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18.05.09

Intervista su Radiotre - Fahrenheit

Aggiornamento 22/5/09: • potete ascoltare qui l'intervista
andata in onda su Radiotre - Fahrenheit
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La trasmissione di riferimento per lettori e scrittieri di tutta Italia giovedì 21 maggio ha intervistato Lia sulla collana Ice Magic, che sta facendo onorevolmente il suo percorso editoriale. I dieci minuti previsti si son ridotti a sei per i ritardi della scaletta, ma comunque potete riascoltarli qui.

Posted by robgrassilli at 14:58 | Commenti (2)

12.03.09

ICE MAGIC!

Con le ali ai piedi, Kiss and cry, Crystal Circus, Ghiaccio d'estate, sono i quattro romanzi della serie Ice Magic che Lia Celi ha ideato e scritto per EL, la più grande casa editrice italiana specializzata in libri per ragazzi. Saranno presentati alla Fiera del libro di Bologna a fine marzo.

"Dieci anni e mezzo. Troppi per credere ancora alle favole, troppo pochi per provare a realizzarle. Ci vorrebbe una magia per sentirsi grandi, per dimenticare i piccoli problemi quotidiani, per volare via dalla noia di una piccola città. Per Ada e i suoi amici del corso dei Bucaneve la magia sono i cinque centimetri di ghiaccio che ricoprono la pista della Ice Magic, la loro scuola di pattinaggio. Come uno specchio incantato, il ghiaccio sa dire loro scomode verità. Che il talento non basta per vincere, e vincere non basta per essere felici. Che è meglio perdere una gara che un'amicizia. Che per imparare a volare bisogna imparare a cadere. Ma il ghiaccio è anche un tappeto fatato che porterà Ada a vivere piccole grandi avventure: pattinare in uno show internazionale, gareggiare lontano da casa insieme ai compagni, inventarsi costumi originali, trovare nuovi amici. E le farà scoprire che, quando si incontra una persona speciale, il cuore può fare un triplo axel..." (dalla presentazione della serie)


- Intervista di "Chiamami Città" a Lia Celi sulla nuova serie

- synopsis in english by the Ute Körner Literary Agent

Posted by robgrassilli at 19:28 | Commenti (5)

18.02.09

Canto alla rovescia! Ovvero: siamo così in recessione che tamponiamo Sanremo in retromarcia/1

di Lia Celi

- Le dimissioni di Veltroni hanno pesato come un macigno sul debutto sanremese. La più delusa è la nuova proposta Chiara Canzian: «Ero l’unica “figlia di” non candidata nel Pd alle ultime elezioni, speravo che Walter mi ripescasse per le Europee.» Su Chiara ha pesato il veto della Margherita: «Un papà di nome Red è uno schiaffo ai moderati e ai cattolici: meglio la figlia di Christian.»
- Deluso anche chi sperava che l’annuncio «una Mina inedita aprirà il Festival» significasse che l’Ariston sarebbe stato usato come bersaglio sperimentale per un nuovo ordigno bellico. La verità è che un’anziana cantante si è fatta pagare a peso d’oro una vecchia video-marchetta scartata anche dalla tivù di Andorra. Il brano era il «Nessun dorma» di Puccini: per la sua interpretazione Mina ha ricevuto un prestigioso riconoscimento, il Premio per il Milionesimo Cantante di Musica Leggera che Canta il «Nessun dorma» di Puccini...

http://www.liaceli.com/

- Gli spettatori più acuti se ne sono accorti subito: la bimba che ha aperto il Festival è la stessa che ha aperto le Olimpiadi di Pechino, con tintura di capelli e ritocco chirurgico facciale. Certo, potevano almeno aspettare che smaltisse gli effetti dell’anestesia. «Non volevamo affidarci a una dilettante, e poi così costava meno,» spiega l’organizzazione sanremese. La piccola è già ripartita per Atlanta, dove, truccata da negretta, inaugurerà le celebrazioni per i settant’anni di «Via col vento».

- «Il mio Sanremo sarà all’insegna del mescolamento dei generi», aveva annunciato Bonolis. Ma Del Noce oggi chiarisce: «Paolo è il solito modesto. A Sanremo non ha mescolato solo generi, ma anche cognati, mogli e affini.» Alle polemiche sul suo compenso di un milione di euro, il conduttore risponde conti alla mano: «Sei zeri sono tanti, ma vogliamo mettere con le decine di zeri assoluti che io porto sul palco dell’Ariston?»

- La Boehringer Ingelheim, produttrice del Viagra femminile, ha chiesto il ritiro di Iva Zanicchi da Sanremo. «La sua esibizione in “Ti voglio senza amore” dà un’immagine distorta degli effetti del nostro farmaco”,» si legge in una nota aziendale, «e può indurre nelle pazienti il timore di essere trasformate in vecchie carampane spudorate.» In realtà la pillola rosa è nata come antidepressivo, ma nei test si è rivelata molto più efficace come miccia del desiderio: cioè, le donne restavano depresse ma erano colte da un’improvvisa voglia di trombare. Pare che Francesco Tricarico ne abbia acquistati quintali per le sue festicciole.

- Peccato per Dolcenera: aveva illuso il pubblico annunciando che si sarebbe esibita con un total-look Cavalli, ma invece che con sella, ferri e finimenti è apparsa sul palco con un normalissimo abito da sera. In compenso ha nitrito gagliardamente.

- Per motivi sconosciuti si è presentato come Francesco Renga, ma l’impermeabiluccio gualcito e la zazzera ingovernabile lo hanno tradito: quello che cantava Uomo senza età era chiaramente il tenente Colombo. Sorpresa tra i fan: «E chi se l’immaginava che la moglie cui telefonava in tutti i telefilm fosse Ambra Angiolini?»

E ora, l'equivalente di un mutuo subprime nell'umorismo, il Festival del Freddurista. Perché Patty Pravo si esibisce appesa alla finestra? Perché è una cantante veneziana. Perché gli indipendentisti baschi non amano Francesco Renga? Perché canta “Uomo senza Eta”. Perché Marco Carta è così amaro? Perché vorrebbe essere Ramazzotti. La cantante più tossica? Dolcepera. L’artista preferito dagli avvocati? Fausto Legali. A domani!

http://www.liaceli.com/

Posted by robgrassilli at 12:23 | Commenti (0)

02.11.07

C'è qualcosa che dobbiamo dirvi

A cinque mesi è d'uopo afferrarsi il piedino"Non si è negata il lusso supremo: un figlio a 43 anni": la frase, sbirciata mesi fa in un articolo sui cinquant'anni di Carolina di Monaco, continua a ronzarmi nel cervello. Ehi, tu, laggiù nella mia pancia, non montarti la testolina: se tutto va bene, nascerai quando la tua mamma di anni ne avrà solo 42.
Sempre lusso sarai, ma leggermente meno supremo. Mica sono una principessa, del resto (e, considerato il popo' di sfighe toccate a Carolina, ne sono ben felice). Tu pensa a crescere bene e a farti bello tosto, perché quando uscirai di lì (verso la metà di febbraio, se tutto va bene) ti aspettano tre piccole streghe curiose e, seppure in diverse gradazioni, entusiaste di avere un fratellino, e due genitori così pazzi da regalarglielo.
Care lettrici, risparmiatemi, vi prego, il commento che ormai abbiamo sentito mille volte: "ci voleva il maschietto, dài e dài ci siete riusciti". A parte il fatto che, scaramanticamente, non bisogna dire gatto finché non l'hai nel sacco (in questo caso, sarebbe più corretto dire "fuori dal sacco"), semmai sarà questo maschietto ad aver voluto noi, e ad esserci riuscito. Mica l'abbiamo cercato. Diciamo che ci siamo fatti trovare. E lui era proprio in cerca di una famiglia con due genitori vecchiotti e svitati, tre sorelle casiniste e una gatta scorbutica.
Starà un po' stretto e dovrà abituarsi da subito a non essere il centro dell'universo, ma la prospettiva, evidentemente, non gli dispiace. Il bello, quando sei al terzo o al quarto figlio, è che non lo senti più solo tuo. E' il figlio della famiglia. Siamo incinta un po' tutti. Emma, che un fratellino me lo chiedeva da anni (specie dopo aver preso atto dell'intesa speciale fra Gioconda e Iris), è al settimo cielo e si è già incaricata della sua educazione. "Ne farò un maschio come dico io, che capisce le femmine e sa starci insieme, mica come certi scimmioni". "Emma, non crederai di poterlo manipolare", insinuo, allarmata. "No, mamma. Io voglio perfezionarlo". Ohibò.
Gioconda non promette niente, e si limita ad accarezzarmi la pancia. La sua prima reazione, alla notizia, era stata uno scoppio di pianto. "Dimmi che non è vero – è sbottata -. Stiamo già bene così!". Poverina, ha lavorato duro sulla sua delicata posizione di "sorella di mezzo", credeva che tutto fosse finalmente in equilibrio, e invece patatrac, si cambia di nuovo. Senza contare che lei e Iris avrebbero preferito un cagnolino. Giochi è l'assicurazione sulla serenità di Iris. Se la piccola è sicura che il "lusso supremo" non si metterà mai fra lei e la sua morbida sorellona, vivrà il nuovo arrivo in modo meno traumatico. Roberto ed io, invece, ci prepariamo con gratitudine a imparare qualcosa di nuovo – sui bambini, e soprattutto su noi stessi.
Con un nuovo piccolo maestro - un maestro col pistolino, questa volta.

dalla rubrica "Mamma Imperfetta", Insieme (Rcs), nov. 2007

Posted by Lia Celi at 23:10 | Commenti (6)

07.07.07

Come si dice mamma in Lituano?

Neklusnusis AngelasCome affermano nella quarta di copertina, "Vienu plunksnos brûkstelejimu dienorastyje mergaite is Berlyno sukuria savo varda, savo likima..."... 'Rco cane, che frustrazione mettere gli occhi su una lingua che non si connette con nulla di quanto sta nel tuo bagaglio lessicale. Non consente manco spericolate ricostruzioni partendo dalle tre parole che si è creduto di riconosere. Nulla.
Edizioni Gimtasis ZodisFatto sta che Marlene non dava notizie di se' da qualche tempo, ma oggi ci ha scritto che è in Lituania e sta bene. Il libro di Lia del 2004, uscito nelle "Sirene" EL ha avuto il piacere di essere acquistato e pubblicato oltrefrontiera e da pochi giorni è disponibile nelle migliori librerie di Vilnius, per i tipi delle edizioni Gimtasis.
Per noi della Casina Verde la parte più divertente si trova in fondo al volume, nella scheda biografica della scrittrice.
I nostri amici baltici hanno l'abitudine di tradurre anche i nomi propri, così abbiamo potuto leggere che la "zurnaliste ir rasytoja" Lia Celi è mamma di Ema, Dzokonda ir Iris!! :-)
Allora sekmes, cara signora Dietrich, viso gero alla prossima eventuale ristampa, chissà dove.

Posted by robgrassilli at 01:12 | Commenti (4)

03.06.07

La crisalide di Cristo

Gesù e il bruco"Che settimana!" ha sospirato Emma un sabato sera, reduce dalla sua Prima Confessione. "Un giorno ho musica, l'altro lezione di teatro, ieri pomeriggio da Sara, oggi un sacramento..."
Roberto ed io ci siamo guardati in faccia, smarriti, perfino un po' scandalizzati da quell'agenda candidamente blasfema, in cui mondarsi dai propri peccati davanti a Dio, giocare a Solo con l'amica e suonare il flauto sono sullo stesso piano. Ci siamo guardati, smarriti. Abbiamo creato un mostro? Peggio ancora, stiamo creando l'ennesima ragazzina superimpegnata e superficiale? Tutto comincia un giorno di novembre, quando Emma mi chiede di poter frequentare le lezioni di catechismo. I genitori le avevano lasciato libertà di scelta: Roberto ed io, pur cresciuti nella religione cattolica, non siamo praticanti, crediamo a modo nostro, fra dubbi e incoerenze, tipo quella di far battezzare tutte e tre le nostre figlie malgrado le nostre perplessità sul battesimo degli infanti (condivise peraltro da gente ben più religiosa di noi).
Fra gli impegni presi quel giorno, c'era quello di crescere le nostre figlie nella religione cattolica. E qui sta il punto. Io non vorrei che le mie figlie crescessero in una religione. Preferirei che fosse la religione a crescere in loro. Nei bambini il sentimento religioso si coltiva coltivando le loro emozioni, i loro pensieri. Un fiore, un'immagine, una musica possono avvicinarli a Dio molto meglio di una vignetta con Adamo ed Eva da colorare.
Per dire: in Emma, che è tutt'altro che una mistica, la voglia di catechismo è nata dopo essersi profondamente commossa cantando un salmo nel coro della cappella della scuola. Poi, a dottrina, ha trovato delle brave e volenterose signore che le hanno spiegato che Gesù è come il bruco, che sembra morto ma poi invece rinasce e vola in cielo. Più che il vangelo, sembra "A Bug's Life" della Pixar.
Ed Emma che credeva che la religione fosse una cosa seria.
Quando va a messa, la liturgia è troppo difficile da capire, ma Dio le parla attraverso l'architettura della chiesa, le immagini dei santi, la potenza dei simboli. Fra i quali ci sono il pesce e l'agnello, ma sicuramente non il bruco. "Crescere nella religione", forse, significa solo entrare a far parte di un'organizzazione. Che a sei anni ti chiama all'oratorio per fare gli angioletti di pongo, a sette ti fa colorare le schede sulla Bibbia, a otto ti insegna a inginocchiarti davanti a un confessionale ad enumerare peccati inventati. Forse ti insegnerebbe anche qualcosa di più, se le catechiste non dovessero passare metà della lezione a chiedere silenzio e attenzione ai tuoi iperattivi compagni.
Ma poveri bimbi, cosa vuoi mai pretendere, devono sfogarsi. Dopo catechismo hanno scuola di calcio. E Dio perdona, l'allenatore no.

Da "Insieme", mensile Rcs. (tutti i testi di Lia Celi sono su Bendix)



Posted by Lia Celi at 22:52 | Commenti (15)

30.04.07

Ad Hans Cristian piace Anita

Premio Andersen 2007

Premio Andersen 2007

L'ultima edizione del mensile "Andersen - libri & idee - scuola & biblioteca", ci informa che Lia è uno dei finalisti del premio dedicato alla letteratura per i giovani e giovanissimi. Nell'ambito della 40esima edizione, che si svolgerà con mostre, incontri, conferenze e, ovviamente premiazioni, il 18 e 19 maggio a Sestri Levante,troviamo Lia Celi nella terna finale della categoria "Miglior libro di divulgazione", assieme al volume darwiniano di Luca Novelli e al Napoleone ragazzo scritto da Ernesto Ferrero. Chi sarà in effetti a ricevere il premio, "Andersen" ce lo svelerà solo il 19 maggio.

Premio Andersen 2007
Posted by robgrassilli at 03:29 | Commenti (6)

21.03.07

Curzio Riminese

Segnalo che su "La Repubblica" di oggi, Rimini si è meritata un paginone. Il signor Curzio tenta una messa a fuoco della città vera (?) contro quella immaginaria. Nel pezzo, citato generosamente il nostro librino "Alieni a Rimini", che dopo piu' di un anno rolla ancora (come i reoplani sulla pista).
Pagine 1, 20 e 21. Buona Primavera a tutti.

