Come vivere infetti e felici
 
 

settembre

Posted at settembre 30, 2004 by

alessiodesk_col.gifAvevo detto agli amici che non era finita del tutto, che non mi sentivo di abbandonarla così, dopo una storia intensa durata quasi tre anni. Avevamo necessità di stare un po’ lontani, di ripensare a cosa siamo l’uno per l’altra.
Alla fina abbiamo dovuto ammettere la reciproca dipendenza. Con rinnovato entusiasmo riprendo quindi a disegnare la mia strip fumettata, quella Net To Be nata sulle pagine di Clarence nel maggio 2001.
Ora però la trovate su Warehouse, il magazzino di famiglia, a muro con questo blog.
Questa serie nuova è al momento assolutamente libera da vincoli commerciali. Ciò significa che potete linkarvela dove volete, copiarla e incollarla sui vostri blog e siti, mantenendo cortesemente i riferimenti all’autore e al luogo da cui la prelevate.
Facciamolo, questo esperimento: vediamo quanto Net To Be può viaggiare ed estendersi sulla Rete, visto che di Rete ha vissuto e continua a parlare.
Anche da questo dipenderà la sua longevità. Abbracci a tutti ;-))

 
 

settembre

Posted at settembre 29, 2004 by

I Genitori del Pimpante Cesarino (vedi post più sotto), avviati ad una normalità di strilli cacche pappe, hanno finalmente trovato il tempo di raccontarci come è andata.
Cronaca e notizie aggiornate sul futuro presidente della Regione Emilia Romagna, già sindaco di Bologna, le trovate in questo post di papà Han Federico (che gentilmente ci ringrazia, maddechè? :-))).
Un volenteroso abbraccio anche a mamma Daria, la donna più invincibile dopo Cat Woman e Nonna Abelarda.

 
 

settembre

Posted at settembre 28, 2004 by

Gioia anche nella Casina Verde. Emma strilla convulsa “VIVA LA PACE” (!!!). Iris le va dietro bablando una frase con un suono simile. Accidenti, Lia e Gioconda sono fuori. Scusate, prendo la vespa e corro giù a Marina 😀

 
 

settembre

Posted at settembre 24, 2004 by

Ha fatto la voce grossa e ha fatto volare anche le barche, la Stagione che ha detto “mo’ basta, prego accomodarsi: l’autunno è di là“.
Allora mi sbrigo con gli ultimi ringraziamenti, ultimi almeno per quest’anno balneare. Fra le tante cose a cui dovrei dare spazio, devo necessariamente esprimere una gratitudine maturata in 4-5 anni di frequentazione. Un periodo che ha compreso la prima infanzia di tutte le mie figliole, potremmo dire dalla Bomba al Capitano Uncino.
Parlo del Bagno 18 di Viserba di Rimini, primo approdo del nostro famiglino vacanziero, quando in qualità di “coppia con bambina“, cercavamo una zona adatta alle nostre esigenze. Lasciati da qualche tempo gli stabilimenti di Marina Centro, divenuti di colpo troppo modaioli, ci mettemmo sotto l’ombrellone di amici storici, Giovanna, Luca e il loro piccolo Marcello, coetaneo di Emma.
E in questa classica spiaggia nostrana, a soli 3 km da quella che sarebbe divenuta casa, apparvero prima che altrove alcuni segnali di attenzione per le nuove famiglie. L’area Baby Club, contenuta e protetta, piena di gonfiabili e giochi vari; qualche servizio di spiaggia aggiornato ad anni successivi al 1965; un briciolo di fitness e animazione, fatta con cortesia e discrezione. Da soli, questi aggiornamenti, illuminavano il Bagno di Athos e Andrea (e della mamma Graziella), di una luce quasi nordeuropea.
Ma più nel bene che nel male, il contrappeso mediterraneo veniva assicurato dall’appuntamento con i balli di gruppo.
Trattenete il vostro orrore: dovessi fare un’esegesi musicale, oppure mi fossi abbandonato, all’epoca, alle reazioni che mi suggeriva il background rockettaro, la scure e il lanciafiamme sarebbero stati, oggi come ieri, l’unica risposta possibile.
Mi trovavo a tu per tu con il consumo più brutale dell’annata discografica, quello del single-latino-estivo che si presenta ogni anno, senza se e senza ma. Mi esponevo, volontariamente e senza fattore di protezione, a quei ritmi sudamericani, a quei testi ispanico-maccheronici che di solito mi procuravano ustioni e avvilimento. Canzoni che raccontavano e raccontano di liquori e dinero, esortando senza pause a indemoniarsi, a saltare e ballare, ballare, ballare.
Affinata negli anni la zona merenghe del mio cervello (che non sapevo di possedere), sono anche riuscito a comprendere qual’è il tema comune a tutti questi brani: il sedere, con buon rispetto. Ci girano attorno, parlano d’altro, ma poi, alla fine di ogni fraseggio musicale, è lui che va agitatato ed esaltato. E non voglio commentare il fatto che, nelle nostre spiaggie domestiche, ciò che si dimena sotto il tuo naso non è sempre materiale da esposizione.
Ma aveste visto, amici, Emma a due anni, che ballava rapita con la sua ombra. O Gioconda che saltava come un leprotto. O Iris che restava magnetizzata dalle note sparate sulla sabbia, sareste qui con me a ringraziare la Simona, maestra di movimento, o Giuseppe, aiuto-bagnino votato alle danze, o gli altri discepoli e volontari che si sono succeduti sulla pedana del 18. Quei minuti di totale felicità corporea delle piccole mi hanno reso capace di sopportare, di buon grado, persino delle Ketchupspagnole di traverso nello stomaco.
bimbeballano.jpg

