Come vivere infetti e felici
 
 

febbraio

Posted at febbraio 25, 2005 by

La Fine della Vita come la conosciamo, è uno degli argomenti più rugosi, meno maneggevoli fra quelli in progressivo avvicinamento nella sfera delle curiosità delle Bimbe.
Totalmente esorcizzata in questi nostri tempi e disconosciuta, asportata dall’impalcatura culturale dell’esistenza in Occidente, non le si dedicano più nemmeno quelle ritualità (gli esorcismi contadini dei nostri nonni, gli scongiuri e quel modo di blandirLa, Sorella Morte, per rendere il Suo mistero qualcosa di accettabile) che servivano per mantenere bilanciate le paure e consentirci di vivere senza impazzire.
Bei furbetti che siamo, mentre ci creiamo delle voragini psicologiche senza percepire il danno, ci pensano altri (media, industria dell’intrattenimento) a riempire il buco con succedanei insidiosi, oggetti vaganti che infine non controlliamo, non possiamo filtrare completamente fuori dalla vita dei nostri piccoli.
Così quella frase cascata fuori da un telegiornale, quella scena scappata alla censura preventiva, richiederà in seguito uno sforzo quadruplo di decodifica, di elaborazione.
A canna, limitati come tutti, nella Casina Verde cerchiamo di aiutarci anche con l’umorismo. Le Bambocce coltivano quello stralunato e geniale, tipico della loro fascia d’età ma è ovvio che, su questo argomento, prevale il disorientamento, o una sorta di ribellione. Come qualche giorno fa, quando Gioconda ha esclamato, risentita, in bagno: “Io non la voglio una mamma morta!“. Perchè sia chiaro, la mamma ci sarà sempre, morta o viva, nemmeno sfiora il dubbio.
Alla sera il buio e un po’ di stanchezza spingono le Cocche sotto le ali dei due anatroni che le hanno generate, ali a volte non sufficienti per coprire tutte le loro richieste.
Tenerezza, vicinanza suppliscono quello che possono. Ma con una come Emma, ad esempio, inutile cercare di svicolare. Un giorno o l’altro ci accuserà di essere stati scorretti ad averla messa su questa Terra, a correre verso un finale che LEI non approva e per il quale non è stata preventivamente consultata.

«Quella cosa che scrivi quando devi morire…»
«Scrivo? Intendi….?»
«Si… come si chiama… il Passaporto, l’Aggiornativo, il Poseidone… »
«Il …Testamento?»
«Si, il testamento, ci devi scrivere le regole, cosa dovremo fare quando non ci sarai più, noi non sappiamo fare tutte le cose come voi grandi.»

Amorepiccolo, se e quando lo leggerai, un testo del genere, lo troverai terribilmente incompleto, temo. Ma per allora, sono certo, avrai stabilito per te “regole” migliori delle mie.

 
 

febbraio

Posted at febbraio 14, 2005 by

Ritorno A' Marena / 8Da quando c’è Flickr il server di Blogsnation ha tirato un sospiro di sollievo. Bitti e bitti in ingresso e in uscita, finalmente, se li sgavagna la megafarm messa su da questi Signori dell’Album Fotografico Online.
Chi di voi passa a fare salutini regolari sa che molte cose ora stanno sia qua che , o è linkato là e lo si vede qua, ecc…
Questa possibilità di raggruppare per “Set“, (sterminati album fotografici, io ora ne ho sette avviati) oppure fondare dei “Group” attorno a temi condivisibili in giro per la rete, raccogliendo le adesioni di altri utenti che possono commentare le immagini, discutere o postare i loro stessi lavori, fa di questo programma una risorsa straordinaria del Web, che si avvia a competere, come utilità, con certi celebri programmi di ricerca.
Ad esempio, vi segnalo il mio “groupRimineide, dove sto riversando tutte le impressioni volanti che acchiappo in giro con la cameraphone del mio cellulare. Tutte queste immagini, non sempre rilevanti, non sempre tanto stimolanti da richiedere il testo di un post, continureanno a depositarsi e a scorrere come un flusso emozionato, evocabile in ogni momento grazie alla magia delle tags.

 
 

febbraio

Posted at febbraio 9, 2005 by

Io quest’anno me la sono cavata a buon mercato. Il “grosso” del lavoro l’ha fatto Lia, che ha misurato, assemblato, tagliato e fissato. Ha visitato più volte la merceria Benvenuti perchè quella benedetta fascia in cintura doveva essere dell’arancione giusto e possibilmente elastica.
Ha dovuto rintracciare calze che simulassero lunghi guanti, mutande che ricordassero il classico pantaloncino da sopracalzamaglia tipico dei Supereroi.