Posted by robgrassilli at 10:26 | Commenti (3)

08.03.07

Le Ovarole a Cesenatico

Cesenatico: le Ovarole
Posted by robgrassilli at 18:04 | Commenti (0)

05.03.07

Anita, Lia e l'Ottomarzo

Anita, otto marzo
Posted by robgrassilli at 10:21 | Commenti (1)

21.12.06

Cassa Dolce Cassa:
le donne al tempo della spesa

Cassa Dolce Cassa / cover di Fagnani Nota di R:ob: Questo testo dello scorso anno è circolato solo nelle terre di Toscana, finendo nelle mani privilegiate dei consumatori Coop di quella regione. Regalato in occasione dell' Otto Marzo, non ha avuto altra diffusione e quindi a buon titolo può diventare, qui e oggi, un omaggio natalizio di questo blog ai suoi assidui lettori.
Traggo dalla quarta del libriccino: "Un libro dedicato alle donne che fanno la spesa, infaticabili esploratrici in missione quotidiana nell'insidiosa giungla dei prezzi. Ma anche ai loro mariti, compagni e figli, che le accompagnano o, a volte, le sostituiscono. Testi (di Lia Celi), vignette (di Francesco Fagnani) e un originale "test finale", aiutano a riconoscersi e a sorridere dei tic, delle abitudini e delle debolezze che tutti riveliamo quando andiamo per negozi o supermercati".
Trattandosi dunque di spendaccioneria, quale miglior periodo dell'anno, se non l'attuale, per rileggere queste righe? A nome della scrittrice, della nostra famiglia e del Consorzio Blog Casina Verde, vi auguriamo Feste degne e serene.
E che il vostro Bancomat vi protegga, almeno fino al sei di gennaio.

INTRODUZIONE
A ogni otto marzo, c'è sempre qualcuno che brontola. Ci risiamo con le mimose, le cene tutte al femminile e pure l'immancabile libro-omaggio della Coop. Uffa, che bisogno c'è di festeggiarvi, a voi donne? Non siete più una minoranza oppressa. Statisticamente siete la maggioranza. E quanto all'oppressione, via: oggi una donna può fare tutto, come un uomo.
Alt: questa teoria è vera solo a metà. D'accordo, non esistono più leggi che impediscono alle donne, almeno in linea di principio, di esprimersi e di competere ad ogni livello con il sesso forte. Ma il grande vantaggio maschile non sta nel "poter fare tutto", bensì nel poter "non" fare tutto. O almeno di non doverlo fare tutti i giorni. Per capirci un uomo può fare il prof di matematica, o l'operaio, o il dirigente d'azienda o il panettiere - e basta. Ha una casa, magari anche una famiglia, ma non è tenuto a occuparsi personalmente della polvere sui mobili e del moccio al naso dei figli. Una prof, un'operaia, una dirigente o una panettiera può fare contemporaneamente anche la padrona di casa e la madre di famiglia. O meglio, deve.

Leggi tutto il testo...

Posted by Lia Celi at 15:09 | Commenti (3)

27.10.06

Aninha, la Signora G.

Lia Celi: Anita Garibaldi"Le ragazze perbene non sanno domare i cavalli. Le ragazze perbene non osano prendere a schiaffi un corteggiatore prepotente. Le ragazze perbene non sanno caricare un fucile. Le ragazze straniere non is innamorano di un corteggiatore povero in canna, anche se biondo e affascinante e non pretendono di seguirlo. Le ragazze perbene stanno a casa, aspettano e pregano. Ecco perché le ragazze perbene difficilmente diventano leggende, mentre Aninha Ribeiro de Silva, la figlia di un povero mandriano, oggi è l'eroina nazionale di due paesi, il suo Brasile e l'Italia, con il nome di Anita Garibaldi."

Anita, Giuseppe Garibaldi's wife, was as daring and indomitable as the Hero of the two worlds. Born to a poor family in a Brazil torn apart by civil war, and raised taming wild horses, she was a perfect mirror image of Garibaldi: as brave, as passionate and as in love with life and freedom as he was.

Lia Celi: "Anita Garibaldi".
Illustrazioni di Gabriella Giandelli. Progetto grafico: Gaia Stock.
Collana Sirene nr.16 Edizioni EL, 2006
Euro 13,50


Posted by robgrassilli at 14:57 | Commenti (2)

26.10.06

Carenza d'azzurro

trerosa.jpg Uno dei motivi per cui mi dispiace di non aver avuto figli maschi è che questa rubrica risulta da anni totalmente femmino-centrica.

Care mamme di maschietti, non sono in grado di rappresentarvi: quel che potevo fare per assortire meglio la prole l'ho fatto, ma io e mio marito dobbiamo aver concepito tutte le nostre creature nei giorni in cui i fatidici spermatozoi con il cromosoma XY erano in vacanza. Vabbè, Madre Natura fa bene i suoi conti, e mentre io scoprivo di portare in grembo la terza femmina, sicuramente un'altra madre scopriva di aspettare il terzo maschio, e, se di dispiacere si può parlare, forse lei era più dispiaciuta di me. Perché tutti I bimbi sono fiori, ma le bimbe lo sono un po' di più, o almeno così crede la gente finché non conosce le mie figlie, che odiano le gonne, snobbano le bambole, fanno la lotta e si grattano fra le dita dei piedi in pubblico.

Tutto ciò non impedisce loro di sentirsi pienamente e orgogliosamente femmine, felici di poter generare e allattare bambini, in futuro, come la mamma.

"Io però avrò anche un maschio", precisa Emma, che ultimamente, ispirata dall'espressione "donna a tutti gli effetti" orecchiata non so dove, si è inventata un'altra delle sue supereroine futuribili, Donna-Tutti-Gli-Effetti (effetti speciali, naturalmente), compreso, presumo, quello di fare figli maschi. Un superpotere che a me manca, ahimé.

Ogni tanto vorrei anch'io poter accarezzare una testina di capelli corti, invece che inseguire per casa col pettine tre streghine dalle chiome scapigliate. E forse anche a Roberto piacerebbe poter fare discorsi da uomo con l'ometto destinato a "tramandare il cognome", visto che noi italiane continuiamo ad accettare che I figli portino solo quello paterno, e non quello di entrambi I genitori, come avviene in tanti paesi.

Ma mio marito se n'è fatta una ragione, mentre io continuo ad avvertire una lacuna nella mia formazione, non solo genitoriale. Ho perso l'occasione di capire qualcosa di più dei maschi, e di me stessa. Sarei stata diversa, se avessi avuto un figlio pisello-munito? Avrei saputo allevarlo come si deve? Come avrei reagito all'ennesimo schizzo di pipì in faccia mentre ero china sul fasciatoio? Le mie amiche madri di maschietti dicono che è così facile. Impegnano parecchio fisicamente, ma sono meno complicati delle fanciulle. Al nido ci mettono di più per ambientarsi, però il loro bisogno di coccole finisce prima, non so se per natura o perché credono di sentirsi più uomini.

Guardando gli amichetti di Emma, ho l'impressione che per loro scatti molto presto il bisogno di fare branco (non è escluso che uno dei motivi sia proprio fronteggiare Emma). Di più non posso dire, almeno per ora. Perché non è ancora detto che nella vita non mi capiti di spupazzare un pigiamino azzurro. No, non nel senso che "adesso signora deve fare il maschio" (sicura garanzia di sfornare la quarta femmina). Ma un giorno Donna-Tutti-Gli-Effetti e le sue sorelle riusciranno dove io ho fallito, e mi renderanno nonna di una squadra di calcio. Però almeno una nipote femmina ci vuole. Sennò per chi sto mettendo via tutto quel bendiddìo di vestitini?
da: DIARIO DI UNA MAMMA IMPERFETTA "Insieme" (Rcs - genn.'06)
Posted by Lia Celi at 15:47 | Commenti (5)

03.10.06

Altrochè Suv

Altrochè Suv, Ferrari e Porsche: il sogno proibito su quattro ruote per i riminesi dev'essere il carrello da supermercato. Non si capisce altrimenti perchè se ne rubano tanti. Seicento in due anni solo al Conad di via Serpieri, stando al cartello spazientito apparso in questi giorni all'entrata del supermercato, uno dei pochi ancora sprovvisti di carrelli a moneta. Seicento carrelli in un anno significa in media un carrello al giorno.

Una volta al giorno, un carrello scompare nell'ascensore del Conad, riemerge al pianterreno di Coin e infila l'uscita per non tornare mai più. E qui sta il mistero. Dove va a finire? Se a trafugare i carrelli fossero solo i clienti furboni che non se la sentono di portare le borse a mano fino alla macchina, li ritroveremmo abbandonati nei parcheggi. E in effetti, ogni tanto capita di vederne qualcuno alla deriva dalle parti di piazza Gramsci.
Quello che non si vede mai, è il carrello che si aggira ancora pieno per il centro storico, spinto con fretta sospetta. E già, perché un carrello da supermercato non è una macchina né una bici, che quando la rubi ci salti sù e via. Devi spingerlo. Difficile che passi inosservato. Già le rotelline si impuntano sulle lisce piastrelle del super, figuriamoci sui sampietrini e sull'asfalto accidentato di via Guerrazzi. Non raglia, però sferraglia un bel po'. Eppure è impossibile cogliere sul fatto il dirottatore di carrelli, che deve per forza agire di giorno, visto che di notte il Conad è chiuso. E questo fa pensare che non si tratti di un dilettante, ma di un vero professionista, con aderenze nel mondo dell'illusionismo e con alle spalle un supporto logistico puntuale ed efficiente.

Resta da stabilire perché un simile genio del crimine si dedichi ai carrelli del Conad invece che a refurtiva commercialmente più interessante o anche solo più utile, perchè non sono molti gli usi domestici del carrello da supermercato. In sala da pranzo sta male, in cucina prende troppo posto, come passeggino non è omologato, al massimo può servire per trasportare il bucato, e vabbè che dietro i peggiori delitti ci sono moventi futili, ma la movimentazione-bucato è troppo futile. Passiamo in rassegna le piste più credibili: 1) Il ladro è un feticista dei carrelli, e portarsene via uno gli fa l'effetto del Viagra. 2) Nel Riminese il carrello è diventato un portafortuna, come il cornetto o il ferro di cavallo, e lo si ruba per poi farne un regalo di nozze. 3) Esiste un racket che esporta carrelli italiani in Albania, per gli albanesi che non possono permettersi una Mercedes italiana rubata. 4) Il furto del carrello è un rito, una prova iniziatica per accedere a una setta di satanisti anti-mercato (successivamente il carrello viene sacrificato nel corso di una macabra cerimonia, il che spiegherebbe perché sia così difficile ritrovarli).
Tanto di carrello a chi saprà risolvere il caso.

Posted by Lia Celi at 23:34 | Commenti (6)

25.09.06

Fuori Servizio

Emma e Lia in cucinaChi è Alison Wolf, e perché vuole farmi tornare ai fornelli?
Alison Wolf è docente di Management al King's College di Londra, e, con un articolo per la rivista inglese "Prospect", ha fatto arrabbiare anche molte giornaliste di casa nostra. In sintesi, Wolf sostiene che il massiccio ingresso delle donne nel mondo del lavoro, anche in posizioni dirigenziali, ha privato la società dell'immensa ricchezza rappresentata, negli ultimi due secoli, dallo "spirito di servizio" femminile. Che, nelle classi più basse, si traduceva soprattutto in maternità, cura della famiglia e solidarietà con le altre donne, e in quelle più istruite in un volontariato ad altissimo livello, non solo fra le mura domestiche, ma anche nell'insegnamento e nell'assistenza ai poveri.
L'attuale società "self-oriented", osserva Wolf, ha tolto valore all'impegno (gratuito) per gli altri, e nessuno, uomo o donna, trova più alcuna gratificazione nello spendere la propria vita per migliorare quella altrui - anzi, dedicarsi alla famiglia, per una donna con un buon livello di istruzione, è considerato "buttarsi via". Di qui lo "sboom" demografico, eccetera.
A questo punto, forse dovrei incazzarmi con la professoressa Wolf - e lo farei di cuore, se avessi letto solo il sunto del suo articolo proposto da Maria Laura Rodotà sul Corriere della Sera, con l'antipatico titolo "La carriera uccide la sorellanza?". Ma siccome sono andata a leggermelo, l'articolo su "Prospect", mi arrabbio un po' meno - forse perché era così lungo, e scritto così in inglese che alla fine ero troppo stanca per arrabbiarmi. In Italia solo il Foglio o Libero osano sostenere apertamente che le poche donne in carriera in circolazione nella penisola rovinano la società, ma con toni molto più bigotti e/o trucibaldi del dotto e composto allarmismo "british" di Wolf.
Certo, non mi piace che nel suo articolo il sesso maschile venga dispensato da qualsivoglia obbligo di "servizio" verso il prossimo, e si rimpianga l'educazione femminile ottocentesca, in cui diventare "angelo" (del focolare, del capezzale, della cattedra) era l'unico modo per riscattare la propria natura intrinsecamente diabolica. Ma mi sforzo di immaginare una luna, oltre quel dito. Tutte le cose belle importanti nella vita degli uomini e delle donne - una famiglia, un gruppo rock, una rivoluzione, un giornale libero - per funzionare hanno bisogno di una quota più o meno ampia di lavoro entusiasta e oscuro, non retribuito e spesso non riconosciuto, offerto da uomini e, più spesso, da donne. In parole povere, ci vuole sempre qualcuno che si faccia il mazzo, senz'altra ricompensa che la sensazione di stare facendo qualcosa di bello per sé e per gli altri. E' una legge ingiusta e forse crudele, ma finora non trova smentite. Oggi il sistema di valori in cui cresciamo, le necessità quotidiane, e soprattutto un'organizzazione del lavoro che ci chiede sempre di più per darci sempre di meno, ci rendono tutti incapaci di regalare un po' di noi stessi, del nostro tempo, a chicchessia. Senza spirito di servizio, non si mettono al mondo bambini, ma nemmeno rivoluzioni, giornali liberi o romanzi o gruppi rock che non siano pure speculazioni commerciali.
Se il carrierismo uccidesse solo la sorellanza, quasi quasi potrei anche rassegnarmi.

Posted by Lia Celi at 10:48 | Commenti (0)

23.04.06

Care ragazze del secolo scorso

Questo mese, per la prima volta in otto anni, nonna Angela non leggerà la mia rubrica. Non se n'era mai perso un numero.

da "Insieme", maggio 2006

Angela, 1955Era la lettrice più affezionata delle avventure di Emma, Gioconda e Iris, e per un'ottima ragione: era la loro nonna paterna - l'unica che hanno conosciuto, visto che mia madre è scomparsa quando io ero poco più grande di loro. Chissà se, da qualche parte, ora si sono incontrate - di nuovo giovani e belle, così simili nell'aspetto, due ragazze italiane minute, con capelli neri, grandi occhi scuri e sorrisi luminosi, e così diverse in tutto il resto: semplice e forte Angela, cerebrale e fragile Lella.

