Come vivere infetti e felici
 
 

novembre

Posted at novembre 18, 2005 by

giocadp05Gioconda: Mamma cosa significa trapiantare?
Mamma Lia: E’ quando togli una piantina da un vasetto e, tutta intera, con le radici, la sistemi in un vaso piu’ grande, o in un prato. Però si dice anche per una cosa che si fa all’ospedale. Se una persona ad esempio ha il cuore malato, che non funziona più, si può prendere un altro cuore sano e “trapiantarglielo” nel petto. Il cuore di un’altra persona.
Gioconda: …e dopo però a questa altra persona gli mettono un altro cuore sennò resta senza vero?
Mamma Lia: Hm. Non è proprio così. Te lo spiego… presto. Adesso vieni a tavola? 🙁

 
 

novembre

Posted at novembre 16, 2005 by

Teatro Novelli: Buongiorno, Teatro Novelli.
Casina Verde: Ah.. Buongiorno. Senta, chiamavo per lo spettacolo di Luttazzi.
Teatro Novelli: E’ tutto esaurito. Abbiamo finito i biglietti subito, la prima mattina di prevendita.
Casina Verde: No hm, scusi, lo immaginavo, ma non intendevo lo spettacolo di dopodomani. Ho letto che proprio a causa del tutto esaurito ne fa un’altro in dicembre…
Teatro Novelli: Ma anch’io mi riferivo a quello di dicembre. E’ tutto esaurito. Può provare a chiamare se c’è qualche rinuncia, nei prossimi giorni.

 
 

novembre

Posted at novembre 8, 2005 by

Cuore: il primo Giudizio UniversaleCuore: Ultimo Giudizio UniversaleSi bimbe, è il giornale dove lavoravano mamma e papà ed è presto per raccontarvi tutto. E ci sono dei contenuti che per ora, piccole care, sarebbe complicato spiegare. Quelle parolacce? Parolacce… Come dicevamo? Parole pulite per un mondo sporco. Qualcosa del genere. Come faccio a visualizzarti, a semplificarti, che so… com’erano i socialisti del pre-tangentopoli? Quegli incravattati che oggi intravedi nei tg, un po’ somigliano a loro, ma dovrei spiegarti che in realtà sono dei baccelloni.. sono usciti dalla buccia di quelli là, quando si spaccarono tutte le bucce. Ma tu non hai ancora visto l’Invasione degli Ultracorpi. Quindi difficile, per ora. Ho messo mano ai vecchi fogli, per un favore che mi hanno chiesto e ne approfitto per depositare qui un altro souvenir della Resistenza Umana. Lo storico “Giudizio Universale”, che visse su Cuore dal nr.1 al nr.140 (4/10/93). Queste sono le classifiche pubblicate sulla prima uscita in edicola e sull’ultima edizione che ospitò quella sorta di “sondaggio più grande del mondo”. E se ben guardate, la distanza di tre anni dall’una all’altra non modificò più di tanto le cosiddette prime “dieci ragioni per cui vale la pena di vivere”. In fondo i Cuoristi avevano le idee abbastanza chiare. Meno limpidi furono coloro i quali, inviando massiccie votazioni per soggetti personalistici e incomprensibili a tutti gli altri lettori. La rubrica venne chiusa a causa di queste votazioni “organizzate” che, sballando la classifica, resero il gioco senza senso. Probabilmente erano gli stessi che, qualche anno dopo, si ripresentarono dentro ai forum e ai blog col costume da troll.

 
 

novembre

Posted at novembre 1, 2005 by

La questione è semplice. Molto semplice. Il server costa 3500€ i diritti RIA e quelli SIAE si aggirano intorno ai 500€ per canale. E RadioNation ne ha quattro di canali. Condivido la posizione di Gianluca che ritiene che per essere liberi davvero non si debba ricevere soldi da altri se non da quelli che ti vogliono, se lo vogliono. E cioè tutti i retaioli che si godono RadioNation, Macchiaradio ecc… Offerta libera, liberissima, anche zero – che se non si raggiunge la quota non cambia niente perché pagare si paga lo stesso e trasmettere trasmetteremo comunque. Ma sarebbe un bel gesto. Un soldino per RadioNation. Rendi la tua radio libbbbera verameente 🙂

Un soldino per RadioNation
Un soldino per
RadioNation

Rendi la tua radio
libera veramente!

