Come vivere infetti e felici
 
 

gennaio

Posted at gennaio 26, 2007 by

Si sono inventate tutto loro, sotto la benevola ma inflessibile regia di Emma. La storiella, i personaggi, la canzoncina. Poi hanno disegnato i “fotogrammi” e scritti i titoli di testa. In seguito, davanti ai poco frequentati microfoni dello studio riminese di Radionation (la stanza dove lavoro io), hanno anche recitato le loro stesse parole, dopo aver provato in totale autogestione.
Non sono migliore di tanti genitori e negli anni ho messo su quell’aria un po’ scettica, quella di quasi ogni papà, quando tre figlie, generalmente pronte alla rissa anche per un fagiolo, dichiarano di voler “fare un film assieme“. E stavolta sono stato felicemente smentito: la sera di san Silvestro Tedeskis The Cat era pronto per il mondo, ma soprattutto per gli occhi di mamma Lia. Certo, hanno discusso, si sono rinfacciate tutta una serie di cose e la terzogenita ha soprattutto zampettato intorno, tanto che in un primo tempo, nella sigla, figurava nel ruolo della disturbatrice tout-court. Ma alla fine Gioconda ha fatto passare un più spiritoso e affettuoso “scollaboration di Iris Grassilli“.
Io le ho aiutate a registrare immagini e suoni, poi li ho messi assime, e ora li ho “postati” su YouTube. Cliccate sul filmato (sono solo 2 minuti 53 secondi) o vedetevelo più grande direttamente nella pagina del notissimo sito: l’inutile, dolce Tedeskis diventerà anche un vostro beniamino.



 
 

gennaio

Posted at gennaio 14, 2007 by

Abitava in un palazzo storico di Ferrara, ora vegeta in uno scatolone. Per la precisione, in 179 scatoloni. Ha chiesto aiuto al Comune di Bologna, ma le sue grida sono cadute nel vuoto. Non può camminare, dev’essere curato da esperti, eppure è pieno di fascino, ha tanto da insegnare, ed è stimato in Italia e in Europa. Il fatto che non si tratti di un essere umano, ma di un museo, non rende il suo caso meno penoso. Abbiamo intervistato questo insolito homeless.

D. Ci parli di lei.
R. “Sono il Museo dell’Illustrazione. Mil, per gli amici. Nato a Ferrara nel 1992 grazie a Paola Pallottino, somma autorità in materia e archivio vivente della storia dell’illustrazione italiana. Avrebbe dovuto vedermi qualche anno fa, quando stavo a Casa Frescobaldi. Ero una chicca, “esempio unico in Italia e in Europa“, mi chiamavano…

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gennaio

Posted at gennaio 11, 2007 by

I soliti passatisti sostengono che le multisale abbiano privato lo spettatore dell’emozione, della poesia e della magia che aleggiavano nei mono-cinema d’antan. Giudizio drastico e ingiusto: anche le multisale offrono emozione, poesia e magia, solo di altro tipo.
Chi durante il periodo delle feste è andato, magari con famiglia al seguito, a vedersi un cine-panettone al Multiplex del centro commerciale, sa che una multisala può dare moltissime emozioni, così indimenticabili da non farti sentire per molto tempo il bisogno di ritornarci. Già è emozionante dover pianificare una serata al cinema come una spedizione rischiosa. La multisala è fuori città, bisogna uscire di casa almeno un’ora prima dell’inizio del film, tenendo conto di eventuali intoppi nel traffico e delle peregrinazioni nel parcheggio per trovare una piazzola libera, o almeno non totalmente invasa dai due suv adiacenti. E poi, che emozione vagare nell’immenso parcheggio della multisala in una nebbiosa sera d’inverno, col terrore di vederti falciare i bambini dall’auto di un neopatentato che, dopo aver visto “Eragon“, crede di guidare un drago!
Poi, giunto alle casse, ecco la magia: scopri che l’orario indicato dal giornale o dal sito è sbagliato, e ti sei già perso un quarto d’ora di film. Per fortuna, la fila alle casse è sempre biblica, e ora che hai fatto il biglietto è già iniziato lo spettacolo successivo.
Nel frattempo puoi emozionarti con il variopinto spettacolo di una coda all’italiana, fra spintoni, parolacce, bambini che fanno i
capricci e coppie che litigano sul film da vedere. E’ come vedere dal vivo un film dei Vanzina, ma nel mio caso, con un cast prevalentemente romagnolo: un’esperienza unica.
E quale emozionante mistero si cela nell’avviso che “il film inizierà venti minuti dopo l’orario indicato“?

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