Come vivere infetti e felici
 
 

giugno

Posted at giugno 19, 2009 by

di Emma Angela Grazia Grassilli.

Gita a Venezia '09Ciao!!! Io sono Emma, ho scritto già qualcosa per il giornalino della scuola, ma questo è il mio primo reportage!
Come gita di fine anno io e la mia classe siamo stati a Venezia e in tutte le altre isole. Venezia è famosa per Piazza San Marco, per il Palazzo Ducale, per le calli, i campielli, le gondole. . . nessuno sa che, dall’altra parte della laguna, ci sono tanti altri luoghi da scoprire, misteriosi ma altrettanto belli! Venezia è anche un luogo dove tante culture si incontrano, perchè turisti da ogni parte del mondo vengono per visitarla. Infatti Venezia, Venice, Venedig, a seconda di come è chiamata, ha più turisti che abitanti, il che è spiegabile, perchè Venezia è una città bella e cara.
Ma andiamo con ordine. Cos’è successo?

Prima tappa, la stazione.
Gita a Venezia '09 Ci siamo alzati alle sei e siamo partiti alle sette. Il treno ci ha portati in giro per la Romagna e per l’Emilia. Nel treno ci siamo scatenati, avevamo uno scompartimento tutto nostro! Arrivati a Bologna siamo scesi, giusto il tempo di comprare panini e cicche e siamo ripartiti. Per arrivare a Venezia bisogna passare sul Ponte della Libertà, che collega l’isola alla terraferma. Quando ci siamo passati, ci siamo messi a strillare: sembrava di volare sull’acqua!
Arrivati alla stazione di Venezia, siamo usciti: fuori la stazione era un complesso bianco, sembrava un agglomerato di cubi, su cui spuntavano alcune bandiere: una con lo stemma di Venezia, quella italiana e quella dell’Unione Europea. Fa un bell’effetto uscire dalla stazione e ritrovarsi davanti il Canal Grande! Piovigginava, e abbiamo aperto l’ombrello. Accanto a noi passavano turisti tedeschi, inglesi, americani, cinesi, giapponesi, svedesi, scandinavi e spagnoli. Sull’acqua passavano barche e vaporetti di ogni forma, dimensione e colore.
Seconda tappa, il parco.
Gita a Venezia '09 Si mangia!
Alcuni genitori sono andati in un ristorantino, noialtri invece ci siamo rintanati in un parco con giochi, tavolini, aiuole e cespugli fioriti, e tanto verde!
Per andarci, siamo passati tra le vie veneziane, e in ognuna c’era almeno un baracchino di souvenire. L’industria di souvenire veneziani va davvero a gonfie vele, soprattutto quella delle maschere, che pare siano le cose che si vendono di più. Per riconoscere quelle originali da quelle contraffatte, basta vedere il materiale: quelle originali sono in cartapesta, quelle contraffatte in plastica. Alcune di quelle originali hanno il timbro Original Venezia e quelle più prestigiose hanno il cartellino Maschere del Galeone.
Al parco abbiamo giocato un pò: siamo saliti tutti insieme sull’altalena! Abbiamo anche incontrato dei ragazzi che recitavano La Tempesta di Shakespeare.
Terza tappa, San Marco e Palazzo Ducale.
Gita a Venezia '09Siamo arrivati in Piazza San Marco, era una vera meraviglia: sugli alti obelischi rossi stavano angioletti d’oro, statue bianche di santi incorniciavano la chiesa grande e maestosa, un enorme orologio con i segni zodiacali. . . non la si poteva confondere con nessun’altra piazza al mondo! Palazzo Ducale è un enorme massiccio in marmo bianco, lussuosamente e peccaminosamente ricco.
Naturalmente c’erano anche i leoni, due in pietra e uno in oro.
Certo che Venezia non smette mai di stupirti!
Ma la nostra tappa era il museo, non queste cose viste e riviste; dopotutto, noi siamo viaggiatori della Venezia misteriosa, non delle cose più scontate. . .
Quarta tappa, il museo.
Al Museo del Doge ci hanno distribuito microfoni e radioline: servivano per ascoltare meglio la guida che spiegava, una donna che somigliava a un topo. Abbiamo fatto un gioco: dovevamo trovare degli indizi nascosti in quadri, stanze e sculture, e scoprire il colpevole di un omicidio!
Siamo perfino entrati nelle segrete, dove venivano rinchiusi i prigionieri. Era un posto tutto in pietra, con celle quadrate dai soffitti non molto alti. In alcune c’erano anche le vecchie brocche e ciotole di pietra vuschiosa dove un tempo ci dovrebbero essere stati pane e acqua. Qualche maleducato, però, aveva anche fatto dei graffiti sulle bellissime e storiche pareti: in italiano, dialetto veneziano, inglese e tedesco.
Si narra che nel Medioevo dopo una riunione del Senato in questo palazzo ci fu un omicidio, e la gente incolpò Iacopo Foscari, il figlio dell’ex-Doge Francesco Foscari. Iacopo era innocente, ma un malvagio senatore suo vicino e rivale, aveva mandato una falsa testimonianza dell’accaduto al Doge in carica a quel tempo. Iacopo fu orribilmente torturato finchè, per sfuggire a quel giogo e cadere nelle braccia della morte, finse di dichiarare di essere stato lui l’assassino, che in realtà era stato un certo nobile Nicolò Erizzo. Francesco Foscari non potè fare niente per fermare tutto ciò, e ne rimase tormentato tutta la vita. Si dice che il fantasma di Iacopo Foscari giri tutt’ora nel castello, inquieto, chiamando a gran voce suo padre e il suo condannatore. Ma con tutto il chiasso che abbiamo fatto, il fantasma si sarà spaventato!
