Come vivere infetti e felici
 
 

aprile

Posted at aprile 30, 2004 by

Abbiamo fatto un ‘sperimento con la telecamera, i fogli e le matite colorate. L’idea era di produrre un proto-micro-film di animazione, in modo da poter scrivere nelle memorie future che gli Studios di Emma & C. furono fondati sul tavolo di cucina della Casina Verde, tanti anni prima.
Mentre Emma aggiungeva parti al disegno e via via lo colorava, NasoDiPapolo, assisitito da Gioconda, faceva brevi riprese con la telecamera fissata sul cavalletto, come cercando di scattare fotogrammi “a mano”. Il rudimentale filmatino e’ stato editato su iMovie e compresso in formato .mov
Non pesa molto, e’ attorno ai 500 kb, giusto perchè lo sappiate. Dovrebbe essere visibile da qualunque computer e tenete conto che la qualità e’ proprio bassina. Cliccate qui e se ci sono problemi nel vederlo fatemi sapere. Buon Primo Maggio a tutti.

 
 

aprile

Posted at aprile 29, 2004 by

The Radio Dept. live al Covo - 1 maggio 2004
Ora del decesso? No aspetta! Un segnale! Un segnale di vita! Bologna non è morta!!!
Questo evento si realizza grazie alla passione e alla capacità di inseguire un piccolo-grande sogno dei nostri amici di Polaroid Ebi + Ellegi, a cui si sono affiancati altri giovani sognatori dell’ambiente radioalternativo del capoluogo Emiliano. E’ un episodio da far emergere, visto che succede nel tessuto, da anni necrotico, di una città che fu propulsore e centro vitale per la cultura giovanile di più generazioni.
Per questo e per altre ragioni ( 1) i Radio Dept. sono bravi! – 2) l’avvenimento ha coinvolto la Blogsfera in primis, dimostrandone il potenziale pubblicitario) mettiamo i nostri modesti bloggi a disposizione di questa minicampagna promozionale sulla Rete.

 
 

aprile

Posted at aprile 28, 2004 by

arobinud_th.gifIl Ciocapiatti ha successo fino a quando c’è gente che si fa incantare dal clangore che produce con le sue stoviglie.
Se l’attenzione cala, egli aumenta il vigore del botto. Se qualcuno critica la qualità del suono o la bontà dell’esecuzione, grida addosso al disturbatore e gli manda contro tanti miniciocapiatti ammaestrati.
Ma esiste un punto di saturazione oltre il quale inizia il declino. E’ facilmente riconoscibile, si tratta dell’istante in cui, dal pubblico degli astanti, parte la prima inconfondibile pernacchia.
La pernacchia della gente (ancora più efficace se viene da quell’antichissimo sgranocchiatore di tiranni che è il popolo romano), non ha niente a che fare con la critica mossa dal sapiente, o con lo sberleffo artistico del giullare. Queste ultime due categorie hanno le facoltà di scorgere per prime l’avvento di un Ciocapiatti, per misurarne il grado di fraudolenza, ma hanno poca efficacia quando cercano di denunciarlo davanti al resto del pubblico.
Per contro, il vero Ciocapiatti ha gioco facile nel mettere in ridicolo il sapiente, così come e’ impareggiabile la sua abilità nel sovrapporre il proprio fracasso ai lazzi del giullare.
Ma nemmeno lui può essere più forte della pernacchia di pancia che gli arriva dall’ambiente su cui ha costruto la propria fortuna. A questo insulto disarmante sarebbe naturale reagisse istintivamente, con un epiteto altrettanto triviale e diretto, ma naturalmente non può. In questa situazione, non c’è alcun meccanismo umoristico da smontare e da ritorcere contro l’avversario, forse proprio perchè non c’è un avversario.
Ci sono le schiene di chi era rimasto incantato dal Ciocapiatti. Piano piano, una dopo l’altra, si mostrano a lui, mentre il pubblico se ne va, lasciandolo solo nella piazza, circondato dai suoi cocci (ulteriori referti cliccando l’immagine).

 
 

