Come vivere infetti e felici
 
 

giugno

Posted at 1 giugno 2004 by

Oggi, alle 0,01, era la ricorrenza ufficiale di Emma, avvenimento che festeggeremo domani, qualunque siano le intenzioni di quell’isterica di Madama Stagione.
Lo dico agli eventuali lettori in cerca di informazioni tecniche: le previsioni sono incerte, consiglio una telefonata alla Casina Verde per sapere dove dirigersi (o nel luogo deciso originariamente, che leggete in un post qui sotto, o nella Casina Verde medesima).
L’orario di nascita è stato il primo arbitrio paterno sulla vita della Primogenita: mentre lei nasceva, e io abbracciavo “sostenendola da dietro” Lia in piena produzione, ho buttato un occhio alla sveglia appoggiata sull’armadio della nostra camera.
svegliaikea.gifUna sveglia Ikea, che e’ ancora qui accanto a me, nel mio studio. Nulla ci garantiva che fosse precisa e puntuale, ma convenimmo che il primo giugno ci piaceva di piu’, come data, del trentun maggio.
La mattina dopo, il nostro carissimo dottor Franco Foschi ufficializzò che l’arrivo di Emma in Bologna era avvenuto nei primi secondi del primo giorno del giugno ’98. E forse fu davvero così che andò.
Nella foto: Emma con l’autentico Filippo, già citato in questo blog

 
 

maggio

Posted at 21 maggio 2004 by

emma_btday04.gif
E insieme a Gioconda e Iris vi aspetta il 2 giugno, dalle 16,30
alla festicciola che si svolgerà al TENNIS CENTER BAR
di Torre Pedrera (Rimini), via della Lama, 9 (dietro la Stazione FS).
Amici blogmuniti e non, per maggiori informazioni potete scrivermi a rgrassilli@clarence.com.
 
 

maggio

Posted at 16 maggio 2004 by

Questo è l’autoritratto della classe di Emma, le Coccinelle 2003-04 delle Maestre Pie di Rimini, realizzato dalla classe di Emma.
La mia grande lascerà questo gruppo e questo istituto fra meno di un mese, con un bilancio umano e scolastico più che positivo, che cancella i ricordi grigiastri e nervosi della materna frequentata a Bologna ante-trasloco.
Emma andrà alle scuole pubbliche Ferrari, come già raccontato qui, snobbando anche l’ammissione alla prestigiosa scuola italo-svizzera del CEIS (un’istituzione e un vanto del capoluogo rivierasco).
Perchè alla fine la passione con cui le maestre statali ci hanno mostrato il loro lavoro, nonchè la trasparente determinazione a difendere le conquiste fatte in anni di faticoso servizio, ci hanno fatto scegliere in tal senso.
Grati insomma alle Maestre Pie, dove Gioconda continuerà il prossimo anno, per la serenità e l’affetto con cui sono state accolte due piccole neoriminesi.
Grati anche alle suore, in tutta sincerità, per il modo aperto e non coercitivo con cui gestiscono quell’istituto privato.
E grati soprattutto ad Annica, la maestra di Emma, perchè da bella persona quale è, si è messa in sintonia con la mia primogenita captandone le qualità e smussandone le asperità.
Del resto come poteva essere diversa da così, una donna che ha il nome che ha per l’affezione dei genitori per Pippi Calzelunghe, o meglio, per la compagna d’avventure del celeberrimo personaggio letterario? L’equilibrio della Casina esiste anche grazie a lei, che ormai e’ una nostra amica e continuerà a frequentare questi muri verdi anche dopo la fine dell’anno scolastico.

 
 

