Come vivere infetti e felici
 
 

febbraio

Posted at febbraio 18, 2004 by

grillo.jpgSarebbe bello poter parlare solo di ricette e costumini di carnevale, ma ogni tanto, specie dopo certi tg o certe letture di quotidiano, mi viene una certa ansia genitoriale che mi impone di fare qualcosa, fosse anche solo un gesto da bloggaro.
Fatto è che stanno scaldando i silos, in previsione della campagna elettorale. Fra poco capiremo la loro reale potenza di fuoco, quella che verrà scatenata dagli innumerevoli artiglieri posizionati in questi due anni e passa di governo. Con tutte le carte in mano all’avversario, verrebbe voglia di ritirarsi in anticipo. E siamo in molti ad essere colpiti da una sorta di Crepuscolo degli Zebedei, nel vedere il modo in cui la sinistra d’apparato si prepara ai prossimi confronti d’urna.
Ma non possiamo non farlo: ai loro bombardamenti a tappeto opporremo, in mancanza di meglio, i nostri cartuccini, i bengala, le miccette così inefficaci ma così fastidiose. Lascio il cerino a Beppe Grillo, che ho ricevuto e volentieri pubblico. Sarete d’accordo che si tratta di persona con una certa credibilità, se non altro perchè non ha mai fatto passerella per politici o padrini d’altra natura, e ha sempre speso le sue parole dotandole prima di una robusta documentazione.
E’ un lungo articolo, un centone di cose risapute e rifiutate da tanta gente che non vuole sapere, non vuole vedere. Io sono un papà, e credo di essere obbligato a “vedere”, e a ripetere la storiella, cercando di credere che la realtà prima o poi farà strame dei suoi tentativi di mistificazione.
Un ringraziamento a Davide Sapienza e alla redazione di Internazionale.

Il crepuscolo dell’Italia (Parte II)
Di Beppe Grillo
Il sistema Fininvest
Il sistema Fininvest e il sistema Italia per certi versi sono analoghi al
sistema Parmalat: molta apparenza, conti falsi, corruzione, poca qualità,
futuro in declino.
Parmalat aveva conti falsi, ma produce milioni di tonnellate di alimenti
che generano benessere reale per decine di milioni di persone in trenta
paesi. Fininvest non è una multinazionale, come Parmalat, ma una
“ipernazionale”. I suoi profitti provengono quasi esclusivamente
dall’Italia e si basano su uno stretto legame con il sistema della politica
italiana e della corruzione. La gran parte dei suoi guadagni viene dalla
pubblicità obbligatoria, un’attività controversa che crea alla popolazione
più danni che benefici. Più che profitti in un mercato competitivo, si
tratta di una rendita senza rischi, basata sul monopolio, sullo statalismo,
sulla produzione di niente di concreto.
Sono miliardi di euro che, con il sistema della pubblicità obbligatoria,
Fininvest “preleva dalle tasche degli italiani” quando questi – anche
quelli che non guardano le sue televisioni – comprano i molti prodotti resi
più cari dalla pubblicità. Meriti e rischi ne ha pochi, perché il
bombardamento pubblicitario è forzato e non è evitabile dai cittadini
(altro che Casa delle libertà!), perché la televisione commerciale –
privata o statale – è l’unico tipo di televisione in Italia e perché questa
rendita pubblicitaria si fonda su concessioni statali di frequenze
televisive ottenute corrompendo il potere politico ai tempi di Craxi. Senza
queste concessioni statali, in quasi monopolio e in parte illegali, le
rendite e il potere di Fininvest crollerebbero.
Da due anni inoltre la Fininvest è ulteriormente garantita dalle centinaia
di suoi uomini che hanno preso il controllo del governo, del parlamento e
della televisione pubblica e che cercano ora di conquistare il controllo
anche della magistratura e della banca centrale.

