Notizie da un festival che non possiamo rifiutare
Precipita l’Auditel del Festival, surclassato dalla replica di Elisa di Rivombrosa, per evidenti motivi: il feuilleton in costume è decisamente più moderno e anticonvenzionale dei cantanti in gara.
Misteriosamente, gli ascolti sanremesi si impennano solo quando c’è Dustin Hoffman. Lo smisurato entusiasmo del pubblico ha sconcertato la signora Hoffman, ma il marito l’ha tranquillizzata: “Niente panico, Lisa: ti ricordi quella vacanza in Africa, quando la tribù Buzambai mi adottò come suo dio? Qui è lo stesso, solo che ci pagano“.
Applausi convinti per Hajducii, la giovane rumena che sta facendo ballare l’Europa con il suo hit “Dragostea lin tei“, che in italiano significa “Siete proprio messi male se vi piace ‘sta puttanata“. Con l’ospitata a Sanremo, ha dichiarato commossa, spera di coronare i suoi due sogni: lanciarsi come popstar mondiale e farsi mettere in regola dall’impresa di pulizie per cui lavora.
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• Gioconda ha un berretto con le orecchie da coniglio. Ogni mattino vuole entrare in aula e fare lo stesso scherzo alla Betti. Saltella facendo andare su e giù le due escrescenze di stoffa e si tuffa in una coccola, tutt’altro che professionale, della sua maestra. Gioconda cresce in maniera tumultuosa, ha allungato le gambe ed è quasi alta come Emma. Vuole aiutare, vuole fare tutto da sola. E tira calci alla palla che ribaltano, ribaltano soprattutto un nerd degli sport di squadra come il sottoscritto. Gioconda vuole essere catturata dal Mostro tutte le sere e corre attorno al divano strillando e ridendo.
Quando il Mostro riesce a prenderla, si gode l’abbraccio più sostanzioso che un babbo può sognare. Gioconda è la mia Encantadora.
• Per i fans di The Avengers. Alla quinta uscita in edicola sembra essersi fermata la pubblicazione dei DVD del nostro telefilm cult.
La signora dell’edicola dell’Arco ha fatto una faccia. Io le ho chiesto: “Ma Agente Speciale? Non è ancora uscito?” e lei ha fatto la faccia.
Ha detto: “mi sa che hanno fatto qualcosa, non è micca più arivato“. E noi che abbiamo conservato teneramente il ricordo di Emma e Steed, e noi che ci eravamo illusi, aspettiamo a buttare via le videocassette con le puntate sgarugliate, quelle registrate di notte, su Itali* U*o. Quelle che correvo di là per cercare di mettere in pausa mentre c’era la pubblicità. Quelle là.
• Ieri sera Iris (97simo percentile, per i genitori che sanno cosa significa!) ha mostrato le sue prime tendenze professionali. Ha acchiappato il libriccino sui fogli stile “CSS” (“Cascadin Style Sheets“, Hops Libri 2001), e si e’ seduta a sfogliarlo. Ricordo Emma sul pavimento della Feltrinelli con in mano un tomo di qualche saggista tedesco, quindi saremmo abituati. Questo però sembra essere un nuovo settore tecnologico che andrebbe ad aggiungersi al bagaglio prevalentemente umanistico della Casina Verde. Ben venga.
• Tanti auguri a Carlo Arlotti. Riminese, partigiano, comunista, oggi neo-centenario. Stasera saranno in 140 al ristorante Tiro a Volo a fargli festa. Il signor Arlotti legge tutti i giorni i giornali, sta sintonizzato sui canali parlamentari e la sera si spara qualche programma d’attualità o di scienza. Il signor Arlotti ascoltava in piazza Giulio Cesare, (già Tre Martiri), il poeta Giustiniano Villa che traduceva alla folla, in dialetto, cosa stava succedendo dentro alla Prima Guerra Mondiale. Faceva il fattorino in bicicletta, quando l’unica auto in giro a Rimini era quella della marchesa Des Verges.
Mi viene in mente una zia della mia mamma, Antonietta detta ‘Gnetta, che se ne ando’ a 106 anni. Al compimento del secolo, ai parenti che le facevano mille squasi, che esclamavano: “Bèin mo, Gnetta, zeint àan! Aig’ pinseè?” (Caspita Gnetta, cent’anni, ci pensate?) lei rispondeva un po’ risentita: “Perchè, dopo non ci sono più numeri?”
• Emma ha un fidanzato, è ufficiale. Si chiama Naigy ed è invisibile. Chiaro che l’innarrestabile primogenita sta elaborando qualcosa: ha intuito l’importanza di questa figura, ma ancora non capisce perchè debba essere così centrale nella vita delle ragazze grandi.
Così lo ha creato a suo uso e consumo, non ingombrante e riponibile. Solo lei può vederlo e circoscriverne i movimenti. Lia ha cercato di indagare e questi gli elementi che ha raccolto: Naigy è moro con gli occhi azzurri, ha una mamma a Cesena, lavora in un cinematografo (oh-ho, il mestiere che faceva mio babbo…).
Un po’ mi inquieta sapere che a volte questo bel tomo ciondola in giro per la Casina Verde senza che io possa ne’ vederlo ne’, eventualmente occorresse, allungargli uno scappellotto.

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