Oggi, alle 0,01, era la ricorrenza ufficiale di Emma, avvenimento che festeggeremo domani, qualunque siano le intenzioni di quell’isterica di Madama Stagione.
Lo dico agli eventuali lettori in cerca di informazioni tecniche: le previsioni sono incerte, consiglio una telefonata alla Casina Verde per sapere dove dirigersi (o nel luogo deciso originariamente, che leggete in un post qui sotto, o nella Casina Verde medesima).
L’orario di nascita è stato il primo arbitrio paterno sulla vita della Primogenita: mentre lei nasceva, e io abbracciavo “sostenendola da dietro” Lia in piena produzione, ho buttato un occhio alla sveglia appoggiata sull’armadio della nostra camera.
Una sveglia Ikea, che e’ ancora qui accanto a me, nel mio studio. Nulla ci garantiva che fosse precisa e puntuale, ma convenimmo che il primo giugno ci piaceva di piu’, come data, del trentun maggio.
La mattina dopo, il nostro carissimo dottor Franco Foschi ufficializzò che l’arrivo di Emma in Bologna era avvenuto nei primi secondi del primo giorno del giugno ’98. E forse fu davvero così che andò.
Nella foto: Emma con l’autentico Filippo, già citato in questo blog

KIMPOSSIBOL
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