 
 

ottobre

Posted at ottobre 25, 2005 by

strisciaverde2.jpg

 
 

ottobre

Posted at ottobre 14, 2005 by

PrimarieSe mi metto ad analizzare a fondo le motivazioni è ovvio che fibrillo. Se vado dietro ai percorsi, alle dichiarazioni, alle schermaglie, è probabile che vacillo. Se invece mi concentro sugli inverecondi mostri che stanno “di là” ritrovo la stabilità e la fredda determinazione. L’occhio si fa duro, la mano scende verso la fondina. Sono consapevole, dentro la fondina c’è solo una consultazione primaria di medio calibro e non so nemmeno se è carica. Ma tutti questi anni di bocconi amari mi hanno portato a un passo dalla disperazione così tante volte che, brothers, io nel massimalismo ci faccio il bagno un giorno si e un giorno no.
Così non cercate in me troppe sfaccettature. Lui, Ciocapiatti, è il Diavolo. Uno dei Diavoli principali quantomeno. E la sua azienda (o il partito, non cambia nulla) è il Male. E negli ultimi dieci anni (e anche i venti precedenti) ha scavato la sua tana nei cuori e nelle menti di questo Paese, estremizzando ogni scontro e abbassando la qualità delle aspettative, dei desideri, dell’ immaginario più o meno collettivo.
E visto che ormai l’ho detto, aggiungo anche che la mortadella è un GRANDE prodotto, una delizia di manufatto creato da abilità umane che si perdono nella notte dei tempi. E che Lia ed io andremo a votare alle primarie, domenica.

«L’antica vera ricetta della mortadella è molto semplice. Si utilizzi unicamente la spalla, la parte magra del maiale. Si sgrassi accuratamente la carne per poi macinarla finissima quasi ad ottenere un purè. Quindi si selezioni il guanciale del maiale riducendolo in piccoli cubetti.
Il tutto impastato e condito con sale e pepe si insacca in vesciche di bue e si inforna nella stufa a cento gradi per dieci ed anche dodici ore. Queste le indicazioni utili ad ottenere una golosa e profumata mortadella».

 
 

ottobre

Posted at ottobre 12, 2005 by

LMT: Lia & Phil 10° anniversario/8Nella Casina Verde si soffia spesso sulle candeline e potete capire perchè. Non paghi, il mese scorso i parents hanno avuto ragione della fiammella celebrativa dei 10 anni di matrimonio. Per la verità la festa si è svolta il 4, mentre l’evento primario accadde il 2/9/95. Da adulti pragmatici, si è convenuto che farla di domenica avrebbe garantito la presenza di qualche amico in più.
Vino, torte, chiasso e musica live sono state la cifra dell’evento. E la verde magionetta ha dato, ancora una volta, ottima prova di se’, arrivando a sera quasi intatta, dopo essere stata farcita per svariate ore da una trentina di adulti con relativi cuccioli al seguito. I nuovi amici di Rimini, i colleghi genitori, le acquisizioni dagli ultimi due anni l’hanno fatta da padrone. E non poco piacere ci ha dato la partecipazione della piccola rappresentanza arrivata della città precedente, carissime persone che ci sono sempre state vicine nonostante le tante fatiche del vivere quotidiano. Altri amici storici possiamo darli ormai perduti, ma sono cose che non dipendono dai chilometri.
Tutti contenti, naturalmente, per l’intrattenimento compreso nel biglietto: ben quattro-Mistoterital-quattro si sono esibiti semi-umpluggati nel tinellone verde. Trovate una memoria redatta dal polistrumnato Paul Syno nel blog-LMT, ovvero qui.
Lia e Rob 2/9/95In realtà il momento club si è avuto quando alcuni degli stroppoletti presenti alla festa si sono uniti alla band. Gioconda si è proposta come presentatrice, per poi dedicarsi al cembalo. E l’unico cugino delle mie Bambocce, il decenne Luca, ha incantato tutti, in primis i miei vecchi sodali rockettari, inventandosi delle percussioni impeccabili con l’unico elemento della batteria portato da Syno. Ilarità e commozione infine, quando Emma e Chiara (la figlia maggiore di Francesco, indimenticabile Ted Nylon dei tempi musicali), si sono proposte in duo con una canzone creata per l’occasione, una cosa fra Paul Verlaine,  Julian Cope e il rumore che fa il tritarifiuti. La cosa impressionante, guardate le foto, è il fatto che hanno riprodotto la coppia Nylon-Anka in sedicesimi, anche nelle proporzioni fisiche. Struggente.
I tenutari della Casina Verde ringraziano col coer in man tutti gli intervenuti, per l’affetto e gli auguri. Un abbraccio alla famigliola d’acciaio, quella di Cesare Giacanelli, l’iBaby coccolato a lungo da Gioconda.
E a Bob/… , Paul/Cinzia e Ted/Nico Mondadori: quello che li lega a Phil/Lia sfiderà baldanzoso tutti gli anni che ci dividono dai prossimi anniversari.