La rendita senza rischi di Fininvest è inoltre facilitata dal fatto che
molti dei settanta avvocati che Berlusconi ha fatto eleggere in parlamento
usano nei processi contro Berlusconi e i suoi uomini le leggi a favore di
Berlusconi che loro stessi propongono o approvano come parlamentari. Questi
stessi avvocati – per esempio Pecorella, Taormina o Ghedini – sono ospiti
frequenti nei talk show televisivi, dove continuano la loro difesa di
Berlusconi nel “tribunale” italiano più importante, quello di milioni di
telespettatori ed elettori, e spesso parlano in tv per ore senza un
avversario al loro livello. Questo tipo di avvocati miliardari, star del
foro, della televisione e del parlamento, rappresentano bene la
concentrazione che è avvenuta in Italia del potere economico, esecutivo,
legislativo e informativo nelle mani di un’unica azienda, la Fininvest.
Grazie a una legge di Berlusconi – valida retroattivamente anche per i suoi
falsi – il falso in bilancio è stato quasi completamente depenalizzato.
Così è restato o è diventato una pratica diffusa non solo per aziende
italiane come Parmalat, Fininvest e altre, ma anche per il governo. In
Italia il vero rapporto tra deficit e pil nel 2003 non è inferiore al 3 per
cento, come dichiarato dal governo, ma sarebbe superiore al 4 per cento se
la contabilità creativa del ministro Tremonti – un ex commercialista di
Berlusconi – non avesse contabilizzato per il 2003 gli introiti derivanti
da enormi condoni fiscali ed edilizi e da vendite e alienazioni di beni
dello stato che andrebbero distribuiti si molti anni. Quasi tutti sanno che
questa contabilità è una truffa, ma fanno finta di non vedere. Come
fingevano di non vedere la realtà Parmalat.
Un paese al crepuscolo
Se la situazione reale di Parmalat, di Fininvest e dello stato italiano non
è all’altezza delle apparenze e della propaganda, la situazione
dell’economia e delle società italiane – lo dico con tristezza e rabbia –
non è migliore. Purtroppo la realtà dell’Italia non è all’altezza
dell’immagine che la Ferrari e Armani diffondono nel mondo.
L’Italia è in declino rapido, è un paese al crepuscolo. E’ per questo che
il mio spettacolo si chiama Blackout e io entro in scena in una sala al
buio, con in mano un candelabro.
Faccio l’attore comico, il declino dell’Italia lo percepisco principalmente
con gli occhi e le orecchie: vedo la pubblicità e la volgarità dilagare
ovunque nel paesaggio, nei mezzi d’informazione, nella vita quotidiana.
Dove prima c’erano capannoni industriali, oggi ci sono lunghe file di
cartelloni pubblicitari; ritraggono spesso merci che una volta erano
prodotte in quei luoghi ma oggi sono importate. Vedo il degrado
dell’ambiente e della grandi città, sento il traffico e il rumore aumentare
ovunque. Sento la gente: avvilimento, mancanza di prospettive, ignoranza e
disinteresse per ciò che succede nel resto del mondo, egoismo, cattiveria e
volgarità crescenti, chiusura nei propri affari e nella famiglia, declino
del senso civico e della solidarietà.
Anche se come artista avrei il diritto di farlo, non mi baso solo sulle mie
impressioni. Io – attore vero – non voglio fare come Berlusconi – statista
falso – che parla in televisione nascondendo i fatti e le statistiche,
evocando sogni, promesse, miracoli e rivoluzioni.
Mi piace documentarmi con dati e cifre nudi e crudi, senza lifting. Ai
pochi stranieri che volessero ancora investire in Italia e ai molti
italiani che volessero votare di nuovo per il sistema Fininvest-Forza
Italia consiglio due piccoli libri: “Il mondo in cifre 2004”, una sintetica
raccolta di statistiche internazionali curata dall’Economist (e pubblicata
da Internazionale) e “Il declino dell’Italia”, un inquietante libro del
giornalista economico Roberto Petrini (Laterza). Spendendo meno di trenta
euro in questi due libretti, chi si volesse documentare sul crepuscolo
italiano può forse schivare ulteriori guai e investimenti sbagliati.
Se parlo di crepuscolo dell’Italia, non mi baso solo sulle mie impressioni
del presente, ma anche sugli indicatori che ci segnalano il futuro del
paese. E questi indicatori mettono tristezza.
L’Italia sta diventando un ex paese industriale che ha smantellato o sta
smantellando buona parte della sua industria, una volta ben piazzata nel
mondo: chimica, farmaceutica, informatica, elettronica, aeronautica, forse
presto anche automobilistica. L’Italia è il paese con più persone anziane
al mondo e con la minore fertilità tra i paesi industrializzati: da anni le
nascite sono meno delle morti. I nostri livelli di istruzione, di cultura,
di ricerca scientifica e tecnologica sono tra i più bassi in Europa. Tra i
paesi industriali abbiamo una delle più basse percentuali di laureati e il
più alto numero di maghi, pubblicitari e guaritori. Invece di investire e
lavorare per il futuro stiamo consumando allegramente le ultime risorse che
ci rimangono. Nella quota delle esportazioni mondiali in dieci anni siamo
scesi dal 5 al 3,6 per cento. Nelle esportazioni mondiali di prodotti
tecnologici stiamo scomparendo con un piccolo 2,5 per cento , mentre
Francia e Germania sono al 6 e all8 per cento.
Esaminando la posizione dell’Italia nel contesto internazionale non c’è da
stupirsi se siamo il paese industriale che attira meno capitali stranieri.
Gli investimenti delle multinazionali in Italia sono diminuiti dell’11 per
cento nel 2001, del 44 per cento nel 2002.
