La certezza che questa città mi farebbe innamorare di se’, se solo potessi viverla più a lungo, mi è venuta attraversando quel canale, il braccio d’acqua che divide l’Amsterdam storica dalle terre asciugate su cui vive Comidademama. Agitazione di navi e acqua vissuta, mentre sai che è questione di pochi minuti e ciclerai, privilegiato, dentro ad un esercizio generoso di civiltà e organizzazione, fra alcune delle case più belle del mondo, sui ponti ostinati degli ostinati Olandesi.
Ho chiesto a Elena di ospitarmi come fossi un collega architetto e lei mi ha preso alla lettera, senza pietà. Con la mia bici noleggiata la inseguo su e giù per la metropoli delle sorprese urbanistiche, incantato dai manufatti che la mia adorabile ospite mi illustra, mentre tento di riprendere il fiato. Marta, piccola santa Marta, acconsente a tutto dal suo sedile dietro. Quando la pista si snoda, si allunga in un sottopasso o accanto a un canale, le nostre bici si disatanziano, si intercalano con quelle dei cittadini dalla pedalata inesorabile, il capino biondo di Marta mi guida.
La Signorina Schwarz mostra un’incredibile tolleranza alle menate degli adulti, per esempio, sopporta le infinite chiacchierate fra Comida e il sottoscritto. Di vita, morte, arte, cibo, persone, web, cerchiamo di riequilibrare l’assenza di parole che un’amicizia cresciuta in Rete chiede come tributo di sangue, mentre sfiliamo su questi fondali quasi intollerabili per la loro suggestione e complessità. Marta ci asseconda anche durante la chiacchierata in libreria, quando, davanti a una quindicina di amici, srotolo ancora una volta la vicenda di Net To Be.

E GIRA GIRA IL MONDO
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