Due "ragazze del secolo scorso", nate in tempi poveri e bui, pochi regali dalla vita, figlie di genitori severi, madri severe per i loro figli. Nella loro etica, era più importante tirar sù delle brave persone che avere dei bambini sempre contenti. Lella non ha fatto in tempo ad addolcirsi per i nipotini, Angela sì, anche se per un tempo troppo breve. Ma il tempo delle nonne è sempre troppo breve. Io, la mia, l'ho avuta fino a trent'anni e la rimpiango ancora, e non solo per l'immenso e incondizionato affetto che mi dava. E' che certe nonne sanno riempire di senso tutti i vuoti che il ritmo frenetico e scervellato della nostra era lascia nelle vite dei figli e dei nipoti.
Sarà perché sono cresciute in un'epoca in cui non si guardava troppo l'orologio, bastavano il sole e le campane, un'epoca dove tutto era meno facile, ma più semplice - e i bambini sono semplici, non facili.
La nonna non sa cos'è la noia, forse perché non è molto abituata a pensare a se stessa, e quando si pensa agli altri, si trova sempre qualcosa da fare. A casa della nonna sembra di non fare niente, perché ci sono meno giocattoli, non c'è il computer né il satellite, e invece si imparano un sacco di cose. Basta guardarla mentre fa le faccende - piano, non di corsa come la mamma - o quando cucina certi piatti che la mamma non sa o non ha il tempo di preparare: i dolci di carnevale, le lasagne, o anche il sugo di pomodoro, la cosa più semplice del mondo, ma solo lei lo fa così buono. O chiederle la storia dei tanti strani oggettini che tiene per casa - cartoline, souvenir, foto in bianco e nero che sembrano venire da un tempo lontanissimo, in cui lei e il nonno erano magri e pieni di capelli, ma a te piacciono di più adesso, meno dritti e spigolosi, meno somiglianti ai tuoi genitori. La nonna sa tante canzoni, e te le insegna, sa giocare a carte, e te lo insegna, sa lavorare a maglia, e te lo insegna (o almeno ci prova). E sa tante altre cose che non ti dirà mai, perché sei piccola e da piccoli non c'è bisogno di sapere tutto, è più importante mangiare bene, non prendere freddo e sentirsi al sicuro. Nonna Angela era tutto questo, per i suoi cinque nipoti e per me. E ora il mondo ci sembra un po' più freddo e un po' meno sicuro.

Posted by Lia Celi at 02:28 | Commenti (5)

25.01.06

Librino Verde: intervista aliena

Alieni a RiminiRIMINI - A Rimini la popolazione è divisa in tre tipologie: i riminesi, i turisti, gli alieni. E proprio a questi ultimi (i residenti in città ma di nascita e provenienza diverse) è dedicato "Alieni a Rimini!", ovvero "Come integrarsi fra i riminesi senza perdere il buonumore", l'esilarante libro di Lia Celi (illustrato dal marito Roberto Grassilli) che sabato 28 il Corriere di Rimini regala ai suoi lettori.
La Celi, giornalista di costume nata a Parma da genitori romagnoli, ha scritto sul settimanale satirico Cuore, su Smemoranda, Avvenimenti, Cosmopolitan e altre riviste nazionali. Ha pubblicato libri di vario genere, tra cui letteratura per l'infanzia. Roberto Grassilli, illustratore bolognese, ha disegnato fumetti e vignette e ha recentemente ideato un cortometraggio animato basato su una canzone di Piero Pelù.
Dopo aver vissuto a Bologna, Milano e in altre città del Nord Italia, Lia Celi si trasferisce stabilmente a Rimini nel 2003 insieme al marito e alle figlie. In "Alieni a Rimini!" la scrittrice osserva e descrive con divertita ironia pregi e difetti degli "indigeni" e riconoscersi è inevitabile. Ecco sfilare, nelle 62 pagine del libro, il garbino, i bagnini, gli alberghi, "la stagione", il mercato...
"L'alieno - dice - riesce a vedere le cose con più distacco, le inquadra meglio rispetto ai locali. Chi vive qui da sempre non fa confronti, accetta certi aspetti in modo naturale, mentre a chi viene da fuori saltano subito all'occhio".

Quali sono le cose che ha notato?
"Come storicamente Rimini concentra 2500 anni di storia italiana, così certi atteggiamenti dei riminesi sono una miniatura dei pregi e dei difetti degli italiani".
Ad esempio?
"Il popolo italiano è meticcio, mescolato, A Rimini questo è più evidente, è una versione in scala dell'Italia. L'atteggiamento tra lo schifato e l'ammirato che hanno i giornali esteri quando parlano del nostro Paese è lo stesso che gli Italiani hanno di Rimini. In più questa città è una vetrina, ha una grande capacità di rappresentare i cambiamenti dei costumi".
A proposito di cambiamenti, il turismo riminese ha bisogno di nuovi stimoli.
"Quando le pensioni saranno vuote, il turismo riminese sarà costretto a inventarsi qualcosa, a mostrare altro. Sarà il riscatto della Rimini a monte della ferrovia, quella che io amo".
Qual'è la caratteristica peculiare dei riminesi?
"L'uso saggio del tempo. La gente a Rimini si tiene molto tempo per se, la fretta della grande città qui non si trova. Si vede gente a passeggio, che prende il caffè, sta con gli amici. E una convivialità molto sana, molto italiana. Ed è anche una grande potenzialità che forse è stata poco sfruttata, che andrebbe arricchita, potenziata".
Come è nato questo libro?
"Mio marito è di Bologna e ha un lungo passato di militanza turistica a Rimini. E' nostra abitudine chiacchierare e sparlare dei riminesi. Bonariamente, certo, siamo ben lieti di essere qui. Però ci diamo le battute su quello che vediamo, giochiamo al rimpallo. Siamo un piccolo osservatorio domestico sulla riminesità. Scrivere il libro è stato facile, è bastato raccogliere il materiale".
Il libro è molto aggiornato, vi sono citazioni su eventi molto recenti, tipo la perdita del Festival del Fitness. Dall'uscita del volume sono successe cose su cui ci sarebbe da scrivere?
"Certo! Di materiale ne abbiamo ancora. Volevamo proporre al Comune degli aggiornamenti periodici. Ad esempio l'apertura delle Befane ha provocato nuovi modi di dire e di fare".
Nel libro un capitolo è dedicato agli avvocati. Lei scrive che in città c'è una vera passione per gli studi legali. Da cosa dipende?
"L'uso umano del tempo, quello che citavo prima, è la radice dei pregi e dei difetti dei riminesi. Una visione rilassata della vita, saper vivere bene la quotidianità è l'aspetto positivo. L'aspetto negativo è che più tempo hai da perdere, più te ne rimane per il pettegolezzo, per la litigiosità. Ecco quindi gli avvocati. Sono i luoghi comuni della provincia. Nelle piccole città sono più visibili, mentre nelle metropoli sono aspetti che si stemperano".
Altre caratteristiche del riminese tipo?
"La voglia di stare insieme, la paura della solitudine. I riminesi non amano stare soli. Ogni occasione è afferrata per stare in compagnia. E qui c'è una conseguenza negativa".
Quale?
"La solitudine è la madre delle grandi idee e quindi a Rimini di grandi idee ce ne sono poche. Una città così ricca di storia come questa ha dato poco culturalmente. A parte Fellini, non vi sono geni locali. Io ipotizzo che questo dipenda dal fatto che la solitudine, la riflessione, il rovello piacciono poco ai riminesi. Mentre queste sono caratteristiche propizie al genio".
Nel suo libro, sono citati molte volte la piada e i cassoni con le rosole. Le piace cucinare?
"Sì, amo molto cucinare e sono una buongustaia. La piada ho imparato a farla dalla mia nonna di Cesena. E la cucina riminese mi piace molto, è molto italiana nella sua semplicità. La piada poi si sposa con tutti i ripieni. E' un cibo molto tollerante, che piace a tutti. Da bambina ho abitato in Friuli con i miei genitori. Il nostro successo sociale è stato costruito sulle piade".

Il libro di Lia Celi e Roberto Grassilli sarà presentato dagli autori domenica alle 17 al Museo della Città, con l'introduzione dello scrittore Piero Meldini e di Nando Piccari.

Posted by robgrassilli at 11:25 | Commenti (8)

13.01.06

DUEMILASEI FRITTO!
Previsioni ad alta velocità
per chi non ha le palle di cristallo (sesta parte)

NOVEMBRE
L’Italia si è ulteriormente abbassata nelle stime di Standard and Poors: ora è valutata soltanto da Poors. A gravare sull’economia italiana, il caro-energia: il petrolio costa sessanta morti al barile, e a soddisfare il fabbisogno di metano non basta un gasdotto, ci vorrebbero anche un gasmammolo, un gaspisolo e un gasgongolo. Il governo di centrosinistra apre al nucleare, purché le centrali offrano tutte le garanzie di sicurezza, innanzitutto quella di esplodere solo quando al governo c’è il centrodestra. Il Giornale pubblica un’intercettazione telefonica effettuata nella pizzeria “Giggetto” che inguaia altri partiti dell’Unione: due finanzieri d’assalto discutono su chi ha pagato la Margherita, la Capricciosa e la Quattro stagioni, chiare allusioni a Rifondazione e all’Udeur... La Quercia si convince della necessità di confluire in un grande Partito Democratico: “Avremmo voluto costruire la casa comune della sinistra – commenta malinconicamente Fassinoma nessuna banca ci concede più un mutuo”. Due novembre, per consentire agli italiani di visitare i parenti defunti Trenitalia potenzia gli incidenti ferroviari. Il presidente Vissani conferma il no alla grazia per Adriano Sofri: “Non so se ha ucciso Calabresi, ma so per certo che ha criticato il mio sauté di lumache al vinsanto e liquirizia”..

DICEMBRE
I leader dell’Unione scompaiono misteriosamente, uno dopo l’altro. Tutti erano stati avvicinati da un misterioso personaggio dal testone quadrato e dalla “s” reggiana, presentatosi col nome di Conte di Montedemocristo. L’esotico avventuriero altri non è che Romano Prodi: evaso fortunosamente dalla Patagonia a bordo di una zattera, è approdato in un atollo del Pacifico i cui abitanti, dopo aver indetto regolari primarie, lo hanno eletto capo. Consumata la vendetta sugli alleati traditori, il Conte ritorna alla sua isola, dove sta per introdurre importanti riforme, tra cui l’adozione dello gnocco fritto come moneta e l’obbligo di indossare mutande almeno nei giorni festivi. Il popolo cerca una guida, e si rivolge al presidente Vissani: “Vanno bene tutte – replica il grande chef- tranne la Michelin, che si ostina a darmi solo due stelle”. I destini del Paese si disputano nella notte di San Silvestro, in un grande giudizio di Dio fra le uniche due personalità in grado di accendere un sentimento unitario nella nazione: Walter Veltroni e Al Bano. Ma al momento fatale, avviene il miracolo: il pugnace cantante di Cellino San Marco si inginocchia ai piedi del sindaco di Roma, si pente di una vita di cafonaggine e chiede perdono al Paese per “Nostalgia canaglia”. Gli italiani, commossi, tornano a sperare: vedono una luce in fondo al tunnel, sempre più vicina. E’ solo un Eurostar che non ha visto uno stop. Ma quando se ne accorgono, è troppo tardi.

Posted by Lia Celi at 10:47 | Commenti (0)

09.01.06

DUEMILASEI FRITTO!
Previsioni ad alta velocità
per chi non ha le palle di cristallo (quinta parte)

SETTEMBRE
Astronomia, si attende il passaggio della Ripresa, la famosa cometa attesa da quindici anni, e che annuncia un periodo di rinascita economica e prosperità. Purtroppo è distante anni luce, e per vederla chiaramente ci vogliono telescopi potentissimi, alla portata di pochi miliardari. Il governo vuole rilanciare il comparto industriale. Il primo problema è l’ottuso protezionismo dei mercati stranieri, che chiudono le frontiere ai nostri prodotti tipici (bond-pacco, scalate, speculazioni, truffe, bustarelle, aria fritta) e vorrebbero da noi merci volgari come automobili e vestiti. Secondo problema, i lavoratori italiani che, ormai troppo flessibili, sono richiesti solo come contorsionisti e come materia prima per la produzione di ceste...

In compenso, le libertà civili vedono rosa con l’introduzione dei Culi (Contratti di Unione Legale Indeterminata), grazie ai quali i gay possono sposarsi, ma solo con gay di sesso opposto. Il nuovo anno scolastico si apre con l’ennesima querelle sul Crocifisso: dopo tanti anni inchiodato al muro, Gesù chiede una cattedra di ruolo e il pagamento degli arretrati. Sull’Eurostar notturno Ancona-Roma un controllore viene assalito da un passeggero infuriato per i disservizi; viene salvato da un lupo mannaro che si trovava nello scompartimento.

OTTOBRE
Il governo si prepara ad affrontare i gravi problemi del Mezzogiorno. Purtroppo, quando è pronto ad affrontarli, mezzogiorno è già passato da un pezzo ed è ora di andare a pranzo. In Rai tornano gli epurati. Michele Santoro sceglie un rientro in sordina: condurrà solo un piccolo talk-show settimanale a tarda sera, preceduto in prima serata da una fiction sul doloroso esilio di
Santoro e in seconda da un dibattito sulle eroiche virtù di Santoro, senza contare il quiz su Santoro nel preserale. Anche
Daniele Luttazzi può finalmente rimettere piede negli studi Rai, ma il bravo comico romagnolo rifiuta di esibirsi su un piede solo. In un severo monito il presidente Vissani, come Ciampi, chiede ai giornalisti Rai un maggiore pluralismo: “Non voglio sentirvi dire che sono lo chef migliore del mondo. Dovete anche spiegare che tutti gli altri fanno schifo”. Greenpeace blocca la nuova edizione dell’Isola dei famosi, denunciandola come un impianto di riciclaggio abusivo di scorie umane altamente tossiche. Il reality-show viene trasferito su un interregionale Bologna-Milano, che offre ai concorrenti tutti i rischi e le privazioni di un’isola deserta. L’unico rischio è che non arrivi a destinazione entro la metà di dicembre.

Posted by Lia Celi at 18:27 | Commenti (0)

06.01.06

DUEMILASEI FRITTO!
Previsioni ad alta velocità
per chi non ha le palle di cristallo (quarta parte)

LUGLIO
Germania, la nazionale di Lippi vince il mondiale di vittimismo, recriminazione e cafonaggine. Quello di calcio lo vince la Germania, sotto gli occhi compiaciuti della cancelliera Angela Merkel, grande esperta di calci allo stato sociale. L’Europa incalza l’Italia a fare le riforme, ma la maggioranza non riesce a trovare un accordo: prima di fare le riforme bisogna disfare di fatto le riforme già riformate, far riformare le riforme non ancora rifatte, o riformare i rifacimenti delle riforme da disfare? Nel frattempo gli osservatori internazionali declassano il nostro Paese in tutti i settori, politico, economico, civile e culturale, e finalmente si spiegano i continui sbarchi di africani in Sicilia: non sono immigrati, sono missionari...

In questo panorama desolato brilla l’eterna luce di Roma, dove in piazza San Pietro si raccolgono folle sempre più oceaniche che chiedono al Papa una risposta alla domanda che tormenta ogni uomo di buona volontà: come si fa a essere ricevuti da Veltroni? L’orario estivo di Trenitalia suscita una nuova ondata di proteste: i treni sono stati soppressi a centinaia, ma i ratti sono sopravvissuti tutti. “Abbiamo usato il veleno sbagliato”, ammette l’azienda .