Per bocca di due dei suoi ministri più influenti il governo italiano
afferma che l’Unione europea è dominata dai “nazisti rossi”. Uno di loro
dice che l’Europa è “forcolandia”, che con il fallimento della costituzione
europea a Bruxelles “siamo riusciti a fermare l’impero comunista che stava
tornando”, che “l’euro è la rapina del millennio. L’hanno inventata i
massoni”. Se foste un investitore straniero mettereste i vostri soldi in un
paese governato da gente così?
Indicatori desolanti
Se osserviamo la posizione dell’Italia in alcune classifiche internazionali
può sembrare quella di un paese fortunato: settimo pil al mondo, quarto
posto tra i grandi paesi per numero di automobili e di telefonini per
abitante. Ma se analizziamo gli indicatori che danno un’immagine più
completa dell’Italia e soprattutto delle sue opportunità per il futuro,
allora siamo al crepuscolo.
In una ventina dei principali indicatori internazionali che delineano il
futuro e la dinamica di un paese, l’Italia si trova tra il ventesimo e il
quarantesimo posto. Gli stati che più spesso ci accompagnano in queste
classifiche sono paesi in via di sviluppo (Colombia, Namibia, Sri Lanka,
Cina, Brasile), paesi dell’Europa dell’est in transizione (Slovenia,
Estonia, Slovacchia) o nel migliore dei casi i meno sviluppati tra i paesi
europei (Spagna, Portogallo, Grecia).
La differenza preoccupante tra l’Italia e questi paesi è che loro da anni
stanno salendo nelle classifiche internazionali, noi invece stiamo
scendendo. Ogni anno ci incontriamo con loro sui pianerottoli della scala
internazionale: li vediamo salire e noi scendiamo di un’altra rampa. (.)
Fine di un’era
E’ incredibile la profondità del declino italiano. Nel rinascimento siamo
stati un faro della cultura, della scienza, dell’innovazione e della
finanza in Europa. Nella musica e nella tecnica bancaria ancora oggi molti
termini tecnici in tedesco e in inglese sono parole italiane (sonata,
adagio, fortissimo oppure aggio, incasso, sconto, lombard) a testimonianza
dei secoli in cui eravamo il paese di riferimento in quei campi. Più tardi
abbiamo inventato l’elicottero, l’aliscafo, il batiscafo, il telefono, la
radio. Oggi però non inventiamo quasi niente, l’Italia ha meno premi Nobel
del solo Politecnico di Zurigo, il nostro export si basa su prodotti di
bassa tecnologia che presto vedranno la concorrenza dei paesi emergenti,
mentre nei prodotti ad alta tecnologia non possiamo competere con le
nazioni più avanzate. I nostri manager in compenso vogliono orientarsi per
i loro stipendi agli Stati Uniti e per quelli dei loro dipendenti alla
Bulgaria o alla Cina. Il numero dei laureati italiani che lavorano
all’estero è sette volte maggiore del numero dei laureati stranieri che
lavorano in Italia.
Per decenni buona parte della grande industria e dell’export italiano hanno
prosperato grazie alla benevolenza dello stato e dei partiti e alle
periodiche svalutazioni della lira. Oggi che questo non è più possibile, il
declino italiano si accelera. Paghiamo il prezzo delle modernizzazioni che
non abbiamo fatto negli ultimi anni.
Al crepuscolo industriale, tecnologico e culturale dell’Italia si aggiunge
il declino sociale con un rapido aumento della ricchezza dei ricchi e
l’estensione e l’approfondimento della povertà. Nella disuguaglianza dei
redditi abbiamo superato perfino gli Stati Uniti: in un decennio
(1991-2001) il 20 per cento degli italiani è diventato più ricco, l’80 per
cento più povero. Il reddito del decimo di italiani più ricchi è cresciuto
del 12 per cento, mentre il reddito del decimo di italiani più poveri è
sceso del 22 per cento. Otto milioni di italiani vivono sotto la soglia di
povertà e altri quattro milioni vivono appena sopra. Molti di questi poveri
e quasi poveri hanno un lavoro o due o tre, ma non gli bastano per vivere
decentemente. Lo stipendio medio di un tranviere a Zurigo (5500 franchi) è
quasi il triplo di quello di un tranviere di Milano, ma il costo della vita
e dei biglietti del tram a Zurigo è solo il 50 per cento più alto che a
Milano. Stipendi reali sempre più bassi e lavori sempre più precari fanno
crescere la conflittualità selvaggia – come quella dei guidatori di tram e
autobus – che frena ulteriormente la qualità della vita e lo sviluppo del
paese.
La resa della sostanza all’apparenza
Il declino della Fiat è forse uno dei migliori indici del declino italiano:
dieci anni fa Fiat vendeva in Italia un’auto su due, oggi una su tre.
L’immagine più forte del crepuscolo italiano è stata per me quella della
carovana di limousine scure che in una sera del 2002 – al culmine di una
crisi della Fiat che sembrava mortale – ha portato l’intero stato maggiore
della Fiat a un consulto drammatico, non al ministero dell’industria o
delle finanze ma nella grande villa di Arcore di Silvio Berlusconi, padrone
della Fininvest e capo del governo. Le immagini del telegiornale sembravano
quelle di un film sulla mafia, quando avviene un regolamento di conti e un
cambio della famiglia al vertice del potere. Era la resa di ciò che resta
dell’Italia industriale alla nuova egemonia, all’Italia della pubblicità e
della televisione commerciale. La resa della sostanza all’apparenza.
Non è un caso che l’industria che ha conquistato il potere politico in
Italia non fabbrichi cosa ma sogni, non venda merci ma promesse.
da “Internazionale” nr. 524, 30 gennaio 2004
 