p.s.= siamo in attesa di altre immagini della festa, ripassate di qui fra qualche giorno.

 
 

ottobre

Posted at ottobre 11, 2005 by

Striscia Verde / 1

 
 

ottobre

Posted at ottobre 9, 2005 by

La scuola è ricominciata (05)Insomma, quest’anno gli zainetti sono tre. In quello piccino ci sta un succhino. In quello medio non c’è mai tedio. In quello più grosso parole a più non posso.
Davvero, quando li guardo penso a qualcosa che sta di là dal confine di Faerie, qualcosa tipo i Tre Porcellini, però con Tre Bambocce, invece. “Uff e Puff!” fece il Lupo, con tutta la sua potenza. Ma lo zaino grande, pieno di quaderni, libri, regoli e altre cose che Emma si trascina sulle spalle di nascosto da noi, non si mosse punto.
Incominciato il terzo autunno riminese, la Trici ha variato ancora un po’ la sua pista mattutina e i suoi orari di servizio. Per prima cosa, sfreccia alle otto verso la seconda elementare della primogenita. Sfiora il Tempio Malatestiano e s’imbudella nel centro più centro della città. Dopo poco torna indietro, placata, e scarica il guidatore davanti al primo espresso del giorno. Al quale caffè si accompagna generalmente la sbirciata ad uno dei gazzettini locali e fumosi pensieri sulla tristezza che mi mette la scuola pubblica di questi anni. Emma ha cambiato maestra, una delle maestre, quella maestra, ovviamente, che ci dava più senso di affidamento e passione per il proprio lavoro. Vedremo.
Dopo una ventina di minuti, la Trici è di nuovo davanti alla Casina Verde, e attende che Gioconda ed Iris popappino fuori con tutto il loro cicaleccio in grembiulino bianco. Se vuoi qualcosa che segna il tempo, nota questo: ora Gioconda siede nel sellino dietro e la piccolina di casa ha preso posto in quel tresopolo agganciato al manubrio.  Andiamo dagli amici?” Mi chiede Iris ogni mattina, appena partiamo. Che poi sono quelli della classe di Giovanna, la sua maestra alla Materna, La Terza ha raggiunto la Seconda alle Maestre Pie e l’inserimento è stato dolce e morbido come la ciambella romagnola. Potrei addirittura affermare che è stato a cura di Gioconda, che la nostra presenza è stata quasi formale, mentre le due, che se la intendono alla grande, si scortavano l’un l’altra dall’aula dei Coniglietti (Iris) a quella delle Tartarughe (Gioconda). Il simbolo della nuova arrivata, sull’armadietto, è la palla. La veterana Giocosa ha mantenuto il suo scoiattolo scolorito, non sia mai!
Scivoliamo così, senza particolari asperità, dentro all’anno scolastico 05/06. Lia ed io, soli a pranzo, sorridiamo e pensiamo, una volta di più, che per questa fase della vita metteremmo la firma.