AGOSTO
Grande Esodo, capitolo V, versetti 4ss: “E disse il Signore: 'I Faraoni di Trenitalia persistono nella loro superbia. Ed ecco, dopo i topi, le cimici e gli scorpioni, io invierò loro una nuova piaga, affinché si persuadano a lasciar partire il mio popolo su treni decenti e a condurlo a destinazione in orario'. E sui vagoni comparvero locuste giganti, che divorarono le tappezzerie, e in prima e seconda classe fu pianto e stridore di denti”. Nella cronaca rosa tengono banco I Vip del centrodestra: “Non siamo tornati a vita privata – smentisce Maurizio Gasparri –, anche al governo ci facevamo solo gli affaracci nostri”. I rotocalchi mostrano Berlusconi nell’inedita veste di nonno: finora coi tacchi, i capelli finti e il trucco era più credibile come nonna. Ma i nipotini brontolano: “Ci racconta troppe favole. Siamo bambini, mica elettori”. Il Tribunale pignora Anna Falchi a Stefano Ricucci: per gonfiarne il prezzo, l’immobiliarista le avrebbe ampliato illecitamente il davanzale e il retro. Dopo il Billionaire e il Twiga, Flavio Briatore lancia un nuovo locale di successo, il “Pappone”. Piccolo incidente al beach-party di Dolce e Gabbana: Simona Ventura sfoggia una linea invidiabile, ma Lapo Elkann gliela sniffa di nascosto.

Posted by Lia Celi at 02:05 | Commenti (0)

03.01.06

DUEMILASEI FRITTO!
Previsioni ad alta velocità
per chi non ha le palle di cristallo (terza parte)

MAGGIO
Dopo l’addio di Ciampi, che per mettersi al sicuro da un secondo mandato ha già preso la cittadinanza monegasca, scatta il toto-Quirinale. La Cdl propone una ricca rosa di nomi: Paolo, Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi, ma vince a mani basse il candidato della maggioranza, lo chef Gianfranco Vissani, grande esperto di Costituzione: “E’ del ’47, annata eccellente, grande struttura, perfetta con gli arrosti”. Purtroppo prima di andarsene l’ex Capo dello Stato ha firmato senza leggerla un’ultima leggina presentatagli da Berlusconi e Tremonti, con cui l’Italia vende il colle più alto di Roma alla Gazprom, il colosso russo del metano che intende farvi passare il nuovo gasdotto...

La Presidenza della Repubblica viene così trasferita presso il ristorante di Vissani, in provincia di Terni, con i corazzieri costretti a fare i lavapiatti part-time.
Vaticano, a un anno dalla sua morte procede spedita la canonizzazione di papa Wojtyla, ma un irritato comunicato dal Paradiso informa che, a causa delle santificazioni di massa degli ultimi anni, le aureole sono esaurite da un pezzo e se la Chiesa non tira fuori dall’inferno una decina di orefici non basterà l’eternità a sistemare l'esercito di aspiranti santi. Documentari, diverte e commuove grandi e piccini "La marcia delle pantegane”, girato interamente su un Eurostar Roma-Milano.

GIUGNO
Sbarazzatisi del leader ufficiale, ancora disperso in Patagonia, i partiti dell’Unione formano il primo governo della nuova legislatura: per palazzo Chigi si forma un ticket Rutelli-D’Alema, coadiuvati rispettivamente dal cardinal Ruini e da Enrico Gnutti, due non politici in grado di assicurare il risanamento morale ed economico del Paese. La foto di gruppo del nuovo esecutivo dopo il sibaritico banchetto ufficiale offerto da Vissani circola solo su Internet nei più malfamati siti porno. Verdi, Comunisti Italiani e Rifondazione minacciano di lasciare la coalizione, ma rientrano dopo che lo Chef dello Stato promette di trovargli un buon tavolo per cena.
Milano, parte la riforma voluta dal nuovo sindaco Letizia Moratti: basta col tempo pieno, i milanesi potranno frequentare la loro città solo fino alle 12.45, al pomeriggio potranno tornarci solo per attività a pagamento. Lippi dà gli ultimi ritocchi alla formazione che disputerà i Mondiali in Germania. Ci sarà anche il laziale Di Canio, che si è impegnato a non fare il saluto fascista: “Farò solo quello nazista”. Primi consistenti rientri dei nostri soldati da Nassiriya, dove lasciano un grande vuoto, soprattutto sulle gengive dei ragazzini, che a forza di mangiare caramelle italiane, sono completamente sdentati. Le “Iene” di Italia Uno si intrufolano su un convoglio Trenitalia per denunciarne il degrado, ma vengono messe in fuga da un branco di iene vere.

Posted by Lia Celi at 19:00 | Commenti (0)

DUEMILASEI FRITTO!
Previsioni ad alta velocità per chi non ha le palle di cristallo (seconda parte)

MARZO
Si surriscalda la battaglia elettorale, che vede da una parte centrodestra e centrosinistra, e dall’altra il Corriere della Sera impegnato a sputtanarli entrambi a giorni alterni. Appare chiaro l’obiettivo di via Solferino: creare in Italia un totale vuoto politico per poi lanciare il “Grande corso di politica” in venticinque volumi e altrettanti cd-rom che permetteranno agli italiani di governarsi comodamente da casa con la consulenza on-line di Paolo Mieli. Nei suoi comizi Berlusconi ripete che sarebbe catastrofico consegnare l’Italia agli ex comunisti, e stavolta gli italiani gli credono: basta guardare come hanno ridotto lui due ex comunisti come Ferrara e Bondi.

Prodi ormai ha la vittoria in tasca, ma si dimentica di tirarla fuori dalla tasca prima di consegnare i pantaloni alla lavasecco. Un boa constrictor tenta di strangolare un viaggiatore su un Eurostar, ma Trenitalia non si scompone: “Tutti gli scompartimenti sono muniti di flauto per incantare eventuali rettili”. Cronaca rosa, Lapo Elkann torna dall’Arizona finalmente sereno. “Sono ancora drogato marcio – spiega, felice - ma ho cambiato sesso”.

APRILE
Nel suo comizio finale, Berlusconi tira fuori l’ultima carta: “Prodi è un uomo eccezionale, intelligente e profondamente cristiano. Come potete essere così bastardi da appioppargli questa merda di Paese?” A questo argomento, i fan più sfegatati del Professore vacillano; in compenso, quelli di Berlusconi il 9 aprile votano in massa Prodi. Alta la percentuale degli astenuti, il cui numero corrisponde esattamente a quello dei passeggeri che viaggiavano sui treni straordinari approntati da Trenitalia per facilitare il ritorno degli elettori nei comuni di residenza. Vince l’Unione, e tutti i leader, schierati nello studio di Porta a porta, promettono di sostenere lealmente Romano Prodi. Manca solo il futuro premier, legato e imbavagliato nella stiva di una nave appena salpata per la Patagonia. In Sicilia vince Rita Borsellino, anche se la Margherita continua a sostenere che la vittoria dell’Unione sarebbe stata più netta candidando Bernardo Provenzano. Cinema, a Cannes, dov’è in concorso con il suo “Caimano”, Nanni Moretti viene contestato pubblicamente da Fassino e D’Alema: “Con registi così non vinceremo mai”.

Posted by Lia Celi at 00:07 | Commenti (0)

30.12.05

DUEMILASEI FRITTO!
Previsioni ad alta velocità per chi non ha le palle di cristallo (prima parte)

GENNAIO
Il primo saluto “urbi et orbi” (“Puon ano a tuti foi”) conferma che Benedetto XVI è davvero il papa delle sorprese: con lui la lingua ufficiale della Chiesa non è più l’italiano, ma l’altoatesino. La Befana, regala a Berlusconi un nuovo lifting e un nuovo trapianto di capelli, ma al buio la buona vecchina si confonde, e il premier si sveglia con un ciuffo da yeti sul naso e la nuca piena di silicone. Mario Draghi si insedia al comando di Bankitalia, sportivamente salutato dal suo predecessore Antonio Fazio: “Uocchie maluocchie, prezzemolo e finocchie, che te puorta disgrazie Palazzo Kocchie”…

Milano, magistrati sempre più in difficoltà di fronte all’intreccio tra finanza rossa e affari sporchi: per sbrogliare l’intrico Consorte-Gnutti viene convocato un pool di parrucchieri giamaicani esperti in dreadlocks.
Ferrovie, ennesimo episodio di degrado: su un Eurostar una passeggera viene morsa da uno scorpione. I vertici Trenitalia declinano ogni responsabilità: “Lo sanno tutti che lo Scorpione è aggressivo, la prossima volta la signora si sieda vicino a un Gemelli”.
Libri, lo psicologo Paolo Crepet pubblica il sequel del suo fortunato saggio “I figli non crescono più”, intitolato “Ma il mio conto in banca sì”.

FEBBRAIO
Torino, si aprono le Olimpiadi invernali, la manifestazione sportiva che meglio rappresenta un paese precipitato sottozero in tutti i settori. Tiepida la risposta del pubblico, che riempie gli spalti solo a metà: “Pazienza – replicano gli organizzatori – tanto l’altra metà non avevamo fatto in tempo a costruirla”. Molti spettatori che intendevano raggiungere il Piemonte in treno rinunciano dopo che una viaggiatrice viene aggredita da un grizzly nel vagone ristorante. “Impossibile – ribatte Trenitalia -, il grizzly non aggredisce mai per primo”. Emozionante la cerimonia dell’inaugurazione, specie quando i figuranti olimpici, scambiati per manifestanti anti-Tav, vengono caricati dai nuclei antisommossa inviati dal ministro Pisanu. Gli sciatori cinesi fanno incetta di medaglie, grazie a un’innovazione tecnica: salsa di soia al posto della sciolina. Ammiratissime le supersexy pattinatrici russe, allenate dal severo trainer Papponov, noto per trattenere il settanta per cento sulle medaglie guadagnate ogni giorno dalle sue atlete. Anche la politica si trasferisce sugli sci. Berlusconi: “Gli attacchi di Prodi sono intollerabili”. “Va bene – ribatte il Professorecomincerò a lanciargli gli scarponi”.
(continua...)

Posted by Lia Celi at 17:06 | Commenti (2)

01.12.05

Paginatre e Forte dei Marmi

Premio di Satira 2001/4Dalla scatola elettrica dei ricordi. Paginatre, la rubrica di satira erede di Cuore e pubblicata su Clarence dal '97 allo '03, fu encomiata a Forte dei Marmi nel 2001, durante il tradizionale appuntamento settembrino per i cultori di questo genere (la Satira Politica appunto, apparentemente amata da tutti, concretamente praticata da pochi).
Il premio era senza dubbio di mamma Lia, inesauribile confezionatrice di sberleffi amari. L'evento mondano risentiva dell'aria mesta che spirava da New York (avevano appena tirato giù le Torri Gemelle), ma mi piace ricordare che assieme a Miss Celi vennero premiati personaggi che ci sono simpatici, come don Camilleri e il giornale satirico inglese Private Eye, bastione satirico e bastone dei vizi anglosassoni da parecchi decenni. Il premio dedicato alla TV lo acchiappò quel margnufone del direttore di Rai Due, individuato come mandante dei vari "Ottavo nano", "Quelli che il calcio", "Satyricon" e "Convenscion", tutti fortemente voluti dal Freccero, appunto. L'Invasato risulta a tutt'oggi fra gli epurati dell'Editto di Sofia. Lia Celi, sobria ma emozionata, spiegò ai presentatori Michelle Hunzicher (che ha riso molto) e Claudio Bisio (che invece ha capito le battute), la non singolarita' del fatto che lei, in quanto donna, si sia avvicinata alla satira. L'evento contronatura e' piuttosto che altri si siano avvicinati al lei, non lasciandosi intimidire dall'esistenza di una ragazza che fa battute invece di limitarsi a ridere a quelle dei maschi.
Con il riconoscimento in grembo, Lia rese omaggio agli incanutiti giurati Gino e Michele, i primi ad accorgersi e ad accogliere il suo talento comico su una Smemoranda di molti anni fa. La Nostra avrebbe poi voluto omaggiare un suo idolo giornalistico, Curzio Maltese, ma Gioconda, all'epoca con un'anzianità di 9 mesi, interruppe sul nascere ogni possibile scambio, versando un bel frizzantino sulla manica dell'austero giornalista.
Posted by robgrassilli at 16:41 | Commenti (0)

14.11.05

Hanno la faccia come la culla! Finanziaria,
accordo nel governo: bonus bebè a tutti i nati ieri

La madre dei cretini tira un sospiro di sollievo: accolte le richieste dell’Udc, contraria a limitare l’assegno di mille euro ai bambini nati nel 2005. Ora ne avranno diritto tutti quelli che riusciranno a dimostrare di avere ancora un cervello da poppante in grado di credere alle promesse elettorali del centrodestra. Dure proteste degli embrioni: “Visto che per la legge 40 siamo già bambini, dateci subito la grana”. Per gli asili nido, nemmeno un centesimo, ma il ministro Tremonti spiega: "Sugli alberi i bambini prendono freddo, meglio tenerli a casa". Confermato il contributo a chi ha un disabile in famiglia: “Volevo tagliarlo – ammette Berlusconi –, ma la moglie di Bossi mi faceva un culo così”. In un impeto di generosità, il Cavaliere promette un tetto agli italiani poveri: “Sotto i piloni del ponte sullo Stretto ci sarà posto per tutti”. Ru486, è Storace il vero incentivo all’aborto: chi ha voglia di mettere al mondo figli in un paese che dove un bruto del genere fa il ministro?

Posted by Lia Celi at 11:12 | Commenti (0)

24.10.05

Topografia di una vacanza

Da: “DIARIO DI UNA MAMMA IMPERFETTA”  di Lia Celi, Insieme, ott. 2005

Disneyland-Paris '05/6Sono già in agenzia viaggi – mi aveva telefonato mio marito, verso la fine di giugno -. Io e le bambine abbiamo già deciso, e siamo la maggioranza. Puoi rispondere sì o sì”.

Il suo tono era così sicuro ed entusiasta, che mi sono fidata: del resto ero sulla poltrona del dentista e rispondere “” era l’unico modo per chiudere la telefonata tenendo in bocca la canula dell’aspiratore. Ma non è stato quando ho saputo che avevo detto sì a quattro giorni a Disneyland—Paris con tutta la famiglia che mi sono pentita. E’ stato dopo il sette luglio, il giorno della strage di Londra, una sciagura che ha risvegliato tutti i miei timori riguardanti i viaggi all’estero con la prole.

E poi ci sono stati gli attentati del 21, le bombe di Sharm (dove anche noi, come migliaia di famigliole italiane, eravamo già stati, con Emma ancora piccola), e lo stillicidio di disastri aerei che hanno costellato questa estate disgraziata. All’inizio la paranoica ero solo io, ma alla vigilia del viaggio anche i nervi d’acciaio di mio marito erano sfilacciati, e perfino Emma e Gioconda, che hanno occhi e orecchie sensibili, erano inquiete e ci chiedevano “e se l’aereo cade?”.

