Babbo babbo vieni abbiamo fatto una cosa vieni vieni di là no devi venire è una sorpresa vieni babbo la abbiamo fatta io e la Giochis vieni nella camerina ti prego babbo subito aspetta apro la porta ecco vedi è un autoritratto ma è come se fossero le nostre sosia vedi quella è Emma (a sinistra) e quella è Gioconda (a destra) siamo noi no?. Babbo ti piacciono? Ah c’è anche Iris nel foglio davanti lei è rappresentata da un gelato perchè ti chiede sempre di disegnarle un gelato babbo babbo non morire dalle risate non babbo dai prendi il fiato sei tutto rosso babbo babboooooo!
(Per una completa visione dll’installazione, cliccare sulla foto).
Mica tanta, ma rispettabile, quei dieci-dodici da rendere tutto biancopoffo. Fuori città su per i greppi fino a Corpolò, in quei posti solidificatisi alla fine di cocuzzoli testardi, li sì che le macchine hanno fatto l’hully gully e le scuole hanno chiuso e tutti a letto e bòna. Ma qui nella Cittadina la fornitura era giusta giusta per dar da dire alle signore e ai tranvieri. E per consentire a certe Bambozze di saltellare da una finestra all’altra fra strilli e proponimenti degni di Umberto Nobile.
Si è potuto sedarle unicamente avvoltolandole in panni invernali e scortandole fino al piu’ vicino prato innevato: perfetto quello attorno all’Arco, ancora intatto. Staremo fuori venti minuti mi sono detto. L’ora e mezzo successiva è stata abitata dalla costruzione del pupazzo Argante e da una liberatoria battaglia di palle di neve, che ha compreso anche Cristian da Moldavia, nostro nuovo amichetto.
un po’ di foto dell’episodio nevoso qui.

Emma sembra proprio voler fare sul serio, riguardo il pattinaggio. Dopo un primo incontro fulminante, qualche settimana fa, ad una dimostrazione in Piazza Cavour, siamo stati al Pattinodromo per la lezione di prova.
Come previsto in questi corsi di avviamento allo sport, siamo poi tornati per un secondo round, senza impegno, ma la Primogenita è rimasta fissa nella sua convinzione di andare avanti.
Dunque quest’anno niente danza, il futuro è sulle ruote, due volte la settimana. Vedremo.
Gioconda ha trovato, pare, la sua dimensione fisica ideale in un centro ginnico dove, con grande perizia e sensibilità, spupazzano i piccoli atleti durante incontri di psicomotricità coccolosa e sfrenata. La Giocattola, mi dice la consorte che se la scarrozza fin là, (io sono lo sciaperone della Pattinatrice), esce da queste “lezioni” rossa bollente ed esaltata.
Al nostro Orsettino Impagabile un supplemento di sano movimento occorreva ancora di più che ad Emma, quindi mi rallegro che la Giocondogenita abbia trovato un’offerta consona.
Vista la sua grinta, ero peraltro preoccupato che avesse intenzione di proseguire invece su questa strada
).
Emma = (alle sorelle, durante la cena, coprendosi la metà inferiore del viso con un tovagliolo): «Indovinate!! La lingua è dentro o fuori??!»
Gioconda = (in bagno, rivolgendosi alla mamma con cipiglio): «Mi hai fatto cadere con la voce!!!»
riguardo quest’ultima affermazione giocondesca: consiglio a tutti il delizioso libretto “Urlo di Mamma” di Jitta Bauer (Salani Ed.). Da un paio di anni stabilmente nella top 20 libirccinesca della Casina Verde.
I Genitori del Pimpante Cesarino (vedi post più sotto), avviati ad una normalità di strilli cacche pappe, hanno finalmente trovato il tempo di raccontarci come è andata.
Cronaca e notizie aggiornate sul futuro presidente della Regione Emilia Romagna, già sindaco di Bologna, le trovate in questo post di papà Han Federico (che gentilmente ci ringrazia, maddechè?
)).
Un volenteroso abbraccio anche a mamma Daria, la donna più invincibile dopo Cat Woman e Nonna Abelarda.
Vi presento un bambino molto fortunato. E’ in questo mondo da poche settimane, ha già affrontato alcune battaglie e le ha vinte. Mamma e papà, che lo hanno atteso consapevoli di un percorso non spianato dalla natura, gli hanno dato un nome da vincitore, lo hanno circondato con la loro Forza prima e dopo la nascita, suoi pretoriani incrollabili, nonostante la tempesta che sballottava i loro cuori e le loro menti. Da lontano, la Casina Verde ha aspettato di saperlo al sicuro, dopo l’operazione, dopo i reparti intensivi, in un lettino tranquillo, quello a cui tutti i neonati hanno diritto. E oggi può festeggiarlo con tutto il cuore, quel cosino più piccolo del suo cerotto ma più forte di tutti noi messi assieme.
A mamma Daria e papà Federico, abbonati al nostro abbraccio perenne, il mio augurio preferito: da ora in poi, che il vento vi sia sempre alle spalle.
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La novità di oggi è questa: Iris mi ha chiesto di ripete la lettura del minilbro “Tito Dice” (ed. La Coccinella), almeno 12 volte.
Questo la inserisce uffcialmente nella categoria “figliole che insistono fino allo spasmo per farsi leggere qualcosa infinite volte” dove è stata festosamente accolta da Gioconda (Emma sta da tempo in un girone superiore).
L’attenzione e la pazienza, nonchè i segnali per chiedere di ricominciare da capo, sono inequivocabili. La terzogenita, dunque, lascia definitivamente la categoria “buffo bebone che agita nell’aria il libro fino a scagliarlo in faccia al genitore“.
Gioconda, dopo aver osservato Lia che le puliva e le affettva, ha chiesto: «Mamma, qual’è il cognome delle carote?».
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Emma, il cui cervello è già stato promesso alla scienza per studi, si è prodotta in un gioco di parole di siffatto calibro. Studiando l’elenco dei suoi compagni di classe, si è concentrata su una bambina che di cognome fa De Amicis.
Dopo essersi baloccata un po’ con il suono, ha tradotto così: De Amicis = Ama il formaggio.
Alla folla che si assiepava attorno a lei (Lia e il sottoscritto), l’ineffabile ha dato questa spiegazione: «“De” come la pronuncia di “the“, “amy” come “amare“, “ciis” = “cheese“, cioè formaggio in inglese (lo stanno facendo alla materna con buoni esiti a quanto pare).
Risultato: “The amy cheese“, ovvero colui che ama il formaggio. In seguito ad Emma è stato richiesto anche di moltiplicare il pane del forno Cupioli, il pesce del banco della famiglia Ermeti al mercato coperto e le carote di cui sopra.
Voi non sareste stramazzati? Io ormai non faccio altro.

NASODIPAPOLO= Emma, abbiamo guardato in tutti i negozi, il costume da Principessa Spaziale non esiste.
EMMA= ….
NASODIPAPOLO= Ma Emma, non puoi pretendere che…
EMMA= …..!
NASODIPAPOLO= Glab…

EMMA= Allora, rispondi:gli uomini hanno il pene o la vagina?
GIOCONDA= Il sedere!
EMMA= SBAGLIATO!
(Gioconda tenta ugualmente di aggiungersi un punto sul pallottoliere che Emma tiene fra le mani)
EMMA=No, non puoi, gli uomini non hanno il sedere!
(baruffa, risate, sipario)

I BIMBI SONO MATTI
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