Come vivere infetti e felici
 
 

giugno

Posted at giugno 21, 2004 by

Oggi occasione da gran pavese per il mio blog-magazzino: inizio il recupero on-line di alcune strisce prodotte per Cuore nel 1994, le uniche a firma Serra & Grassilli nella storia del giornalino verde.
Collaborare con il diretùr – mito della satira di sinistra, per me allora giovìne di redazione, fu un onore e un’emozione.
Michelino non si poneva certo come classica figura dirigenziale, veniva percepito piuttosto come una sorta di fratello maggiore. Ma per lui ognuno aveva la riverenza e l’ammirazione che si accordano appassionatamente a quelli che ti divertono testa, cuore e pancia in una botta sola.
Le riunioni per la prima pagina di Cuore restano, nei ricordi condivisi con mia moglie, qualcosa che travalica l’umano. E in questi meeting di cazzeggio ad altissimo livello, Michele Serra poteva spingerti sull’orlo del delirio a furia di risate. Lo sovrastava. a volte, il solo Roberto Perini, sopraffino disegnatore di Roma, noto per essere l’unico capace di far sganasciare Beppe Grillo. (Continua la lettura su Warehouse)

 
 

giugno

Posted at giugno 18, 2004 by

Berlinguer.jpgNato in una famiglia dall’altra parte, io. Di fianco alla piazza della chiesa e sotto le gonne di Don Camillo. ll signor segretario era una faccia puntuta, capelli dritti, occhi a fessura, facile da caricatura per un bamboccio che aveva deciso di fare “il disegnatore di fumetti“. Poi sempre più amicizie dilà, l’abbattimento del muro di San Pietro in Casale. Una morosa comunista nella romagna degli ‘ottanta e il ricordo del dolore sbigottito quando lui se ne andò. Il lutto che correva muto per le stradine della riviera che si risvegliava alla stagione turistica, tutti col magone (ma proprio tutti).
Sulla Rai, Craxi e Pertini dritti, calcificati nel bianco e nero del funerale. La striscia di Staino sull’Unità, struggente e incoraggiante. I migliori se ne vanno, lui era uno onesto, eccetera.
Le parole più degne le ho trovate sulla Linea Gotica di Daniela Amenta, colei che mi parla di musica nella Blogsfera. Enrico si sente sempre che manca, anche ai pitturelli come me, ancora vent’anni dopo.

 
 

giugno

Posted at giugno 16, 2004 by

messenger.jpgAndava pensato, un blog così, e Lo Zio Macs lo ha fatto. Una estrapolazione della vita che passa attraverso i messenger. La nostra vita, di noi attaccati alla Macchina.
E a pensarci è tanta, è un canale deviatore parallelo al flusso di comunicazioni che spandiamo col nostro corpaccione. Solo che, senza occhi, fiati, tepori, ditate, va subito al sodo: una sintassi agitata, una sindone digitale di noi stessi.
Così scarnificati, i dialoghi diventano come installazioni sospese per aria. Ma lo straniamento passa in fretta, come quando si stava in chat: dopo poco si pigliava il ritmo.
Bravo a Zio per questo Messenger Life, che nel dare a una rubrica del suo blog storico questo spazio autonomo, ha fatto fare un altro passetto alla Grande Classificazione dei Linguaggi della Rete.

 
 

