Come vivere infetti e felici
 
 

luglio

Posted at luglio 29, 2004 by

L’idea di A’marena mi è sempre sembrata tanto bella quanto immediata: durante la stagione turistica, uno schermo itinera fra stabilimenti balneari e accende, fra i gelati e le bandiere, serate di vera devozione cinematografica. A poco prezzo o anche gratis, si scende la passerella e ci si accomoda su sedie di legno, o sulla sabbia, o ci si appoggia ad una palma e si guarda qualche filmòn della recente stagione, o un capolavoro immortale.
Quest’anno poi, la Fondazione Fellini, con nuova energìa scaturita dal museo aperto di recente, ha avviato una nuova collaborazione con la rassegna, collocando nel programma quattro opere del Maestro.
Mi sono andato a gustare l’appuntamento con il più alto tasso di auto-referenzialità: la proiezione di Amarcord nella spiaggia privata del Grand Hotel. Una Rimini fellinata sul telone bianco, una Rimini contemporanea alle mie spalle, i riminesi di oggi che ridevano e si commuovevano tutt’attorno nel buio.
Il caso e una lampada elettrica mi hanno anche donato, in sovrapprezzo, un momento suggestivo che forse Federico (il Grande) avrà apprezzato: fra un tempo e l’altro l’operatore ha acceso la luce nella tenda che fungeva da cabina di proiezione; un bel gioco d’ombre ha stilizzato l’operazione del cambio delle bobine, gesti in serie che sembravano coreografati per noi.
Ho cercato di catturare il momento ipericonico con una foto modesta del mio cellulare, la lì sopra.

 
 

luglio

Posted at luglio 26, 2004 by

Non tanto bene il “Villaggio Disney” in riva al mare. Questa struttura, pagata e voluta da enti locali, ha fatto tappa nella spiaggia libera vicino alla palata, porto storico di Rimini. Per una settimana gli animatori con orecchie da topo o berretti da papero hanno strillato nei microfoni un entusiasmo che appariva eccessivo anche agli spettatori più piccoli (anzi, mi sa che loro sono i primi a percepire certe note stonate).
Tutto troppo dominato da esigenze di marketing, tutto assoggettato alla targettizzazione (vabbè scusatemi, mi sfogo un po’) del pubblico che compra le testate della Onorabile Multinazionale: e c’era l’angolo “Principesse“, e c’era l’angolo “Winny Pooh“, e c’era l’angolo “Witch“, ecc… Vietato lasciar fuori potenziali compratori, effetto d’insieme un po’ miserello.
Così sotto i gazebo brandizzatissimi potevi disegnare una bella Biancaneve, o truccarti come una piccola Guardiana di Kandrakar, o ballare certi classici senza tempo tratti dai cartoni che tutti abbiamo amato.
Giovani addette e addetti, approssimativi ma volenterosi, convogliavano piccoli e genitori da un capo all’altro dell’arena, oppure sbucavano dal palco centrale, ove, con volumi intollerabili, centellinavano l’ospite a sorpresa (il pupazzone di Pippo: non ho potuto fare a meno di pensare al bracciante che agiva le movenze del personaggio sotto a quella corrazza di gomma, in pieno sole).
Direte: che vuoi? è tutto gratis. Beh, io voglio di più. Dalla Disney mi aspetto sempre e comunque di più.
Eppoi, almeno moralmente e psicologicamente, non è così gratis. Il braccialetto che consente agli ospitini di accedere all’intrattenimento, ai gadget e ai formaggini, costa una liberatoria da firmare col cuore in gola. Se la rileggi, con tutta la faccenda che sollevi l’azienda da qualunque incidente possa accadere dentro al village, compreso la morte (sì, rileggete: morte), ti viene da caricarti in spalla le figlie e scappare a gambe levate.
Non ne ho avuto bisogno, in realtà: Gioconda s’è stufata in pochi minuti e ha caricato me.

 
 

luglio

Posted at luglio 18, 2004 by

memorylost.jpg…cos’ero prima della chiusura per ferie?
Una pizzeria? Un pornoshop? Una rivendita di galosce?
Help!
(display elettronico con la scritta “Memory Lost !!“, fissa
da quindici giorni sull’ingresso del Cinema Teatro Corso,
Corso d’Augusto, Rimini).