 
 

settembre

Posted at settembre 23, 2004 by

mucche.gifViste con Emma e Gioconda, le Mucche hanno riscosso un buon successo di sala. Le due pupazze hanno dichiarato di essersi divertite (risate vere nella scena della mandria ipnotizzata) e sono arrivate in fondo alla proiezione senza fare una piega (Giocolina, a dire il vero, ha chiesto di andare a casa a 5 minuti dalla fine, ma poi si è dimenticata).
Dal mio punto di vista, Mucche alla Riscossa è un piacevole film d’animazione nel solco della tradizione Disney, con inevitabili aggiornamenti del linguaggio cinematografico, del tratto dei disegni, della trama e dei personaggi.
Prendi il west, scombiccheralo un po’, attraversalo con una storia semplice e ricca di gag. Poi colora allegramente praterie e deserti e disegna il tutto con sintesi spigolose (riferimento: da La Bella Addormentata a Le Follie dell’Imperatore). Dopo Koda e dopo perplimenti vascelli interplanetari, lasciamo da parte computer (sullo sfondo. Lasciamolo sullo sfondo) e aspirazioni spirituali un po’ cerebrali.
Diamo mandato a Will Finn e John Sanford, bravi artigiani della bottega WD, di confezionare una storietta, questa volta, anche per il pubblico un po’ più piccolo.
Potremmo dire film minore dell’Onoratissima, ben fatto, senza sfiorare l’eccellenza di Lilo & Stich.
Ma diremo di più, anzi, insisteremo perchè più amici possibili vadano a vederlo: si vocifera che questo sarà l’ultimo lungometraggio animato della Disney. L’ultimo fatto a mano, l’ultimo uscito semplicemente dalla matita degli animatori.
Sapete quanto io sia un ammiratore del lavoro di Pixar e affini, e sono certo che l’animazione CG (digitale) ci farà vedere altre meraviglie indimenticabili.
Ma la bottega di zio Walt… No, pur con tutte le malefatte degli attuali gestori, io non sono ancora pronto a rinunciarvi.

