Come vivere infetti e felici
 
 

dicembre

Posted at 15 dicembre 2006 by

Natale targato RiminiNatale targato Rimini
Domenica 17 dicembre ore 21.00, Teatro Novelli di Rimini
Domenica, la Provincia e il Comune di Rimini promuoveranno al Teatro Novelli di Rimini una serata dal titolo “Natale targato Rimini“.

L’iniziativa oltre che un’occasione nuova per farsi gli auguri, promuove una raccolta di solidarietà a favore dei bambini del nostro comune e della nostra Provincia che vivono in situazioni di disagio economico. Sono tanti e ci sembra che sensibilizzarci a questo tema sia importante e urgente. L’intero ricavato dalla vendita dei biglietti (ad offerta libera) sarà loro destinato tramite la Caritas diocesana riminese, che presenterà rendiconto dell’utilizzo delle risorse.
Sul palco, “disegnato” dalla scenografia di Eron, ci saranno artisti riminesi: da Paolo Cevoli a Lia Celi a Filippo Malatesta, Roberto Grassilli alla lavagna luminosa e tanti altri. E la partecipazione straordinaria di qualche amministratore nelle inusuali vesti di show-man.
Presenta Marco Corona.

 
 

agosto

Posted at 20 agosto 2006 by

Come sarà la badante che si occuperà di me, un giorno? Ci penso spesso, quando incrocio, in via Garibaldi o sotto l’Arco, un nonno in carrozzella sospinto da una donna molto più giovane dall’accento straniero. Essendo diventata mamma tardi, gli anni che separano l’ultimo pannolino della mia terzogenita dal primo pannolone di sua madre non sono poi tanti. Come tutti, mi auguro di diventare una di quelle nonne-sprint, sane e autosufficienti, che vanno in bici fino a ottant’anni. Ma a una certa età è più facile tenere d’occhio il colesterolo che lo scalino della doccia. Uno scivolone, e addio nonna-sprint. Il mio benessere dipenderà dalla persona che le mie figlie mi metteranno accanto, e che, realisticamente, sarà la risultante fra i loro sensi di colpa, il loro portafoglio e i flussi migratori che interesseranno Rimini fra quarant’anni. Con un piede nella fossa e l’altro ingessato, dovrò accontentarmi. Speriamo che si accontentino anche le mie figlie, e non incorrano nella Sbp (Sindrome della Badante Perfetta) che sembra tormentare tante brave signore riminesi alla ricerca di una tata per un caro invalido. Il disturbo consiste nel confrontare inconsciamente le badanti reali con un modello tanto perfetto quanto inesistente, la Badante Ideale: una santa donna ricca di suo, fanatica della pulizia, con una salute di ferro e un diploma da infermiera, che per un capriccio da milionaria ha deciso di dedicare la sua vita ad accudire notte e giorno un vegliardo invalido in cambio di una retribuzione simbolica, naturalmente in nero, e che, combinazione, abita sotto casa tua, così non hai il problema dell’alloggio. Le affette da Sbp non sono così pazze da scartare a priori una badante, con la fatica che si fa a trovarne una. L’assumono ma se ne lamentano continuamente, specie con terzi.
Le italiane hanno troppe pretese. Le straniere non sono pulite (o, come si dice oggi, “hanno un altro concetto della pulizia“) e ammanniscono al nonno solo cavoli lessi invece di fargli due tagliatelle. Se sono anzianotte, non sono robuste. Se sono giovani, non hanno pazienza e trascinano fuori col freddo il nonno solo per guardare i negozi. Questa lo rimbambisce di chiacchiere, quella non gli parla mai, l’altra tiene sempre la tivù accesa. Affettuosa non va bene, se no il vecchio si attacca troppo, ma neanche fredda, se no si intristisce. E le malate di Sbp non possono nemmeno cavarsela con il trito “non ci sono più le badanti di una volta“. Una volta non c’erano le badanti. I vecchi o se ne andavano prima, o venivano accuditi dai figli, più o meno amorosamente. Il loro unico spasso consisteva nel seminare zizzania fra le nuore lamentandosi con l’una del trattamento ricevuto dall’altra, e godersi i litigi, in una specie di paleo-reality show.
Ma, ed è questo che mi preoccupa, ci saranno ancora le badanti, quando io sarò vecchia? Facciamo una botta di conti. Nel 2040 la nostra sterminata generazione di ex-baby boomers longevi e malaticci graverà su una risicata fascia di quarantenni per lo più figli unici, viziatissimi e ipertecnologici, ancora alla ricerca di un lavoro stabile. Lo stato sociale sarà un relitto del passato. Rischiamo di ritrovarci senza pensione e senza badante. Camperemo con le rimesse delle nuore e delle figlie. Eh sì, perché in Bielorussia e in Ucraina, diventate potenze economiche, le badanti straniere saranno molto richieste.

