Come vivere infetti e felici
 
 

maggio

Posted at maggio 29, 2004 by

RobGrassilli: Non sono al computer. Ultimo ascolto sonoro: “Under the Western Freeway” Grandaddy, 2000
Tribble: Auto Response: A pranzo
RobGrassilli: Non sono al computer. Ultimo ascolto sonoro: “Under the Western Freeway” Grandaddy, 2000
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RobGrassilli: Non sono al computer. Ultimo ascolto sonoro: “Under the Western Freeway” Grandaddy, 2000
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Tribble: Sei tornato? Ti segnalo che nelle preferenze di Fire sotto “Status” puoi settare la frequenza delle risposte automatiche… io l’ho messa una ogni due per evitare loop infiniti come questo
RobGrassilli: Non sono al computer. Ultimo ascolto sonoro: “Under the Western Freeway” Grandaddy, 2000

Sono sicuro che un giorno i computer e tute le altre macchine dialogheranno tra loro senza bisogno di noi.
Che abbiano da dirsi cose interessanti poi, è tutto da dimostrare.

 
 

maggio

Posted at maggio 25, 2004 by

Mi atterra l’Enterprise a pochi km da casa, come potrei non andare? Nelle edizioni degli anni passati mi risultava complicata la trasferta, e con tante cose da fare, la componente vulcaniana del mio senso del dovere trovava illogical il desiderio di partecipare alla mitica convention.
Ma adesso non ho più scuse: abito ad un tiro di raggio laser dalla cittadina di riferimento per tutti gli appassionati dell’universo Star Trek, ovvero Bellaria, Romagna. E’ nel locale centro congressi che da giovedì prossimo si svolge il diciottesimo STICCON: Star Trek Italian Club Convention.
Sarà un piacere rivedere l’amica Grazia e i laboriosi organizzatori di questa pazza quattro-giorni intergalattica. Eppoi viene anche Kira. Con i trekkidi, in particolare coloro che, come il sottoscritto, hanno amato la serie Deep Space Nine, ci siamo capiti. Il maggiore Kira Nerys era amata da tutti noi frequentatori della base vicina al tunnel spaziale. Certo, se poi si fosse trattato di Jadzia Dax, vabbe’…
A questo punto devo solo decidere come presentarmi in loco. Fumettista della Flotta Stellare? Sacerdote Bajoriano? Mutaforma? Borg pentito? Kardassiano pacifista? Romulano? Bergamasco? Trifolato? Bon Jovi? ecc.. ecc..

 
 

maggio

Posted at maggio 24, 2004 by

claiene250.jpgNon si vuole usurpare alcun merito: di sicuro l’Angelo di Seconda Classe non aveva bisogno di noi per continuare il suo cammino nell’immaginario della gente. Perchè oggi, oltre al compleanno di Comida, sul web ricorreva un’altro importante anniversario.
Leggete la notula commemorativa affissa ai muri del mio magazzino. Pigiate qui 🙂

 
 

maggio

Posted at maggio 21, 2004 by

emma_btday04.gif
E insieme a Gioconda e Iris vi aspetta il 2 giugno, dalle 16,30
alla festicciola che si svolgerà al TENNIS CENTER BAR
di Torre Pedrera (Rimini), via della Lama, 9 (dietro la Stazione FS).
Amici blogmuniti e non, per maggiori informazioni potete scrivermi a rgrassilli@clarence.com.
 
 