 

COMMENTS

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  1.  comidademama said:

    febbraio 18, 2004 @ 2:33 pm

    prima di leggere tutto l’ambaradan premetto che Grillolo trovo vagamente borderline, mi sembra che ogni tanto non usi in modo onesto e costruttivo le informazioni che ha e che molti lo dispensino perchè fa ridere. Molti dispensano anche Striscia la Notizia per lo stesso motivo anche se stiamo parlando di livelli qualitativi ben differenti. Detto questo io grillo lo ascolto, mi piace, mi è sempre piaciuto. Il mio migliore amico Dona, in viaggio a Napoli con la moglie per festeggiare il suo primo anniversario di matrimonio, andrà sito consiglio di una agenzia di turismo responsabile a cui si è rivolto per l’itinerario, andrà in università a sentire Grillo che parla con Alec Zanotelli. Grillo bilanciato da un personaggio così rigoroso mi sembra un intervento di qulità che va evidenziato. Tra l’altro molti conosceranno questo straordinario padre comboniano che mette pepe ai vaticani posteriori e al buonismo ottuso in generale senza avere la preoccupazione di riempire i teatri e pagare la gente. Aspetto che Dona torni e ci racconti il tutto.

  2.  comidademama said:

    febbraio 18, 2004 @ 2:35 pm

    ahem PAGARE L’AGENTE, sorry ho marta che mi salta sulle gambe. ARRRGGGHHH

  3.  manu said:

    febbraio 18, 2004 @ 6:18 pm

    ah, come sei nutriente! 🙂

  4.  Roberto said:

    febbraio 19, 2004 @ 10:01 am

    @Manu: :)))) @Comida: condivido in parte quel che dici, ma tieni conto che Grillo non ha mai voluto essere altro che un uomo di spettacolo. Lo premette di solito prima delle sue sparate, o lo dice a corredo: andate a leggervi questi libiri, questi autori… Da uno che ha rinunciato ai facili guadagni (aveva tutta la tv ai suoi piedi) e vive di serate nei teatri, accetto che spari un po’ a casaccio (ma in direzioni condivisibili). Almeno mette in circolazione domande e dat interessanti. Pensa che succede dall’altra parta…. 🙂

  5.  Roberto said:

    febbraio 19, 2004 @ 10:10 am

    nota a margine: la quasi assenza di dibattito sotto questo post, cara Comida, dovrebbe farci preoccupare? O ci riprecipitiamo a parlare torte e passeggini? 🙂

  6.  BubiOnBOard said:

    febbraio 19, 2004 @ 12:05 pm

    Fuori il Topo (Out of Topic) Ho cambiato casaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! http://www.montag.it/bubi/ Aggiorna pure il link 🙂 (come ho fatto io :P)