 
 

agosto

Posted at 11 agosto 2006 by

Paradossi della viabilità: quando il senso è unico, il controsenso è molteplice. Lo verifico personalmente ogni giorno, dal mio osservatorio domestico, situato in una stradina insignificante, un budellino largo così che, disgraziatamente, per il traffico del centro storico ha la stessa importanza strategica del Khyber Pass, il fatale valico transitato da Dario e Alessandro Magno in direzione Est e da Gengis Khan in quella opposta. Chissà se un bel segnale di senso vietato in cima al Khyber avrebbe risparmiato all’Europa le invasioni mongole o all’India la colonizzazione inglese. Di certo il cartello che dovrebbe interdire la mia via a quanti non vedono l’ora di scappare dall’insidiosa kasbah intorno al Mercato Coperto non scoraggia nessuno, e siccome il mio ingresso dà direttamente sulla strada, prima di metter piede fuori di casa devo guardare a destra e a sinistra, come quando si attraversa. Il che mi dà lo spunto per un interessante studio di costume automobilistico, sintetizzabile nel paradosso di cui sopra. I conducenti che provengono in senso consentito si assomigliano tutti. Protetti dalla legalità, si infilano nella viuzza a velocità sostenuta, senza tradire alcuna particolare emozione salvo, forse, la fretta di parcheggiare. E’ nell’imboccare un controsenso che emerge la personalità e lo stile dell’automobilista. La strada è deserta, a parte quella deficiente che lo guarda col piede a mezz’aria sulla porta di casa sua. Nessuna macchina in vista, e tantomeno vigili all’orizzonte. Solo pochi metri proibiti lo separano dalla libertà. Certo, alla peggio rischia di dover fare marcia indietro muso a muso con un’altro veicolo, in una sorta di tango su quattro ruote. Ingrana la marcia, e via. E qui il contromaniaco rivela il suo vero profilo. Eccone alcuni.
L’ONESTO. Lo vedi indugiare in fondo alla strada, in preda a una crisi di coscienza. Mai un’infrazione nella vita, montagne di punti-bonus sulla patente, magari ha votato Italia dei Valori, eppure la tentazione è forte, fortissima. E se un giorno quel controsenso gli venisse rinfacciato al cospetto del Grande Vigile dell’Universo? Per fortuna sopraggiunge un’auto in senso opposto, che lo costringe a recedere dall’empio proposito.
SUPERMAN. E’ un uccello? E’ un aereo? No, è il deficiente che si fionda contromano alla velocità della luce, in puro stile bushiano “shock and awe”, sicuro dell’impunità. Infatti gli unici a rischiare la multa sono i passanti, rimasti incollati alle pareti a mo’ di manifesti, violando il divieto di affissione.
LA DONNA INVISIBILE. Entra pianissimo, quasi in punta di ruote, nascondendosi dietro il volante. Qualcosa le fa credere che in questo modo il suo Suv si mimetizzerà con il paesaggio, cosa non impossibile visto che le dimensioni dell’auto corrispondono suppergiù a quelle della strada. Se però un passante le fa notare l’infrazione, smolla istantaneamente i freni inibitori e quelli dell’auto, e sgomma via sputando contumelie.
IL TURISTA. Che venga da Helsinki o da Mondaino, ha sempre uno stile trasognato e incredulo. Una guida molto affidabile deve avergli assicurato che nel centro di Rimini il concetto di senso unico è sconosciuto. Quel segnale circolare rosso con banda orizzontale all’inizio della strada dev’essere sicuramente uno scherzo. Così transita contromano sorridendo benevolmente ai passanti, finché non rischia un frontale con una betoniera che arriva in senso opposto.
IL TRADIZIONALISTA. Lui la cartina stradale del centro storico ce l’ha stampata in testa. Purtroppo risale al 1957, e non l’ha mai aggiornata. Difficile che rispetti un divieto che ha l’età dei suoi nipotini, anzi, lo viola con piglio irritato, bestemmiando contro chi pretende di modificare la viabilità ogni trent’anni.