aprile

Posted at 16 aprile 2004 by

Io non ero in casa, ma Lia mi riferisce cose per cui non so se essere orgoglioso o allarmato. O armato di allarmato orgoglio.
Filippo, il fidanzatino di Emma, telefona alla Casina Verde cercando la Stella Polare delle sue giornate alla Scuola Materna. Emma è fuori, in piscina. Fa niente, dice il compìto ragazzino, richiamo, grazie.
Informata al suo rientro, la primogenita decide di non attendere e, fattosi comporre il numero telefonico da Lia, chiama la Casina Ellenica (Filippo ha il babbo greco, e, credo, la mamma romagnola).
Cercavo Filippo
“…”
Sono LA FIDANZATA“.
Adesso è il Biondino ad essere uscito, ma Emma, senza scomporsi, con la padronanza di un’addetta al telemarketing, risponde “ah, grazie. allora ci vediamo domani a scuola“.
Per fortuna un guizzo di sana impudenza infantile le fa chiedere alla suocera-per-gioco: “e tu che ci fai in casa da sola?“.
Non sappiamo la risposta della mamma di Filippo, che peraltro incrocio di rado la mattina alle Maestre Pie: noi abitiamo vicini ed entriamo, classicamente, fra gli ultimi.
E ti sei rispamiato” rincara Lia, “la prima immagine di tua figlia che telefona a casa del ragazzo, stesa mollemente sul divano.
Ok, stiamo calmi.
Adesso che la cosa sta diventando nota nel nostro piccolo entourage, che pure Annica la maestra, ci scherza rispettosamente su con il sottoscritto, mi accorgo di un piccolo, piccolissimo imbarazzo crescente. Non ho mai amato quel tipo di dileggio bonario degli adulti ai danni dei delicati sentimenti dei bimbi. “Allora, ce l’hai la fidanzatina?“. “Corri dietro ai maschietti eh, birichina?“.
Anche se Emma mostra precoci segnali di autosufficienza, non voglio che pensi che babbo e mamma non siano sempre mezzo passo dietro a lei, solidamente dalla sua parte, nel caso occorresse. Anche in questo tipo di faccende.
Lo so, per ora e’materia per un sorriso intenerito, ma non voglio farmi cogliere impreparato, ecco. Almeno mentalmente.
O così, o trovo un modo efficace di fare pressioni su Kronos, perchè rallenti quel suo cavolo di passo da invasato.

 
 

aprile

Posted at 8 aprile 2004 by

Pinocchietto va a Palazzo con il libro sotto al braccio. La lezione non la sa, quale voto piglierà?
NasoDiPapolo= Me la dicevano da piccolo, dev’essere molto vecchia. Parla dei voti che una volta davano agli scolari…
Emma= Me la dici ancora?
NasoDiPapolo= Con un cinque non si passa, con un sei appena appena. Con un sette ben benino… con un otto ben benone. Con un nove: professore. Con un dieci: direttore!!!
Emma= Direttore e’ piu’ di professore?
NasoDiPapolo=In un certo senso… Ma non perche’ sia piu’ importante o piu’ intelligente. Ha delle responsabilita’ in piu’.
Emma= …E con un undici?
NasoDiPapolo= Non c’era l’undici. Poteva esserci il “dieci e lode“… Io mi ricordo il “Lodevole” della mia maestra… Una cosa da emozionarsi. Lo scriveva con un bel corsivo veloce e preciso e ogni volta a me sembrava il disegno di una locomotiva.
Emma= Come se, dato che avevi fatto bene il tuo lavoro, lei ti regalasse un trenino..
NasoDiPapolo= Beh si’, io lo consideravo comunque un bel regalo. Anche perche’ a casa poi, quando i nonni aprivano il quaderno, erano molto contenti.
Emma= Con l’undici si puo’ essere Presidente dell’Italia!
NasoDiPapolo= Uhm… un salto un po’ grande da “direttore” a “Presidente”… Facciamo con un “venti“.
Emma= E con un “cento“… Tutto il Mondo!!! E con un “mille“….
NasoDiPapolo=
Emma= Con un “mille TUTTO L’UNIVERSO E I VIRUS E I PIANETI E…. LE TOMBE EGIZIE!!!!!

 
 