  7.  japanesecaptain said:

    febbraio 19, 2004 @ 12:07 pm

    non è facile dibattere su questo post. per il fatto che il pezzo di grillo lascia di sasso ed esprime quell’impotenza di fronte all’andazzo quotidiano, lento e decadente che perlomeno io non riesco ad elaborare interiormente in maniera compiuta. grillo racconta lucidamente ciò che vediamo e di cui facciamo finta di accorgerci. facciamo finta perché è più facile voltare lo sguardo da un’altra parte che affrontare il problema. è più facile, come dice grillo, rifuggiarci nella famiglia e parlare, come dici tu, di torte e passeggini. l’idea potrebbe essere di sforzarci di modificare i nostri atteggiamenti nelle piccole cose della quotidianità e provare ad insegnare ai nostri figli la fiducia e il rispetto. insegnandolo con l’esempio, rispettando e avendo fiducia. magari anche con l’esempio di incassare qualche bella mazzata per la buon fede che sempre più è sinonimo di coglioneria. grillo ha il merito di gettare un sasso nello stagno. a noi il compito di non lasciar calmare le acque. dal postare e amplificare questo e altri interventi di tal guisa alla critica (positiva) alla culminante espressione di queste nostre idee nel momento del diritto/dovere di voto.

  8.  BubiOnBoard said:

    febbraio 19, 2004 @ 1:00 pm

    Indentro al topo (seguo le linne guida del topic):
    Premettendo che io Grillo l’ho sempre goduto un sacco, sia come comico che faceva il comico, sia come comico che (dati alla mano) ha tirato obrdate non indifferenti.
    Come sempre io prendo tutto con le pinze, e mi prendo la licenza di verificare per quanto posso, per questo ho sempre stimato Grillo perhcé in fin deiconti mi da la possibilità concreta di confrontare quello che dice, e come lo dice.
    Ovvio che poi lui in alcuni casi “gonfia” e “romanza” alcuni passaggi, ricordo ancora il passaggio che fece da uno spazzolino che veniva gettato nel pattume all’acqua del rubinetto di casa, in cui diceva che alla fine ci sciaquiamo i denti con lo spazzolino che abbiamo buttato il mese prima…un po’ romanzata ma d’effetto se ancora dopo anni me ne ricordo…
    Non voglio parlar male del cavaliere (sarebbe come sparare sulla croce rossa…) ma bensì dell’opposizione, che quando ha la possibilità di dare randellate (vedi vari tentativi di approvare la legge salva Rete4 e Rai3) si lascia cogliere imprepareta, con le braghe calate, pronti per prendere un’altra ennesima e sonora inc…. Dove vogliamo andare?? Comunque semrpe meglio che quel viscido nanerottolo (che chi vuol intendere intenda…).

  9.  comidademama said:

    febbraio 19, 2004 @ 1:08 pm

    non è il caso di tornare a parlare di torte e passeggini, basta lasciare il tempo di reagire a tutti, a volte non si ha lo spazio mentale o fisico per replicare. Ad esempio, Marta mi sta scaraventando fuori dalla sedia urlando “Vieni” e ieri sera ha tossito e vomitato catarro e io e marco abbiamo fatto i turni per coccolarla, con la dfferenza che marco nella sua pausa da uomo libero ha messo su il blog di bubionboard nel nostro sito e io sono stramazzata nel letto. Il my wise ha più energie di me per il momento, ma aspetta che arrivi la primavera, mi carico di una forza incredibile, io vado a raggi solari.
    Detto ciò, non posso non essere d’accordo su come la vedi tu circa a Grillo.
    Ogni volta che leggo un giornale, guardo la televisione, leggo testi come quello che hai riportato qui sotto, mi sento impotente. Una volta credevo che crescendo figli sereni, trasmettendo loro dei valori positivi come japanesecapitan, il mondo sarebbe stato migliore. Di fatto noi apparteniamo ad un altro livello, a un substrato che fa sempre più fatica a intervenire su ciò che capita, nonostante si abbia il diritto al voto.
    A volte anche i maggiori e più illuminati politici –che appartengono a un livello superiore non qualitativamente, non entro in merito, ma a livello decisionale si– appena al potere sono costretti ad accettare alcune cose, il male minore, il compromesso per salvaguardare quello che si ritiene la “condizione ottimale”. Lo specifica molto beneArundhati Roy, autrice de “Il Dio delle Piccole Cose”, su un numero di Internazionale di qualche settimana. Mrs Roy è intervenuta al global forum di bombay e ha rilasciato questa intervista alla principale testata giornalistica indiana scritta in hindi.
    Ha fatto un paragone azzeccato sul tacchino presidenziale del giorno del ringraziamento