 
 

luglio

Posted at luglio 17, 2004 by

Papà, ti faccio vedere una cosa? Sai che so fare Berlus****? Guarda, mi metto gli occhiali sul ginocchio.
Vedi? “Sono Berl****ni, sono il più bravo di tutti, so fare tutto, sono il padrone dell’Italia!!
NdP= Ah ah ah ah ah! Ehmmm… Emma.. più piano eh? NOn strillare così… :-))))))))))))))

 
 

luglio

Posted at luglio 16, 2004 by

paperno1.gifUn sentito grazie al Papero Donald, settantenne. Per quando sono riuscito. la prima volta, a disegnare il suo becco in prospettiva.
Per alcuni suoi bellissimi cortometraggi, per la sua interpretazione in “I Tre Caballeros“. Per le risposte alle lettere nella rubrica “qui Paperino Quack“.
Per Paperinik.
Devo dargli atto inoltre, di non essersi mai lamentato della tiritera che lo ha sempre riguardato dalle nostre parti, quella snocciolatura di luoghi comuni disneyani che avrete sicuramente sentito anche nei recenti telegiornali.
Si insomma, quei temini che cominciano con “forse lo preferiamo a Topolino per il suo carattere irascibile, per la sua sfortuna, che lo rende più umano del topo bla bla…” e generalmente viene chiuso da “… e anche per questo noi Italiani lo sentiamo uno di noi“.
Bravi, sei meno meno.

E poi altro che buffo pennuto. Egli ha un sacco di peso e influenza, almeno dalle mie parti. Date un’occhiata all’articolo a destra.

 
 

luglio

Posted at luglio 15, 2004 by

Gioconda, Luca, Emma.
Davanti al Bagno Celso, Torre Pedrera di Rimini.
Luglio 2004.

 
 

luglio

Posted at luglio 14, 2004 by

Fratel Davide Sapienza, le sue colpe del passato, le sue attuali espiazioni.
E quel che lo lega al massaro della Casina Verde.

 
 

luglio

Posted at luglio 13, 2004 by

Le torte che ti dissi
Questo calendario di cartone stampato, con i numeri e i giorni che cambiano ruotando dentro ad un’asola, lo abbiamo comprato a Milano tanti anni fa. Stileggia anni ’40, e direi non quelli italiani, visti i caratteri corsivi svolazzanti e la totale assenza di dolci dedicati al faccione del duce. Sì, mica è autentico, è un rifacimento nostalgico.
In tutte le case in cui è rimasto appeso, ha svolto anche la funzione di edicoletta votiva, di stazione di sosta obbligatoria nei primi peregrinaggi per casa con bebè in braccio, cosciente e curioso.
La manina indicava la direzione, io mi ci recavo e leggevo, cantilenando, i nome dei dolci raffigurati, picchiettandoli uno a uno:
– Torta Royal Tropicaroma
– Focaccia d’Angelo
– Torta Lady “Goldenglow”
– Torta Meravigliosa
– Torta “Royal” di Cannella
– Pan di Spagna

poi, piccola pausa prima di puntare il mio indicione sull’immagine più grossa, una sorta di Torta della Foresta Nera, ben nota in casa nostra per certe prodezze culinarie di Lia. La piccina di turno sorrideva già, aspettando di sentirmi concludere: “…eeee….. La Torta della Mamma!” Concluso il rito, Emma/Gioconda/Iris mi pilotavano immediatamente verso altri oggetti interessanti della casa.

Il terzo sesso
Locandina esposta stamattina davanti a un’edicola di Piazza Tre Martiri, Rimini. La notizia è nel fascicolo emilia-romagna del quotidiano, il titolo nell’iperuranio.

Impara a fischiettar
Se li vedi da soli, con la mappa, la bici istruita, magari biondi con l’occhialetto rotondo, possono essere nordeuropei, o australiani, o di altri paesi non previsti dal turismo romagnolo. Perchè in genere il pattuglione, quello un po’ in età, attento alla giovane guida e al suo inspiegabile ombrellino, di solito è tedesco, americano, più raramente inglese. In quel caso, Rimini è poco più di un incidente di percorso, fra i mosaici di Ravenna e la ducalità di Urbino.
Se invece sono tre ciclisti smilzi e biondi, abbagliati dal biancore del Tempio Malatestiano, significa che sono venuti a guadagnarsi qualcosa extra-pacchetto e mi viene da gratificarli in qualche modo.
Non sarò proprio il prototipo dell’italiano medio, non quello che si aspettano loro, che si guardano magari i Soprano’s su Hbo e hanno un cd di Bocelli, però sto girellando, serale e serafico e si vede che sono di qui.
Quindi, passando loro vicino, fischietto in maniera virtuosa qualcosa di Puccini o Verdi. Se è una sera sfavillante e le campane di Santa Rita mi vengono dietro, il gioco è fatto. Loro sorridono, io ho contribuito al prodotto interno più o meno lordo del nostro Paesaccio.
Six feet over
Due personaggi al mercato coperto, s’incrociano con borse di frutta e verdura. Entrambi sopra i sessanta, ridono contenti di vedersi.
Omino1= Venente! Cumvèla? (come va?)
Venente (Omino2) = Tabòn (sta buono), non mi sono ancora amazzato!

