Come vivere infetti e felici
 
 

dicembre

Posted at 26 dicembre 2005 by

wg.jpgIn questo periodo dell’anno ne ho da dire più del solito sui cartoni animati e sul cinema fantastico-per ragazzi in genere, causa ovvia concentrazione natalizia delle uscite in sala, ma anche per la Grande Onda di dvd e vhs di classici animati e non che sommerge le edicole.
Nei cinema sapete cosa gira, in questo momento. Non ho ancora visto Narnia, ma mi sono accostato al Pulcino Disney con l’ansia di restarci molto male. Invece mi sono ritrovato un film caruccio, anche divertente. Che poi dall’azienda di Topolino che passa al digitale dopo 80 anni di disegni animati, ci si aspettasse una svolta più simbolica, qualcosa che rilanciasse e stupisse, è un altro discorso.
Mi ero convinto che avremmo goduto del debutto sul grande schermo di Wallace e Gromit, star “in plastilina” creati negli Aardman Studios. Il lungometraggio di animazione nato dall’accordo con la DreamWorks è già stato distribuito negli Usa (“Wallace & Gromit e la maledizione del Coniglio Mannaro”; titolo originale: “Wallace and Gromit: The Curse of the Were-Rabbit”). Noialtri, buoni-buoni, aspetteremo fino al prossimo febbraio o marzo 2006. A proposito della factory di Spielberg (o ex-tale). Attualmente ha in cantiere “Kung Fu Panda“: storia del pigrissimo orso panda Po, che diventa un combattente esperto in arti marziali per difendere se stesso e la Valle della Pace in cui vive). Ma è roba del 2008.
Infine, la Pixar la fa ancora lunga e per il film “delle macchine” dovremo aspettare i primi freddi dell’anno prossimo.
La distribuzione in edicola riserva anche qualche piacevole sorpresa, come il primo film tratto dalla storia di Dhal: “Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato” del ’71, con un ottimo Gene Wilder nel ruolo che oggi è occupato da Johnny Depp. Non può certo competere con le fantasmagorie del cinema d’oggi, ma ha una sua grazia stortignacola, un pizzico inquietante, cosa che lo tiene lontano dalla banalità. E per i fan, per i sedotti della fine degli anni sessanta, c’è il primo storico Herbie, “Un Maggiolino Tutto Matto“. A otto anni io ci persi la testa.

Oggi sul nostro tv passava un dvd dello scorso Natale, un tentativo cgi della Disney, con Topolino fatto coi pixel e alcuni episodi tutti neve e sonaglietti. Nemmeno bruttissimo, ma qua e là un po’ avvilente: non ci hanno speso molto e a volte sembrano i pupazzi di Disneyland, quelli con dentro le persone, a recitare. E mentre il “figlio di Pippo” (grrr…) cantava una canzonetta pop che Emma definiva con disprezzo “da adolescenti”, Lia mi ha chiesto a bruciapelo:
Come hai potuto permettere che arrivassero a questo?

 
 
 
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