  10.  comidademama said:

    febbraio 19, 2004 @ 1:17 pm

    parte II
    In America , nel giorno del ringraziamento viene portato un tacchino alla casa bianca a il Presidente lo grazia, tra bandierine agitate e festa annessa. Il tacchino viene trasferito inuna tacchinaia presidenziale dove vive fino alla fine dei suoi giorni pasciuto e contento. Alla sera, intanto il Presidente ne mangia un’altro, comune mortale, a cui nessuno importa di nulla.
    Non credo sia necessario esplicitare l’allegoria che voleva evocare.
    La cosa più terribile che ha detto era però legata a persone del calibro dinelson mandela o il premier brasiliano di cui ho scordato il nome. Personaggi molto “illuminati”, appena la governo si piegano nel fare scelte che nessuno si sarebbe mai aspettato, per salvaguardare quello che io definisco “il male minore”
    Quindi, e poi concludo, se persone con il carisma, il calibro di quelle citate non riuescono a modificare il corso degli eventi, cosa possiamo fare noi in un ottica pacifista?
    Io sarei per degli scioperi dei consumatori violentissimi, altrochè la giornatina in cui il giorno prima hai fatto le provviste per il giorno dopo per poter dire: “AH , OGGI I NEGOZIANTI COL CACCHIO CHE VEDONO AVVENTORI ENTRARE IN NEGOZIO”
    Il problema è che queste manifestazioni si ritorcono sulle persone che vorrebbero vedere le cose cambiare. A un politico che si fermi un tram che importa? Lui ha la scorta e l’autista.
    Quindi assisto impotente a questo allegro carrozzone festante andare verso il molo, cadere in acqua e inabissarsi pian piano, che tristezza.

  11.  comidademama said:

    febbraio 19, 2004 @ 2:00 pm

    3 secndi fa ho detto “Chiudo pc e faccio i lavori di casa”. Stavo facendo il letto e pensavo al protocollo di Ginevra, stilato quest’inverno. UN documento che, al di là degli effetti reali, di cui non so più nulla da mesi, ha un valore civile inmmenso. Ne parlo a cena con i miei più cari amici, interrompendo un siparietto sulle rughe di sua maestà S*B* ,gente assolutamente attenta e interessata , gente che legge, vede, s’informa. Mi guardano con una faccia, non l’avevano saputo, gli era scappato, che strano. io avevo capito poco cosa dicevano sulla BBc perchè è impossibile guardare la TV, e poi ho visto in italia una trasmissione strana su una rete nuova, un talk show con la palombella rossa e un signora rotondo e con la barba luciferina, capita la sciarada. Addirittura è intervenuto via teleconferenza il mitico scrittore David Grossmann, co autore del documento. Se un gruppo di intellettuali, politici, ex.politici, luminari, gente non comune, con pesi almeno sul piano intellettuale non bucano lo schermo, non sono arrivati nemmeno al miop migliore amico ma come si fa a non essere disperati al punto che la verità ce la deve spiegare un comico?
    Miiiii oggi mi avete beccato di luna giusta, va, vado a fare la casalinga, che è meglio.

  12.  BubiOnBoard said:

    febbraio 19, 2004 @ 2:38 pm

    Condivido le perplessità di Comida che dice se non sono riusciti personaggi del calibro di”epatapim e patapam” non vedo perché o su che basi dovremmo riuscire noi.
    Faccio però un piccolo appunto, proprio l’altra sera ho intravisto un documentario su Stalin, e mi chiedo: se quel pazzo è riuscito a fare tutto quel casino, partendo dall’essere figlio di contadini mezzi alcolizzati, perché non ci si potrebbe riuscire anche noi, a fare della baracca e cambiare qualche cosa in meglio??
    Poi la risposta me la do da solo, i tempi son molto differenti, e non esiste più l’ingnoranza (quella buona) che in quegli anni ha fatto scatenare tutto il pandemonio…ora c’è l’ignoranza (quella cattiva dentro) e c’è a dargli man forte la stupidità, e la cattiveria.
    Il teatrino dei poteri mediatici ci rinchiude e ci rende sempre più scemi, e noi invischiati come siamo in questo continuo turbine di schifezze, non solo ci siamo tuffati dentro, ma ora continuiamo a sguazzarci felicemente…(chi più chi meno…).
    Sta di fatto eprò che ogni giorno sono più povero, e quel faccia da schiaffi lì non l’ho nemmeno votato, e ogni giorno respiro aria più inquinata, e ogni giorno ingurgito più OGM senza sapere se e quanto possono farmi male…o continuo a sguazzare così (nel torbido) o me ne vado…

  13.  manu said:

    febbraio 19, 2004 @ 2:41 pm

    ecco, vedi? chiedi più dibattito e tutti per te dibattitano. sei un capo carismatico, oltre che nutriente. 😛