 
 

luglio

Posted at luglio 9, 2004 by

mtvcoca1.jpgmtvcoca2.jpgEra la tappa romagnola del Cocacola-Emmtivì Festival quella di ieri sera al Parco Marecchia.
Si era stati a cenare sotto un tendone da circo al Sant’Arcangelo dei Teatri, così la mia abituale ronda biciclata della sera era slittata sul bilico della mezzanotte. Le strutture gonfie, vegane, oversize per una Rimini, sfavillavano rossissime aldilà del ponte di Tiberio, una processione di ragazzi iniziava già a sparpagliarsi verso il centro e verso il porto.
Mi sono sentito infalenito, dopo anni di lontananza dalle arene degli eventoni pop, mi sono fermato, ho chiuso la bici e ho iniziato a risalire la corrente.
Groove Armada stavano chiudendo il live act, piacevoli e dondolanti, ma in realtà io avevo voglia di quel sapore da organizzazione implacabile, fintamente urgente che hanno i grossi concerti estivi. Dopo aver constatato che un megapalco, con schermi ovunque e luci sufficienti per l’invasione notturna di uno Stato Canaglia, non si nega più nessuno, mi sono incantato a guardare la struttura muscolare del festival che si contraeva e si preparava per ripartire.
In un tormento di passerelle e cavi, i burdigoni con il pass adeguato stavano già smontando il sedere del palco, un tir di dimensioni abominevoli ingurgitava apparecchiature ugualmente nere, in arrivo da uno scivolo che si perdeva nei segreti del dietro-le-quinte. Security e pulmini, le ragazzine riprendevano un nonsochi con piccole telecamere e macchinette digitali. Il giovane zazzeruto sorrideva da dentro al van illuminato, stava telefonando e muoveva la testa come un uccellotto sorpreso nel nido da una torcia elettrica. Qualcosa di questa scena corale con buio e luci fredde mi faceva pensare ad una scena di “Roma” di Fellini.
Poi eccoli, sgusciano fra i pannelli di legno del retropalco, opachi e risentiti come di rigore. Le mani piene di custodie dalle forme inequivocabili, i membri di una band meno importante guadagano l’uscita senza parlare; le fans eccitate dall’uccellotto danno loro la schiena.
Seguo la loro sfilata fin oltre le torri gonfiabili dell’ingresso. Tanto so benissimo dove vanno. Non ho bisogno di vederli fisicamente mentre incastrano, su un transit molto meno glamour, i triangoli delle chitarre, i tondi della batteria, i quadrati degli ampli.
Mi è restato un languore, perchè li ho amati per 20 secondi, tutti in gruppo e intensamente.
Sono rientrato pensando ai coperchi laccati dei pianoforti elettrici, ai cavi per chitarra vivi e scontrosi, alla madreperla sulle mezzecasse delle Gibson, ai riflessi sui piatti e sui cromi del rullante.
Lo ha detto bene Ronnie, una volta. Ronnie che parlava di meno e che aveva sempre molto ritegno a dire di quello che si provava. Comunque quella volta ha detto: “Se hai passato del tempo là sopra, poi fai fatica a stare giù”.

 
 

luglio

Posted at luglio 8, 2004 by

dirigenti-tn.gifPrima vi segnalo che dilà c’è sul tavolo per voi un nuovo Arciontento (nr.3: “La Classe Dirigente“) che vi attende, ripulito, colorato, ripubblicato.
Eppoi resto in tema e vi lascio con questo nuovo pezzullo di Lia, uno di quelli che a me, a leggerlo di sera prima della nanna, me fa consulà. Occome mi sono divertito, occome mi sono divertito.

Anche fra le amarezze della politica c’è posto per I sentimenti più teneri.
Ieri sera Dudu e Marina, secondo la tradizione, hanno messo l’avviso sotto il cuscino e stamattina, sorpresa! ci hanno trovato un milione di euro per pagarsi l’avvocato. Il pediatra di famiglia: “E’ un fenomeno naturale nei piccoli Berlusconi: alla loro età, gli avvisi da latte lasciano il posto a quelli permanenti”.
I due giovani indagati si difendono dall’accusa di ricettazione e riciclaggio: “All’epoca dei fatti andavamo all’Università, eravamo troppo impegnati a imbrogliare agli esami”.
Marina rifiuta di rispondere ai giudici: “Parlerò solo in presenza del mio visagista”. La difesa chiederà le attenuanti genetiche.
Coraggio, Cavaliere, la smetta di fare il ventriloquo del ministro Castelli e si assuma anche l’interim della Giustizia, così la facciamo finita: già adesso il conflitto di interessi si vede da Saturno, vogliamo fare ingelosire Nettuno e Plutone?

 
 
 
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