di Lia Celi
LUGLIO
Nell’Anno europeo della lotta alla povertà, il nostro governo si distingue per l’impegno: «Abbiamo già steso un bel po’di poveri, a fine anno li manderemo tutti kappaò». Il ministro Tremonti vara la nuova social card con i bordi seghettati, da usare nei supermercati per ottenere generi di prima necessità: basta puntarla alla gola della cassiera. La temperatura sale, ma per sentirsi gelare si può sempre entrare in una banca e chiedere un prestito. Torna la zanzara tigre, quest’anno ancora più aggressiva: invece del solito punngiglione presenta una micro-miniatura del duomo di Milano. Ma nulla può incrinare la Summer of Love di Silvio Berlusconi: con un romantico bigliettino, invita l’opposizione a un appuntamento notturno sulla spiaggia, alla magica luce di un falò acceso con la Costituzione.
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di Lia Celi
APRILE
Su Internet fioccano i «pesci», tra i più cliccati un filmato che mostra Fabrizio Corona rapito da un commando di trans alieni sotto gli occhi del Gran Maestro dei Templari in un bar gestito da Elvis Presley. Solo un dettaglio smaschera il pesce d’aprile: Corona è completamente vestito. Berlusconi torna in Abruzzo a un anno dal sisma e indica con orgoglio i risultati della ricostruzione: «Guardate il mio naso, è tornato uguale a prima.» Nel Venerdì Santo la Via Crucis fa rivivere ai cristiani il calvario dell’uomo deriso, vessato e abbandonato; negli altri giorni dell’anno basta prendere un treno.
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di Lia Celi
GENNAIO
Paura durante il messaggio di San Silvestro del capo dello Stato: uno
psicolabile si introduce nello studio di Napolitano mentre loda lo
spirito civile e il coraggio del popolo italiano. «E poi il pazzo
sarei io» sghignazza lo squilibrato, mentre I corazzieri lo
trascinano via. La gente guarda al balcone di Piazza San Pietro in
cerca di una parola di speranza, ma ci trova solo Benedetto XVI. Come
ogni anno, il pontefice affida l’Italia alla Madonna, ma la Vergine ne
ha le palle piene di assistere gratis un paese di anziani
rincoglioniti e litigiosi, e pretende un contratto regolare con
contributi e tutto.
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La serie dedicata alle giovani pattinatrici, che Lia sta scrivendo per EL, è sbarcata in Giappone.
Gentili signori del Carrefour,
consapevole del fatto che non potete sorvegliare ogni singolo avvenimento che avviene all'interno dei vostri esercizi commerciali, mi premuro di segnalarvi l'episodio avvenuto il 13 settembre nel vostro punto vendita di Assago. La persona coinvolta ne riferisce un'ampia cronaca in questo post.
Orgoglioso di essere parte io stesso, con mia moglie e con le mie quattro figlie/i, di questa way of life sempre più capillarmente “nasci, consuma, crepa”, mi permetto di suggerirvi un altro intrattenimento-civetta da allestire ad Assago o altrove, sempre al fine di attrarre i piccoli acquirenti e i loro accompagnatori, ma con un pizzico di brivido in più.
Esistono, presso i circhi più affermati, professionisti in grado di gestire il noto esercizio del "salto nel cerchio di fuoco", specialità affermatesi in anni gloriosi, quelli in cui il nostro inaffondabile popolo sapeva bene in che direzione andare. Secondo me, con un piccolo trampolino, un materasso da palestra e, appunto, un cerchio fiammeggiante atrraverso il quale i nostri bambini potranno buttarsi, potremmo passare tutti un bel pomeriggio, premiando con gadgets le migliori prestazioni e deridendo in massa coloro che non centreranno il foro. Non occorre che sia io a suggerivi di provvedere a certe cose indispensabili come: un'estintore, un paramedico, un fotografo professionista (quelli della polizia scientifica sono i migliori!) e una delle vostre responsabili, abilitata a selezionare chi è normale e chi non lo è.
Probabilmente un gruppo multinazionale come il vostro non ha bisogno dei consigli che arrivano da un ambiente inaffidabile come quello di internet, sentina di tutte le peggiori inclinazioni, tipo quella di creare una bella eco mediatica e spedirla dritta nel laddove dei responsabili di questa vicenda.
Distinti saluti
Roberto Grassilli

Nasce a Rimini, proprio quest'anno, MARE DI LIBRI, il primo festival letteratura dedicato agli adolescenti.
La prima edizione del festival si svolgerà il prossimo 20, 21 e 22 giugno.
Tre giorni di incontri con gli autori italiani e stranieri più amati dai ragazzi, laboratori e spettacoli.