E noi a spiegargli con voce pacata e ragionevole: rischiamo di più quando andiamo in bici sul lungomare che quando prendiamo l’aereo, non c’è nulla da temere. Ma, dopo averle addormentate, eravamo tormentati dai sensi di colpa, e avremmo scambiato volentieri il viaggio a Disneyland con un picnic fuori porta, dove l’unico rischio è un acquazzone fuori programma o un’invasione di formiche.

Post factum, possiamo dire che il vero rischio, nell’andare a Disneyland con tre figlie molto vivaci, di cui una era in fase di svezzamento da pannolino, è di ritornare fisicamente e psicologicamente devastati (nonché economicamente salassati). Ma per le ragazze è stato un paradiso, fin dal viaggio in aereo, dove Emma è rimasta incantata dalle Alpi incappucciate di nuvole e Gioconda dalle case che diventavano piccole piccole “come scatolette della merenda”, mentre Iris, tutta orgogliosa, ha regalato molte delle sue prime pipì “da grande” al wc chimico della cabina.

Sono andate pazze per la piscina dell’albergo, per le colazioni abbondanti, per i ristoranti a buffet, per i “donuts” glassati e per un grosso coccodrillo finto all’ingresso del “Rainforest Cafè”. E le attrazioni del parco? Non è stato facile scegliere. Non solo perché il tempo era poco, e metà se ne andava nella ricerca di una toilette per questa o quella figlia assalita da un bisogno urgente. La Baia dei Pirati era adatta a tutte le età, ma faceva paura a Gioconda. Lo show di Winnie Pooh deliziava Iris e Gioconda, ma annoiava Emma. Gli ottovolanti spaventavano quattro membri della famiglia su cinque. Il Volo di Peter Pan ha terrorizzato le figlie più grandi. Per fare la foto con la mamma degli “Incredibili” (un cult per tutta la nostra famiglia) c’era una fila allucinante.

A conquistare il consenso unanime delle fanciulle è stata “It’s a Small World”, ovvero il mondo trasformato in un enorme, variopinto, tranquillizzante carillon. Un’attrazione pensata da papà Disney in persona, un sogno ad occhi aperti magico, ottimista e rasserenante.

Disneyland-Paris '05/14 Di questi tempi, non sono solo i bambini ad averne bisogno.

Nota della regìa: la selezione di foto del viaggio che trovate qui, è la parte sopravissuta al crack dell'hard-disk di R:ob. Sul supporto perduto infatti, allignava la parte di immagini digitali portate a casa da Marne-la-Valleé. E questa è la ragione principale per cui, nella piccola raccolta, i Parchi si vedono poco, Mal ce ne incolse. Amen.

Posted by Lia Celi at 01:38 | Commenti (2)

07.10.05

Turchia in Europa, Ankara si piega al diktat Ue:
“Pieno riconoscimento ai water”

Il genocidio degli armeni e il massacro dei greci possono aspettare: i bagni su cui si misura la civiltà occidentale non sono quelli di sangue. Una grande vittoria per i teo-con: entro il 2014, oltre il Bosforo si potrà fare la cacca da cristiani. Entusiasta la stampa turca: “I cittadini potranno dedicare più tempo alla lettura dei giornali”. Decisiva la telefonata di Condoleeza Rice, che ha chiesto ad Ankara un ultimo sforzo: "Sono stufa di pisciarmi nel collant tutte le volte che vengo lì in visita ufficiale". Notte di festa in Anatolia: festosi caroselli di water, finalmente usciti dalla clandestinità, hanno intasato le piazze fino all’alba. Ma le vecchie “turche” non si arrendono: “Non si possono buttare nel cesso secoli di tradizione: per protesta ci incateneremo alle toilette”. Il premier Berlusconi rivendica il merito di aver convinto Erdogan: “Quando ha provato il bagno della mia villa in Sardegna, non voleva più uscire”. Il governo turco si impegna a proseguire sul cammino dei diritti umani: anche le sale di tortura nelle carceri verranno provviste di toilettes per lui e per lei. Intanto il Tribunale penale internazionale sdogana la Croazia: “Ha smesso di pulirsi il culo con I mandati di cattura per I macellai ustascia”.

Posted by Lia Celi at 00:30 | Commenti (0)

12.07.05

Er Sola 24 Ore: Ricucci conquista la maggioranza di Al Qaeda

Nuova iniziativa del mondanissimo finanziere di Zagarolo: nelle sue mani il grosso del pacchetto azionario del’Internazionale del terrore. “Ahò, me dicono che ‘sti beduini vanno fortissimo – spiega – l’artro settimana hanno fatto un boom a Londra”. Emilio Gnutti, boss di Capitalia e grande sponsor di Ricucci, raccomanda: “Lasciagli mettere ancora due o tre bombe, e poi rivendi tutto agli olandesi di Amro: sai le plusvalenze”. Ma è possibile possedere contemporaneamente quote di Al Qaeda e del Corsera che pubblica i deliri antiislamici della Fallaci? “Mboh – replica Ricucci -, per me so’ arabo pure quelli”. Decadenza dei poteri occulti: una volta per rimestare tra finanza e politica si servivano di cattivi romanzeschi come Michele Sindona o di prestanti marcantoni come Raul Gardini, oggi devono ricorrere a un ex-odontotecnico burino denunciato per truffa. “Fra noi c’è una profonda affinità – sostiene la sua neo-moglie Anna Falchi io mi sono gonfiata le tette, lui ha gonfiato il valore dei suoi immobili”.
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31.05.05

Ce n’est qu’un début: la Francia dice no anche alla Via Lattea

Dopo il voto negativo sulla Costituzione europea, un nuovo referendum darà voce al crescente malcontento transalpino contro le pastoie imposte dal sistema solare. Se hanno bocciato un’Unione di cui erano soci fondatori e ultraprivilegiati, figuriamoci quale sarà il verdetto dei francesi su una galassia formata milioni di anni fa senza tenere conto degli interessi dei produttori di Camembert. La destra lepenista chiama alla ribellione contro l’eliocentrismo: “Nessuno può dire ai francesi quante ore di luce possono avere al giorno”. Nel mirino della gauche, l’eccessivo liberismo della legge di gravitazione universale, che permette a due corpi celesti di attrarsi in ragione diretta al prodotto delle loro masse, come sosteneva Newton, e non in ragione inversa al quadrato della loro distanza da Parigi, come pretendeva Cartesio. Chirac denuncia i moti terrestri: “Passi per la rotazione, ma sulla rivoluzione non accettiamo lezioni da un pianetucolo qualsiasi”. Dall’Italia, pronto l’appoggio della Lega, che chiede l’introduzione di dazi sul Sole: “Nasce a est e non costa niente: dev’essere sicuramente roba cinese”.
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27.05.05

I dubbi della bioetica: se l’embrione è un essere umano, perché somiglia tanto a Sandro Bondi?

Aspetto molliccio, testone glabro, incapacità di vivere e di pensare autonomamente: difficile riconoscere dignità umana a un essere siffatto, specie se fa pure il coordinatore di Forza Italia. Anche il neobigotto Giuliano Ferrara si schiera in difesa del concepito: “Un feto di ventun giorni ha un’anima: io la mia l’avevo già venduta a due settimane”. Buttiglione minimizza l’importanza delle cellule staminali, in grado di trasformarsi a seconda delle necessità: “Noi diccì lo facciamo da sempre, e non abbiamo mai guarito nessuno”. Chiamati a scegliere tra fecondazione medicalmente assistita e sterilità religiosamente imposta, gli italiani cominciano a invidiare gli embrioni: non fanno un tubo, non pagano tasse, e I politici si fanno in quattro per loro. Il ministro Pisanu annuncia nuove misure per scoraggiare il turismo procreativo: negli aeroporti verrà installato il “fetal detector”, per smascherare le italiane che tornano dall’estero dopo un concepimento in provetta. Intanto gli scienziati digiunano contro l’informazione carente sui referendum del 12 giugno, ma il governo fa spallucce: “Dopo i nostri tagli alla ricerca, per loro morire di fame è un’abitudine”.
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18.04.05

Lo sai che i papabili son alti alti alti?

- Conservatore o progressista? Italiano o straniero? Ratzinger o sano di mente? Anche i vaticanisti più ferrati non avanzano ipotesi sul papa che sarà incoronato dal 264esimo conclave. Bendix ne commenterà giorno per giorno i lavori: sono oscuri, contorti e incomprensibili, ma almeno si svolgono in una stanza sola, mentre per seguire la crisi di governo bisogna indovinare quel che succede nello chalet di Bossi, nello studiolo di Follini e nel cesso di Berlusconi.
- Per i 115 cardinali riuniti in assise non sarà facile trovare un degno successore a Karol Wojtyla, e non è esclusa la possibilità di un secondo mandato. “L’imbalsamazione è riuscita perfettamente – osserva un alto prelato – e al momento della sepoltura appariva molto più in forma che negli ultimi due anni di pontificato”. Le regole di voto stabilite dallo stesso Giovanni Paolo II, che prevedono due fumate quotidiane, alle 12 e alle 19, hanno suscitato il malcontento di alcuni cardinali: “Okay due fumate al giorno, ma anche una scopata ogni tanto non sarebbe male”. - Nella serata di ieri sono state celebrate le cerimonie preparatorie: in serata i 115 cardinali elettori si sono trasferiti nella Casa di Santa Marta, dove risiederanno nel corso delle operazioni di voto. Santa Marta, che nel frattempo si concederà un viaggetto alle Canarie, ha consegnato loro le chiavi di casa sua, raccomandando di innaffiare le piante e dar da mangiare al gatto. “E lasciate in ordine – ha ammonito l’anziana santa –. Vi conosco, voi cardinali: venite a casa mia a ogni morte di Papa, fate I vostri comodi e poi tocca a me pulire tutto”. - Occhi puntati su Joseph Ratzinger, per ora il papabile più "hot". Se il motto “chi entra papa esce cardinale” ha qualche fondamento, sarà molto se da questo conclave il porporato bavarese uscirà chierichetto. Giustamente preoccupato, Ratzinger sta facendo di tutto per far precipitare le proprie quotazioni: si è lanciato in lodi sperticate di Lutero e Calvino, ha rivelato di abbuffarsi di salsicce ogni Venerdì Santo e ha raccontato barzellette sporche sull'Opus Dei. Nell'estremo tentativo di auto-screditarsi, ieri in pieno giorno ha zigzagato per Via della Conciliazione in moto, senza casco, completamente ubriaco e con una suora seminuda abbarbicata alla tonaca, cantando a squarciagola “Born To Be Wild”. I pellegrini, tutt’altro che scandalizzati, hanno tentato di baciargli lo stivalone da biker, e un vigile si è limitato a raccomandargli “Santità, stia attento”. - Già da oggi, secondo il regolamento, i prelati non avranno più contatti con il mondo esterno alla Santa Sede. Non è una grave perdita: a giudicare dall’atteggiamento della Chiesa su sessualità e morale, le gerarchie ecclesiastiche hanno interrotto i contatti col mondo esterno al Vaticano da almeno quarant’anni. Panico fra i politici italiani, timorosi di non poter ricevere istruzioni da monsignor Ruini in un momento tanto delicato. Ma il cardinal vicario li ha tranquillizzati: secondo la bolla Universi Dominici Gregis, Montecitorio, palazzo Chigi e palazzo Madama sono considerati dépendances della Santa Sede. - La Cappella Sistina, dove si terranno le votazioni, è stata setacciata alla ricerca di microfoni e microspie. Tutte le figure del Giudizio Universale sono state perquisite dalla polizia vaticana. “Cimici non ce n’erano – riferisce un ufficiale – in compenso abbiamo trovato ragni grossi così”. In un vecchio armadio è stato rinvenuto lo scheletro di un nano: secondo i primi rilevamenti, si tratterebbe della microspia piazzata dal re di Spagna Filippo II in occasione del conclave del 1572.
Posted by Lia Celi at 17:48 | Commenti (0)

05.04.05

E' già atterrato in Paradiso: viabilità celeste in tilt

scomunica.jpg«Siate lieti, io lo sono»: così parla un cristiano con le palle. Che in ventisette anni ha dato tanto alla Chiesa, alla pace, alla lotta contro le ideologie, al dialogo interreligioso e, giusto ricordarlo, anche alla satira. E siccome ogni albero dà i frutti che ha, Bendix e Lia Celi non possono che commemorare Giovanni Paolo II con una piccola antologia di "schegge" satiriche a lui dedicate e apparse su Clarence dei tempi d'oro. Roba di un passato recente, che sembra già lontanissimo. Ragli d'asino che di sicuro non arriveranno in cielo (al quale peraltro non erano destinati, ci mancherebbe), ma non è detto che una commemorazione untuosa e coccodrillesca avrebbe ali molto più robuste.


IL KAROL ESTINTO (antologìa)

1998: Speciale Ventennale Woitila

Papa che vince non si cambia! Offerta speciale dalla Polonia: «Se volete ve ne mandiamo un altro»

