Giuro che è andata così:
Lia= Emma, hai detto che ti piace, te l’ho tagliata, adesso mangia quella fetta di caciotta.
Emma= Non posso mangiarla adesso, la mangio in maggio, il quattro maggio.
NasoDiPapolo= (temendo la risposta) Perchè in maggio.
Emma= Perche’ e’ for-maggio. E “for” in inglese vuol dire quattro, quindi quattro-maggio.
NasoDiPapolo (a Lia)= Prenditi le tue responsabilità…
Lia= (tace e non fa più pressioni per far mangiare la caciotta).
NasoDiPapolo (a Emma)= E tu non essere così precoce!
Emma= Allora te ne dico un’altra! Sai qual’è il colmo per un vaso? Essere colmo! L’ho inventata io eh!
Lia e NasoDiPapolo= HAARGH!
FINE
Anche i segnali della Topolina Tre si fanno densi. Vi abbiamo detto del suo approccio con la manualistica da web, adesso è il momento della telefonia mobile.
Quando vede un cellulare s’illumina, si agita, ondeggia sulle gambe e si allunga pretendendolo. Sia Lia che il sottoscritto possediamo dei Nok*ia maturi, entrambi sbrecciati, per cui non soffriamo a lasciarglierlo in mano per qualche minuto.
Iris allora s’impegna a fondo: coi suoi ditini da piccolo procione impugna correttissimamente lo strumento, e pigia, seleziona i menu tenendo d’occhio i cambiamenti del display luminoso. E quando finalmente sente il “click” elettronico che simula lo scatto di una fotografia (e’ la camerina del cellulare che cattura un frame) ci guarda con un sorriso trionfante.
Ma la parte più divertente non è questa. Quando se lo porta all’orecchio e imita il nostro modo di parlare quando telefoniamo, ecco, quello è irresistibile. Dato che l’unico vocabolo con senso condiviso usato attualmente da Iris è “mamma”, la buffa poltiglia di suoni che emette con aria sera ci delizia. Al suo interlocutore lancia frasi che suonano più o meno: “Schbrflz.. vleghebè”.
Ipotizzo che dall’altra parte ci sia un bebotto coetaneo della mia piccina in grado di capire benissimo il messaggio.![]()
I nostri computers, i telefoni, cd e dvd… La teconologia nella Casina Verde sta aumentando troppo? Al momento direi di no: a differenza di quello che succede in ambienti di nostra conoscenza, da noi non girano play-station, giocattoli automotivati o connessioni in rete per minori. E la tv è contingentata in maniera abbastanza rigorosa.
Ciò nonostante a volte ho l’impressione che la tesi storico-classica di Lia (sui sistemi dententivi ai tempi dell’Impero Romano) e qualche romanzo ottocentesco stiano complottando per fuggire dalla libreria.

BIMBOPICCOLOIRIS, KIMPOSSIBOL
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