Come vivere infetti e felici
 
 

novembre

Posted at novembre 16, 2007 by

Nota di servizio per amici e compagni: i commenti nei nostri blog non funzionano e non si riesce a capire perchè. Qui, a casa e nella centrale operativa di Blognation risulta tutto a posto, ciononostante le vostre segnalazioni riguardo l’impossibilità di scrivere sotto ai post continuano tuttora.
Vi chiedo quindi di avere ancora pazienza, finchè non si risolve il mistero. Se potete, fino ad allora continuate ad usare i mezzi di fortuna che state utilizzando per comunicare con me:
– e mail: robertograssilli@gmail.com
– twitter: http://twitter.com/RobGrassilli
– flickr: http://www.flickr.com/photos/robertograssilli/
Grazie per la pazienza!

 
 

novembre

Posted at novembre 2, 2007 by

A cinque mesi è d'uopo afferrarsi il piedinoNon si è negata il lusso supremo: un figlio a 43 anni“: la frase, sbirciata mesi fa in un articolo sui cinquant’anni di Carolina di Monaco, continua a ronzarmi nel cervello. Ehi, tu, laggiù nella mia pancia, non montarti la testolina: se tutto va bene, nascerai quando la tua mamma di anni ne avrà solo 42.
Sempre lusso sarai, ma leggermente meno supremo. Mica sono una principessa, del resto (e, considerato il popo’ di sfighe toccate a Carolina, ne sono ben felice). Tu pensa a crescere bene e a farti bello tosto, perché quando uscirai di lì (verso la metà di febbraio, se tutto va bene) ti aspettano tre piccole streghe curiose e, seppure in diverse gradazioni, entusiaste di avere un fratellino, e due genitori così pazzi da regalarglielo.
Care lettrici, risparmiatemi, vi prego, il commento che ormai abbiamo sentito mille volte: “ci voleva il maschietto, dài e dài ci siete riusciti”. A parte il fatto che, scaramanticamente, non bisogna dire gatto finché non l’hai nel sacco (in questo caso, sarebbe più corretto dire “fuori dal sacco”), semmai sarà questo maschietto ad aver voluto noi, e ad esserci riuscito. Mica l’abbiamo cercato. Diciamo che ci siamo fatti trovare. E lui era proprio in cerca di una famiglia con due genitori vecchiotti e
svitati, tre sorelle casiniste e una gatta scorbutica.
Starà un po’ stretto e dovrà abituarsi da subito a non essere il centro dell’universo, ma la prospettiva, evidentemente, non gli dispiace. Il bello, quando sei al terzo o al quarto figlio, è che non lo senti più solo tuo. E’ il figlio della famiglia. Siamo incinta un po’ tutti.
Emma, che un fratellino me lo chiedeva da anni (specie dopo aver preso atto dell’intesa speciale fra Gioconda e Iris), è al settimo cielo e si è già incaricata della sua educazione. “Ne farò un maschio come dico io, che capisce le femmine e sa starci insieme, mica come certi scimmioni“. “Emma, non crederai di poterlo manipolare“, insinuo, allarmata. “No, mamma. Io voglio perfezionarlo”. Ohibò.
Gioconda non promette niente, e si limita ad accarezzarmi la pancia. La sua prima reazione, alla notizia, era stata uno scoppio di pianto. “Dimmi che non è vero – è sbottata -. Stiamo già bene così!”. Poverina, ha lavorato duro sulla sua delicata posizione di “sorella di mezzo“, credeva che tutto fosse finalmente in equilibrio, e invece patatrac, si cambia di nuovo. Senza contare che lei e Iris avrebbero preferito un cagnolino. Giochi è l’assicurazione sulla serenità di Iris. Se la piccola è sicura che il “lusso supremo” non si metterà mai fra lei e la sua morbida sorellona, vivrà il nuovo arrivo in modo meno traumatico. Roberto ed io, invece, ci prepariamo con gratitudine a imparare qualcosa di nuovo – sui bambini, e soprattutto su noi stessi.
Con un nuovo piccolo maestro – un maestro col pistolino, questa volta.

dalla rubrica “Mamma Imperfetta“, Insieme (Rcs), nov. 2007





 
 
 
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