È una manifestazione a cui, assieme a Lia abbiamo dato tutto il sostegno possibile, perchè è una bella idea, perchè Rimini ha bisogno di cose di questo tipo, perchè amiamo le tre libraie che la hanno pensata e promossa. Ma anche perchè fra non molti anni la Casina Verde sarà piena di adolescenti ;)
Il Festival sarà anche un’occasione di incontro e di riflessione per tutti coloro che si interessano di ragazzi che leggono e di lettura.
“Mare di Libri” sarà tutto attorno a casa nostra, nel centro storico, nei luoghi più ricchi di storia della città, tra i quali è facile spostarsi a piedi. Noi iniziamo a dirvelo. Se verrete qui, troverete anche noi all'opera e godrete di un periodo particolarmente piacevole della "stagione" romagnola. Ma nei prossimi due mesi ci torneremo sopra. Intanto, se volete dare un'occhiata, ecco il sito ufficiale del Festival, e le foto della presentazione dell'evento avvenuta a Bologna, durante la Fiera del Libro per Ragazzi '08.
Noi pensavamo sarebbe piaciuta, ma non così tanto. La grandi città sono presenti in numerosi racconti, cartoni, libretti che popolano la vita delle tre bimbe, ma arrivarci dal cielo, e andare, andare, andare con quel pullmino fino all'albergo, fornisce da subito una dimesione mentale diversa.
Parigi ogni mattina, per otto mattine, ci ha ingoiati nella metrò (stazione "Europe") e ci ha tobogati in giro per i suoi quartieri così diversi, così sostanziosi. La Metropolitain, uno dei massimi di questa vacanza. Tanto che oggi, se andiamo in autobus fino a Viserba, a ogni stop del mezzo Iris e Gioconda esclamano: "Saint Lazare!" o "Operà!" o addirittura "Havre-Caumartin", imitando la voce registrata che si sentiva sui convogli sotterranei.
Le tappe e i commenti specifici del nostro vagare parigino li potete leggere sfogliandovi l'album che sta come sempre su Flickr, qui mi limito a sottolineare l'effetto che la capitale europea, la "ville" per eccellenza, ha avuto sui transfughi della Casina Verde. Le sorelle hanno sgranato gli occhi e forse più che gli occhi hanno sgranato i sensi e l'intelligenza.
A nove, sei, quattro anni si è già in grado di percepire benissimo un modo diverso di stare in un'urbe, qualcosa che ha a che fare con la mancanza di disprezzo per il luogo in cui si vive. Loro non sanno che anche a Parigi ci sono infiniti problemi e ingiustizie, ma hanno capito, e lo hanno fatto capire a noi, che è meglio abitare in un posto trattandolo bene, possibilmente tutti assieme.
I due genitori, immunizzati per forza di cose dall'effetto che la città può avere sulle coppie, hanno dribblato come potevano il confronto con le inefficenze italiche e la scarsa attenzione che il nostro bravo Paese cattolico, tanto affezionato alla Famiglia, accorda alla medesima quando osa uscire di casa per fare qualunque cosa: prendere un mezzo pubblico, fare la spesa, andare in un museo o in un parco, mangiare.
Adesso, oltre al prevedibile riecheggiare di un "Quando torniamo a Parigi?", rimane sospesa, fra il soffitto e il pavimento della Petite Maison Vert, una domanda mica così peregrina: "ma siamo sicuri che sia inevitabile farle crescere qua e non là?".
In un clima di commossa solennità, è avvenuto l'incontro fra la Famiglia Comidademama e la Famiglia Vonorace. Qualche settimane fa, invogliati dalla bella stagione e dall'assenza di una vera e propria routine scolastica (l'emilia-romagna ha richiamato ai banchi per ultima i suoi scolaretti), gli allegri abitanti della Casina Verde si sono inerpicati fino alla capitale tridentina e hanno trascorso colà (appena) due giorni, ma intensi e piacevoli. Fra biciclette noleggiate, birre artigianali e controverse sagre del salume, i nostri hanno mantenuto la promessa fatta ormai quasi tre anni fa. Mancato il rendez-vous nei Paesi Bassi, solo in parte ottemperato da un Babbo Rob in solitaria, senza trasvolate e prenotazioni, finalmente abbiamo potuto far visita ai Chesta/Schwarz.
In circa 48 ore di trasferta ci stava quel che ci stava, ma siamo riusciti a girellare il bel centro storico tutto pinto e lindo, a far spesa in un mercato di agricoltori, a scoprire l'esistenza della mortandela.
