Io non ero in casa, ma Lia mi riferisce cose per cui non so se essere orgoglioso o allarmato. O armato di allarmato orgoglio.
Filippo, il fidanzatino di Emma, telefona alla Casina Verde cercando la Stella Polare delle sue giornate alla Scuola Materna. Emma è fuori, in piscina. Fa niente, dice il compìto ragazzino, richiamo, grazie.
Informata al suo rientro, la primogenita decide di non attendere e, fattosi comporre il numero telefonico da Lia, chiama la Casina Ellenica (Filippo ha il babbo greco, e, credo, la mamma romagnola).
“Cercavo Filippo”
“…”
“Sono LA FIDANZATA“.
Adesso è il Biondino ad essere uscito, ma Emma, senza scomporsi, con la padronanza di un’addetta al telemarketing, risponde “ah, grazie. allora ci vediamo domani a scuola“.
Per fortuna un guizzo di sana impudenza infantile le fa chiedere alla suocera-per-gioco: “e tu che ci fai in casa da sola?“.
Non sappiamo la risposta della mamma di Filippo, che peraltro incrocio di rado la mattina alle Maestre Pie: noi abitiamo vicini ed entriamo, classicamente, fra gli ultimi.
“E ti sei rispamiato” rincara Lia, “la prima immagine di tua figlia che telefona a casa del ragazzo, stesa mollemente sul divano.
Ok, stiamo calmi.
Adesso che la cosa sta diventando nota nel nostro piccolo entourage, che pure Annica la maestra, ci scherza rispettosamente su con il sottoscritto, mi accorgo di un piccolo, piccolissimo imbarazzo crescente. Non ho mai amato quel tipo di dileggio bonario degli adulti ai danni dei delicati sentimenti dei bimbi. “Allora, ce l’hai la fidanzatina?“. “Corri dietro ai maschietti eh, birichina?“.
Anche se Emma mostra precoci segnali di autosufficienza, non voglio che pensi che babbo e mamma non siano sempre mezzo passo dietro a lei, solidamente dalla sua parte, nel caso occorresse. Anche in questo tipo di faccende.
Lo so, per ora e’materia per un sorriso intenerito, ma non voglio farmi cogliere impreparato, ecco. Almeno mentalmente.
O così, o trovo un modo efficace di fare pressioni su Kronos, perchè rallenti quel suo cavolo di passo da invasato.

KIMPOSSIBOL
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