CRACOVIA. Dura da vent'anni, piace a tutti, ha fatto centinaia di migliaia di chilometri, a parte qualche acciacco, fa ancora il suo dovere: perché cambiare marca? Molti cattolici vedono con favore la proposta che arriva dalla Polonia: prenotare un altro papa polacco per il prossimo millennio, a prezzo speciale. «Giovanni Paolo II - dicono dai cantieri Croszefiszus (ex Lenin) di Danzica - ha dimostrato al mondo la qualità della nostra industria pesante. Disegnato negli anni 20 da ingegneri di formazione tedesca e costruito in puro acciaio baltico, il "Wojtyla" ha abbattuto muri, attraversato oceani, va benissimo in montagna e ha forato solo quando è stato preso a pistolettate. Oggi lo stesso tipo di papa è disponibile in versioni anche più robuste e moderne, e se il Vaticano è d'accordo, possiamo rottamare il vecchio Wojtyla e fare un consistente sconto su quello nuovo». Il soglio di Pietro sarà dunque targato Polonia per altri vent'anni? Non è detto. I critici rilevano la sua concezione antiquata del «Wojtyla»: richiede famiglie numerose, si è dimostrato un po' scomodo per le donne single e per i giovani che vogliono divertirsi, mentre gli omosessuali non amano la sua linea troppo rigida e severa. Secondo i detrattori, insomma, i modelli di papa alla «Karol» vanno bene solo per i mercati dell'Africa e dell'America Latina. «E poi, diciamolo - afferma un cardinale che preferisce rimanere anonimo -, questi papi polacchi hanno un difetto nel cambio. Sono vent'anni che la Chiesa va a marcia indietro». Bolletta papale per «Porta a Porta» La telefonata di Wojtyla era a carico del destinatario! ROMA. Brusco risveglio dall'estasi mistica per Bruno Vespa, dopo l'ormai leggendaria telefonata in diretta di Karol Wojtyla nel suo talk-show sui vent'anni di pontificato. La chiamata papale, internazionale e a carico del destinatario, rischia di sbancare il bilancio di viale Mazzini. Il Papa ha scelto prudentemente di addebitare i costi alla Rai, conoscendo le lungaggini e la disorganizzazione dell'emittente di Stato: per intervenire in trasmissione per pochi secondi, Wojtyla è dovuto rimanere all'apparecchio per un'ora e mezza, ascoltando profane musichette d'attesa e ripetendo a trentasette segretarie, quarantuno funzionari e cinquantacinque capistruttura diversi le sue generalità e il motivo della chiamata. Vespa ha cercato di giustificare l'accaduto al consiglio d'amministrazione della Rai con motivazioni soprannaturali: il Papa, non avendo sottomano pani né pesci, avrebbe miracolosamente moltiplicato gli scatti. Per evitare la bancarotta, la Rai, cattolica ma oculata, è passati alle contromisure: i telefonisti, in caso di altre telefonate a nome «Karol Wojtyla» (ne sono arrivate al «Lotto alle otto», alla «Zingara» e perfino a «Chi l'ha visto?», hanno l'obbligo di rispondere «Sia lodato Gesù Cristo» e riagganciare immediatamente. La più cara amica del Papa si confida La Madonna: «Io gli regalo una cravatta» PARADISO. «E' tanto gentile, mi chiama tutti i giorni. Neanche mio figlio mi è così affezionato». Seduta sulla sua nuvoletta ricamata all'uncinetto, Maria di Nazaret sta impacchettando il regalo che offrirà al suo più ardente ammiratore per i vent'anni di papato: una stupenda cravatta bianca e gialla. Il loro rapporto dura da moltissimi anni, fin da quando il giovanissimo Karol Wojtyla la vide in una chiesa di Cracovia e cominciò a portarle mazzi di fiori tutti i giorni. «Era così aitante e romantico - ricorda Maria -, ma anche tanto timido. Si sa come sono questi slavi. Mi parlava solo in ginocchio e con gli occhi bassi, e non ha mai avuto nemmeno il coraggio di invitarmi al cinema o a prendere un caffè. Quando ha saputo che ero sposata con Giuseppe e avevo un figlio già grande, ha deciso di farsi prete. Se lo avessi incontrato duemila anni fa - sospira Maria -, forse la nostra vita sarebbe stata diversa.» Wojtyla però non l'ha mai dimenticata: si circonda dei suoi ritratti, si ricorda di tutte le sue feste e le ha dedicato molti appassionati discorsi. La Madonna sorride: «Lo so, siamo una coppia un po' buffa. Lui settantotto anni, io duemilaquattordici. Ma per Karol sono sempre una ragazzina. Anzi - aggiunge arrossendo -, una vergine». Fumata rossa a Palazzo Chigi Incarico a Massimo D'Alema: «Si sbalio, vi corrigerete» ROMA. A vent'anni esatti dall'elezione di Karol Wojtyla, una nuova rivoluzione nei palazzi romani. Un uomo venuto dal mondo comunista ascende al soglio più «bianco» del mondo: la presidenza del Consiglio italiano. Un filo di fumo dall'inequivocabile colore rosso, salito dai tetti di Palazzo Chigi, ha annunciato l'incarico a Massimo D'Alema, primate di Gallipoli e arcivescovo di Botteghe Oscure. D'Alema ha accettato l'investitura di Oscar Luigi Scalfaro in ginocchio, poi, con la cordialità che gli è abituale, ha invitato il Presidente della Repubblica a rialzarsi. Nel cortile dell'edificio si stanno già raccogliendo frotte di pellegrini provenienti dall'Emilia e dalla Toscana per rendere onore al nuovo premier, e già si parla di miracoli: un Ulivo praticamente morto è improvvisamente rifiorito, l'Unità ha venduto cinque copie in più, Livia Turco sembra quasi carina e a Cossiga è venuto un herpes sulla lingua. Fioriscono i pronostici sul nome che il Pontefice Massimo sceglierà per il suo mandato: alcuni puntano su Palmiro Alcide I, altri su Blairio II, altri ancora su Ammazzasilvio, ma i dubbi verranno sciolti fra poche ore, quando D'Alema si affaccerà al balcone di Palazzo Chigi per salutare la folla adorante e per spingere Walter Veltroni giù dalla balaustra. God Vibrations: meglio di Fausto Papetti! Con il ciddì del Papa si cucca un casino! ROMA. Bastano poche note e i sedili dell'automobile si ribaltano da soli. Sarà la calda voce da Barry White bianco di Karol Wojtyla, sarà l'intrigante tappeto musicale fornito dagli arrangiatori di Patty Pravo e Gianni Morandi, ma "Abbà Pater", il compact disc con la voce del Papa, è già schizzato in vetta alle classifiche delle musiche più adatte a surriscaldare un rendez vous, superando vecchi classici come "Je t'aime, moi non plus" e "I Feel Love". Che l'album papale non favorisse solo la comunione delle anime ma anche quella dei corpi è apparso chiaro fin dalla presentazione in Vaticano di "Abbà Pater": anziane religiose si sono lanciate in strip tease in stile "Nove settimane e 1/2", mentre i prelati più compunti si sorprendevano a muovere ritmicamente il bacino. Sembra che il Santo Padre sia soddisfatto, anche se all'inizio quel titolo non lo convinceva molto. "Gli Abba sono roba da pensionati - avrebbe osservato -, per piacere a giovani molto melio chiamare brano Skunk Anansie Pater". Ora per il remix pontificio fioccano le prenotazione da parte di discoteche trendy e club privé. E per la prossima estate gli studi di Via della Conciliazione stanno confezionando altri hit, da "Rave Maria" (uno scatenato rosario trance-hip-hop) a un impertinente musical sulla vita di papa Paolo VI, "The Full Montiny". Il Papa svela l'ultimo mistero della celebre spogliarellista portoghese Il terzo segreto di Fatima: «Porto solo slip di seta nera» LISBONA. Veder messi in piazza i dettagli della propria intimità è sgradevole. Quando a farlo non è la stampa rosa, ma un anziano pontefice che dovrebbe occuparsi di ben altro, l'imbarazzo si somma alla rabbia. E la rabbia della vedette portoghese dello striptease che da anni si esibisce col nome di Fatima è tanta. «Sono sempre stata una buona cristiana - brontola l'artista, le cui danze conturbanti hanno sempre stuzzicato la fantasia dei cattolici di tutto il mondo - ma adesso non ne posso più. Sono anni che i preti parlano dei tre segreti di Fatima, come se da me dipendessero i destini del mondo». La sua incredibile vicenda è cominciata alcuni anni orsono, quando l'artista, durante una passeggiata in campagna, si mise a chiacchierare con tre ingenui pastorelli incontrati per caso, e raccontò loro alcuni aneddoti della sua vita privata, raccomandando scherzosamente ai fanciulli di tenere il segreto. I ragazzini, impressionabili e molto devoti, andarono a confessarsi dal loro sacerdote, che a sua volta, in preda all'eccitazione, riferì tutto ai superiori. «Da allora non ho più pace - lamenta la povera Fatima -. I miei primi due segreti, e cioè che non sono una bionda naturale e convivo con un batterista bisex, sono ormai sulla bocca di tutti. Il terzo, un particolare sulla mia biancheria intima preferita, è arrivato perfino all'orecchio del Papa, che minaccia di spiattellarlo domenica prossima, durante la sua visita in Portogallo». Ma Fatima potrebbe non essere l'unica vittima della febbre da «gossip» che ha colpito Wojtyla. In occasione del suo prossimo viaggio nel principato di Monaco, il pontefice potrebbe decidere di rendere pubblico il quarantottesimo segreto di Carolina di Monaco. Grazia al cavolo: adesso Karol esagera «Per il Giubileo zoologico liberate tutti i leoni» ROMA. L'amnistia generale per onorare il Giubileo dei detenuti non basta. Ora il Vaticano vuole di più. In occasione del Giubileo degli zoo, che si celebrerà a Roma alla fine di giugno con un grande pellegrinaggio in Piazza San Pietro di tutte le famiglie animali e una storica messa officiata in quattro lingue (ruggito, barrito, scimmiese e latino) il Pontefice chiede allo Stato italiano di aprire, con un atto di clemenza, le gabbie di leoni, tigri, orsi e serpenti in cattività presso i giardini zoologici di tutto il paese. La richiesta papale ha suscitato, com'era prevedibile, un vespaio di polemiche. Il ministro della Giustizia Piero Fassino si è detto perplesso. «Sono disponibile a migliorare le condizioni di detenzione negli zoo - ha detto -, ad aumentare le razioni di carne fresca e perfino a consentire ai leoni un'ora di affettività settimanale con le loro compagne. Ma quanto all'amnistia, bisogna decidere caso per caso. In alcune situazioni si potrebbe consentire alle tigri che hanno dato prova di ravvedimento di lavorare qualche ora al giorno fuori dalla gabbia, magari in un circo». Nel centrosinistra, i Verdi vorrebbero dare alle belve feroci non l'amnistia, ma addirittura la Grazia, sempreché la Francescato accetti. Secondo i Popolari, se il Papa ha perdonato le sofferenze inflitte dai leoni ai primi Cristiani, anche il governo può e deve passare sopra a qualche gamba di custode ingoiata in un raptus di follia. Posizioni eterogenee nel Polo: Lega e An respingono un provvedimento che, stante l'origine africana e asiatica di leoni e tigri, aumenterebbe a dismisura la popolazione extracomunitaria sul suolo italiano. A sorpresa, Forza Italia non ha preso posizione: «Nessuna belva è in gabbia per corruzione, concussione, falso in bilancio e associazione mafiosa - osserva Domenico Contestabile - dunque non è il caso di affannarsi tanto». Nuovi Calvari: suggestiva cornice per i riti del Venerdì santo Wojtyla: «Celebrerò la Via Crucis alla Malpensa» MILANO. Il Figlio dell'Uomo sballottato da un aeroporto all'altro come un agnello sacrificale, che si trascina, carico di bagagli, fra sportelli chiusi e cancelli d'imbarco deserti, navette inesistenti, tassisti avidi e tabelloni traditori. Un povero Cristo inchiodato in una sala d'aspetto e sbeffeggiato dagli altoparlanti mentre gli scribi e i farisei dell'Unione Europea congiurano e il governo, come Ponzio Pilato, se ne lava le mani. Ecco l'immagine che stasera Karol Wojtyla evocherà nella tradizionale Via Crucis. Nell'anno del Giubileo, il rito sarà celebrato nel luogo di passione più emblematico per l'uomo del 2000: l'aeroporto della Malpensa. Un'impresa estenuante per un uomo anziano, provato e avvezzo a viaggiare in modi molto più confortevoli, e i prelati più vicini al Papa hanno tentato di dissuaderlo. Ma tutto è stato inutile. «Migliaia di uomini, donne, e perfino bambini affrontano ogni giorno quel calvario - ha risposto Wojtyla -. Come capo della Cristianità devo condividere le stesse sofferenze». Così i cattolici assisteranno in Mondovisione al toccante spettacolo di un Wojtyla che cade tre volte nell'atrio sotto il peso di un'enorme valigia, compianto da una comitiva di turiste portoghesi. Lo vedranno accettare umilmente l'aiuto di Simone, un nerboruto addetto della Cirene Air, mentre una hostess di nome Veronica gli terge il volto con un kleenex. L'iniziativa del Papa ha commosso profondamente i vertici della Sea, la società che gestisce lo scalo milanese. «Anche noi seguiremo l'esempio offerto dalla Chiesa - si legge in un comunicato -. Fra cinquecento anni chiederemo scusa per i disagi che stiamo causando attualmente ai nostri utenti». E poi dicono che Karol non ci sta più con la testa! Clamoroso in Parlamento: il Papa scomunica Previti Il clamoroso annuncio rivoluziona la bioetica cattolica secondo cui la tangente è sacra fin dall'atto del concepimento. Secondo il diktat pontificio, il senatore a vita non potrà più avvicinarsi ai sacramenti: «L'ultima volta si è fregato il tabernacolo». Il Santo Padre prende le distanze da Silvio Berlusconi: «E' vero, anch'io ho salvato quel losco figuro di Marcinkus, ma con un po' più di stile». Cesarone invoca il legittimo sospetto contro la Santissima Trinità: «Ce l'hanno con me, chiedo di essere giudicato da Brahma, Shiva e Visnù». Imponenti le misure per assicurare la serenità del soggiorno papale: i leghisti sono stati ammessi in aula solo muniti di guinzaglio e museruola. In un toccante discorso, il ministro della Giustizia Castelli ha promesso un atto di clemenza verso i detenuti: «Verrà abolita l'ora d'aria, troppa corrente fa male». Evidente il disagio del Pontefice, costretto a sedersi fra Pera e Casini: come Gesù Cristo, avrebbe preferito finire fra due ladroni piuttosto che fra due ipocriti. Migliore il feeling del Pontefice con Giulio Tremonti: sono gli unici al mondo a credere nel dogma della propria infallibilità. Ripartito l'illustre ospite, i parlamentari hanno dovuto rimettersi subito al lavoro: per pagare il chilometrico conto lasciato dal Papa alla buvette di Montecitorio bisognerà modificare di nuovo la Finanziaria. Un Papa imbarazzato e divertito chiude la storica visita Montecitorio, il commiato di Wojtyla: «Grazie, ma perché leccarmi tanto il culo?» ROMA. «Capisco che dopo un anno e mezzo di governo Berlusconi la piaggeria vi sia entrata nel sangue, ma occhio a non esagerare: in fondo sono solo il Papa»: con queste parole e un'espressione visibilmente sollevata, Karol Wojtyla ha chiuso la sua storica visita a Montecitorio. Una parentesi di svago nell'austera vita del Pontefice, scandita per lo più da impegni spiritualmente più densi e sofferti e raramente illuminata da appuntamenti così frivoli. «Veramente il Santo Padre aveva espresso il desiderio di visitare lo Zoo di Roma - confida un alto prelato del suo entourage -, ma non ci sembrava la stagione adatta, vista la sua età e la sua delicata salute. Ma per non negare al Papa un momento di sano divertimento, gli abbiamo organizzato questa gita di mezza giornata al Parlamento italiano, una meta altrettanto pittoresca ma decisamente più confortevole. Lui ha accolto la proposta con entusiasmo, lieto di incontrare dal vivo e tutte insieme le buffe creature che ogni tanto ha visto in tivù o nelle udienze private». Il Papa, in cui batte ancora un cuore di fanciullo, avrebbe voluto assistere di persona agli avvincenti spettacoli per cui Montecitorio è famosa, e non solo Oltretevere: gli assalti alla buvette, le scazzottature fra deputati nell'emiciclo, i cappi sventolati in aula, e soprattutto le mirabolanti esibizioni dei «pianisti», desiderio comprensibile per un conterraneo di Chopin e Paderewski. I suoi collaboratori, preoccupati per il cagionevole stato del Papa, hanno prudentemente optato per un programma meno emozionante ma altrettanto spassoso: genuflessioni acrobatiche, calate di brache in massa, pistolotti al triplo olio santo. «E questi sarebbero laici? - ha commentato il Papa, al diciassettesimo applauso con cui i parlamentari hanno interrotto il suo discorso - Nemmeno al sinodo delle badesse ottengo tanti battimani». Solo due piccoli incidenti hanno offuscato la spensieratezza del clima: l'ex presidente della Camera Irene Pivetti, che coperta da un nero velo da messa si preparava a ricevere la benedizione papale, è stata scambiata per un'integralista islamica dai carabinieri, che l'hanno subito immobilizzata e trascinata su un cellulare. Poco dopo, il presidente dei senatori di Forza Italia Renato Schifani si è inginocchiato davanti a Wojtyla e, approfittando della lentezza dell'anziano pontefice nel sottrarsi a un contatto igienicamente rischioso, gli ha baciato l'anello. Immediato l'intervento dell'archiatra pontificio, che ha tempestivamente provveduto alla disinfezione della mano papale.