Quinta tappa, il nostro albergo sull’isola di Sant’Erasmo.
Gita a Venezia '09L’isola di Sant’Erasmo è la più grande dopo Venezia, è un paradiso dell’agricoltura e della serenità, niente macchine, ma solo bici, motociclette e camioncini. È lì che c’era il nostro albergo, il Lato Azzurro, così si chiamava. Che Paradiso che c’è, lì! Detto fra noi, vi consiglio caldamente di passarvi le vacanze.
La nave De’ Mosto ci ha portato lì.
Il paesaggio era incantevole: osservavamo i contadini svolgere i loro lavori nei campi e staccavamo i piccoli fichi acerbi da un giovane albero un pò storto.
Le camere erano ampie ed accoglienti, e alcune avevano pure un balconcino. I letti erano morbidi e profumati, solo i bagni erano un pò malfunzionanti, ma a chi importava! E la cena era decisamente poco appetitosa: un piatto di strozzapreti con poco pomodoro per primo, un pezzetto di carne scondito per secondo, perfortuna accompagnato da patatine con ketchup e maio, e per dolce. . ., budino al cioccolato!
Abbiamo organizzato dei vari chiassosi pigiama party in ogni camera, finchè non abbiamo fatto tutti silenzio.
La mattina dopo ci hanno servito una colazione sontuosa. C’erano caraffe di latte, caffè e succo d’arancia; scatoline contenevano bustine di carcadè, tè nero biologico, tè nero al miele e limone, tropicale e miscela di frutta. Pane tostato e biscotti, marmellate di vari tipi, miele, burro. E poi, da mescolare con le altre cose: cacao, caffè, zucchero, muesli e muesli tropicale.
Sesta tappa, le isole selvagge della laguna.
Gita a Venezia '09 La Raptus è la barca che ci ha portati in giro per la laguna selvaggia, a vedere le briccole, le barene e le velme. C’era un marinaio che guidava il timone, e due ragazzi che facevano la guida.
I due sono anche due aiutanti degli Scout di Venezia.
Abbiamo visto due fortini infestati nelle isole verdeggianti e selvagge, e abbiamo pranzato su un’altra bellissima, con un panino al salame, un’arancia e una merendina biologica.
Durante il giro ci hanno raccontato due storie dell’orrore veneziane: Il matrimonio di Venezia e Il mago dal cuore di pietra.
I due ragazzi erano simpaticissimi, formavano un binomio perfetto, e ci hanno subito conquistati.
Settima tappa, Burano.
Burano, da non confondere con Merano, è una delle isolette della laguna, ma a differenza delle altre questa è abitata! Le casette sono di colori vivacissimi e tutte diverse, perchè all’inizio Burano era abitata solo da pescatori e i colori sgargianti servivano a far riconoscere a ognuno la propria.
Nei negozi si vendono dei biscotti speciali, i Buranelli Bussolà, fatti con un esagerazione di uova, zucchero, burro. . . Sono buonissimi!
Un’altra cosa per cui Burano è famosa sono i suoi merletti e pizzi vari. Anch’io ne ho comprato uno per souvenir. Si dice che siano state le sirene a confezionare il primo, e che poi le comari del villaggio abbiano ricopiato quei ricami, prima esclusivamente per uso d’abbigliamento, poi come centrini.
Piccola pausa per merenda e acquisto-souvenir e poi siamo ripartiti. Per l’albergo, questa volta.
Ottava tappa, la Collezione Peggy Guggenheim.
Gita a Venezia '09Molti sanno chi è Peggy Guggenheim, la signora un pò schizzata con gli occhiali enormi e variopinti, e ancora di più conoscono la sua collezione a Venezia.
Noi ci siamo andati il giorno dopo. Il Peggy Guggenheim è un posto fantastico, fresco e profumato. Dentro c’erano tutti i quadri, che io però già conoscevo, più belli del mondo.
Strambo! Anche stavolta la guida somigliava a un topo.
Dopo abbiamo fatto anche un laboratorio: dei fumetti sui quadri che avevamo visto. Poi ce ne siamo andati.
Nona tappa. . . casa.
Siamo tornati tristemente in stazione sulla nave Marco Polo, e il treno ci ha riportati a casa.
Mentre scrivo questo articolo mi torna in mente una cosa. . . una o due notti dopo il ritorno, ho risognato Venezia: ero io, da sola: era un giorno di vento forte, la mia coda di cavallo piena di ciocche ribelli era scompigliata dal vento e indossavo una giacca lunga color fungo geneticamente modificato, da Sherlock Holmes. Un uomo mi aiutava a salire su una gondola di legno massiccio, per poi lasciarmi lì. Nel Canal Grande c’erano pochissime barche per via del vento, ma improvvisamente si placò, e io ero lì tranquilla tra il grigio del cielo e l’azzurro del canale. . . o forse era il contrario?
Questo articolo è stato scritto da me, Emma Grassilli! Se volete commentare, criticare o conversare con me, scrivete qui sotto o mandate a robertograssilli@gmail.com