maggio

Posted at maggio 19, 2004 by

Le Porte Zen Il pomeriggio cristallino ci ha menati tutti giù a Marina, per una prima cena volante davanti al mare.
Che insomma: l’ambientamento è finito, e forse anche il freddo e bisogna iniziare ad ammortizzare l’investimento.
Una zia con l’hobby della ceramica aveva provveduto a smaltare il mare, poi, non contenta, lo aveva lucidato allo stremo. Le bimbe tenevano un atteggiamento attendista, di appoggio esterno alla nostra improvvisa sortita, come i liberali nei vecchi governi dc.
Ma il riso al forno di Lia e l’assenza di vento ha reso tutti sorridenti e rilassati. Anche Stefano, il bagnino del Ventisette, è sbucato dalla direzione come un gattone dopo una session col gomitolo preferito. Sta aggiustando la spiaggia perchè sia il posto dove star bene, lui e la sua famiglia per primi, che da adesso a settembre ci dimorerà anche 14 ore al giorno.
Ho detto alle bimbe che quei passaggi a graticcio a cavallo della passerella, posizionati, immagino, per abbellirla e farci crescere dei rampicanti, sono “Porte Zen” (hanno vagamente l’aspetto dei passaggi coperti che precedono certi cortili giapponesi). Camminare sotto le Porte Zen concede di esprimere un desiderio, ho spiegato, uno al giorno come limite.
A loro questo è piaciuto, e si sono impegnate subito.
Prima di chiamarle per il rientro e per un gelato al Pellicano, Le ho osservate, incorniciate da quei piccoli archi, sedute sui loro pantaloncini colorati, sullo sfondo dei quattro colpi di tosse di Dio che avevano arrossato il cielo.
El Rockero La ragazza che sta con Iris mentre noi lavoriamo si chiama Andrea, e’ di Cuzco, Perù, ed è un’altra delle presenze benefiche della Casina Verde. Ha un carattere allegro e burlone, un viso pre-conquistador aperto e mobilissimo.
Parla lo spagnolo ma la sua vera lingua è quella degli indios, una cosa che precipita nelle fessure del tempo, dove non si vede il fondo.
Il suo fidanzato, Sebastiano, è un siciliano che lavora qui a Rimini.
Qui si sono trovati e sposati in poco tempo. Lo scorso anno, a far da testimoni alla rapida cerimonia comunale, c’eravamo solo noi: Lia, la Signora Lucia (che ci aiuta con i lavori di casa), Iris e il sottoscritto.
Andrea è adorata anche da Emma e Gioconda, ovviamente. A volte diventa una ragazzina come loro e le fa ridere o le fa saltare con scherzi e sorprese e io mi sento circa un quadripapà.
Mentre bevevo in cucina, canticchiavo una delle cover che facevamo con LMT. Andrea per certi versi viene dalla luna: ha gusti (musicali, artisitici, culinari, ecc…) che poco spartiscono con la nostra storia antropologica occidental-latino-yankee.
Mi ha ascoltato biascicare “It’s only Rock ‘n’ Roll” degli Stones poi mi ha detto: “Roberto, lei hai una voce rockèra.
Stupido Cane! Babbi Bloggers, volete stregare le vostre figliole/i con un effetto a colpo sicuro? Esercitatevi ad imitare le voci dei personaggi dei loro cartoni animati preferiti. Lo so, non viene facile a tutti, ma si può cominciare con i più semplici. Dovete ascoltarli e provare a ripetere le loro frasi più tipiche. A volte conta più l’intonazione e la cadenza della somiglianza delle voce stessa, e comunque ai loro occhi sembrerete dei Noschese reincarnati.
Intimare loro che è ora di andare a letto con la voce di Johnny Bravo o del Rosso Senzabraghe può ottenere effetti meravigliosi. Topolino che dice di rimettere a posto le scarpe viene subito esaudito, stessa cosa se la richiesta proviene dal professor Utonium delle Superchicche.
Certo, in seguito, loro non smetteranno più di chiedervi: «ci fai Leone e Giustino?» «vogliamo Ed, Edd & Eddy!», ma ne vale la pena.
Io sfrutto l’elasticità epiglottidea dovuta agli anni di canto e di radiollibbera, ma ammetto che ho ancora grosse difficoltà ad ottenere un Pingu o un Donald Duck convincenti.
Sexymarket Qui le bancarelle ci sono il mercoledì e il sabato. Sono tante, in proporzione alle dimensioni di Rimini, tanto da doversi estendere lungo strade distanti da Piazza Cavour e Piazza Malatesta. Questo mercato conserva alcune caratteristiche ruspanti, per esempio nella zona dove si mettono gli erbaioli, i contadini che portano le insalate e le erbe di campo che qui sono ben presenti sulle tavole di tutti, per esempio dentro ai cassoni (la piada piegata in due e cotta chiusa come una grossa conchiglia).
Ci sono i banchi dei fiori e delle verdure fresche di Viserba, e i formaggi prodotti sui colli della Valmarecchia, verso la Carpegna o nella valle del Savio. C’e’ il contadino che ha solo le sue fragole e le sue uova.
Signora: Veh, Adrio, come sei messo a piselli?
Adrio: qui ce n’e’ sempre Velia. Per te poi ce n’e’ sempre.
Signora: e la fava? ce l’hai ancora?
Adrio: certo! Faccio il mercato da cinquant’anni ma la fava ce l’ho sempre piu’ buona che mai.
La signora, sulla settantina, si allontana in bici ridendo.