Posted by Lia Celi at 00:22 | Commenti (0)

04.03.05

8 marzo: il tempo della spesa

Commissionato da Coop, realizzato da Giunti editore di Firenze, apparirà fra una confezione di macinato e i biscotti in offerta speciale, proprio in occasione dell'otto marzo di quest'anno. Un nuovo libriccino di Lia Celi, con vignette di Francesco Fagnani (metà della coppia "Marfagno" autrice per Cuore), 60 paginette liete e aggratis da infilare nel carrello del vostro supermercato di zona.
Questo "Le donne al tempo della spesa" è «...dedicato aIle donne che fanno la spesa, infaticabili esploratrici in missione quotidiana nell'insidiosa giungla dei prezzi. Ma anche ai loro mariti, compagni e figli, che le accompagnano o, a volte, le sostituiscono. Testi, vignette e un originale "test finale" aiutano a riconoscersi e a sorridere dei tic, delle abitudini e delle debolezze che tutti riveliamo quando andiamo per negozi o supermercati».

collana "cassadolcecassa", edizione fuori commercio di Coop e Giunti-progetti educativi.

Posted by robgrassilli at 11:54 | Commenti (5)

23.12.04

Un'altro passo verso la gloria (locale)

Che poi non vi ho detto più niente, ma la presentazione della Celi, in libreria, è andata bene. Al termine della simpatica occasione, un giovane giornalista di qui l'ha intervistata per una delle due testate riminesi di maggior rilievo. Interv_corriereR.gifA disposizione degli interessati più infuocati, ho messo la pagina relativa, presa dal Corriere Romagna del giorno dopo, scaricabile in pdf qui.
Posted by robgrassilli at 00:15 | Commenti (2)

08.12.04

Ciampi interrompe la visita in Cina:
“Devo fermare le sorelle Lecciso”

Rientro anticipato per il Capo dello Stato, raggiunto a Pechino da allarmato dispaccio del Viminale: dopo Striscia la notizia e Porta a porta, le due smandrappate gemelle marciano sul Colle più alto per lanciare agli italiani un messaggio a calze a reti unificate. Pisanu ammette la propria impotenza: “Abbiamo forze sufficienti per neutralizzare I membri di Al Qaeda, ma contro le parenti di Al Bano non basta l’esercito”. Tutti d’accordo con l’anziano capotribù di Cellino San Marco: il posto di sua moglie è accanto al focolare, preventivamente cosparsa di benzina. Per scoraggiare il ripetersi di casi Lecciso, il governo abolisce il bonus per la seconda figlia. Valeria Marini e Alba Parietti: “Oche siliconate che invadono gli schermi? Ai nostri tempi certe cose non succedevano”. Dilemma per i coreografi televisivi: come partner per le Lecciso è meglio un ballerino o un contorno di lenticchie?

Posted by Lia Celi at 18:03 | Commenti (5)

30.11.04

e noi ce noi che figli siamo, leggiamo, leggiamo

MarleneGrazie al cielo, le librerie a Rimini non chiudono e basta. Da qualche settimana c'è un nuovo posto che manda una luce pastellosa e attraente.
Tre ragazze coraggiose hanno aperto la libreria che mancava, in questo grosso borgo gonfio di passeggini e sbiciclini. Sono eredi delle mitiche GianninoStoppani di Bologna, allieve di Faeti, eccetera.
Una delle pochissime carenze imputabili alla nostra nuova città era proprio questa: l'assenza di un centro qualificato, accogliente, per i piccoli lettori.
Adesso c'è e, piripicchio piripacchio, è bastata una manciata di giorni perchè i Verdini facessero un'invasione delle loro.
Così, tanto per cominciare, sabato 11 dicembre alle ore 17,00 ci sarà una presentazione del nuovo libro di Lia. Tutti i Bloggieri di nazionalità romagnola sono ovviamente invitati.
Gli audaci in trasferta, eventualmente, verranno onorati con un invito per una pizza, dopo la presentazione. Segue ora una gioiosa marchetta. Baci.

giardinocil_logo.gifFresca di inaugurazione, la libreria dei ragazzi Viale dei Ciliegi 17 si rivolge a bambini, ragazzi, genitori, educatori e insegnanti, proponendosi di collaborare con le più importanti realtà nazionali del settore e offrendo numerosi servizi tra i quali visite guidate gratuite in libreria per le classi, incontri di promozione della lettura, attività laboratoriali, incontri con líautore, formazione e aggiornamento sullíeditoria e la letteratura per ragazzi e organizzazione di mostre. Dedicata all'indirizzo caro a Mary Poppins, la nuova libreria si trova in realtà in via Bertola 51/57, in pieno centro storico. I suoi 150 mq sono interamente dedicati al panorama editoriale per i lettori da 0 a 16 anni, con una ricca offerta di servizi rivolti alle scuole e al territorio. Per informazioni: Tel. 0541/25357.
Posted by robgrassilli at 02:10 | Commenti (4)

23.11.04

Frau Marlene e la Signora Lia

angelodis_cover120.gif La Casina è verde, ma per quel che riguarda il lavoro, la pista è nera. Nerissima quella su cui arranca mia moglie, che deve evitare le bandierine strillanti, i tratti gelati dei capricci, le pietre affioranti delle lavatrici e delle cene. Lia scivola in velocità sulla tastiera del suo Mac, ogni giorno macina più parole che può, mentre le nostre piccole sono alle elementari/materne/nido, tenta magari un paio di risalite nel pomeriggio, fra un pisolo infantino e i ritorni vocianti in baita. Poi, di buon grado, si toglie quei suoi scii affilati e si dedica alle Pupazze. In questi anni in cui le ho lavorato accanto, ho visto la scrittrice Celi tenere duro per conservare le sue rubriche, le collaborazioni, le "una tantum". Abbiamo discusso quando le veniva proposto qualcosa di inarrivabile (esempio: "vorremmo tanto avere la sua penna fra gli autori della nostra trasmissione, venga a Roma domattina". Certo, mando Emma a prenotarmi un treno subito subito). L'ho vista, letteralmente, completare un libro con la nostra primogenita al seno, ma anche, più e più volte, riuscire a fornire all'ingrato Clarence una puntata quotidiana di sberleffi al Mondiale, a Sanremo, alle elezioni ecc... L'ultimo anno, sulle piste indiavolate, con noi, c'era anche la Signora Marlene. Lia l'ha sempre ammirata, fin da ragazzina; vista l'occasione di stendere un po' di paginette su di lei, ha accettato la proposta delle Edizioni EL. Su e giù, su e giù per le piste. all'ombra del mito della prima metà del 900, e infine, in spaventoso ritardo rispetto alle scadenze iniziali, è uscito questo librino della collana "Sirene", (serie di pubblicazioni con la missione di riconnettere giovani lettrici con personalità, miti, figure femminili non più al centro della divulgazione contemporanea). "L’angelo disubbidiente. La leggenda di Marlene Dietrich", è rivolto a signorine attorno i dodici anni, ma dipende sempre da quante Emme ci sono nel vostro entourage. Mi sembrava il minimo, allestire un banchetto qui nel nostro prato, anche perchè sono molte le amiche/amici de' blog che si sono raccomandati di far sapere di questa uscita. Dunque, qui sotto c'è quel che vi serve. A noi, a Lia Celi, piacerebbe sapere, nel caso, se vi è piaciuto.

L’ANGELO DISUBBIDIENTE.
LA LEGGENDA DI
MARLENE DIETRICH

Marlene

• Collana: Sirene
• N° Collana: 100
• Autore: Celi Lia
• Illustratore: Scandella Alessandra
• Età: 12+
• Pagine: 128
• Formato: cm 15,5 x 23,1
• Prezzo: 12,00 Euro
• Codice: 47714486

Il libro è reperibile anche su Internet, si può richiedere a: Bol.com, Ibs.com.
Altri libri di Lia in vendita on-line: qui e qui.

Dalla quarta di copertina:
Maria Magdalena. Marlena. Marlene. Con un tratto di penna suI diario, nel 1915 una ragazzina berlinese reinventa il suo nome e il suo destino. Vent' anni dopo, la bella studentessa cresciuta nella tormentata Germania di Weimar è la regina di Hollywood. Ma sarà sempre e solo lei a dirigere il film delIa sua vita, dal lusso di Beverly Hills ai campi di battaglia delIa Seconda guerra mondiale. E a fare di se stessa un mito intramontabile.
Posted by robgrassilli at 19:00 | Commenti (6)

31.10.04

Halloween: il morbo della zucca pazza

da "Urban", ottobre 2002.


postazucca.gifQuestione di giorni, e vedremo interi reparti dell'ipermercato riempirsi di zucche di ogni forma, dimensione e materiale, cappellacci a cono e paccottiglie stregonesche. No, non abbiamo ingerito sostanze psicotrope: di psicotropo c'è solo l'imbecillaggine che, da qualche anno, induce migliaia di italiani, specie nella fascia under-18, ad attendere con ansia la notte del 31 ottobre. Ovvero lo stramaledetto Halloween. Alle solite: ultimi a imparare l'inglese, primi a scimmiottare qualunque boiata made in Usa, meglio se supportata da tonnellate di merchandising made in China. Ma se Halloween è diventato la festa ultra-global per eccellenza è perché ormai ha fatto gli zebedei come due mappamondi a tutti gli adulti ragionevoli. Analizziamo il fenomeno nel dettaglio.

FAMILY HORROR. A pagare il prezzo più alto al Moloch zucchiforme sono le famiglie con prole. La sera fatale, i bambini insistono per travestirsi da spettri e dopo cena bussano dal vicino strillando «dolcetto o scherzetto?». In genere il buon uomo si è già provvisto all'uopo di una manciata di Chupa Chups a forma di zucca, ma ha malauguratamente dimenticato di legare il rottweiler, come spiegherà più tardi ai poliziotti accorsi dopo la disgrazia. Le teenager si mascherano da streghe (lo si capisce perché hanno un aspetto più ordinato che in altri giorni dell'anno) e organizzano festicciole casalinghe a base di film splatter e Marilyn Manson. I coetanei maschi, sanamente tetragoni alle suggestioni gotiche, abbozzano, nella speranza che fra il dolcetto e lo scherzetto ci stia anche una pomiciatina. Ai genitori, rinchiusi in camera fino a nuovo ordine, non resta che prepararsi all'imminente 2 Novembre e augurarsi che la mazzetta allungata al giardiniere del cimitero abbia salvato dalla profanazione il loculo del nonno.

IL PERICOLO GIALLO. Ci voleva Halloween per riportare in auge la cucurbitacea giustamente screditata per la scorza coriacea, il gusto scipito e il colore pacchiano. (Anche in Italia la zucca viene usata a fini intimidatori, ma solo nella Bassa Padana, dove con l'ortaggio, lessato e impastato con canditi, mostarda e grana, si imbottiscono famigerati tortelli in grado di terrorizzare Pantagruele). Chi ha provato a svuotare e intagliare una zucca cruda per confezionare l'irrinunciabile Jack-della-Lanterna può assicurarvi che è la cosa più facile del mondo: basta appaltare l'operazione all'impresa Rocksoil (info presso il ministro delle Infrastrutture Lunardi), e con una squadra di genieri e qualche carica di tritolo otterrete uno splendido mascherone da esporre sul davanzale. Nel caso vi manchino quei venti milioni di euro per finanziare l'operazione, ripiegate su una foto di Giuliano Ferrara virata in arancione.

PREMIO STREGA. Se Halloween, che in antico inglese è il nostro snobbato Ognissanti, in America è diventato la «notte delle streghe», un motivo c'è: gli yankee adorano sterminare minoranze - dai pellirossa alle fattucchiere - per poi dedicargli una festa (ai tempi dei Padri Pellegrini funzionava così: si prendeva la vecchia più sciroccata del villaggio, la si accusava di nascondere armi di distruzione di massa e la si metteva sul rogo). Noi europei siamo più coerenti, anche perché, se dovessimo istituire una festa per ogni etnia o religione bastonata nei millenni qua e là per il Vecchio Continente, dal calendario sparirebbero i giorni feriali. Qui in Italia, del resto, sui roghi, più che le streghe, ci finivano gli eretici e i liberi pensatori. Dunque, chi volesse celebrare un Halloween rispettoso della nostra tradizione, la notte del 31 ottobre dovrebbe girare travestito da fra Savonarola o da Giordano Bruno, e andare nottetempo a spaventare il vescovo. C'è da farci un pensierino.

Posted by Lia Celi at 01:52 | Commenti (0)

27.10.04

il Colonnello Buttiglione diventa Caporale.

colbutt.jpgMi è capitato, discutendo animatamente con lei, di accusarla di volermi liquidare con le sue battute, ovvero con l'abilità professionale per cui è nota.
Però ci sono casi, come questo dove nessuno, meglio di mia moglie, riesce a dire tutto quello che va detto, con poche frasi e alcune eccellenti battute.
Non si fosse capito fin qui, sono anch'io un suo fan.

Posted by robgrassilli at 14:58 | Commenti (4)

25.10.04

Ho detto di NO!

