Come vivere infetti e felici
 
 

febbraio

Posted at febbraio 5, 2004 by

mercato4.jpgE’ bello, dopo aver lasciato le Coccolose alla scuola materna, fare un piccolo giro di spesa, comprare i generi essenziali nel mercato coperto vicino a noi. La Casina Verde è stata scelta anche per questo: grande mercato di frutta-verdura e pesce, con negozi tutt’attorno e fornitissima Conad veramente a due passi.
Così, prima di rientrare a casa e genuflettermi al computer, m’infilo fra queste signore e signori dall’aria rilassata, molti anziani ma anche mammine passegginate, badanti ucraine, giovinotti con attività autonoma nei paraggi. Un Montebianco caldo, o un’Albana con vista sulle canocchie che si agitano nei banchi è l’appuntamento di molti Riminesi dall’aria benvissuta. Si lanciano strali e finte minacce roboanti, e nonostante lavorino forte, sorridono.
Lo fanno persino gli addetti al banco carni del Conad. Scherzano e non rinunciano alla battuta al cliente abiutale. Io guardo, forse apparendo come un signore riservato (!!!), e penso che è straordinario.
Racconto qui queste cose con il dubbio di allestirvi un paese delle delizie che sicuramente non esiste nemmeno a Rimini, ma non posso fare a meno di notare. Vengo da dieci anni di una Bologna progressivamente incarognita, e da una Milano che, inutile pretendere, nel bene e nel male è Milano.
Però devo piantarla con una cosa. Quando il negoziante, finito di incartare l’acquisto, mi chiede “altro?”, io rispondo ancora alla petroniana: “altro“.
Sotto le Due Torri è uno scambio normale. E’ insensato come “How do you do?” risposta: “How do you do?“. Si tratta della contrazione della risposta “nient’altro grazie“, che a Bologna chiude lo scambio commerciale, ma altrove, come qui al mare, lascia il venditore in stand-by in attesa di altri ordini.
Mi passerà. Per esempio, la poca voglia di uscire per strada mi è già passata.

 
 
 
La Vonorace is powered by WordPress™ on FatMary Theme © 2008
‡ 26 queries in 0,118 sec ‡