giugno

Posted at giugno 15, 2004 by

Non volevo aggiungere altri documenti su Emma, che in questo periodo ha decisamente rubato la scena agli altri membri delle Compagnia Casina Verde.
Ma, come ha detto al microfono il maestro di musica alla festa finale della scuola materna: “Emma è un attrice“.
Del resto, la sera prima, un’altro segno fatale aveva sorpreso Lia e il dilei marito. Seduti nella platea del Teatro Novelli di Rimini, aspettavamo il saggio di fine corso della scuola di danza “Arabesque“.
La svogliatezza con cui la Primogenita aveva concluso l’esperienza, l’atmosfera da recita parrocchiale ci autorizzavano a vivere l’evento quasi come un atto dovuto, nonostante Emma, al massimo della sua reticenza, aveva lasciato trapelare qualcosa su un suo “pezzo da sola”.
Inoltre, avevo visto come la biondina si era comportata ad un paio di “lezioni aperte“. Distratta e “sciocchina” come non mai, avevamo tradotto la piccola provocazione così: «mamma, papà, la mia curiosità per la danza è finita. Non ne voglio più mezza”.
Oltre ad Emma, abbiamo sottovalutato anche l’Arabesque. Questa scuola di ballo, fondata da una professionista londinese più di trent’anni fa, mette le cose in chiaro dall’inizio: qui niente indulgenze per genitori in cerca di riscatto attraverso la progenie, ne’ scorciatoie prototelevisive per aspiranti veline. Nella casa di Tersicore, di Hathor e di Brahma, poche puttanate.
Lo spettacolo è stato intenso, vero, potente. Ed Emma, nella scena delle mangiatrici di loto, ha avuto davvero il suo piccolo “a solo” con Ulisse, lasciandoci ancora una volta basiti.
Qui un piccolo documento filmato per gli Emmologi. 660 k circa, è QuickTime (.mov).

 
 

giugno

Posted at giugno 13, 2004 by

Appena insediato a Palazzo d’Accursio, il neosindaco comunista e melomane regola subito i conti con lo Zecchino d’Oro, che con “Quarantaquattro gatti” negli anni Sessanta irrideva agli scioperi dei metalmeccanici.
I bimbi canterini verranno restituiti alle famiglie, e gli avidi fratacchioni dovranno ricominciare a pensare a Dio invece che alle dirette su Raiuno.
In un centro storico colonizzato da gipponi e motoroni, l’ex leader della Cgil si sente a casa sua: “Ho visto più pneumatici in piazza Maggiore che alla Pirelli“. Il suo commosso pellegrinaggio alla tomba di Giosuè Carducci: “Fra gli intellettuali bolognesi mi sembra ancora quello più vispo“.
Immediato il feeling con l’ateneo bolognese, uno dei pochi dove si fa ancora ricerca: tutti gli studenti sono alla ricerca di un posto letto a meno di trecento euro al mese. Adesso il gioco si fa duro, Coff: hai riconsegnato Bologna alla sinistra proprio ora che il destinatario è assente.

 
 

giugno

Posted at giugno 11, 2004 by

La sua voce era già nelle mie orecchie da prima, come altri suoni di sistema delle nostre vite: Sinatra, i Cetra, i Beatles, Mina, Armstrong, eccetera. Più tardi divenni consapevole del nome di quella voce, durante una trasmissione dell’Altra Domenica di Renzo Arbore.
Il Benemerito mostrò alle popolazioni rupestri un corto animato, un passouno in cui un Jimmy Carter di plastilina cantava “Georgia on my mind” con la voce di Ray Charles (Oscar 1977).
Il filmato era delizioso, fui stregato di quel presidentino che cantava alla luna dalla scrivania di una Casa Bianca di pongo.
Alla fine, divenuto il sottoscritto un discreto consumatore di musica, the Genius ebbe una faccia e un corpo. Seppi così che Stevie Wonder non era l’unico cantante black & blind e che la presenza scenica del signore in questione erano da tempo materiale per comici e imitatori americani. La parodia che ne fece John Belushi-Beethowen in una dei suoi fulminanti sketch al “Saturday Night Live” era di livello tale da giustificare numerevoli inviti serali agli amici che non avevano ancora visionato il vhs acquistato durante vacanze anglosassoni.
Arrivarono gli anni ’80 dove Ray, John (e Dan e Arteha e Cab…) s’incontrarono in una pellicola e mostrarono la luce a ragazzotti come me, Bob, Ted, Polso e gli altri.
in “The Blues Brothers” il pezzo con Ray Charles è uno dei più vitali e insensatamente irresistibili. Senza alcuna ragione, ti trovi a ballare anche tu sui cavalcavia del Ring, la metropolitana che romba fra i palazzi di Chicago. Ray Charles, a quel punto voce, volto, corpo, personaggio, diventava mito anche per la mia generazione.
Circa un decennio più tardi feci la mia prima esplorazione degli Usa, assieme a Lia, iniziando proprio dalla Georgia. Guidavo lento nel sole della Peachtree e la radio cantava “Hit the road, Jack. And don’t you come back no more, no more, no more, no more“. Poco più avanti, la biblioteca presidenziale di Carter. “Molti cerchi si chiudono” pensai sistemandomi gli occhiali da sole, uguali uguali a quelli di Jack, Elwood e Ray.

