Come vivere infetti e felici
 
 

febbraio

Posted at febbraio 12, 2007 by

mightypenguin.jpgE’ stata la battaglia (battaglina, scaramuccia, drôle de guerre, per carità) della prima ora, qui sulla Rete. La chiave del progetto Clarence, il terreno su cui spostammo i nostri attendamenti e la cucina da campo, direttamente dalle rovine di Cuore. L’idea che questo spazio illimitato non fosse prerogativa solo di caproni, invasati, ributtanti individui. La convinzione che Internet non dovesse essere solo la palestra del rancore, la fumeria degli snob o, peggio ancora, la cosa descritta da giornali e telegiornali.
Dopo dieci anni, la battaglia sembra perduta, ma non è così. In realtà, la battaglia è eternamente sul momento di essere perduta. Clarence aveva nei suoi cromosomi la propria disfatta, in quanto nato per confrontarsi con il Mercato (questo Mercato, quello della “Vita Liquida” di Bauman). Ma la natura intramigrante del Web consente, senza sforzi ed eccessive perdite, di spostare continuamente più in là le proprie tende e i propri vessilli. Per fare cosa, per cambiare cosa, è difficile da definire (anche se ce lo chiediamo, collettivamente, da un decennio).
Se da qualche tempo troviamo piì senso dalle parti delle web-radio e dei podcast una ragione ci dev’essere. Se ne può parlare, se credete (io non ci credo molto, tutto, anche le oneste discussioni dentro la Rete, sembrano ormai nascere e morire con le stesse modalità para-televisive del non importa di cosa si parla, l’importante e’ occupare minuti di esistenza catodica da rivendere ai centri media), oppure si può semplicemente vedere cosa succede.
L’amico Xabaras, attore, cultore dell’intelligenza, appassionato fruitore della Rete e bravo babbo, s’ciapina, per dirla alla bolognese, sulle nostre stesse frequenze. Nel suo nuovo spazio podcast del Magnifico Pinguino Volante, a cui potete abbonarvi da qui, ha persino parlato delle Sorelle Grassilli e del loro Tedeskis the Cat (vedi post più sotto). Cogliendo benissimo quello che ci viene da dire sempre ma non diciamo più, nemmeno in didascalia.



 
 

febbraio

Posted at febbraio 5, 2007 by

Emma/2000-2Doveva arrivare, la stagione del “no”. Ed è arrivata. Emma ha scoperto la parolina magica che serve a fermare il mondo. Ogni bimbo ha il suo personalissimo modo di pronunciarla. C’è il “nah” petulante e risentito, il “nooò” leziosetto, il “neeee” lamentoso con un sospetto di pianto.
Mia figlia sa di aver a che fare con adulti particolarmente ottusi coi quali è meglio spiegarsi bene, e ogni volta spara una raffica di “no-no-no-no” serissimi e perentori, agitando le manine davanti a sé. E a volte non bastano per scoraggiare le stupide avances di mamma, papà o tata.
Emma, ti va di uscire?” Ma cosa gli salta in mente. Emma sta leggendo l’avvincente storia del pulcino che cerca la sua mamma malgrado i depistaggi del vitellino e del cagnolino, come si fa a voler uscire quando fra un paio di pagine c’è il sospirato ricongiungimento con la chioccia? “No-no-no-no”, replica la bimba, seccata. Niente da fare, i grandi hanno deciso che è ora della passeggiata, la ghermiscono con le loro manone e la insaccano nella tuta. “Tesoro, andiamo a cambiarci il pannolino?” No-no-no-no, Emma è troppo impegnata a inseguire il gatto per pensare al pannolino bagnato…

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