 
 

COMMENTS

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  1.  astrid said:

    giugno 20, 2009 @ 12:57 am

    cara Emma complimenti, il tuo reportage è molto ben fatto!
    Avrei una domanda da farti: com’è il color fungo geneticamente modificato?

  2.  BlackCat said:

    giugno 21, 2009 @ 11:42 pm

    Ma scrivi benissimo Emma!!! Aiuto, ora mi farai concorrenza e mi ruberai lettori 🙂 Continua a scrivere, la Gattafamily ti legge volentierissimo!

  3.  Smeerch said:

    giugno 21, 2009 @ 11:46 pm

    Signorina Emma, lei scrive benissimo. Ottimo reportage. Mi ha quasi fatto venir voglia di visitare l’arcipelago di Venezia.

  4.  mammina said:

    giugno 22, 2009 @ 1:22 am

    conosco venezia come le mie tasche ma con gli occhi tuoi mi sembra piacevolmente diversa…l’avessimo saputo che eri lì, noi della papino & co ti avremmo raggiunto solo per salutarti e farti i complimenti per i tuoi cartoni e per i tuoi genitori. baci.

  5.  mammina said:

    giugno 22, 2009 @ 1:25 am

    ah, dimenticavo…se torni vai a visitare torcello con i suoi 35 abitanti…è l’isola che più mi piace. (ma non siete stati a murano a vedere come fanno il vetro? anche quella è una magnifica esperienza..)ri ciao.

  6.  Dario said:

    giugno 22, 2009 @ 4:09 pm

    Emma, sei bravissima! Continua a scrivere e convinci babbo & mamma a portarti di più in giro (soprattutto adesso che la scuola è finita). Non vedo l’ora di leggere altri reportage di viaggio. Ciao!