La cenetta a casa Comida ha rinfrancato i viaggiatori e ha sugellato lo storico incontro. Le nostre Tre Fantocce hanno apprezzato questo viaggetto e hanno subito dichiarato di voler tornare in gita lassù. Ma ora siamo noi che aspettiamo i nostri amici Orange-Trentinotti in Romagna. Forza Comi, siamo qui a piade aperte per voi.
Ricavo e rilancio questo istruttivo post scritto da Aliencrossing:
Nel gennaio 2006 Medici senza Frontiere ha presentato il secondo rapporto dell'Osservatorio Crisi Dimenticate: un'iniziativa in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia, che ha effettuato un'analisi qualitativa e quantitativa dello spazio che le principali edizioni (pranzo / sera) dei TG nazionali di RAI, Mediaset e La7 hanno dedicato alle emergenze umanitarie nel corso del 2005.
Dal loro sito si può leggere:
"Entrando poi nel dettaglio delle dieci crisi umanitarie più ignorate, anche nei nostri TG queste hanno trovato poco spazio:
"Nel gran vocio che accompagna con giubilo, sgangherato o sommesso, il funerale ancora in corso del movimento operaio, viene pacatamente da ricordare che, in gran parte delle nazioni più ricche e progredite, diritti che oggi riteniamo ovvio riconoscere a tutti sono apparsi, nella nostra storia recente, come richieste e programmi delle organizzazioni dei lavoratori. Il suffragio universale, la libertà di costituire partiti e sindacati, la legislazione che regolamenta prestazioni e compensi del lavoro, la tutela dei bambini, il diritto e l'obbligo all'istruzione, la garanzia di un minimo di assistenza per i malati e i vecchi... le vacanze pagate. Queste e tante altre "conquiste" della civiltà sono impensabili senza il contributo determinante, sì, senza le lotte dei lavoratori di questi ultimi centocinquant'anni. Sono cose scontate di cui è molto comodo scordarsi".
A tutti coloro che seguono attraverso gli apparecchi televisivi: sabato 29/4/06 alle 16.00 su Raiuno, Lia Celi porterà la conduttrice Elisa Isoardi in giro per il centro di Rimini, durante la puntata di "Italia che Vai", trasmissione che fa tappa nelle città italiane, mostrando bellezze artistiche e architettoniche, paesaggi, curiosità, folklore, pregi e i difetti di chi vi abita, tipicità gastronomiche. Siate share, se volete.
A Bologna sta per aprire una nuova libreria, pimpante e speranzosa come deve essere una nuova libreria . Un negozio di libri che appare sul mercato è sempre una buona notizia, ovunque e dovunque succeda. Se poi lo spaccio di parole risulta, in qualche modo, sotto le insegne di LMT e dello storico Fancleb, la festa e' doppia, tripla, onusta, zibibba.
Ecco i fatti: da una settimana la signora Nico "Mondadori" Maldini Nylon, storica amica di noi della Casina Verde, mamma della primissima amica-gemella di Emma, moglie di Ted ( il compagno di band di babbo Roberto), con le socie Anna e Orsola, sta a testa bassa nei preparativi della sua nuova impresa in via Goito 3/C, Bo. In una tripudiosa mail ci informa che "i pavimenti sono rossi e lucidi (ma siamo già quasi assicurate), le pareti color crema... (e) scalpitiamo e ordiniamo libri tutto il giorno (ma abbiamo iniziato lo scorso giovedì e fra poco smettiamo, resterà un pochino di spazio per i visitatori)"
Il prossimo weekend sarà immolato al Divino Billy (la libreria bianca Ikea) e dopo... detto con la dovuta scaramanzia trifolata...
...dopo: dai primi di dicembre Bologna si arricchirà di "Trame", la nuova libreria cetacea, ridondante, assolutamente da non perdere. Fansi Terital, amici Savoiardi del 3000, denigratori di Gandini, lettori felsinei e non, ecc...: siete tutti invitati a passare di là e portare i vostri omaggi. Noi lo faremo ogni volta che ci sarà possibile e anche di più.
Se mi metto ad analizzare a fondo le motivazioni è ovvio che fibrillo. Se vado dietro ai percorsi, alle dichiarazioni, alle schermaglie, è probabile che vacillo. Se invece mi concentro sugli inverecondi mostri che stanno "di là" ritrovo la stabilità e la fredda determinazione. L'occhio si fa duro, la mano scende verso la fondina. Sono consapevole, dentro la fondina c'è solo una consultazione primaria di medio calibro e non so nemmeno se è carica. Ma tutti questi anni di bocconi amari mi hanno portato a un passo dalla disperazione così tante volte che, brothers, io nel massimalismo ci faccio il bagno un giorno si e un giorno no.«L’antica vera ricetta della mortadella è molto semplice. Si utilizzi unicamente la spalla, la parte magra del maiale. Si sgrassi accuratamente la carne per poi macinarla finissima quasi ad ottenere un purè. Quindi si selezioni il guanciale del maiale riducendolo in piccoli cubetti. Il tutto impastato e condito con sale e pepe si insacca in vesciche di bue e si inforna nella stufa a cento gradi per dieci ed anche dodici ore. Queste le indicazioni utili ad ottenere una golosa e profumata mortadella».