 
 

maggio

Posted at maggio 17, 2004 by

adam@home.gif

Grazie all’induplicabile socio-amico GLNeri, ricevo ogni giorno via email una selezione di classiche strip, fra quelle uscite da poche ore negli Stati Uniti.
Resta piacevole leggere sempreverdi come B.C. o Calvin & Hobbes, o vedere le svolte nelle vita dei personaggi di Doonesbury, creazioni che l’autore Garry Trudeau fa crescere e invecchiare assieme a se stesso da più di trent’anni (di recente uno dei personaggi storici, quel BD perennemente col casco da football in testa, rappresentativo di un’America muscolosa e un po’ bietolona, ha perduto una gamba nella guerra in Irak).
Ma la mia più recente cotta fumettofila riguarda Adam @ Home, la strip di cui vedete un esempio sopra a questo post (guardatela: non potrebbe essere eletta come “la strip” di chi lavora con Internet da quasi dieci anni?). Adam è un computer-addicted, un lavoratore a domicilio via rete, un giovane padre sopra i trenta e non ancora di mezza età. I suoi quadri di vita risultano per forza familiari a persone come me; hanno una tenerezza e un’ironia di nuova generazione, niente male, pure nel solco della tradizione da newspaper Usa.
Ve lo segnalo, augurandomi che prima o poi qualcuno lo pubblichi anche in Italia.
Con Gianluca, invece, ci troviamo a commentare spesso le vignette di tipo “editorial“, cioè quelle che da noi verrebbero classificate come “politiche” o “satiriche“.
Disegni pubblicati nelle pagine del gotha dell’informazione d’oltreoceano, fogli che entrano in tutte le stanze che contano, da Washington a Los Angeles. Ebbene, con tutto quello che si dice in questo periodo dell’informazione occidentale, noi non possiamo fare a meno di stupirci per la libertà, la forza e talvolta la brutalità che questi autori possono esercitare nelle loro rubriche giornaliere. Nel nostro Paese, il più “blando” di questi cartoonist verrebbe immediatamente accusato di ultracomunismo e di essere guidato da un’odio ideologico, quanto immotivato, per il governo e il suo premier.
Trovo apprezzabile invece che da quelle parti i grossi bersagli della satira non si arrabbino, o, quantomeno, non reagiscano con anatemi e deportazioni dei media.
E non regge, a mio parere, spiegare certi scatti di nervi con il diverso temperamento politco della nostra nazione. Perchè succedeva anche qui, non occorre andare tanto indietro. Ricordate? Erano i tempi della Democrazia Cristiana e dell’Andreotti-Belzebù. Nemmeno i socialisti di Craxi, dipinti mille volte come ladri e furfanti, andavano oltre il mugugno.
L’understatement dei capoccioni americani sarà anche un modo furbo di stare al gioco, io lo trovo comunque meno sgradevole di quello stracciavesti e malafedoso presente alle nostre latitudini.

 
 

maggio

Posted at maggio 16, 2004 by

Questo è l’autoritratto della classe di Emma, le Coccinelle 2003-04 delle Maestre Pie di Rimini, realizzato dalla classe di Emma.
La mia grande lascerà questo gruppo e questo istituto fra meno di un mese, con un bilancio umano e scolastico più che positivo, che cancella i ricordi grigiastri e nervosi della materna frequentata a Bologna ante-trasloco.
Emma andrà alle scuole pubbliche Ferrari, come già raccontato qui, snobbando anche l’ammissione alla prestigiosa scuola italo-svizzera del CEIS (un’istituzione e un vanto del capoluogo rivierasco).
Perchè alla fine la passione con cui le maestre statali ci hanno mostrato il loro lavoro, nonchè la trasparente determinazione a difendere le conquiste fatte in anni di faticoso servizio, ci hanno fatto scegliere in tal senso.
Grati insomma alle Maestre Pie, dove Gioconda continuerà il prossimo anno, per la serenità e l’affetto con cui sono state accolte due piccole neoriminesi.
Grati anche alle suore, in tutta sincerità, per il modo aperto e non coercitivo con cui gestiscono quell’istituto privato.
E grati soprattutto ad Annica, la maestra di Emma, perchè da bella persona quale è, si è messa in sintonia con la mia primogenita captandone le qualità e smussandone le asperità.
Del resto come poteva essere diversa da così, una donna che ha il nome che ha per l’affezione dei genitori per Pippi Calzelunghe, o meglio, per la compagna d’avventure del celeberrimo personaggio letterario? L’equilibrio della Casina esiste anche grazie a lei, che ormai e’ una nostra amica e continuerà a frequentare questi muri verdi anche dopo la fine dell’anno scolastico.