Georgia on My Mind
Written by: Stuart Gorrell
Composed by: Hoagy Carmichael

Georgia, Georgia, the whole day through
Just an old sweet song keeps Georgia on my mind.
Georgia, Georgia, a song of you
Comes as sweet and clear as moonlight through the pines…

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giugno

Posted at giugno 7, 2004 by

emma-ride1.jpgPer concludere la Novena Emmiana, alcune brevi sulla nostra primogenita preferita (!).
Emma si rapporta relativamente a Iris. La combutta maggiore sta fra l’ultima nata e Gioconda. Comunque: qualche sera fa la Principessa Spaziale stava sul lettone con Numero Tre, la osservava assorta.
Emma= Iris! Come sei cresciuta… Hai un corpo lungo e una testa piccola. Sembri un fotomontaggio“.
La sentivo ridere nel suo letto. Di solito legge per una ventina di minuti, quelli che passano dal crollo di Gioconda, che è quasi contemporaneo ai baci della buonanotte, alla seconda venuta di Lia, che nel frattempo ha spedito l’ultracucciola sul trenino della buonanotte, per dirla con il prof. Utonium.
Aveva trovato la raccolta dedicata a Mafalda di Quino edita da Repubblica. Leggeva le strip e sghignazzava. “Dio ti benedica” ho pensato, ritirandomi in silenzio, “il grande Dio delle nuvolette parlanti“.
Ancora sul bordo del letto, stasera. Emma= Papà, sei il migliore papino del mondo”.
NasodiPapolo= Mah.. Emma.. Grazie. Ma ci saranno chissà quanti papini migliori di me”.
Emma= No, tu sei il migliore. Perchè sei arrabbiato quando bisogna essere arrabbiati, sei allegro quando bisogna essere allegri, e sei agrodolce quando bisogna essere agrodolci. Curtain.

 
 

giugno

Posted at giugno 4, 2004 by

Nella graditissima pioggerella di auguri che Emma ha ricevuto, e ormai queste ragazze vengono omaggiate attraverso quattro media almeno (telefono, internet, posta, sms… ci pensate?), uno speciale ringraziamento va dalla primogenita ai due colleghi padovani, dai quali sono giunti nella casella di NasodiPapolo bellissimi biglietti di Buon Compleanno.
Emma, che li ha aperti di nuovo poco fa, qui accanto a me, ha detto: “Ma che carini! Anch’io faccio qualche disegno per loro!” e si è ributtata fra i librini nuovi che le hanno regalato.
Ma tutta la Casina Verde vuole ringraziare Semola e La Belva, e mandare un bacione omnicomprensivo dei loro bravi, inimitabili genitori.

Gli auguri di Semola.

Gli auguri della Belva
 
 

giugno

Posted at giugno 3, 2004 by

Che a volte due dozzine di immagini raccontano di più di duemila parole. O forse no.
Stavolta comunque va così, e non trattenetevi dalla voglia di cliccare su tutti i quadratini 😉

quadri-comp1.gifquadri-comp2.jpgquadri-comp3.jpgquadri-comp4.jpgquadri-comp5.jpgquadri-comp6.jpg


 
 

giugno

Posted at giugno 2, 2004 by

Tim Robbins= Sì, ho un figlio, maschio (porge a Samantha una videofoto).
Samantha Morton= (guardando con distacco l’immagine) e ci scommetto che è molto speciale.
Tim Robbins= E’ così. E’ un ragazzo molto speciale!
Samantha Morton= Tutti hanno figli molto speciali. Chissà da dove vengono tutti gli adulti banali che ci sono in giro.

Nei ruoli di William e Maria, in “Codice 46” di M. Winterbottom, visto stasera al Fulgor di Rimini

 
 
 
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