Come vivere infetti e felici
 
 

luglio

Posted at 26 luglio 2004 by

Non tanto bene il “Villaggio Disney” in riva al mare. Questa struttura, pagata e voluta da enti locali, ha fatto tappa nella spiaggia libera vicino alla palata, porto storico di Rimini. Per una settimana gli animatori con orecchie da topo o berretti da papero hanno strillato nei microfoni un entusiasmo che appariva eccessivo anche agli spettatori più piccoli (anzi, mi sa che loro sono i primi a percepire certe note stonate).
Tutto troppo dominato da esigenze di marketing, tutto assoggettato alla targettizzazione (vabbè scusatemi, mi sfogo un po’) del pubblico che compra le testate della Onorabile Multinazionale: e c’era l’angolo “Principesse“, e c’era l’angolo “Winny Pooh“, e c’era l’angolo “Witch“, ecc… Vietato lasciar fuori potenziali compratori, effetto d’insieme un po’ miserello.
Così sotto i gazebo brandizzatissimi potevi disegnare una bella Biancaneve, o truccarti come una piccola Guardiana di Kandrakar, o ballare certi classici senza tempo tratti dai cartoni che tutti abbiamo amato.
Giovani addette e addetti, approssimativi ma volenterosi, convogliavano piccoli e genitori da un capo all’altro dell’arena, oppure sbucavano dal palco centrale, ove, con volumi intollerabili, centellinavano l’ospite a sorpresa (il pupazzone di Pippo: non ho potuto fare a meno di pensare al bracciante che agiva le movenze del personaggio sotto a quella corrazza di gomma, in pieno sole).
Direte: che vuoi? è tutto gratis. Beh, io voglio di più. Dalla Disney mi aspetto sempre e comunque di più.
Eppoi, almeno moralmente e psicologicamente, non è così gratis. Il braccialetto che consente agli ospitini di accedere all’intrattenimento, ai gadget e ai formaggini, costa una liberatoria da firmare col cuore in gola. Se la rileggi, con tutta la faccenda che sollevi l’azienda da qualunque incidente possa accadere dentro al village, compreso la morte (sì, rileggete: morte), ti viene da caricarti in spalla le figlie e scappare a gambe levate.
Non ne ho avuto bisogno, in realtà: Gioconda s’è stufata in pochi minuti e ha caricato me.

 
 
 
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