 
 

giugno

Posted at 26 giugno 2006 by

Edicola di fiduciaIl cagnone nero spolverato è praticamente una stuoia. Cerca un minimo di riparo dietro gli espositori della mia edicola, quelli con le locandine del giorno. La farmacia di Cantelli, che vede il sole alle vetrine solo verso sera, dichiara trentasei gradi a mezza mattina. Io procedo in bici come al solito, confortato dal via e vai riminese che mai s’attenua e dall’alito di un qualcosa, poco che sia, raccolto con sapienza bimillenaria dal Corso d’Augusto. Nonostante il maglio del calore, la piazza è animata, la fitta tessitura di attività legate ai cento giorni balneari non può rallentare: “Com’è andato il weekend?” “Sabato c’è la Notte Rosa” “Avete mangiato bene da…?”
La Betta porta fuori dei “Montebianco estivi” e li serve a certi paonazzi seduti ai tavolini. Ha la camicina bianca del Bar Turismo, dei capelli neri da tango e un sorriso che gli arriva da chissà dove, forse da antenati indi, caucasici, ottomani, tanto qui sono approdati tutti. L’enorme nave di Abramovich, ad esempio, è alla rada davanti al porto dal fine settimana. Forse, dopo il Chelsea, si comprerà anche il Rimini.

Mi vengono in mente dei quadretti di alcuni decenni fa. La canicola nella bassa bolognese non prevedeva contromosse: resa totale, finestre “in casone”, ovvero con le imposte in legno, gli “scuri” quasi chiusi, inclinati come il tetto di una casa, appunto. La lama di luce che entrava, procedeva nelle ore, a rendere incandescenti minime porzioni di arredamento. Si poteva pensare ad un’installazione da biennale d’arte o al raggio laser di certa fantascienza pre-digitale. Sono cresciuto con i miei nella casa di mia nonna materna, un caseggiato popolare di fine ottocento, con muri esterni di cinquanta centimetri. Una benedizione, in agosto…

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giugno

Posted at 25 giugno 2006 by

Tra il 16 e il 18 giugno si è svolto a Rimini, e località limitrofe, l’ottava edizione di “Antico/Presente” nella nuova formula del “Festival del mondo antico“. Si è trattato di un evento a molte dimensioni, nato per far conoscere, apprezzare e riflettere sulle tante e ramificate culture di cui siamo eredi: il mondo greco e romano, ma anche culture più remote, egizie e dell’antica Cina che hanno costituito lo sfondo, storico e geografico, per viaggi nella letteratura, nell’arte, nella poesia, nell’archeologia, ecc.
Rimini e il suo territorio, d’altra parte, costituiscono uno scenario attendibile, per il suo passato stratificatissimo e per tutto il lavoro che c’è ancora da fare (il nuovo museo archeologico di Rimini si snoderà lungo quaranta sale).
L’edizione 2006 è ancora all’insegna della decifrazione e della interpretazione delle antiche tracce, ma ha tenuto conto maggiormente della massiccia presenza di bambini, a Rimini (prodotti qui o ospiti stagionali), organizzando giochi e laboratori davvero ficcanti, ossia una esperienza di scavo offerta in spiaggia ai ragazzi. Le mie due più cresciutelle hanno voluto provare a cimentarsi con "La paletta dell’archeologo", ovvero un’esperienza di scavo in spiaggia (bagno 26, accanto al nostro), a cura di adArte sas. Alcune giovani archeologhe, davvero in gamba, hanno realizzato un vero campo attrezzato in cui i piccoli, sotto la loro guida, hanno provato l’emozione della scoperta sentendosi loro stessi ricercatori dell’antico. In diversi turni, hanno operato come trovandosi all’ombra di templi o piramidi, liberando e ripulendo armature e terraglie che, misteriosamente, giacevano invece sotto gli ombrelloni di Marina Centro. Il rinvenimento veniva poi fotografato e catalogato. Gioconda ed Emma, con soddisfazione, si sono portate a casa un tesserino che, non scherzo, consente a loro l’accesso (accompagnato da adulto) a cantieri di scavo e zone archologiche.
Per gli amici su Flickr: alcune foto qui