  14.  iuma said:

    febbraio 19, 2004 @ 3:03 pm

    punto primo: mi piace Grillo, anche se non direi che “poverino si deve barcamenare fra una piece teatrale e l’altra ” perchè i suoi biglietti non hanno di certo prezzi popolari. Detto questo è forse uno dei pochi personaggi pubblici che riesce a dire quello che vuole senza essere censurato, solo che la sua fruibilità è davvero limitata: o puoi andare a teatro (per questioni di tempo e denaro, che il suo bilgietto costa circa 35 euri…) oppure puoi captare alcuni suoi interventi al volo in alcuni blog o mail di amici illuminati (per inciso ho copiato e diffuso lo scritto). punto secondo: fiduciosa e ottimista come sono per natura non avrei mai creduto che due anni fa Berlusconi fosse salito al potere: mi ero illusa che ormai gli italiani fossero stati sufficientemente informati dei suoi guai giudiziari, delle sue pessime performance aziendali, dei suoi debiti, ma evidentemente non è stato così, e ha vinto il “Meno tasse per tutti” e tutti gli altri impegni concreti che quella faccia di bronzo ha elargito sapientemente alla massa. La democrazia è imperfetta, si sa, ma in questo caso ha evidenziato, forse, che quelli che la pensano come me, come noi, sono la minoranza. Ormai è andata, ma adesso? io mi preoccupo più che altro perchè non vedo alternative; è vero, come dice Comida, che anche i personaggi illuminati, quando salgono al potere, cambiano, si ammorbidiscono, o meglio, si rammoliscono, si beano della loro situazione di potere e dimenticano il motivo che li fa stare lì. Ma oggi…io non riesco nemmeno a vedere personaggi illuminati. 🙁

  15.  Roberto said:

    febbraio 19, 2004 @ 3:08 pm

    @tutti: mi vien lo scrupolo di avervi tirato troppo per la giacchetta… La battuta rimbalzata fra me e Comida era sorridente: sono orgoglioso di questo spazio dove ci scambiamo sentimenti, pensieri e altre cose indefinibili, consapevoli di una tensione verso qualcosa di più sereno, di una qualità di vita (etica e materiale) migliore per noi e per i nostri figli. Penso che questo tenerci stretti qui nei nostri blog sia una cosa importante, che comunque genera qualcosa di positivo che prima non c’era (e chissà cosa potrà diventare). Insomma, sono l’ultimo che snobberebbe torte e passeggini (cioè, passeggini si a dire il vero… ma per altre ragioni che prima o poi racconterò). Però mi e’ piaciuto UN SACCO vedere, in questo caso, un altra faccia dei miei amici Bloggers che fa capolino… Se posso dirlo, ero praticamente sicuro che esistesse 😉 @comida: beh, avevi Marta addosso, ma non e’ mancato l’ardore mi pare…. ;))) @Bubi: annotato… @Japanese: d’accordissimo… Ribadisco che so per certo che molte delle persone che qui parlano quasi solo di casa e figli, nel privato si sforzano di fare proprio quello che dici tu… @Manu: Maccheddiciiiiiiii ;-)))))))))

  16.  encli said:

    febbraio 19, 2004 @ 3:16 pm

    Io sono ancora convinta, forse sono un’illusa, che ponendo le basi nell’educazione dei nostri figli, insegnando loro a ragionare con la propria testa, a guardare oltre le apparenze, un mondo migliore ci sarà. Spero solo di poterlo vedere anch’io perchè mi sembra di vivere in una barzelletta che non fa neppure tanto ridere… Anche a me come a Comida mancava lo spazio fisico per replicare a questo post. Le dita mi prudevano tutta la mattina. Poi dopo che ho visto la sua faccia al tg. non ho retto più: le idiozie che dice sono troppe, mi chiedo solo come possa no le persone credergli!

  17.  comidademama said:

    febbraio 19, 2004 @ 3:24 pm

    in generale, nella mia vitaccia, più che l’ardore mi manca l’ardire, se mi permetti il calembour ;O)
    BTW non hai tirato per la giacchetta nessuno, tranqui :O)

  18.  BubiOnBoard said:

    febbraio 19, 2004 @ 4:28 pm

    Specchio riflesso ti butterei nel cesso

    In questi lunghi giorni di malattia mi sono fagocitato svariate ore (arretrate) di televisione, e mi sono ancora una volta di più rteso conto di quanto a poco serva avere il cervello attivo a questo mondo. Le notizie ai vari…

  19.  japanesecaptain said:

    febbraio 19, 2004 @ 5:23 pm

    bob, è proprio per questo che tengo d’occhio il tuo blog e quelli dei tuoi avventori. un saluto, JC.

