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05.02.07

Casina Gialla ( i ricordi della Casina Verde):
la prima stagione del no

Emma/2000-2Doveva arrivare, la stagione del "no". Ed è arrivata. Emma ha scoperto la parolina magica che serve a fermare il mondo. Ogni bimbo ha il suo personalissimo modo di pronunciarla. C'è il "nah" petulante e risentito, il "nooò" leziosetto, il "neeee" lamentoso con un sospetto di pianto.
Mia figlia sa di aver a che fare con adulti particolarmente ottusi coi quali è meglio spiegarsi bene, e ogni volta spara una raffica di "no-no-no-no" serissimi e perentori, agitando le manine davanti a sé. E a volte non bastano per scoraggiare le stupide avances di mamma, papà o tata.
"Emma, ti va di uscire?" Ma cosa gli salta in mente. Emma sta leggendo l'avvincente storia del pulcino che cerca la sua mamma malgrado i depistaggi del vitellino e del cagnolino, come si fa a voler uscire quando fra un paio di pagine c'è il sospirato ricongiungimento con la chioccia? "No-no-no-no", replica la bimba, seccata. Niente da fare, i grandi hanno deciso che è ora della passeggiata, la ghermiscono con le loro manone e la insaccano nella tuta. "Tesoro, andiamo a cambiarci il pannolino?" No-no-no-no, Emma è troppo impegnata a inseguire il gatto per pensare al pannolino bagnato...

Tempo un secondo, e si ritrova a sederino nudo sul fasciatoio, mentre il perfido felino la fissa beffardo dalla cima dell'armadio. "Perché cavolo chiedono il mio parere, se poi fanno sempre quello che vogliono loro?" si chiede giustamente la bambina. Prima o poi comincerà a sospettare che i suoi "no" sono troppo carini e beneducati, gli adulti adorano sentirli ("Ma come lo dice bene! Che personalità spiccata!") però non hanno nessuna intenzione di prenderli sul serio, almeno su argomenti come la passeggiata o il cambio.
Su altre materie si può anche discutere. Ad esempio, sulle canzoncine pre-nanna. La mamma attacca "La pecora è nel bosco", un hit fino a ieri sera. "No" taglia corto Emma, con una smorfia schifata. E va bene, è già passata di moda, si sa come sono i giovani. Proviamo "Oh che bel castello". "No". Ora so cosa doveva provare il giullare di corte quando non riusciva ad accontentare il suo capriccioso signore. "Era una caasa-molto cariina..." "No!" Mia figlia, spazientita, accenna l'attacco della canzone richiesta e fa un gesto inequivocabile: devo prendere il tamburello. Finalmente la mamma-jukebox intona "Alla fiera di Mastr'André oggi ho comprato un tamburello", e la faccina di Emma si distende in un sorriso soddisfatto. Fra un po', per farmi cambiare musica, comincerà a darmi delle pacche, come facevano i nonni con le vecchie radio.

Con un lieve ritardo rispetto al "no", proprio come dicono tutti i manuali, la piccina ha scoperto anche il "". Anzi, il "cììììì" gioioso ed entusiasta. Ma lo usa con parsimonia. "Emma, che ne dici di uscire dal bagnetto?" "No-no-no-no". "Neanche se poi ti do la pappa?" "Cììììì!" La pappa è sempre una festa, adesso che la mamma si è specializzata in polpette e crocchette così divertenti da mangiare che pazienza se dentro c'è anche qualche traccia di verdura. "Andiamo a vedere la luna?" "Cììììì!" E' così bella, la luna, appesa in cielo tonda e dorata come un biscotto luminoso. Tanto bella che non basta guardarla una volta. Bisogna chiedere un bis. Anzi, un "ancòla".

Da Insieme ("Diario di una mamma imperfetta") - gennaio 2000



Posted by Lia Celi at 05.02.07 11:16
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