In un anno che ha segnato il prepotente rilancio della biografia su grande schermo e non solo, debutta il Biografilm Festival – International Celebration of Lives (Bologna, Manifattura delle Arti, 1-5 giugno 2005). 





La certezza che questa città mi farebbe innamorare di se', se solo potessi viverla più a lungo, mi è venuta attraversando quel canale, il braccio d'acqua che divide l'Amsterdam storica dalle terre asciugate su cui vive Comidademama. Agitazione di navi e acqua vissuta, mentre sai che è questione di pochi minuti e ciclerai, privilegiato, dentro ad un esercizio generoso di civiltà e organizzazione, fra alcune delle case più belle del mondo, sui ponti ostinati degli ostinati Olandesi.
Ho chiesto a Elena di ospitarmi come fossi un collega architetto e lei mi ha preso alla lettera, senza pietà. Con la mia bici noleggiata la inseguo su e giù per la metropoli delle sorprese urbanistiche, incantato dai manufatti che la mia adorabile ospite mi illustra, mentre tento di riprendere il fiato. Marta, piccola santa Marta, acconsente a tutto dal suo sedile dietro. Quando la pista si snoda, si allunga in un sottopasso o accanto a un canale, le nostre bici si disatanziano, si intercalano con quelle dei cittadini dalla pedalata inesorabile, il capino biondo di Marta mi guida.
La Signorina Schwarz mostra un'incredibile tolleranza alle menate degli adulti, per esempio, sopporta le infinite chiacchierate fra Comida e il sottoscritto. Di vita, morte, arte, cibo, persone, web, cerchiamo di riequilibrare l'assenza di parole che un'amicizia cresciuta in Rete chiede come tributo di sangue, mentre sfiliamo su questi fondali quasi intollerabili per la loro suggestione e complessità. Marta ci asseconda anche durante la chiacchierata in libreria, quando, davanti a una quindicina di amici, srotolo ancora una volta la vicenda di Net To Be.
Grazie all'accoglienza di Marina Werner, Pinuccia Drago e Alessandra della Libreria Bonardi, l'unica libreria italiana di Olanda, ma soprattutto grazie all'ospitalità e l'organizzazione di un'amica come non molti possono vantare di avere, Elena "Comidademama", farò un incontro tutto nederlando dedicato alla mia strip, la prossima settimana.
Mentre state leggendo, un pacco di "validi prodotti" Immanet sta attraversando l'Europa del Nord per approdare nella summenzionata libreria di Amsterdam.
Se siete da quelle parti Venerdi 15 Aprile e volete partecipare alla day-by-day life indigena, perchè non venite a fare un salto verso le 17?
Qui troverete come arrivare alla libreria, che è molto vicina allo zoo e si trova in una zona di docks molto bella. Qui una foto a 360° dell'Entrepotdok.
Sul blog di Artemista-comunicazionecultura, campeggia un'altra abbondante segnalazione. Ringrazio affettuosamente questa nota associazione cuneese specializzata nella gestione, comunicazione, creazione di eventi culturali. Visitate il loro sito.
Chi si nasconde dietro la palla?
Stesi sul lettone nella nostra ormai lontana casa della Cirenaica Bolognese, leggevamo e rileggevamo all'Emma duenne la mantrica sequenza di domande basilari con annesse risposte, che intonavamo in coro mentre una manina ansiosa sollevava l'aletta del libro super-cartonato. La piccola ancora-figlia-unica constatava con sollievo che si, il cagnolino di Miffy era proprio dietro il secchiello col manico blu. Nulla di cui preoccuparsi.
Il tometto è poi passato nelle mani di Gioconda e Iris, caricandosi di acciacchi professionali, ma resistendo tosto nella Libreria delle Bambocce. Altri colleghi firmati da Dick Bruna l'hanno raggiunto su quegli scaffali, fino a questo 2005 in cui la coniglietta Miffy, al secolo Nijntje, festeggia, incredibile, 50 anni d'esistenza.