  20.  comidademama said:

    febbraio 19, 2004 @ 7:20 pm

    @iuma: io non ho detto che i capi illuminati si rammolliascono beati del loro potere, i.e. non credo che Nelson Mandela abbia avuto questa transformazione, quello che dice Arundhati Roy è che, pur rimanenedo degli esempi da rispettare, cedono, si piegano a delle regole più grandi di loro per salvaguardare il maggior numero di persone. Se uno Stato alza troppo la cresta, nel caso fosse sfuggito a qualcuno, può essere messo in ginocchio in pochi mesi. Questo mi fa paura. l’Italia è così asservita che almeno andrà in merda da sola senza soldati che ti bussano alla porta a prenderti il papà dei tuoi figli, si spera.
    @bubi: tu scrivi che stai diventando più povero, questo è il problema, che ho anche io, peraltro. Non il essere povero, essere poveri non so nemmeno lontanamente cosa voglia dire e nemmeno tu.
    Quando parlo e considero le questioni poste da R:ob non riesco a emanciparmi dall’IO, dal MIO posto do lavoro, dal MIo mutuo, dalla retta dell’asilo di di MIA figlia, il MIO graduale impoverimento –non mangerò mai pane e acqua una volta ogni dieci giorni, ma magari faticherò a mandare i miei figli all’università o a pagarmi le cure er quando sarò vecchia e ammalata–. Personalmente quando vedo il tg o leggo il giornale passo, con molti stanti, riesco a malapena a considerare l’ambito italiano, quello europeo europeo lo annuso vagamente e non senza nausee da disorientamento. Due veleni contro gli USA che fanno politically cottect. Dopo, l’abisso.
    Metto in piazza la mia totale impreparazione nel considerare questo tipo di aromenti, per quanto mi sforzi di educarmi sempre di più. Il my wise ,al solito, alza la media della famiglia.

  21.  BubiOnBOard said:

    febbraio 20, 2004 @ 9:43 am

    @comi: Io dico come hai notato tu che divento più povero, e non che sono o che sarò povero, c’è una sottile differenza, che poi a essere poveri si fa presto da queste parti, perché si passa veloci sotto la soglia della povertà se davvero si conteggiano tutti i costi della vita, e non solo quelli che stanno sul paniere dell’istat o sulla sporta dell’eurispes…
    Sono 5 anni che lavoro e ho costantemente il conto in rosso, ho sempre avuto la fortuna di avere dei posti “fissi” ma comunque poco remunerati o che come ora mi costa di più andare al lavoro che quello che guadagno…So di non essere l’unico in queste condizioni e so di non essere il peggio messo; sui queste basi si fonda il futuro italiano sognato dalla faccia di bronzo.

  22.  Roberto said:

    febbraio 20, 2004 @ 10:02 am

    @tutti: mi piacerebbe che Ciocapiatti (pres. del Consiglio) fosse costretto, tutti i giorni e tutto il giorno, a leggersi sequenze di commenti come i nostri qui sopra. Se la sua animaccia non fosse totalmente nera (ma sospetto che lo sia) potrebbe capire qualcosina di più del paese che sostiene di governare.

  23.  Lia said:

    febbraio 20, 2004 @ 12:08 pm

    Sono appena piovuta da Saturno. O meglio, dalla lettura di “L’orda” di Gian Antonio Stella, una ricostruzione impressionante e documentata di duecento anni di emigrazione italiana. Adesso parliamo di declino, allora in Italia era autentico, secolare sottosviluppo. Eppure i nostri nonni e bisnonni, analfabeti, cenciosi e ben poco idealisti (almeno, i miei erano così) ne sono usciti, per fortuna non solo emigrando. Sarà puntiglio da bastian contrario, ma mi rifiuto di credere che un Paese che è sopravvissuto ai peggio figuri della Storia, da Annibale a Benito, possa essere definitivamente messo ko da un nano liftato. Stimo molto Grillo, spero che presto imiti il suo quasi-omologo Usa Michael Moore (cfr. Ma come hai ridotto questo paese? seguito ideale di Stupid White Men). Moore ha deciso di investire i soldi risparmiati grazie ai tagli fiscali regalati da Bush ai ricchi per cacciarlo dalla Casa Bianca alle prossime elezioni – e per un radicale come lui sostenere attivamente gli attuali sfidanti democratici dev’essere difficile almeno quanto per Grillo lo è digerire i cacadubbi ulivisti…

  24.  iuma said:

    febbraio 20, 2004 @ 2:38 pm

    scusa comida se ho frainteso le tue parole, ma il mio pensiero rimane tale e quale: una volta annusato il potere e i soldi…gli uomini cambiano.

 
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