aprile

Posted at aprile 27, 2004 by

giocaballa4-04-slide.jpgGioconda entra nel mio studio dove in questo momento la musica è anomala, e a volume sostenuto. Si ferma di colpo come fa lei e non dice niente per un poco, soltanto mi fissa con gli occhi da furetto.
Spugna, pendaglio da forca… Possibile che nessuno si muova…
Gioconda= Questo e’ un Capitano Uncino strano…
NasodiPapolo= Si non è la canzone della scorsa estate, questo è un capitano più cattivo. E’ una canzone di quando io ero un ragazzino”.
Gioconda= “Questa è più rock…”
NasodiPapolo= “?!?… Liaaaaaaaaa!!!”
Niente panico, era un commento della mamma. Gioconda s’è limitata a ripetere ciò che Lia aveva spiegato due minuti prima, quando le bimbe avevano collegato la canzone di Bennato di tanti anni fa (affettuosamente chiamato “l’Uomo Cornacchia” nell’entourage dei Mistoterital) al successo estivo di Dj Francesco.
Ma l’attimo di spiazzamento l’ho avuto, perchè in questa fase le tre figliole, dalla massima alla minuscola, sono un fuoco d’artificio di sorprese e progressi quotidiani, roba da ottundere il più recettivo dei genitori.
Soffermandomi questa volta sulla Signorina di Mezzo, posso rallegrarmi vieppiù per ciò che la Gioca sta facendo emergere dall’interno delle sue fattezze di Susanna Tutta Panna.
Abbiamo le gioie che ci da Iris, “il bebe’ perfetto“, abbiamo Emma che ci trascina nelle sue volute cerebrali e nelle sue scorribande verbali, e abbiamo Gioconda, che è assolutamente Gioconda.
Lei è stata fino ad oggi l’orsetta che ti schianta sul divano, il visino da prendere fra le mani e riempire di baci, il naso più bello della Casina Verde. I calci al pallone più potenti e precisi, la coppetta di gelato svuotata con più passione, la curiosità più marcata per il vecchio pianoforte della mamma.
Lei è la sorella che fa piu’ ridere Iris, e il piccolo clown sfrenato dalla innata comicità fisica. Ma sempre di più, ultimamente, Giochis è una serie di altre cose.
Sfaccettandosi, estende alcune delle caratteristiche sue dall’inizio, e aggiunge nuovi colori alla sua tavolozza. Una certa tendenza all’ordine e alla collaborazione, ed e’ l’unica figlia, per il momento, ad aver vinto il trofeo “Io mi vesto tutta da sola“. In più, da qualche tempo sta insidiando i territori di caccia (di complimenti) della Grande Sorella. Ancora non legge (correntemente) come Emma, ma ha intensificato il suo rapporto con i librini.
Eppoi (oh, gioia) si butta sui fogli di carta con desiderio, anche se non con l’impeto della primogenita. Non ha paura del foglio, ne’ dei colori (magari il contrario). Va giù sicura con forme e linee e ha un suo mondo da rappresentare sempre più interessante (soggetti recenti: “le piscine che ridono“, “la mummia dentro alla piramide“, o altri tipo quelli che vedete qui sotto). Insomma, anche questa vien su bene ;-).


Il mondo di Ed, Edd & Eddy.



Una faccia.
 
 

aprile

Posted at aprile 26, 2004 by

effluvi.gif… uno rimase bloccato lassu’ a Bolzano.
Sei Piccoli Indiani vennero a mangiar la pizza…

 
 

aprile

Posted at aprile 24, 2004 by

pupetti_rob.jpgLasciamo correre il fatto che Lia mi ha trovato nella mia ex-cameretta con loro stretti al cuore.
E passiamo sotto silenzio l’episodio dello scippo dalla mia casa natale e conseguente “messa in sicurezza”, a Rimini, nel mio studio, dove campeggiano, come vedete nella foto, sulla libreria.
E’ che questi sono i Pupetti. Sono i giocattoli più vecchi di casa mia, comprati per me da mia mamma. Anzi: l’elefantino giallo mi ha preceduto di qualche mese: l’Angela Incintissima lo compro’ dalla Toscanina, di fronte al demolito Cinema Roma, notando la sua proboscide ticciosa e pensando alle mie gengive.
Dumbo, Maialino, Micino, Gimmi, Cagnolino. Sono passati dalle mani mie e di mia sorella a quelle di Alice, di Luca, Emma e Gioconda, nei pomeriggi giocati a casa dei nonni.
Questi bei tomi ora sono kamikaze per i dentini di Iris, ma l’importante e’ averli salvati dall’oblìo.
A dire la verità ho deciso di mostrarvi questi giocattoli non per la loro anzianità, grazie al cielo non così rilevante. Nemmeno per la foggia, o i materiali.
Divertente scoprire che uno di essi è stato prodotto da una nota azienda di abbigliamento sportivo, nella sua fase anni ’60, certo. Ma la cosa davvero straordinaria è la loro provenienza, ciò che provoca struggente nostalgìa è leggere dove li hanno realizzati.
Guardate i marchi qui sotto: recano la dicitura “MADE IN ITALY“.




 
 

aprile

Posted at aprile 22, 2004 by

L’idea era quella di una clessidra che contasse i giorni passati dalla promessa di Ciocapiatti di risolvere il suo conflitto d’interessi nei primi 100 giorni di governo, al mancato mantenimento della medesima.
La redazione di Clarence allestì gagliardamente (goliardamente?) questa pagina con tutti gli ammennicoli del caso. Il disegnetto mi piace ancora, così l’ho rispolverato e ve lo ripropongo.
Fatica tenere desta l’attenzione su quel problemuccio istituzionale, si sa. L’opposizione piano piano ha avuto altre priorità. figuriamoci la maggioranza.
Per inciso, di giorni, da quella promessa, ne sono passati 976.