Ci ha resi consapevoli dell'anniversario, ovviamente, la nostra amica delle Terre Basse, Elena "Comida". Lassù la Coniglietta viene festeggiata alla grande, come si conviene alla beniamina di ormai almeno tre generazioni di piccoli lettori.
La Casina Verde non poteva che unirsi festevole agli auguri a Miffy, ai suoi altri amici di carta, al grande Bruna, a tutti gli olandesini che la amano e la sentono loro.
Ho vissuto e lavorato per anni in uffici dove i dipendenti erano in maggioranza fumatori. Entrando in quegli ambienti alle nove del mattino, trovavo una nebbia azzurrognola già stagnante. Si chiese la cortesia di limitare le sigarette, almeno al mattino e si continuò a chiederlo per parecchi mesi: nessun cambiamento. Gli amici colleghi a cui facevo notare la cosa, reagivano con sorpresa dicendo cose tipo: "cavolo scusa, non mi sono reso conto..." e spegnevano all'istante. Dopo più di un anno così, la direzione decise di proporre la "zona fumatori". Ovvero: la saletta "relax", che non aveva nessuna separazione fisica dagli altri ambienti e che da quel momento divenne off-limit per chi non fumava. Inoltre venne assegnata ai tabagisti la metà dell'open-space. Il quale non aveva alcuno schermo a proteggere l'altra metà. Era, diciamo così, la coraggiosa affermazione di un concetto. Dopo altri mesi, la direzione fece apparire timidi cartelli col divieto di fumo. Nulla. Chi del resto, dopo una serie di discussioni, richieste cortesi e sbottamenti con sfanculata, era diposto a inimicarsi i tre quarti dei colleghi, incaponendosi a far rispettare il divieto? Riprese piede la rassegnazione. Agli occhi arrossati, ai vestiti puzzolenti. Al passare dall'ufficio nebbioso alla tavola calda ugualmente maleodorante.
Un non fumatore tollerante come me, continuava a limitarsi a chiedere: per favore, almeno NON mentre mangio, grazie. E le cose sono andate avanti così fino a che ho frequentato quel mondo.
Evitando per anni di polemizzare con chi fuma: cercavo di avere comprensione verso i portatori di un'evidente disturbo, verso chi ha problemi a contenere una propria debolezza. Non potevo pensare che tutte quelle persone che stimavo e apprezzavo sotto mille aspetti, diventassero volontariamente dei prevaricatori, no: doveva essere una patologia. Provate a metterla su questo piano, ripensate all'orrore negli occhi di certi vostri amici davanti ad uno sciopero dei tabaccai e vedrete che il dialogo potrà riprendere.
Ed eccoci a questa legge. Non desiderata e non sostenuta da gente come me, cioè adulta e convinta che proibizioni di questo tipo non possono modificare pieghe culturali compresse da decenni di avvallo totale. Però un piccolo disagio lo devo esprimere: quello di sentirmi paragonato, dopo anni e anni di pazienza, ad un totalitarista brutale. Ma amici, non potete trattarmi così. Non mi interessano le statistiche sul fumo passivo: voi discutete di libertà. Nei passati 30 anni da cittadino adulto, in molti, moltissimi casi, la mi unica libertà è stata quella di scegliere fra una stanza dove soffrivo (lo potete accettare questo? Che, al di là di ogni possibile danno da inalazione passiva, chi non fuma patisce fisicamente questa vostra abitudine? ) e l'alzarmi ed uscire. Lo dico anche a quella persona che per me è come un fratello, che doveva smettere se si fosse verificato un fatto molto importante ma che poi, anche davanti all'esito positivo di quella vicenda non l'ha fatto: davvero sono io quello che non rispetta i diritti degli altri? Te lo dico sorridendo, anche perchè pure tu sei uno che cerca di praticare la tolleranza nella vita: non ho mai pensato, tutte le volte che mi facevi scegliere fra una congestione da finestra spalancata in inverno e la camera a gas del tuo ufficio, che mi stessi imponendo uno di quegli esperimenti di resistenza umana tipo Dr. Mengele :-) Forse chi fuma dovrebbe provare a ribaltare il proprio punto di vista: pensate ai decenni di tolleranza che vi sono stati accordati e pensate al cattivo uso che molti di voi ne hanno fatto.
Davanti a certe esagerazioni di questi giorni, verrebbe da reagire con uguale veemenza: miei cari, facciamo un po' per uno? Un secolo di prevaricazione a testa, che ne dite? Adesso tocca a voi. Purtroppo anche i miei amici più spiritosi, se fedeli del Gran Monopolio di Stato, su questo argomento perdono ogni capacità autoironica.
