Shangri-La è il Blog-Vergine di Norimberga che contiene una persona con cui ho avuto il piacere di lavorare, non molto tempo fa.
Eravamo in posizioni differenti rispetto alla casta aziendale: io nell’Eliseo dei Capi-Fondatori, lei coscritta nel gruppone lanciato quasi-senza-autista verso l’orlo della Neweconomy.
Però ricordo alcuni pranzi, alcuni momenti di pausa assieme davvero divertenti, dove ci siamo ascoltati e ci siamo parlati, a voce media e sorridendo, capendo il senso delle nostre parole, nonostante tutt’attorno strepitassero Rodomonti 4×4 e Visconti più che dimezzati.
In seguito la zuppa è divenuta così fitta da dover abbandonare al gorgo persino il cucchiaio, la signorina del Shangri-La ha mantenuto un senso della realtà encomiabile.
Poco tempo dopo, dai nuovi lidi in cui si era messa in salvo, mi scrisse una lettera catartica, dove faceva il computo di tutte le assurdità e le offese che aveva dovuto subire nella nostra ridente aziendina dalle tendine alle finestre.
Di quella colata di amarezza quasi nulla era contestabile, mi limitai alla soddisfazione di essere ancora un soggetto con cui l’ex-collega non aveva orrore di comunicare. Poi intercorse un periodo di segnali distanti, riportati da amiche comuni e infine il ritrovarsi sui blog.
Adesso Shangri-La è una delle mie letture preferite sulla rete, e’ un integratore ipocalorico che tiene nei valori giusti la mia bulimia da Internet. E soprattutto era ed e’ la scoperta quotidiana di quanto scrive bene questa donna, un piacere che convive con quella nevralgia che si risveglia se penso ai materiali su cui doveva mettere le mani nel suo lavoro ismiziano d’un tempo.
Invito chi non lo fa già a passare con comodo in Shangri-La. Magari cominciate da questo post sui manager delle aziende italiane, un po’ alfa e omega del mio rapporto con quella ragazza. Ciao Shangrina

E GIRA GIRA IL MONDO
14