disney basta baffetti anni ’20, basta sorriso da sogno americano, anzi: una bella gragnuola di accuse all’attuale mr. Big della multinazionale del Topo… (Leggi il seguito)
Per i momenti di bollitura totale, per la pausa svacco al computer. Per il momento che segue alla riaccensione serale del vostro pc, dopo che finalmente i piccoli tarantolati sono caduti nel sonno.
La Rete diffonde, tra le altre cose, piccole manie giocose e innocque, che per qualche ragione attecchiscono in maniera incredibile e fanno proseliti in tutto il mondo. E’ successo qualche mese fa con i Phoons, adesso è il momento del Parking Spots.
Come ben si evince dalle immagini nel sito ufficiale, si tratta semplicemente di scattare una foto nella cui inquadratura avete allineato un modellino di auto in modo che l’illusione prospettica lo faccia sembrare “parcheggiato” coerentemente con il paesaggio “circostante”.
Naturalmente mi sono dato subito da fare. 
Ed è con emozione che vi comunico che nel cortile dietro casa mia parcheggiano regolarmente due celebrità degli Studios Hanna & Barbera. Eccoli catturati in questo scatto.
Naturalmente il PAPINO vive una situazione analoga alla mia. Le similitudini fra ciò che succede alla sua famigliola e alla mia sono molte. Potete vedere chi parcheggia porditoriamente nei suoi spazi condominiali cliccando qui.
Non ha funzionato? Siete ancora nervosi? La faccenda qui sopra del parcheggio stupido ha peggiorato lo stato dei vostri nervi? Niente paura.•L’angolo della regressione: Il modellino dell’ auto di Yogi è un pezzo autentico degli anni ’60, prodotto da Mebetoys (?) tutto in metallo (tranne i due personaggi e l’abitacolo). Quando era integro, presentava una canna da pesca con pesciolino argentato, una radio sul cruscotto e, aprendo il cofano del motore, una padella in cui soffriggeva un altro pesche (quella c’è ancora). E’ un regalo natalizio ricevuto più di 30 anni fa dal sottoscritto.

Dolce semplice e doppiamente risparmioso: consente di riciclare il pane secco e si cuoce a bagnomaria sul fornello, decisamente più economico del forno elettrico. Unico inconveniente: richiede uno stampo da budino con coperchio, non facilissimo da trovare (un pensiero al Casalinghi di Via Del Borgo, a Bologna, che non c’è più).
Per contrastare il principio di Archimede e mantenere lo stampo fermo nella pentola, sceglietene una che lo contenga di misura e collocate un peso sul coperchio (io ho usato un grosso tagliere di legno).
Fonte: Grande Enciclopedia della Cucina Curcio
PUDDING ALLA RICOTTA
•burro 60 g
•pangrattato 125 g
•ricotta 500 g
•zucchero 125 g
•3 uova
•buccia grattugiata di un limone
•una punta di spezie miste (cannella, zenzero, cardamomo)
•mandorle macinate 50 g
•uvetta 50 g
•burro e pangrattato per cospargere
Fate fondere il burro in padella e tostatevi il pangrattato per tre minuti. Togliete dal fuoco e incorporate la ricotta setacciata, lo zucchero, i tre tuorli, la buccia di limone e le mandorle.
Montate a neve gli albumi e aggiungeteli con delicatezza al composto, completate con l’uvetta, fatta rinvenire in acqua o tè caldo e asciugata. Versate nello stampo da budino imburrato e cosparso di pangrattato, quindi chiudetelo col coperchio e mettetelo a bagnomaria in una casseruola contenente acqua bollente.
Fatelo cuocere per un’ora a fuoco moderato. Toglietelo, fatelo riposare 5 minuti e rovesciatelo su un piatto. Servitelo con una composta di frutta, o con frutta sciroppata.
Lia l’ha fatto oggi pomeriggio, e subito, grazie al profumo, la Casina Verde s’è swicciata in modalità “prenatalizia”.
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