Allora, dimensionandolo alla portata di questo piccolo problema, mi limito ad un rantolo personale, quello di un non-fumatore consapevole che è da un pezzo che il bue dà del cornuto all'asino, o che Berlusconi dice i media sono in mano ai comunisti. Al mondo capovolto ci si abitua, persino a sedersi sul lampadario swarowsky. Ma per favore, togliete quella icona con la bandiera nazista.
(*) grazie alla gentile precisazione di Fabrizio, ora il titolo è tutto in tedesco. ;-)
a VILLA SERENA Venerdì 14 Gennaio, h: 21.00
Roberto Grassilli presenta Davide Sapienza, autore di “I diari di Rubha Hunish” (ed. Baldini, Castoldi e Dalai)
A seguire: SUB VILLA h.22:00 Concerti Contro OZ in concerto www.oz-online.it
Pop, soul e suoni elettronici. SUB VILLA Dance/Elettro-Pop con dj Moro / UP VILLA Black music con dj ILIC
VILLA SERENA Centro Polivalente del Quartiere Reno,
Via della Barca, 1 - Bologna
Tel: 051.6156789 - www.vserena.it
come arrivare a Villa Serena.
A rileggere qui sopra viene fuori una cosa più intricata di quella che è: conviene provarla, io ve lo consiglio. Cercatemi lì dentro: vista la squisita ospitalità di Flickr, d'ora in poi una gallery di Bambocce, Riminesità e altre Impressioni Verdi, la troverete sempre anche qui.
www.sorryeverybody.com
(e grazie a Xabaras per la segnalazione)
Ed è giusto segnalare anche la sorridente risposta. Non è che un gioco della Rete, ma a me solleva il respiro, da' il cicchetto al motorino della fiducia.
www.apologiesaccepted.com
Prelevo e riporto, da Macchianera, questo annuncio: "Pensavate di averla scampata, quest’anno? E invece no.
Tenetevi liberi per uno tra l’ultimo sabato di ottobre e il primo di novembre (l'anfitrione, sig. Neri Gianluca sarà più preciso nei prossimi giorni, ndr.).
Cotillons e free drink q.b., come da tradizione. Presto, su Macchianera, sarà possibile prenotare l’invito per sé e per i propri amici. Per la cronaca: “La notte dei blogger”, quest’anno, inizia di pomeriggio, e prosegue ad libitum".
Magari, se va tutto bene, questa volta ci si incontra a Milano, chissà! ;-)
Gioia anche nella Casina Verde. Emma strilla convulsa "VIVA LA PACE" (!!!). Iris le va dietro bablando una frase con un suono simile. Accidenti, Lia e Gioconda sono fuori. Scusate, prendo la vespa e corro giù a Marina :-D
Non ascoltate i pelosi giudizi artistici, i filommericani piccati, gli snob terziari-terzisti, le porconavi di se stesse, le ultime grida dalla havana, le pennette alla macherio eccetera(*). Vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo - vedetelo. E mandate gli amici a vederlo.
(*) Può puresse che questo non sia il film più bello di Michael Moore, noi li abbiamo visti quasi tutti e cinematograficamente forse "Columbine" è meglio confezionato. Ma questa è un'operazione di inestimabile generosità e vero coraggio d'artista. Non so come non lo si possa capire, ecco.
L'idea di A'marena mi è sempre sembrata tanto bella quanto immediata: durante la stagione turistica, uno schermo itinera fra stabilimenti balneari e accende, fra i gelati e le bandiere, serate di vera devozione cinematografica. A poco prezzo o anche gratis, si scende la passerella e ci si accomoda su sedie di legno, o sulla sabbia, o ci si appoggia ad una palma e si guarda qualche filmòn della recente stagione, o un capolavoro immortale.
Quest'anno poi, la Fondazione Fellini, con nuova energìa scaturita dal museo aperto di recente, ha avviato una nuova collaborazione con la rassegna, collocando nel programma quattro opere del Maestro.
Mi sono andato a gustare l'appuntamento con il più alto tasso di auto-referenzialità: la proiezione di Amarcord nella spiaggia privata del Grand Hotel. Una Rimini fellinata sul telone bianco, una Rimini contemporanea alle mie spalle, i riminesi di oggi che ridevano e si commuovevano tutt'attorno nel buio.
Il caso e una lampada elettrica mi hanno anche donato, in sovrapprezzo, un momento suggestivo che forse Federico (il Grande) avrà apprezzato: fra un tempo e l'altro l'operatore ha acceso la luce nella tenda che fungeva da cabina di proiezione; un bel gioco d'ombre ha stilizzato l'operazione del cambio delle bobine, gesti in serie che sembravano coreografati per noi.