 
 

ottobre

Posted at ottobre 2, 2005 by

SciusciàOvvero la “Cura della Scarpa“. Oggi e qui, nella nostra epoca sottotitolata, è una cosa che sa da librino zen, quelli che trovate accanto alle casse delle librerie. Forse è facile per me, cresciuto figlio di calzolaio, tenere in grande considerazione questo rito desueto. Ed è un po’ snob, quanto inevitabilmente genetico, provare sempre un’ostia di disprezzo per le calzature insane indossate dalla maggior parte della gente.

Il mio babbo, signor Dante, ha fatto per quasi quarant’anni il proiezionista. Sì, l’omino dietro i fasci di luce al cinema; era uno degli invisibili “Mr. Cinema Paradiso“. Questo lavoro, impaginato sui ritmi delle  sale cinematografiche, lo costringeva ad orari sbilanciati verso la notte e a mattinate teoricamente libere. Il signor Dante, indefesso capofamiglia emiliano, occupava quindi certe ore antimeridane con quella che era stata la sua prima attività da ragazzo: il calzolaio, o meglio, come precisa lui: “ciabattino riparatore“.  

Famiglia d'origine, 2000

Per un verso fu un handicap. Avere una costante fornitura di scarpe fatte “in casa”,  negli anni ansiogeni dell’adolescenza mi tolse ogni pretesto per comprarmi, seppur di rado, un paio di “barche” in linea coi capricci della moda. Le mie scarpe erano sempre di foggia tendente al classico; chiedere ad un calzolaio di riprodurti uno dei modelli da sbarbo di quell’epoca, equivaleva a colpirlo rudemente nell’orgoglio professionale.
D’altro canto, amici, io a quarantaquattro anni ho piedi da giovinetto in perfetto stato. Camminare quasi tutta la vita nel cuoio, o camoscio, o pelle ecc… tagliata e montata sulla forma dei tuoi fettoni, qualcosa fa. Inoltre ti rende un temibile cliente per i calzaturifici. Il commesso entra in agitazione quando inizi ad osservare in che modo e’ montata la tomaia, guardi i punti delle cuciture, passi un dito sulla fresatura della suola, scuoti la testa per come sono incollate le solette interne…

Oggi il signor Dante, sereno pensionato a San Pietro in Casale, non mi fornisce più costantemente le scarpe del cambio-stagione. E’ pur vero che non vivo da tanti anni sotto il suo tetto e da ancora più tempo il mio piede ha smesso di crescere.  Ma forse per questo, con soddisfazione ancora maggiore, ogni tanto mi dedico a certi suoi manufatti antichi.
Con movimenti circolari, passo sul cuoio l’apposita spazzolino (ne occorre uno per ogni colore), bello saturo di lucido di buona qualità. Lo stendo generosamente, fino a rendere opaca tutta la scarpa, lo lascio a rapprendersi un po’, mentre ripeto l’operazione sulla sorella. Poi, mano sinistra infilata dentro, mano destra che impugna un’altra spazzoletta più morbida e corta e avanti con un movimento rapido e insistito, quello di un piccolo bilanciere, mentre la materia conciata riassume, centimetro dopo centimetro, l’aspetto glorioso che devono avere delle autentiche “scarpe da uomo”. Profumo intenso di lucido che quasi ubriaca, e il tocco finale: con un panno morbido si strofina di nuovo tutta la scarpa su cui, a questo punto, deve riflettersi la luce.

il sig. Dante= (qualche mese fa) … del resto, ti ho sempre fatto le scarpe sulle forme di Domenico Modugno. Tu hai il piede di Modugno.
io= Cosa? Come?
il sig. Dante= I modelli di legno su cui ho sempre montato le tue scarpe no? Erano quelli di Modugno, il cantante.
io= Ma… mica lo sapevo! come mai non me lo avevi mai detto?
il sig. Dante= (ruota le mani facendo un gesto che potrebbe significare “non lo so nemmeno io”)

 
 
 
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