  7.  natzuka said:

    giugno 23, 2009 @ 2:52 pm

    Complimentissimi 🙂
    reportage bellissimo (scritto davvero molto bene)
    un bacione

  8.  Angela said:

    giugno 24, 2009 @ 3:50 pm

    Emma, porti il nome di un bellissimo personaggio della letteratura e quindi si vede che sei una predestinata a scrivere bene. Complimenti, sei bravissima!!! Mi è piaciuto tanto questo diario di viaggio, devi chiedere a mamma e papà di fare altre gite per continuare a scrivere diari, e poi magari quando ne hai un bel po’ raccoglierli in un bel libro con le immagini disegnate da papà.
    Però, dai, ammettilo: con due genitori bravi come i tuoi, è più facile, vero? 🙂

  9.  comidademama said:

    giugno 25, 2009 @ 10:35 pm

    Cara Emma,
    mi sembra di sentire le tue parole mentre leggo quello che hai scritto.
    Brava, bravissima.
    Continua così.
    Faccio leggere a Marta quando sarà qui a Trento con me.
    Un abbraccio a tutti i Grassilli!

  10.  Roberto Grassilli said:

    luglio 4, 2009 @ 5:04 pm

    LE RISPOSTE DI EMMA:
    @astrid: grazie. Il color fungo geneticamente modificato è marrone-grigio, un pò verdastro fango muffoso, che a volte (ma non in questo caso) può essere fosforescente. @BlackCat: non preoccuparti, tanto nessuno ruba la concorrenza a dei gatti. @Smeerch: perchè, non ci sei stat. . . (sei un lui o una lei?) ti consiglio di vedere le barene. @mammina: fa niente, tanto basta che mi scrivi sulla Vonorace, e grazie per i consigli. @Dario: don’t worry Dario, tanto ne sto per fare un altro su Montecopiolo, una località delle Marche dove sono andata senza genitors. @natzuka: grazissime, bel commento (scritto davvero bene, per essere un commento) grazie anche per il bacio 🙂 @Angela: Bella idea, GRAZIE!!! Come ho detto a Dario, sta per arrivare il reportage del viaggio fatto da sola, ma se scrivo io, è MERITO MIO E NON DEI GENITORI. @comidademama: grazie, vuoi sentire la mia voce?LALLALLAAAAAA!!!! Ma la Marta dov’è, non è lì con te?!

  11.  PAULSYNO said:

    ottobre 18, 2009 @ 10:19 pm

    Brava Emma! La cosa piu’ sorprendente e’ che hai gia’ un tuo stile di scrittura molto personale!
    Continua cosi’ e…..stai lontana dal ROCK !

  12.  dottorgioia said:

    novembre 1, 2009 @ 5:23 pm

    Ciao Emma,
    mi spiace aver letto questo reportage solo adesso… per fortuna internet (e la Voronace) hanno la memoria lunga!
    Comunque grazie per la bellissima descrizione, scrivi molto bene e mi hai sicuramente dato un’idea interessante per una prossima gita primaverile!
    Ciao e ancora complimenti
    Gioia

  13.  Arianna Cicchetti said:

    aprile 5, 2010 @ 4:07 pm

    Emma,sei sempre stata una grande scrittrice fin da quando ti ho conosciuta e riconfermo la mia teoria…SE CONTINUI COSì RISCHI DI BATTERE BIANCA PITZORNO!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Bello questo diario di viaggio,molto dettagliato,anzi,così dettagliato che mi sembrava di veder passare davanti agli occhi il nostro viaggio di 5^ mentre leggevo.
    P.S.=hai ragione entrambe le guide sembravano topi…soprattutto la prima!XD
    spero di vederti questa estate
    baci dalla tua ex compagna Arianna Cicchetti

  14.  nonna di Arianna said:

    aprile 5, 2010 @ 4:15 pm

    Alla gita c’ero anch’io!
    Di una cosa sono sicura:se dovessi mettermi a scrivere un diario di viaggio come hai fatto tu non riuscirei neanche lontanamente a eguagliare la tua opera!
    Brava!
    Complimenti!
    Nonna Luisa

  15.  nonna di Arianna said:

    aprile 16, 2010 @ 8:33 pm

    In quella gita ho avuto il piacere di conoscere te e la tua famiglia, puoi considerarti fortunata : siete tutti meravigliosi.
    Un cordiale saluto a tutti e un bacino ad Orlando.
    Nonna Luisa

  16.  Emma said:

    maggio 10, 2010 @ 2:20 pm

    Perchè devo stare lontana dal rock?

 
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