 
 

giugno

Posted at 20 giugno 2006 by

Roberto, disegnatore/3L’avete mai fatto in una vetrina? Io l’ho fatto lunedì pomeriggio.
Non è stata, peraltro, l’ esposizione più imbarazzante a cui ho sottoposto la mia faccia di tolla, in svariati anni di patacate, anzi. Le nostre amiche libraie qui, a Rimini, percependo le prime ondate di afrore vacanziero, hanno pensato di mettere sottovetro i loro lettori, per mostrare ai passanti l’espressione soddisfatta di chi è immerso in un bel libro.
La libreria per ragazzi in oggetto, costruisce da sempre, nelle sue quattro vetrine, allestimenti a tema ricercati e attraenti. Per questo inizio d’estate, assieme al giardinaggio, alla scoperta della natura, al calcio, c’è la vetrina dedicata alla lettura, dove le stesse libraie, alcuni autori, illustratori e altri addetti ai lavori, ma anche lettori comuni, studenti, ragazzi, si daranno il cambio in una maratona di lettura che altro non è che una piccola provocazione da sostenere con affetto: l’attenzione verso l’editoria per ragazzi è ancora poca e approssimativa, dateci retta, dateci modo di far conoscere meglio il giacimento di tesori a disposizione delle nostre discendenze.
Chiunque di voi, nel prossimo mese, fosse intenzionato ad aderire, anche per una sola ora sottratta alla spiaggia e allo shopping, può scrivere alla libreria Viale dei Ciliegi 17, in centro a Rimini.

 
 

novembre

Posted at 16 novembre 2005 by

Teatro Novelli: Buongiorno, Teatro Novelli.
Casina Verde: Ah.. Buongiorno. Senta, chiamavo per lo spettacolo di Luttazzi.
Teatro Novelli: E’ tutto esaurito. Abbiamo finito i biglietti subito, la prima mattina di prevendita.
Casina Verde: No hm, scusi, lo immaginavo, ma non intendevo lo spettacolo di dopodomani. Ho letto che proprio a causa del tutto esaurito ne fa un’altro in dicembre…
Teatro Novelli: Ma anch’io mi riferivo a quello di dicembre. E’ tutto esaurito. Può provare a chiamare se c’è qualche rinuncia, nei prossimi giorni.

 
 

febbraio

Posted at 14 febbraio 2005 by

Ritorno A' Marena / 8Da quando c’è Flickr il server di Blogsnation ha tirato un sospiro di sollievo. Bitti e bitti in ingresso e in uscita, finalmente, se li sgavagna la megafarm messa su da questi Signori dell’Album Fotografico Online.
Chi di voi passa a fare salutini regolari sa che molte cose ora stanno sia qua che , o è linkato là e lo si vede qua, ecc…
Questa possibilità di raggruppare per “Set“, (sterminati album fotografici, io ora ne ho sette avviati) oppure fondare dei “Group” attorno a temi condivisibili in giro per la rete, raccogliendo le adesioni di altri utenti che possono commentare le immagini, discutere o postare i loro stessi lavori, fa di questo programma una risorsa straordinaria del Web, che si avvia a competere, come utilità, con certi celebri programmi di ricerca.
Ad esempio, vi segnalo il mio “groupRimineide, dove sto riversando tutte le impressioni volanti che acchiappo in giro con la cameraphone del mio cellulare. Tutte queste immagini, non sempre rilevanti, non sempre tanto stimolanti da richiedere il testo di un post, continureanno a depositarsi e a scorrere come un flusso emozionato, evocabile in ogni momento grazie alla magia delle tags.

 
 

ottobre

Posted at 14 ottobre 2004 by

Oggi a Rimini è festa del patrono: il bravo Gaudenzio, santo.
Scuole chiuse, ovviamente, quindi Casina Verde impegnata a sbambocciare le fantocce.
E domani c’è chi fa il ponte e chi no. Ma lo diciamo piano, che sennò Emma L’Elementare si arrabbia.
Il Borgo di Sant’Andrea ha previsto feste di strada; avranno i Riminesi già tirato fuori dai cassettoni maglie e giacche sufficienti per resistere a questo vento perfidino?