 
 

settembre

Posted at settembre 21, 2004 by

Il secondo grazie di fine estate va al Ceis, istituto italo-svizzero nato nel 1946 a Rimini, “donato” dal Soccorso Operaio Svizzero. La mitica direttrice Margherita Zoebeli lo guidò attraverso quegli anni prostrati (Rimini fu la città più bombardata d’Italia), facendone un’esperienza educativa quasi unica nel nostro paese: scuola dell’infanzia, elementare, gruppo educativo per adolescenti, centro stampa per giovani adulti in difficoltà, centro di documentazione educativa e di attività educative extrascolastiche e ancora molte altre cose interessanti all’interno di un istituto privato ma laico (in Italia!).
In questo stravagante e rilassante sito alle spalle dei resti archeologici dell’anfiteatro romano, Emma e Gioconda hanno passato un bel pezzetto d’estate, come frequentatrici del Centro Estivo.
Ce ne avevano parlato bene tutti quanti, comprese mamme di preadolescenti, tristi per essere arrivati al limite dell’età consentita per questa esperienza.
Prima la mia Maggiore, poi la Giochina si sono presentate fra le casette di legno del Ceis, e si sono trovate a segare il legno, a dipingere la stoffa, a varare piccoli natanti, a operare sortilegi e poetare.
E poichè il filo conduttore dell’estate utilizzava le suggestioni Arturiane, con cavalieri e maghi da evocare e impersonare, le figliole sono tornate a casa in più di un’occasione con stemmi araldici e gonfaloni autoprodotti.
Inattesa ma coerente giunse quindi la richiesta di Emma, nella settimana della rievocazione storica di un matrimonio d’epoca rinascimentale, di potersi presentare in piazza con le insegne di famiglia costruite al Ceis.
E così è stato. A guardare lo spettacolo di mangiafuochi e saltimbanchi, accanto agli elegantissimi sposi Roberto Malatesta, duca e Elisabetta da Montefeltro, duchessina, stavano le nobilbimbe Gioconda ed Emma Grassilli, orgogliose del loro blasone di carta e fantasia.

 
 

settembre

Posted at settembre 18, 2004 by

Intanto finisce l’estate e m’occorre l’obbligo di porgere i sensi della mia gratitudine. Giorni di pioggia forte, niente spiaggia da domenica scorsa. La Tivù Verde di solito tace fin verso le 18,30-19.00 (apertura dello spazio cartoni animati), oggi però le piccole hanno avuto nostalgia del canale Gambero Rosso, un vecchio amico delle cene di Bologna. Sgombro la tavola dal pranzo e vedo solo i loro piedini che sporgono dal divano: si contorcono, si accavallano, si provocano. Strillano e ridono per le scene di cattura delle trote di mare in Australia, protestano e ululano per il sacrificio di alcuni granchi, necessari alla preparazione di un chowder.
Le sorelle hanno trascorso una bella estate. Ogni tanto si sono seccate per tutto il tempo da riempire; non sempre è bastato metterci dentro anche aspri litigi e dispetti sempre più perfezionati. Ma sono cresciute tanto e sono più belle che mai.
Dunque, mentre sguilliamo tutti dall’estate all’autunno, vado col primo ringraziamento.
Grazie al Quartetto Cetra, leader incontrastato delle nostre compilation da viaggio. E’ stata una stagione di esplorazione di classici della canzone italiana, ed essi l’hanno fatta da padrone. Questa cosa mi ha anche un po’ commosso, dato che adoravo i Cetra da piccolo, per le loro buffe canzoni, per le loro riduzioni canterine di classici della letteratura, per la loro aria svagata da zii pazzerelli ma rassicuranti, formidabili nell’intrecciare le voci.
Da grande ho condiviso con i Mistoterital questo piccolo culto semiclandestino, scoprendo però che l’ammirazione per i Cetra, anche nell’undergorund più rockettaro, era praticamente universale. Per qualche tempo ci siamo persino trastullati con l’idea di ospitarli nel nostro secondo album, a farci il coro, quel loro coro a “vaporetto“, in almeno una delle nostre sciagurate canzoni. Purtroppo, per qualcuno di loro il tempo era quasi finito, e il sogno rimase tale.
Ne approfitto qui e oggi per un ringraziamento che riguarda il recente divertimento delle mie figlie, ma che parte da lontano.
QuartettoCetra.jpgGrazie, Cetra, per le vostre canzoni a raccontino, facili da seguire e cantare. Grazie per i “centoni” tipo In un vecchio Palco della Scala, tramite il quale anche delle piccole del ventunesimo secolo si sono incuriosite della Carmen di Bizet, dell’Ernani e dei Vespri Siciliani.
Grazie per gli acquerelli d’epoca, pretesto per raccontare alle Fantocce di twist e lambrette, di vecchia america e di centrattacco di tanti anni fa. E per il divertimento che avete regalato loro con le versioni parodistiche di brani tipo “Musetto“.
Grazie di cuore da Roberto “Phil” Grassilli a “CiaMannucci e Virgilio Savona, secondo fonti attendibili arzilli navigatori della Rete.
Noi della Casina Verde vi pensiamo spesso e con affetto. Pregovi girare questi omaggi medesimi a Felice e a Tata, quando vengono a trovarvi in sogno.