 
 

maggio

Posted at maggio 14, 2004 by

Sì, la solita vecchia guerra, quella perepepeè bum bum rattattattat aaagh: sarà pure una cosa orrenda, ma almeno richiede un pizzichino più di coraggio delle ripugnanti pagliacciate sadomaso che ci arrivano da Bagdad.

Leggi tutto…

 
 

maggio

Posted at maggio 13, 2004 by

maghettop.gif
Maghetto pasticcio è dentro la vasca
ma fa una magia…
e c’è il mare in burrasca!
Che lampi! Che onde!
Lo portano via…
Maghetto Pasticcio,
dài, cambia magìa!
E qui dove siamo?
Che posto carino!
C’è un bosco e una casa…
che buffo camino!
Chi ci abiterà? Una fata? Un folletto?
«Andiamo a vedere!»
decide Maghetto.
Aiuto una strega! Che unghie… che denti!
E come capelli ha cento serpenti…
E’ verde e infuriata, odia la compagnia…
Maghetto Pasticcio,
dài, cambia magìa!
Adesso è passata, però che paura!
E qui cosa c’è? Una grotta… ma scura!
Bè, entro o non entro?
Io sono curioso…
«Magari ci trovo
un tesoro prezioso!»
Ma quale tesoro?!
C’è un grosso leone!
Saprebbe mangiarti
così in un boccone!
C’è solo un sistema
per scappare via:
Maghetto Pasticcio,
dài, cambia magìa!
Oh guarda, qui siamo nel cielo stellato:
Maghetto Pasticcio
lo guarda incantato,
poi atterra ed esplora
una fetta di Luna
e pensa: «Stavolta
ho avuto fortuna!»
Ma ecco arrivare tre mostri spaziali
sbarcati da un disco che vola senz’ali…
«Mi prendono, aiuto! Dov’è casa mia?»
Maghetto Pasticcio,
dài, cambia magìa!
Ed eccolo a casa
che mangia la torta
però c’è qualcuno
che bussa alla porta…
Maghetto Pasticcio
continua a mangiare.
Toco toc! «Siamo amici!
Ci inviti ad entrare?»

Ovviamente, quelli che bussano alla porta di Maghetto, alla fine, sono i “cattivi” della filastrocca, che vogliono magnarsi la torta con lui.
Questo
librino, reperto delle mie figliole ma anche dei suoi anni da baby sitter, è di buonaugurio per l’amica che oggi deve riuscire nell’incastro magico che la porterà dalle pubblicazioni al matrimonio in 28 secondi netti. Incrociate con me le vostre propaggini in suo favore.
E se volete sapere perchè questa filastrocca piace in particolare a mia moglie, provate a recitarla con una voce e una cadenza alla “Ringo“, la vecchia pubblicità della carne Montana…
 
 

maggio

Posted at maggio 12, 2004 by

tito_th.gifLa novità di oggi è questa: Iris mi ha chiesto di ripete la lettura del minilbro “Tito Dice” (ed. La Coccinella), almeno 12 volte.
Questo la inserisce uffcialmente nella categoria “figliole che insistono fino allo spasmo per farsi leggere qualcosa infinite volte” dove è stata festosamente accolta da Gioconda (Emma sta da tempo in un girone superiore).
L’attenzione e la pazienza, nonchè i segnali per chiedere di ricominciare da capo, sono inequivocabili. La terzogenita, dunque, lascia definitivamente la categoria “buffo bebone che agita nell’aria il libro fino a scagliarlo in faccia al genitore“.
Gioconda, dopo aver osservato Lia che le puliva e le affettva, ha chiesto: «Mamma, qual’è il cognome delle carote?».
emmaballo11.jpgEmma, il cui cervello è già stato promesso alla scienza per studi, si è prodotta in un gioco di parole di siffatto calibro. Studiando l’elenco dei suoi compagni di classe, si è concentrata su una bambina che di cognome fa De Amicis.
Dopo essersi baloccata un po’ con il suono, ha tradotto così: De Amicis = Ama il formaggio.
Alla folla che si assiepava attorno a lei (Lia e il sottoscritto), l’ineffabile ha dato questa spiegazione: «De” come la pronuncia di “the“, “amy” come “amare“, “ciis” = “cheese“, cioè formaggio in inglese (lo stanno facendo alla materna con buoni esiti a quanto pare).
Risultato: “The amy cheese“, ovvero colui che ama il formaggio. In seguito ad Emma è stato richiesto anche di moltiplicare il pane del forno Cupioli, il pesce del banco della famiglia Ermeti al mercato coperto e le carote di cui sopra.
Voi non sareste stramazzati? Io ormai non faccio altro.

 
 
 
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