Aggiornandovi: la pomeridianata ha avuto il suo ripieno nutriente con la festa di compleanno di Martina, a cui erano invitate tutte le Sorelle Grassilli. Il piano terra di uno degli efficentissimi, implacabili, benissimo tenuti “Centri Anziani” della nostra regione. Voglio dire: sono io l’anziano, al cospetto di questi superenergici membri della terza età. La giornata si è conclusa col tentativo di rientrare alla Verde con la trici + bici di Lia, tagliando la folla nel borgo di Sant’Andrea e riuscendo a non finire ne’ dentro a un cassone alle erbe, ne’ assegnati come premio della super-tombola.

 
 

settembre

Posted at 7 settembre 2004 by

Un parco tematico nuovo, dove gli investimenti si vedono, dove l’aria che si respira non è “provinciale”, dove si paga ad entrare come si fosse a Disneyland. Sta di fianco all’Acquafan, a Riccione, c’e’ un sacco da parcheggiare, c’è spazio attorno e quindi il sito crescerà. Si chiama Oltremare, ha una missione naturalistico-scientifica, con attrazioni che vanno da una ricostruzione dell’ambiente terrestre nella preistoria a un delfinario extralusso (lo vedete usato come location nello spot pubblicitario del “delfino curioso“). Ci siamo andati tutti e cinque, assieme a Cinzia e le sue due bambine, di età analoga alle nostre due “grandi”. E subito abbiamo rilevato che il parco non prevede nulla per stroppoletti sotto i tre anni e quindi: Iris in spalla e via andare.
Dopo aver ammirato il bellissimo acquario degli Ippocampi, le nostre piccole si sono deliziate prima allo spettacolo della “fattoria” (ben studiata per mostrare con estremo rispetto animali “della campagna”, comunque poco familiari alle nuove generazioni. Perlomeno: nessuno delle mie discendenti aveva ancora avuto a che fare di persona con una civetta o con un istrice). Poi, appunto, il trionfo dei delfini acrobatici in una sorta di laguna blu fatta in casa, poi iniziano i guai.
Precisazione dovuta: le reazioni di spavento davanti alla proiezione in 3D della formazione della terra, i pianti e le invocazioni a lasciare la sala dove effetti sonori e liquidi rendevano concreta la nascita della crosta terracquea, ha riguardato esclusivamente Gioconda ed Emma.
Iris nemmeno abbiamo osato introdurla, mentre le due amichette Cecilia e Cristina non facevano una piega.
Sarà che le mie sono poco allenate agli effetti speciali, sarà che i loro cervelli sono macchinette estremamente economiche (con un cucchiaino di stimoli fanno 100 km di immaginazione), di fatto erano così agitate che non è stato possibile farle entrare più in nessuna attrazione (non che ne rimanessero molte, del resto).
Per provare a ricomporci, ci siamo accomodati nel fast food, che patatine e crocchette di solito contribuiscono a riportare la serenità. Eccaspiterina: uno dei peggiori fast food in cui ho mai avuto la sfortuna di capitare. Parlo proprio della qualità delle cibarie, della loro cottura, freschezza e del prezzo irritante, a fronte di una qualità ancora più bassa del solito.
A conclusione della giornata, l’Organizzazione Non Governativa “Casina Verde, pur riconoscendo il livello elevato della struttura e delle sue ambizioni per il futuro, deve bacchettare Oltremare riguardo:
- la mancanza di attrazioni per i più piccoli.
- la mancanza di indicazioni riguardo cosa aspetta i bimbi dentro le sale di “proiezione“. Un consiglio sull’età minima, scritto su un semplice cartello, sarebbe gradito.
- Il prezzo d’ingresso elevato rispetto al numero di attrazioni disponibili. Pur rendendoci conto che hanno appena aperto.
- il cibo veloce, il cui cattivo ricordo non è così veloce ad andarsene.
Comunque il posto è bello. Emma e Gioconda si sono rifatte ballando addosso alla fontana che si vede nelle foto sotto. Signori di Oltremare, avete un debito formativo.
Giudizio per ora sospeso.

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