Come vivere infetti e felici
 
 

ottobre

Posted at 14 ottobre 2005 by

PrimarieSe mi metto ad analizzare a fondo le motivazioni è ovvio che fibrillo. Se vado dietro ai percorsi, alle dichiarazioni, alle schermaglie, è probabile che vacillo. Se invece mi concentro sugli inverecondi mostri che stanno “di là” ritrovo la stabilità e la fredda determinazione. L’occhio si fa duro, la mano scende verso la fondina. Sono consapevole, dentro la fondina c’è solo una consultazione primaria di medio calibro e non so nemmeno se è carica. Ma tutti questi anni di bocconi amari mi hanno portato a un passo dalla disperazione così tante volte che, brothers, io nel massimalismo ci faccio il bagno un giorno si e un giorno no.
Così non cercate in me troppe sfaccettature. Lui, Ciocapiatti, è il Diavolo. Uno dei Diavoli principali quantomeno. E la sua azienda (o il partito, non cambia nulla) è il Male. E negli ultimi dieci anni (e anche i venti precedenti) ha scavato la sua tana nei cuori e nelle menti di questo Paese, estremizzando ogni scontro e abbassando la qualità delle aspettative, dei desideri, dell’ immaginario più o meno collettivo.
E visto che ormai l’ho detto, aggiungo anche che la mortadella è un GRANDE prodotto, una delizia di manufatto creato da abilità umane che si perdono nella notte dei tempi. E che Lia ed io andremo a votare alle primarie, domenica.

«L’antica vera ricetta della mortadella è molto semplice. Si utilizzi unicamente la spalla, la parte magra del maiale. Si sgrassi accuratamente la carne per poi macinarla finissima quasi ad ottenere un purè. Quindi si selezioni il guanciale del maiale riducendolo in piccoli cubetti.
Il tutto impastato e condito con sale e pepe si insacca in vesciche di bue e si inforna nella stufa a cento gradi per dieci ed anche dodici ore. Queste le indicazioni utili ad ottenere una golosa e profumata mortadella».

 
 
 
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