Come vivere infetti e felici
 
 

agosto

Posted at 11 agosto 2006 by

Paradossi della viabilità: quando il senso è unico, il controsenso è molteplice. Lo verifico personalmente ogni giorno, dal mio osservatorio domestico, situato in una stradina insignificante, un budellino largo così che, disgraziatamente, per il traffico del centro storico ha la stessa importanza strategica del Khyber Pass, il fatale valico transitato da Dario e Alessandro Magno in direzione Est e da Gengis Khan in quella opposta. Chissà se un bel segnale di senso vietato in cima al Khyber avrebbe risparmiato all’Europa le invasioni mongole o all’India la colonizzazione inglese. Di certo il cartello che dovrebbe interdire la mia via a quanti non vedono l’ora di scappare dall’insidiosa kasbah intorno al Mercato Coperto non scoraggia nessuno, e siccome il mio ingresso dà direttamente sulla strada, prima di metter piede fuori di casa devo guardare a destra e a sinistra, come quando si attraversa. Il che mi dà lo spunto per un interessante studio di costume automobilistico, sintetizzabile nel paradosso di cui sopra. I conducenti che provengono in senso consentito si assomigliano tutti. Protetti dalla legalità, si infilano nella viuzza a velocità sostenuta, senza tradire alcuna particolare emozione salvo, forse, la fretta di parcheggiare. E’ nell’imboccare un controsenso che emerge la personalità e lo stile dell’automobilista. La strada è deserta, a parte quella deficiente che lo guarda col piede a mezz’aria sulla porta di casa sua. Nessuna macchina in vista, e tantomeno vigili all’orizzonte. Solo pochi metri proibiti lo separano dalla libertà. Certo, alla peggio rischia di dover fare marcia indietro muso a muso con un’altro veicolo, in una sorta di tango su quattro ruote. Ingrana la marcia, e via. E qui il contromaniaco rivela il suo vero profilo. Eccone alcuni.
L’ONESTO. Lo vedi indugiare in fondo alla strada, in preda a una crisi di coscienza. Mai un’infrazione nella vita, montagne di punti-bonus sulla patente, magari ha votato Italia dei Valori, eppure la tentazione è forte, fortissima. E se un giorno quel controsenso gli venisse rinfacciato al cospetto del Grande Vigile dell’Universo? Per fortuna sopraggiunge un’auto in senso opposto, che lo costringe a recedere dall’empio proposito.
SUPERMAN. E’ un uccello? E’ un aereo? No, è il deficiente che si fionda contromano alla velocità della luce, in puro stile bushiano “shock and awe”, sicuro dell’impunità. Infatti gli unici a rischiare la multa sono i passanti, rimasti incollati alle pareti a mo’ di manifesti, violando il divieto di affissione.
LA DONNA INVISIBILE. Entra pianissimo, quasi in punta di ruote, nascondendosi dietro il volante. Qualcosa le fa credere che in questo modo il suo Suv si mimetizzerà con il paesaggio, cosa non impossibile visto che le dimensioni dell’auto corrispondono suppergiù a quelle della strada. Se però un passante le fa notare l’infrazione, smolla istantaneamente i freni inibitori e quelli dell’auto, e sgomma via sputando contumelie.
IL TURISTA. Che venga da Helsinki o da Mondaino, ha sempre uno stile trasognato e incredulo. Una guida molto affidabile deve avergli assicurato che nel centro di Rimini il concetto di senso unico è sconosciuto. Quel segnale circolare rosso con banda orizzontale all’inizio della strada dev’essere sicuramente uno scherzo. Così transita contromano sorridendo benevolmente ai passanti, finché non rischia un frontale con una betoniera che arriva in senso opposto.
IL TRADIZIONALISTA. Lui la cartina stradale del centro storico ce l’ha stampata in testa. Purtroppo risale al 1957, e non l’ha mai aggiornata. Difficile che rispetti un divieto che ha l’età dei suoi nipotini, anzi, lo viola con piglio irritato, bestemmiando contro chi pretende di modificare la viabilità ogni trent’anni.

 
 

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