Rileggo a volte i pezzi che Lia scrive mensilmente, dalla nascita di Emma, per un noto rotocalco di pancioni e pancini. Ogni volta, dopo essermi regolarmente commosso, penso che, quando un giorno la redazione deciderà di raccogliere tutte le puntate della rubrica in un librello, avremo pronto per la nostra terza età un incomparabile album di ricordi, ricordi scritti, sui primi anni delle nostre bimbe.
Oggi Lia Celi
e' arrivata a un'ottantina di brani; immagino che attorno al quinto compleanno di Gioconda il "corpus" necessario per un'uscita editoriale sarà nutrito a sufficienza.
Nel frattempo, con la benedizione della Celi, prometto di pubblicarne qui alcune significative puntate, con maggior regolarità. Come questa che segue, uscita quando Emma attraversava la fase a cui e' giunta Iris proprio in questo periodo.


da "Diario di una mamma imperfetta": LA STAGIONE DEI NO - di Lia Celi
(Insieme, Rcs, Genn.2000)

Doveva arrivare, la stagione del «no». Ed è arrivata. Emma ha scoperto la parolina magica che serve a fermare il mondo.
Ogni bimbo ha il suo personalissimo modo di pronunciarla. C'è il «nah» petulante e risentito, il «nooò» leziosetto, il «neeee» lamentoso con un sospetto di pianto. Mia figlia sa di aver a che fare con adulti particolarmente ottusi coi quali è meglio spiegarsi bene, e ogni volta spara una raffica di «no-no-no-no» serissimi e perentori, agitando le manine davanti a sé. E a volte non bastano per scoraggiare le stupide avances di mamma, papà o tata.
«Emma, ti va di uscire?» Ma cosa gli salta in mente. Emma sta leggendo l'avvincente storia del pulcino che cerca la sua mamma malgrado i depistaggi del vitellino e del cagnolino, come si fa a voler uscire quando fra un paio di pagine c'è il sospirato ricongiungimento con la chioccia? «No-no-no-no», replica la bimba, seccata. Niente da fare, i grandi hanno deciso che è ora della passeggiata, la ghermiscono con le loro manone e la insaccano nella tuta.
«Tesoro, andiamo a cambiarci il pannolino?» No-no-no-no, Emma è troppo impegnata a inseguire il gatto per pensare al pannolino bagnato. Tempo un secondo, e si ritrova a sederino nudo sul fasciatoio, mentre il perfido felino la fissa beffardo dalla cima dell'armadio.
«Perché cavolo chiedono il mio parere, se poi fanno sempre quello che vogliono loro?» si chiede giustamente la bambina. Prima o poi comincerà a sospettare che i suoi «no» sono troppo carini e beneducati, gli adulti adorano sentirli («Ma come lo dice bene! Che personalità spiccata!») però non hanno nessuna intenzione di prenderli sul serio, almeno su argomenti come la passeggiata o il cambio. Su altre materie si può anche discutere. Ad esempio, sulle canzoncine pre-nanna. La mamma attacca «La pecora è nel bosco», un hit fino a ieri sera. «No» taglia corto Emma, con una smorfia schifata. E va bene, è già passata di moda, si sa come sono i giovani. Proviamo «Oh che bel castello». «No». Ora so cosa doveva provare il giullare di corte quando non riusciva ad accontentare il suo capriccioso signore. «Era una caasa-molto cariina...» «No!» Mia figlia, spazientita, accenna l'attacco della canzone richiesta e fa un gesto inequivocabile: devo prendere il tamburello. Finalmente la mamma-jukebox intona «Alla fiera di Mastr'André oggi ho comprato un tamburello», e la faccina di Emma si distende in un sorriso soddisfatto. Fra un po', per farmi cambiare musica, comincerà a darmi delle pacche, come facevano i nonni con le vecchie radio.
Con un lieve ritardo rispetto al «no», proprio come dicono tutti i manuali, la piccina ha scoperto anche il «». Anzi, il «cììììì» gioioso ed entusiasta. Ma lo usa con parsimonia. «Emma, che ne dici di uscire dal bagnetto?» «No-no-no-no». «Neanche se poi ti do la pappa?» «Cììììì!» La pappa è sempre una festa, adesso che la mamma si è specializzata in polpette e crocchette così divertenti da mangiare che pazienza se dentro c'è anche qualche traccia di verdura.
«Andiamo a vedere la luna?» «Cììììì!» E' così bella, la luna, appesa in cielo tonda e dorata come un biscotto luminoso. Tanto bella che non basta guardarla una volta. Bisogna chiedere un bis. Anzi, un «ancòla».

Posted by robgrassilli at 14:34 | Commenti (4)

27.08.04

La morale del caso Baldoni:
mai farsi rapire lontano dalle elezioni

A pochi giorni dal Ferragosto, a un anno dal prossimo appuntamento elettorale: il freelance italiano non poteva scegliere un momento peggiore per cadere in mano ai terroristi iracheni. Per strapparlo ai sequestratori i nostri politici non si sono schiodati dall’ombrellone: più che il ritorno dell’ostaggio, a loro interessa il ritorno d’immagine. La Farnesina accusa gli assassini di Baldoni: "Non si può far scadere un ultimatum in coincidenza con l'inizio del weekend". Delusione del governo: pare che l’uccisione di un giornalista italiano non faccia punteggio per ottenere il sospirato seggio permanente all’Onu. Al centrodestra rimane una consolazione: ora c’è un pacifista di meno in giro. Sdegno della nazionale olimpica irakena che fra poche ore sfiderà gli azzurri ad Atene: “Invece di Baldoni, potevano rapire Gilardino”. Ma l’Italia di Berlusconi non cede: resteremo in Irak finché la democrazia non tornerà sotto i quaranta dollari al barile.

Posted by Lia Celi at 01:35 | Commenti (2)

08.07.04

Papà Silvio commosso:
ai suoi bambini spunta il primo avviso di garanzia.

dirigenti-tn.gifPrima vi segnalo che dilà c'è sul tavolo per voi un nuovo Arciontento (nr.3: "La Classe Dirigente") che vi attende, ripulito, colorato, ripubblicato. Eppoi resto in tema e vi lascio con questo nuovo pezzullo di Lia, uno di quelli che a me, a leggerlo di sera prima della nanna, me fa consulà. Occome mi sono divertito, occome mi sono divertito. Anche fra le amarezze della politica c’è posto per I sentimenti più teneri. Ieri sera Dudu e Marina, secondo la tradizione, hanno messo l’avviso sotto il cuscino e stamattina, sorpresa! ci hanno trovato un milione di euro per pagarsi l’avvocato. Il pediatra di famiglia: “E’ un fenomeno naturale nei piccoli Berlusconi: alla loro età, gli avvisi da latte lasciano il posto a quelli permanenti”. I due giovani indagati si difendono dall’accusa di ricettazione e riciclaggio: “All’epoca dei fatti andavamo all’Università, eravamo troppo impegnati a imbrogliare agli esami”. Marina rifiuta di rispondere ai giudici: “Parlerò solo in presenza del mio visagista”. La difesa chiederà le attenuanti genetiche. Coraggio, Cavaliere, la smetta di fare il ventriloquo del ministro Castelli e si assuma anche l'interim della Giustizia, così la facciamo finita: già adesso il conflitto di interessi si vede da Saturno, vogliamo fare ingelosire Nettuno e Plutone?
Posted by Lia Celi at 23:07 | Commenti (2)

13.06.04

Bologna, primo atto
del neosindaco Cofferati:
"Fuorilegge il Piccolo Coro dell'Antoniano"

Appena insediato a Palazzo d'Accursio, il neosindaco comunista e melomane regola subito i conti con lo Zecchino d'Oro, che con "Quarantaquattro gatti" negli anni Sessanta irrideva agli scioperi dei metalmeccanici. I bimbi canterini verranno restituiti alle famiglie, e gli avidi fratacchioni dovranno ricominciare a pensare a Dio invece che alle dirette su Raiuno. In un centro storico colonizzato da gipponi e motoroni, l'ex leader della Cgil si sente a casa sua: "Ho visto più pneumatici in piazza Maggiore che alla Pirelli". Il suo commosso pellegrinaggio alla tomba di Giosuè Carducci: "Fra gli intellettuali bolognesi mi sembra ancora quello più vispo". Immediato il feeling con l'ateneo bolognese, uno dei pochi dove si fa ancora ricerca: tutti gli studenti sono alla ricerca di un posto letto a meno di trecento euro al mese. Adesso il gioco si fa duro, Coff: hai riconsegnato Bologna alla sinistra proprio ora che il destinatario è assente.
Posted by Lia Celi at 02:03 | Commenti (5)

14.05.04

Iraq, appello del Papa:
"Fatevi la guerra, per l'amor del cielo"

Sì, la solita vecchia guerra, quella perepepeè bum bum rattattattat aaagh: sarà pure una cosa orrenda, ma almeno richiede un pizzichino più di coraggio delle ripugnanti pagliacciate sadomaso che ci arrivano da Bagdad. Dove sono le battaglie, gli strateghi, gli eroi senza paura e i nemici che li sfidano in campo aperto? Questi qua dovrebbero prendersi a cannonate, e invece se ne stanno col culo al sicuro a giocare a "Ilsa la belva delle SS" o al "Feroce Saladino": al confronto, la Prima Guerra del Golfo sembra roba da Carlo Magno. Allah non dovrebbe aver problemi nel dimostrarsi più intelligente di Bush, fulminando gli psicopatici che in suo nome sgozzano a freddo un ragazzo inerme. La Lega Nord condanna gli uccisori di Nick Berg: "L'ennesima prova dell'inferiorità dei musulmani: noi in Europa decapitavamo la gente quando loro pascolavano ancora i cammelli". Il governo rassicura le famiglie degli ostaggi ancora in mano ai sequestratori: "Niente paura, il Valium ve lo paghiamo noi".
Posted by Lia Celi at 13:05 | Commenti (4)

07.03.04

Non sarà una Ventura/5

Notizie da un festival che non possiamo rifiutare faccesanr2001_5.gifTrionfo personale per Simona Ventura e l'ormai leggendaria papaya energizzante, consigliatale dallo stilista un giorno che c'era lo sciopero dei Cobas dei pusher. Impossibile trovare un solo grammo dello strabiliante integratore: nelle ultime ore tutte le scorte di papaya sul territorio nazionale sono state rastrellate da un acquirente misterioso e caricate su numerosi Tir con destinazione Arcore. L'affermazione della Ventura, secondo cui Karol Wojtyla avrebbe superato i suoi acciacchi grazie alla papaya è stata smentita dal diretto interessato: "Papaya o non papaya - ha chiarito il Santo Padre -, papa sempre ahia". Momenti di imbarazzo stamattina al teatro Ariston. Le donne delle pulizie che stavano riordinando la sala si sono trovate davanti Julia Roberts, Sylvester Stallone, Bill Clinton e George Clooney: "Where is the show? Where is our great friend Tony Renis?" hanno chiesto le star, visibilmente contrariate. L'equivoco si è chiarito subito: gli amici americani di Renis non avevano dato forfait, semplicemente erano stati convocati nei giorni sbagliati. Nel marasma dei preparativi festivalieri, Tony Renis aveva infatti indicato come periodo del Festival i giorni 8-12 marzo invece che 2-6. Roberts e colleghi, infuriati, hanno subito ripreso l'aereo per gli Stati Uniti. continua a leggere lo "speciale Sanremo"
Posted by robgrassilli at 12:53 | Commenti (0)

05.03.04

Non sarà una Ventura/4

Notizie da un festival che non possiamo rifiutare faccesanr2001_4.gif Precipita l'Auditel del Festival, surclassato dalla replica di Elisa di Rivombrosa, per evidenti motivi: il feuilleton in costume è decisamente più moderno e anticonvenzionale dei cantanti in gara. Misteriosamente, gli ascolti sanremesi si impennano solo quando c'è Dustin Hoffman. Lo smisurato entusiasmo del pubblico ha sconcertato la signora Hoffman, ma il marito l'ha tranquillizzata: "Niente panico, Lisa: ti ricordi quella vacanza in Africa, quando la tribù Buzambai mi adottò come suo dio? Qui è lo stesso, solo che ci pagano". Applausi convinti per Hajducii, la giovane rumena che sta facendo ballare l'Europa con il suo hit "Dragostea lin tei", che in italiano significa "Siete proprio messi male se vi piace 'sta puttanata". Con l'ospitata a Sanremo, ha dichiarato commossa, spera di coronare i suoi due sogni: lanciarsi come popstar mondiale e farsi mettere in regola dall'impresa di pulizie per cui lavora. continua a leggere lo "speciale Sanremo"
Posted by Lia Celi at 11:41 | Commenti (3)

04.03.04

Non sarà una Ventura/3

Notizie da un festival che non possiamo rifiutare faccesanr2001_3.gif E' ufficiale: Berlusconi non si farà vedere a Sanremo, ma a Nassiriya fra le truppe italiane, ovviamente durante il previsto collegamento con Sanremo. Sconcerto fra i soldati, convinti di partecipare a un'operazione di peace-keeping e non di face-lifting. Ma la visita del premier non mancherà di risollevare il morale dei nostri ragazzi: "Noi siamo fortunati - spiega un ufficiale - l'avremo fra le palle solo ventiquattr'ore. State peggio voi in Italia, che dovete sorbirvelo tutti i giorni". Gli streaker, gli incursori nudi che si introducono in grandi manifestazioni internazionali al puro scopo di creare il caos, hanno colpito anche a Sanremo. Ieri sera un giovanotto nudo in evidente stato confusionale ha attraversato il palco piroettando a tempo di musica. Tutti hanno pensato si trattasse di Dj Francesco che, nella fretta di riproporre la sua canzone, si era dimenticato di vestirsi. Placcato da Simona Ventura, l'individuo ha sostenuto di essere Roberto Bolle, stella della danza classica, nell'interpretazione dell'Uccello di Fuoco di Stravinsky. Se l'è cavata con una multa, dopodiché, coperto da un impermeabile, è stato ricollocato nei giardinetti della stazione. continua a leggere lo "speciale Sanremo"
Posted by Lia Celi at 13:09 | Commenti (0)

03.03.04

Non sarà una Ventura/2

faccesanr2001_2.gifLa prima serata si è chiusa con un solo verdetto unanime: il 54esimo Festival è la miglior commedia di ambiente mafioso dopo i Sopranos. Tutti si vestono in gessato e scherzano con accento siculo, tranne il pubblico in sala, composto in maggioranza da camorristi e membri della 'ndrangheta. Entusiasti i telespettatori dei 51 paesi collegati, che non colgono la fine ironia, ma si divertono da pazzi e rimangono incollati al video sperando che da un momento all'altro scatti il massacro stile Intoccabili. Riaccolto dal Festival a dispetto di una pericolosa fama di menagramo, Marco Masini non ha trovato altrettanta cordialità fra gli albergatori sanremesi. Alla prospettiva di doverlo ospitare, tutti i concierge scoprivano improvvisamente di avere il pienone. Solo ieri sera l'organizzazione è riuscita a trovargli una camera all'Hotel Gatto Nero, via Macbeth 17. Stranamente, al cantore di Malinconoia non è stata assegnata la stanza numero 13. "Tutto il primo piano è occupato dall'Associazione Necrofori - rivela il patron, signor Giona -, che tiene qui il suo congresso annuale. Al signor Masini abbiamo dato la camera viola. Speriamo gli porti fortuna". continua a leggere lo "speciale Sanremo"
Posted by Lia Celi at 12:03 | Commenti (0)

02.03.04

Non sarà una Ventura/1

Notizie da un festival che non possiamo rifiutare
Una tradizione di famiglia che ha attraversato gli anni di "Cuore" e quelli di "Clarence": lo speciale sanremese pieno di battute sceme e vignette infantili. Quest'anno di trionfo bloggistico, ve le ritrovate qua... ;)
badnote50.gifSi parte. Questa sera sapremo se il Sanremo versione Tony Renis sarà un sogno americano o un incubo italiano. Per ora una cosa è certa: da un direttore artistico in odore di mafia, ci si aspettava qualcosa di più. faccesanr2001_1.gif Okay i cantanti straccioni e l’allestimento stile sala giochi, ma manca clamorosamente la figa. Stesso problema a Mantova, dove Nando dalla Chiesa non è riuscito a rimediare uno straccio di pin up incensurata per il suo Controfestival. L’unica carne appetitosa presente alla manifestazione è stata fornita dal Consorzio Suinicolo Padano. continua a leggere lo "speciale Sanremo"
Posted by Lia Celi at 15:44 | Commenti (5)

18.02.04

Parmalat:
arrestati anche gli antenati di Tanzi

Dopo i figli e i nipoti di Tanzi, l'inchiesta Parmalat risale l'albero genealogico del clan di Collecchio: riesumati e interrogati il trisnonno Mascarpone Tanzi, la proava Enricotta e il quadrisavolo Lattosio. L'unico Tanzi ancora a piede libero verrà messo domani all'asta da Christie's a prezzi da capogiro. Primi sintomi di esaurimento fra i giudici: con tutti quei parenti che si incastrano e si scagionano a vicenda, più che un'indagine sembra il cubo di Rubik. Dopo le vicende Tanzi e Cragnotti, le carceri italiane lanciano l'iniziativa «Family Jail»: se vai in galera con almeno tre parenti, hai un cesto di arance in omaggio!
Posted by Lia Celi at 01:12 | Commenti (2)