marzo

Posted at 10 marzo 2004 by

spiaggia1_th.jpgGiuro che è andata così:
Lia= Emma, hai detto che ti piace, te l’ho tagliata, adesso mangia quella fetta di caciotta.
Emma= Non posso mangiarla adesso, la mangio in maggio, il quattro maggio.
NasoDiPapolo= (temendo la risposta) Perchè in maggio.
Emma= Perche’ e’ for-maggio. E “for” in inglese vuol dire quattro, quindi quattro-maggio.
NasoDiPapolo (a Lia)= Prenditi le tue responsabilità…
Lia= (tace e non fa più pressioni per far mangiare la caciotta).
NasoDiPapolo (a Emma)= E tu non essere così precoce!
Emma= Allora te ne dico un’altra! Sai qual’è il colmo per un vaso? Essere colmo! L’ho inventata io eh!
Lia e NasoDiPapolo= HAARGH!
FINE
iris2-04.jpgAnche i segnali della Topolina Tre si fanno densi. Vi abbiamo detto del suo approccio con la manualistica da web, adesso è il momento della telefonia mobile.
Quando vede un cellulare s’illumina, si agita, ondeggia sulle gambe e si allunga pretendendolo. Sia Lia che il sottoscritto possediamo dei Nok*ia maturi, entrambi sbrecciati, per cui non soffriamo a lasciarglierlo in mano per qualche minuto.
Iris allora s’impegna a fondo: coi suoi ditini da piccolo procione impugna correttissimamente lo strumento, e pigia, seleziona i menu tenendo d’occhio i cambiamenti del display luminoso. E quando finalmente sente il “click” elettronico che simula lo scatto di una fotografia (e’ la camerina del cellulare che cattura un frame) ci guarda con un sorriso trionfante.
Ma la parte più divertente non è questa. Quando se lo porta all’orecchio e imita il nostro modo di parlare quando telefoniamo, ecco, quello è irresistibile. Dato che l’unico vocabolo con senso condiviso usato attualmente da Iris è “mamma”, la buffa poltiglia di suoni che emette con aria sera ci delizia. Al suo interlocutore lancia frasi che suonano più o meno: “Schbrflz.. vleghebè”.
Ipotizzo che dall’altra parte ci sia un bebotto coetaneo della mia piccina in grado di capire benissimo il messaggio.
I nostri computers, i telefoni, cd e dvd… La teconologia nella Casina Verde sta aumentando troppo? Al momento direi di no: a differenza di quello che succede in ambienti di nostra conoscenza, da noi non girano play-station, giocattoli automotivati o connessioni in rete per minori. E la tv è contingentata in maniera abbastanza rigorosa.
Ciò nonostante a volte ho l’impressione che la tesi storico-classica di Lia (sui sistemi dententivi ai tempi dell’Impero Romano) e qualche romanzo ottocentesco stiano complottando per fuggire dalla libreria.

La foto qui sopra a destra è uno scatto di Iris. Era puntata sul divano e inquadrava i suoi piedini :)
 
 

febbraio

Posted at 20 febbraio 2004 by

Scena: sulla Trici, tornando dalla scuola materna.
Emma= Papà, hai sentito un rumore mentre venivi qui?
Naso di Papolo= Un rumore? Un rumore come?
Emma= Una specie di “pum… pum… pum…”
Naso di Papolo= No… io non ho sentito niente, Emma.
Emma= Ma tu cosa pensi che poteva essere?
Naso di Papolo= Oddio, proprio non so… Forse quei lavori nel cantiere che c’è di fronte alla scuola.
Emma= (accendendo i razzi) Penso… Forse era un mostro senza gambe e senza braccia…
Naso di Papolo= ….
Emma= …che però cerca di muoversi lo stesso… con i denti.
Naso di Papolo= ….
Emma= …o forse qualcuno vuole togliere i chiodi da sotto i letti delle case qui attorno.
Naso di Papolo= …Emma…
Emma= …oppure e’ uno dei vestiti delle maestre… Uno dei grembiuli di Annica che scende dal suo appendino e vuole andare in giro!
Insomma, a volte la Primogenita mi fa veramente paura.

 
 

novembre

Posted at 16 novembre 2003 by

Interno. Soggiorno. Emma, Gioconda, NasoDiPapolo.

NasoDiPapolo= Grazie Emma… cos’è? (è un cubetto di legno delle costruzioni, si vede bene, ma…)
Emma= E’ il Bussoletto della Paga.
NasoDiPapolo= Ah… Ehm.
Emma= Devi mostrarlo se viene il presidente della Paga. Solo così puoi andare alla scuola.
NasoDiPapolo= E cosa si fa in quella scuola?
Emma= E’ un corso di due settimane. Nella prima settimana diventi Supplente della Paga. Nella seconda diventi Presidente della Paga. E alla fine sei Istruttore della Paga.
NasoDiPapolo= Un momento… istruttore è più importante di presidente?
Gioconda= (piangendo) Dov’è il mio bussoletto?
Emma= il tuo era arancione, questo è il mio!
Gioconda= Dammelo! (zuffa, sipario)

Interno. Più tardi, a merenda. Emma sta muovendo a scatti la mattonella di legno sulla tavola.

Lia= Che succede al tuo Bussoletto?
Emma= Non è più il Bussoletto. Guarda, ho fatto un personaggio per il mio cartone animato: “Tato, l’uomo quadrato“.
Lia= !!!
Emma= Sai da grande farò i cartoni animati.
NasoDiPapolo= (lacrimuccia).

FINE

 
 
 
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