 
 

aprile

Posted at aprile 20, 2004 by

Domenica, a Rimini, abbiamo avuto la 21esima Aquilonata. Giù a marina centro, nella spiaggia libera, decine di aquilonisti hanno librato in cielo le loro creature.
L’equipaggio della Casina Verde ha sfidato la minaccia di pioggia e il clima non proprio temperato per ammirare lo spettacolo di colori, fantasia, carta e spago.
Ecco qui sotto i due aquiloni che hanno vinto la nostra personale classifica.

Il Batman e Le Gambe

Il Cavaliere Oscuro!

Batman sfreccia fra gli aquiloni.

Ma le gambe, ma le gambe…
 
 

aprile

Posted at aprile 19, 2004 by

e neanche capitan, se è per quello. Ma al suo posto avrei fatto esattamente la stessa cosa. Alla faccia dei “tempi della politica”: una promessa elettorale mantenuta nel giro di giorni! Non so che tipo sia il nuovo leader spagnolo, non so se mi piaceranno le sue idee e le sue scelte governative, ma plaudo alla prima decisione razionale all’interno di un quadro assolutamente irrazionale.
E potrebbe anche starci, nella natura umana, che una serie di eserciti siano andati in un paese straniero per una ragione diversa da quella dichiarata, per ottenere risultati diversi da quelli dichiarati, inalberando il vessillo della democrazia, mentre la medesima non e’ mai stata cosi’ vilipesa nelle nazioni da cui queste stesse armate provengono, se consideriamo che la stragrande maggioranza dei loro cittadini non voleva questo intervento.
Nazioni che si riconoscono in una identità culturale e religiosa di matrice cristiana, ma sono andate in guerra proprio contro le indicazioni del principale leader della Cristianità.
Potrebbe starci, se non fosse che tutto questo giochino sta causando, di nuovo, la morte di migliaia di persone.
Noi Veccha Europa abbiamo già convissuto con la follìa, con gli slogan, con i fantasmi di mostri agitati per reclutare carne da cannone, già troppe, troppe volte. Che si inizi a dire no sul serio per me e’ consolante.
Mica no a Bush, o a J.R. Ciocapiatti: loro sono di passaggio, come noi. No andrebbe detto allo smottamento della mente, a quello scivolìo lento giù per le pareti dell’intolleranza e del partito preso, che lentamente ti accomoda in un fondale da cui perdi di vista ogni motivazione originaria, ogni apertura al confronto.
Dentro a questa buca, che media e marketing politico ci hanno incoraggiato a scavare, può capitare di andare in edicola e comprare il giocattolo che vedete nella foto, e non cogliere più nessuna contraddizione.

 
 

aprile

Posted at aprile 16, 2004 by

Io non ero in casa, ma Lia mi riferisce cose per cui non so se essere orgoglioso o allarmato. O armato di allarmato orgoglio.
Filippo, il fidanzatino di Emma, telefona alla Casina Verde cercando la Stella Polare delle sue giornate alla Scuola Materna. Emma è fuori, in piscina. Fa niente, dice il compìto ragazzino, richiamo, grazie.
Informata al suo rientro, la primogenita decide di non attendere e, fattosi comporre il numero telefonico da Lia, chiama la Casina Ellenica (Filippo ha il babbo greco, e, credo, la mamma romagnola).
Cercavo Filippo
“…”
Sono LA FIDANZATA“.
Adesso è il Biondino ad essere uscito, ma Emma, senza scomporsi, con la padronanza di un’addetta al telemarketing, risponde “ah, grazie. allora ci vediamo domani a scuola“.
Per fortuna un guizzo di sana impudenza infantile le fa chiedere alla suocera-per-gioco: “e tu che ci fai in casa da sola?“.
Non sappiamo la risposta della mamma di Filippo, che peraltro incrocio di rado la mattina alle Maestre Pie: noi abitiamo vicini ed entriamo, classicamente, fra gli ultimi.
E ti sei rispamiato” rincara Lia, “la prima immagine di tua figlia che telefona a casa del ragazzo, stesa mollemente sul divano.
Ok, stiamo calmi.
Adesso che la cosa sta diventando nota nel nostro piccolo entourage, che pure Annica la maestra, ci scherza rispettosamente su con il sottoscritto, mi accorgo di un piccolo, piccolissimo imbarazzo crescente. Non ho mai amato quel tipo di dileggio bonario degli adulti ai danni dei delicati sentimenti dei bimbi. “Allora, ce l’hai la fidanzatina?“. “Corri dietro ai maschietti eh, birichina?“.
Anche se Emma mostra precoci segnali di autosufficienza, non voglio che pensi che babbo e mamma non siano sempre mezzo passo dietro a lei, solidamente dalla sua parte, nel caso occorresse. Anche in questo tipo di faccende.
Lo so, per ora e’materia per un sorriso intenerito, ma non voglio farmi cogliere impreparato, ecco. Almeno mentalmente.
O così, o trovo un modo efficace di fare pressioni su Kronos, perchè rallenti quel suo cavolo di passo da invasato.

 
 
 
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