Io ho prodotto i due marchietti. In pannolenci, colla e forbici, roba da un’oretta abbondante: di lusso, pensando al carnevale 2004. E anche quest’anno Iris ha ammortizzato, grazie al cielo. Ancora poco consapevole delle occorrenze di questo rito antico e sempre più insensato, ha accettato di buon grado la promozione (?!) da fiore a farfallina multicolore. Cosette da supermercato, vivaddio.
Le “due grandi” invece, hanno espresso una richiesta comune, conseguente all’innamoramento unisono per il miglior film del 2004: “Gli Incredibili” della Pixar-Disney. Era la loro prima volta, il primo caso di forte suggestione da spettacolo cinematografico. Emma voleva essere Violet Parr, Gioconda si sentiva assolutamente il fratellino Flash (Dash, in originale). E che fosse. La Sartoria Verdina ha prodotto due pezzi unici, Edna Mode permettendo, del costume rosso che ha tinto l’ultimo Natale dei bimbi (esisteva l’opzione verde-orco, ma voi proporreste a due ragazzine di travestirsi da ciccione paludose e sfilare sul corso del luogo di residenza?).
Il risultato, di sicuro effetto, lo vedete nelle foto collegate a questo post.

Per esprimere una personale opinione sul film, aggiungo che, dal punto di vista della qualità di storia, animazione, regia, cura dei personaggi, soluzioni tecniche, narrative, luci, colori, suoni, musiche, eccetera, non esiste nulla che possa competere con Pixar. Ogni loro film fa fare un balzo in avanti di anni al mondo dei film d’animazione, ma anche all’enterteinement in generale.
I livelli visivi di “The Incredibles“, l’uso raffinato di ambientazioni, linguaggio cromatico, design citato e reinventato, i dialoghi fra personaggi, migliori di quelli di tanti film “in carne ed ossa”, la capacità di mettere in scena “dell’altro”, ossia di forzare le regole sempre più ferree e arrugginite della comedy hollywoodiana, rende l’opera dello studio di Lasseter degna di grande ammirazione.
Confesso che per un attimo abbiamo contemplato l’idea di vestirci tutti e cinque da Incredibili. Il troppo lavoro e un briciolo di pudore ci ha frenati, anche se tuttora mi spiace di essermi perso “Jack-JackIris.
Tutte le foto qui.

 
 

febbraio

Posted at febbraio 6, 2005 by

autorit-con-sc_tn.jpgBabbo babbo vieni abbiamo fatto una cosa vieni vieni di là no devi venire è una sorpresa vieni babbo la abbiamo fatta io e la Giochis vieni nella camerina ti prego babbo subito aspetta apro la porta ecco vedi è un autoritratto ma è come se fossero le nostre sosia vedi quella è Emma (a sinistra) e quella è Gioconda (a destra) siamo noi no?. Babbo ti piacciono? Ah c’è anche Iris nel foglio davanti lei è rappresentata da un gelato perchè ti chiede sempre di disegnarle un gelato babbo babbo non morire dalle risate non babbo dai prendi il fiato sei tutto rosso babbo babboooooo!
(Per una completa visione dll’installazione, cliccare sulla foto).

 
 

febbraio

Posted at febbraio 3, 2005 by

neve05_emma-argante.jpgMica tanta, ma rispettabile, quei dieci-dodici da rendere tutto biancopoffo. Fuori città su per i greppi fino a Corpolò, in quei posti solidificatisi alla fine di cocuzzoli testardi, li sì che le macchine hanno fatto l’hully gully e le scuole hanno chiuso e tutti a letto e bòna. Ma qui nella Cittadina la fornitura era giusta giusta per dar da dire alle signore e ai tranvieri. E per consentire a certe Bambozze di saltellare da una finestra all’altra fra strilli e proponimenti degni di Umberto Nobile.
Si è potuto sedarle unicamente avvoltolandole in panni invernali e scortandole fino al piu’ vicino prato innevato: perfetto quello attorno all’Arco, ancora intatto. Staremo fuori venti minuti mi sono detto. L’ora e mezzo successiva è stata abitata dalla costruzione del pupazzo Argante e da una liberatoria battaglia di palle di neve, che ha compreso anche Cristian da Moldavia, nostro nuovo amichetto.
un po’ di foto dell’episodio nevoso qui.

 
 
 
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