Come vivere infetti e felici
 
 

maggio

Posted at 17 maggio 2004 by

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Grazie all’induplicabile socio-amico GLNeri, ricevo ogni giorno via email una selezione di classiche strip, fra quelle uscite da poche ore negli Stati Uniti.
Resta piacevole leggere sempreverdi come B.C. o Calvin & Hobbes, o vedere le svolte nelle vita dei personaggi di Doonesbury, creazioni che l’autore Garry Trudeau fa crescere e invecchiare assieme a se stesso da più di trent’anni (di recente uno dei personaggi storici, quel BD perennemente col casco da football in testa, rappresentativo di un’America muscolosa e un po’ bietolona, ha perduto una gamba nella guerra in Irak).
Ma la mia più recente cotta fumettofila riguarda Adam @ Home, la strip di cui vedete un esempio sopra a questo post (guardatela: non potrebbe essere eletta come “la strip” di chi lavora con Internet da quasi dieci anni?). Adam è un computer-addicted, un lavoratore a domicilio via rete, un giovane padre sopra i trenta e non ancora di mezza età. I suoi quadri di vita risultano per forza familiari a persone come me; hanno una tenerezza e un’ironia di nuova generazione, niente male, pure nel solco della tradizione da newspaper Usa.
Ve lo segnalo, augurandomi che prima o poi qualcuno lo pubblichi anche in Italia.
Con Gianluca, invece, ci troviamo a commentare spesso le vignette di tipo “editorial“, cioè quelle che da noi verrebbero classificate come “politiche” o “satiriche“.
Disegni pubblicati nelle pagine del gotha dell’informazione d’oltreoceano, fogli che entrano in tutte le stanze che contano, da Washington a Los Angeles. Ebbene, con tutto quello che si dice in questo periodo dell’informazione occidentale, noi non possiamo fare a meno di stupirci per la libertà, la forza e talvolta la brutalità che questi autori possono esercitare nelle loro rubriche giornaliere. Nel nostro Paese, il più “blando” di questi cartoonist verrebbe immediatamente accusato di ultracomunismo e di essere guidato da un’odio ideologico, quanto immotivato, per il governo e il suo premier.
Trovo apprezzabile invece che da quelle parti i grossi bersagli della satira non si arrabbino, o, quantomeno, non reagiscano con anatemi e deportazioni dei media.
E non regge, a mio parere, spiegare certi scatti di nervi con il diverso temperamento politco della nostra nazione. Perchè succedeva anche qui, non occorre andare tanto indietro. Ricordate? Erano i tempi della Democrazia Cristiana e dell’Andreotti-Belzebù. Nemmeno i socialisti di Craxi, dipinti mille volte come ladri e furfanti, andavano oltre il mugugno.
L’understatement dei capoccioni americani sarà anche un modo furbo di stare al gioco, io lo trovo comunque meno sgradevole di quello stracciavesti e malafedoso presente alle nostre latitudini.

 
 
 
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