Ho cercato di catturare il momento ipericonico con una foto modesta del mio cellulare, la lì sopra.
...l'altra sera, davanti alla taverna Partenone, a Rimini centro.
Gianmarco è il fratello del mio "fratello" Gianluca Neri. Scavalchiamo questa cosa milanese-nevrotica dei gian-nomi e parliamo di lui.
Il minore Gianmarco approdò in Clarence nonostante la presenza del Fratello Capo, che trovava un po' imbarazzante fare il "colloquio" al congiunto. Noialtri soci disgiunti lo esaminammo, lo approvammo, lo caricammo sul carrettone della Web-Economy.
All'inizio Gianmarco si nascondeva dietro le periferiche del suo pc, non parlava quasi mai ma sviluppava una quantità di lavoro in rete impressionante. Poi una prima volta scrisse qualcosa di umoristico.
Tutti gli snobboni di Clarence risero: era nata una stella. Purtroppo si trattava di un astro che compariva in redazione sfoggiando le camicie acquistate da Mamma Irene, che è una signora straordinaria, ma se fosse un pittore sarebbe Jackson Pollock.
Quelle camicie, in parte, tarparono una carriera luminosa. Al resto pensò il Gianmarco in persona, scrivendo perfidi pistolotti sulle produzioni musicali di Michael Jackson o Eminem. Decine di fan, sollecitati dagli articoli comparsi sul Portale dell'Angelo, si resero disponibili per far cambiare idea al giovane Neri, con ascolti critici delle produzioni dei loro beniamini, che il nostro avrebbe dovuto effettuare dall'interno di un lettore cd, in cui si offrivano di introdurlo dopo averlo adeguadamente sminuzzato.
Ma Gianmarco, in Clarence, fu anche molto altro: un molestatore di software, un mappatore di fumetti, un confessore di tecnici fiorentini. Fu l'uomo che fondò Radionair, che spaventò un Ceo di piccola taglia, che liquidò tutti i "colleghi concorrenti" nella fiction della Grande Famigghia con lo pseudonimo di Jumpmarco.
Fu molte, molte altre cose. Ma nel giorno del suo compleanno, vogliamo omaggiarlo per ciò che è oggi: un enorme criceto, un milanese inamovibile, un grandissimo amico.
Auguri dalla Casina Verde!!!
L'ultimo testo conosciuto di Gianmarco Neri: leggetelo qui su Macchianera (lo consiglio in particolare a LaLaura ;-)).
Nato in una famiglia dall'altra parte, io. Di fianco alla piazza della chiesa e sotto le gonne di Don Camillo. ll signor segretario era una faccia puntuta, capelli dritti, occhi a fessura, facile da caricatura per un bamboccio che aveva deciso di fare "il disegnatore di fumetti". Poi sempre più amicizie dilà, l'abbattimento del muro di San Pietro in Casale. Una morosa comunista nella romagna degli 'ottanta e il ricordo del dolore sbigottito quando lui se ne andò. Il lutto che correva muto per le stradine della riviera che si risvegliava alla stagione turistica, tutti col magone (ma proprio tutti).
Sulla Rai, Craxi e Pertini dritti, calcificati nel bianco e nero del funerale. La striscia di Staino sull'Unità, struggente e incoraggiante. I migliori se ne vanno, lui era uno onesto, eccetera.
Le parole più degne le ho trovate sulla Linea Gotica di Daniela Amenta, colei che mi parla di musica nella Blogsfera. Enrico si sente sempre che manca, anche ai pitturelli come me, ancora vent'anni dopo.
Andava pensato, un blog così, e Lo Zio Macs lo ha fatto. Una estrapolazione della vita che passa attraverso i messenger. La nostra vita, di noi attaccati alla Macchina.
E a pensarci è tanta, è un canale deviatore parallelo al flusso di comunicazioni che spandiamo col nostro corpaccione. Solo che, senza occhi, fiati, tepori, ditate, va subito al sodo: una sintassi agitata, una sindone digitale di noi stessi.
Così scarnificati, i dialoghi diventano come installazioni sospese per aria. Ma lo straniamento passa in fretta, come quando si stava in chat: dopo poco si pigliava il ritmo.
Bravo a Zio per questo Messenger Life, che nel dare a una rubrica del suo blog storico questo spazio autonomo, ha fatto fare un altro passetto alla Grande Classificazione dei Linguaggi della Rete.
Tim Robbins= Sì, ho un figlio, maschio (porge a Samantha una videofoto).
Samantha Morton= (guardando con distacco l'immagine) e ci scommetto che è molto speciale.
Tim Robbins= E' così. E' un ragazzo molto speciale!