 
 

settembre

Posted at settembre 17, 2004 by

Vi presento un bambino molto fortunato. E’ in questo mondo da poche settimane, ha già affrontato alcune battaglie e le ha vinte. Mamma e papà, che lo hanno atteso consapevoli di un percorso non spianato dalla natura, gli hanno dato un nome da vincitore, lo hanno circondato con la loro Forza prima e dopo la nascita, suoi pretoriani incrollabili, nonostante la tempesta che sballottava i loro cuori e le loro menti. Da lontano, la Casina Verde ha aspettato di saperlo al sicuro, dopo l’operazione, dopo i reparti intensivi, in un lettino tranquillo, quello a cui tutti i neonati hanno diritto. E oggi può festeggiarlo con tutto il cuore, quel cosino più piccolo del suo cerotto ma più forte di tutti noi messi assieme.
A mamma Daria e papà Federico, abbonati al nostro abbraccio perenne, il mio augurio preferito: da ora in poi, che il vento vi sia sempre alle spalle.

 
 

settembre

Posted at settembre 15, 2004 by


Momenti di intensità, di passaggi importanti. Ma vivere in una Casina Verde non è una scusa per dimenticare la realtà, spesso molto dura, spesso molto vicina.
Dribblate, su questo blog, le madonnine candelore e le discussioni in stile Resident Evil, mi permetto un pensiero con dentro della speranza, rivolto verso sud-est, così come mi viene, così come quando si esprime un desiderio sotto le stelle cadenti.
Qui, una di loro, la conoscono davvero. In via Santa Chiara niente fesserie da tiratura di giornali, niente nevrosi da blogger moralmente disturbati. Niente Fe*tri e niente Li*ero, che a Rimini la spazzatura la portano via con solerzia.
Questo a sinistra, il messaggio sulla porta della scuola materna dove va Gioconda, dove andava assieme con Emma lo scorso anno.
Istituto Maestre Pie. Suore, maestre, segretarie, signore delle pulizie. Esse fanno cose che aiutano a crescere e diventare persone come Simona Pari, altri si limitano a sprigionare odore di putrefazione.

 
 

settembre

Posted at settembre 14, 2004 by

Cresce la trepidazione per il 15 settembre. Fatte debite riunioni, comprati tutti i materiali, appiccicate le etichette.
Non prevedevo un grosso coinvolgimento emotivo e invece, man mano che il momento si avvicina…
Provato il grembiule, calcolato il tempo per arrivare puntuali, decisa la tabella per la consegna di tre pupette a tre diversi istituti.
Messa sotto carica la batteria della telecamera, tranquillizzata per quanto possibile la figlia seienne, che non voleva nemmeno mettersi a dormire.
Perchè va riconosciuto senza incertezze: anche se la mattina di domani riguarda tutte le Sorelle Grassilli, l’evento prime-time è quello che investe Emma.
L’ingresso ufficiale nella scuola dell’obbligo, il PRIMO GIORNO DI SCUOLA per eccellenza. Conosciute le maestre, firmate le deleghe.
Su tutta la Casina Verde, un velo di emozione compatto. Gonfiata la bicicletta.
Non credo sia un caso che proprio oggi, la mia Maggiore abbia disegnato questo gruppo di ragazzini, curati anche nei dettagli dell’abbigliamento. Sono i suoi ex-compagni di classe della scuola materna.
Comprate le forbici con la punta arrotondata. Comprate? Oddio.

 
 
 
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