Nato in una famiglia dall’altra parte, io. Di fianco alla piazza della chiesa e sotto le gonne di Don Camillo. ll signor segretario era una faccia puntuta, capelli dritti, occhi a fessura, facile da caricatura per un bamboccio che aveva deciso di fare “il disegnatore di fumetti“. Poi sempre più amicizie dilà, l’abbattimento del muro di San Pietro in Casale. Una morosa comunista nella romagna degli ‘ottanta e il ricordo del dolore sbigottito quando lui se ne andò. Il lutto che correva muto per le stradine della riviera che si risvegliava alla stagione turistica, tutti col magone (ma proprio tutti).
Sulla Rai, Craxi e Pertini dritti, calcificati nel bianco e nero del funerale. La striscia di Staino sull’Unità, struggente e incoraggiante. I migliori se ne vanno, lui era uno onesto, eccetera.
Le parole più degne le ho trovate sulla Linea Gotica di Daniela Amenta, colei che mi parla di musica nella Blogsfera. Enrico si sente sempre che manca, anche ai pitturelli come me, ancora vent’anni dopo.

E GIRA GIRA IL MONDO
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