Samantha Morton= Tutti hanno figli molto speciali. Chissà da dove vengono tutti gli adulti banali che ci sono in giro.
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Oggi a Milano inizia il Telefilm Festival e io sarò lì per un paio di giorni.
Sono ospite del mio amico Andrea Romeo, che con la sua società (specializzata nell'aggiustare i festival degli altri, il team nella foto in alto a destra), ha creato e gestisce questo evento arrivato al secondo anno di vita.
Andrea e' un ex di Cuore, un ex vicino di casa, un grande amico: dovrò parlare presto piu' diffusamente di lui.
Incontri e tentativi di rimettere in movimento le residue celluline creative. Parole in faccia e non nei messenger. Ex soci e futuri compari, portatili che fanno cin-cin. E dovrei pure dire due paroline su X-files
Qui trovate il programma completo della manifestazione, come arrivare e cicciosità varie.
Conto comunque di connettermi quanto possibile, tutti gli aggeggi resteranno accesi. Baci da trasferta.
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WASHINGTON - Molestie sessuali nel parco dei divertimenti Disney World di Orlando, in Florida. 'Tigro', uno dei personaggi di 'Winnie the Pooh' e' accusato di aver molestato una ragazzina di 13 anni mentre stava posando per delle foto ricordo. L'uomo, Michael Chartrand, avrebbe quindi aggredito la madre intervenuta in difesa della giovane. Chartrand e' subito stato sospeso, senza retribuzione, dalla Disney. (Agr)
"...non ci possiamo fidare piu' neanche dei cartoni 'nimati, signora. Mo se venivano a Fiabilandia stavano piu' tranquilli. Lasia andare, al massimo gli tocava della piada un po' indurita. Non lo so io..."
Shangri-La è il Blog-Vergine di Norimberga che contiene una persona con cui ho avuto il piacere di lavorare, non molto tempo fa.
Eravamo in posizioni differenti rispetto alla casta aziendale: io nell'Eliseo dei Capi-Fondatori, lei coscritta nel gruppone lanciato quasi-senza-autista verso l'orlo della Neweconomy.
Però ricordo alcuni pranzi, alcuni momenti di pausa assieme davvero divertenti, dove ci siamo ascoltati e ci siamo parlati, a voce media e sorridendo, capendo il senso delle nostre parole, nonostante tutt'attorno strepitassero Rodomonti 4x4 e Visconti più che dimezzati.
In seguito la zuppa è divenuta così fitta da dover abbandonare al gorgo persino il cucchiaio, la signorina del Shangri-La ha mantenuto un senso della realtà encomiabile.
Poco tempo dopo, dai nuovi lidi in cui si era messa in salvo, mi scrisse una lettera catartica, dove faceva il computo di tutte le assurdità e le offese che aveva dovuto subire nella nostra ridente aziendina dalle tendine alle finestre.
Di quella colata di amarezza quasi nulla era contestabile, mi limitai alla soddisfazione di essere ancora un soggetto con cui l'ex-collega non aveva orrore di comunicare. Poi intercorse un periodo di segnali distanti, riportati da amiche comuni e infine il ritrovarsi sui blog.
Adesso Shangri-La è una delle mie letture preferite sulla rete, e' un integratore ipocalorico che tiene nei valori giusti la mia bulimia da Internet. E soprattutto era ed e' la scoperta quotidiana di quanto scrive bene questa donna, un piacere che convive con quella nevralgia che si risveglia se penso ai materiali su cui doveva mettere le mani nel suo lavoro ismiziano d'un tempo.
Invito chi non lo fa già a passare con comodo in Shangri-La. Magari cominciate da questo post sui manager delle aziende italiane, un po' alfa e omega del mio rapporto con quella ragazza. Ciao Shangrina ;)
E ogni tanto devo pur pensare alle altre casine periferiche, come quella Azzurra dove ci stanno i pitturini e le chine. E anche quella Psichedelica, dove ho provveduto a una bella rimpinguata, sto giro.
E dato che poi il di' uno rimane, magari ne soffre un po' qui la Casina Verde.
E ti potevi contenere, direte voi. Un blog, due al massimo, che caspita...
487 persone sono in attesa di esecuzione.
Grazie al supporto di milione cittadini, Safiya Hussaini ed Amina Lawal sono invece in libertà.
In Nigeria si e' formato un movimento di protesta contro la pena capitale e un grande dibattito su questa pratica disumana, ancora presente nel sistema ordinario di giustizia penale e nei codici dello sharia (legge islamica).
I blog possono aiutare, i blog fanno parlare. Mettete in giro questo link.
http://www.es.amnesty.org/nigeria/