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24.01.10

Emma & Ulisse


Maggio 2005, saggio di fine corso della scuola di danza "Arabesque". Emma, nella scena delle mangiatrici di loto, ha avuto un inatteso, piccolo "a solo" con Ulisse, lasciandoci stupiti.


Posted by robgrassilli at 02:16 | Commenti (0)

19.06.09

Venezia-diario di bordo

di Emma Angela Grazia Grassilli.

Gita a Venezia '09Ciao!!! Io sono Emma, ho scritto già qualcosa per il giornalino della scuola, ma questo è il mio primo reportage!
Come gita di fine anno io e la mia classe siamo stati a Venezia e in tutte le altre isole. Venezia è famosa per Piazza San Marco, per il Palazzo Ducale, per le calli, i campielli, le gondole. . . nessuno sa che, dall’altra parte della laguna, ci sono tanti altri luoghi da scoprire, misteriosi ma altrettanto belli! Venezia è anche un luogo dove tante culture si incontrano, perchè turisti da ogni parte del mondo vengono per visitarla. Infatti Venezia, Venice, Venedig, a seconda di come è chiamata, ha più turisti che abitanti, il che è spiegabile, perchè Venezia è una città bella e cara.
Ma andiamo con ordine. Cos’è successo?

Prima tappa, la stazione.

Gita a Venezia '09 Ci siamo alzati alle sei e siamo partiti alle sette. Il treno ci ha portati in giro per la Romagna e per l’Emilia. Nel treno ci siamo scatenati, avevamo uno scompartimento tutto nostro! Arrivati a Bologna siamo scesi, giusto il tempo di comprare panini e cicche e siamo ripartiti. Per arrivare a Venezia bisogna passare sul Ponte della Libertà, che collega l’isola alla terraferma. Quando ci siamo passati, ci siamo messi a strillare: sembrava di volare sull’acqua!
Arrivati alla stazione di Venezia, siamo usciti: fuori la stazione era un complesso bianco, sembrava un agglomerato di cubi, su cui spuntavano alcune bandiere: una con lo stemma di Venezia, quella italiana e quella dell’Unione Europea. Fa un bell’effetto uscire dalla stazione e ritrovarsi davanti il Canal Grande! Piovigginava, e abbiamo aperto l’ombrello. Accanto a noi passavano turisti tedeschi, inglesi, americani, cinesi, giapponesi, svedesi, scandinavi e spagnoli. Sull’acqua passavano barche e vaporetti di ogni forma, dimensione e colore.

Seconda tappa, il parco.

Gita a Venezia '09 Si mangia!
Alcuni genitori sono andati in un ristorantino, noialtri invece ci siamo rintanati in un parco con giochi, tavolini, aiuole e cespugli fioriti, e tanto verde!
Per andarci, siamo passati tra le vie veneziane, e in ognuna c’era almeno un baracchino di souvenire. L’industria di souvenire veneziani va davvero a gonfie vele, soprattutto quella delle maschere, che pare siano le cose che si vendono di più. Per riconoscere quelle originali da quelle contraffatte, basta vedere il materiale: quelle originali sono in cartapesta, quelle contraffatte in plastica. Alcune di quelle originali hanno il timbro Original Venezia e quelle più prestigiose hanno il cartellino Maschere del Galeone.
Al parco abbiamo giocato un pò: siamo saliti tutti insieme sull’altalena! Abbiamo anche incontrato dei ragazzi che recitavano La Tempesta di Shakespeare.

Terza tappa, San Marco e Palazzo Ducale.

Gita a Venezia '09Siamo arrivati in Piazza San Marco, era una vera meraviglia: sugli alti obelischi rossi stavano angioletti d’oro, statue bianche di santi incorniciavano la chiesa grande e maestosa, un enorme orologio con i segni zodiacali. . . non la si poteva confondere con nessun’altra piazza al mondo! Palazzo Ducale è un enorme massiccio in marmo bianco, lussuosamente e peccaminosamente ricco.
Naturalmente c’erano anche i leoni, due in pietra e uno in oro.
Certo che Venezia non smette mai di stupirti!
Ma la nostra tappa era il museo, non queste cose viste e riviste; dopotutto, noi siamo viaggiatori della Venezia misteriosa, non delle cose più scontate. . .

Quarta tappa, il museo.

Al Museo del Doge ci hanno distribuito microfoni e radioline: servivano per ascoltare meglio la guida che spiegava, una donna che somigliava a un topo. Abbiamo fatto un gioco: dovevamo trovare degli indizi nascosti in quadri, stanze e sculture, e scoprire il colpevole di un omicidio!
Siamo perfino entrati nelle segrete, dove venivano rinchiusi i prigionieri. Era un posto tutto in pietra, con celle quadrate dai soffitti non molto alti. In alcune c’erano anche le vecchie brocche e ciotole di pietra vuschiosa dove un tempo ci dovrebbero essere stati pane e acqua. Qualche maleducato, però, aveva anche fatto dei graffiti sulle bellissime e storiche pareti: in italiano, dialetto veneziano, inglese e tedesco.
Si narra che nel Medioevo dopo una riunione del Senato in questo palazzo ci fu un omicidio, e la gente incolpò Iacopo Foscari, il figlio dell’ex-Doge Francesco Foscari. Iacopo era innocente, ma un malvagio senatore suo vicino e rivale, aveva mandato una falsa testimonianza dell’accaduto al Doge in carica a quel tempo. Iacopo fu orribilmente torturato finchè, per sfuggire a quel giogo e cadere nelle braccia della morte, finse di dichiarare di essere stato lui l’assassino, che in realtà era stato un certo nobile Nicolò Erizzo. Francesco Foscari non potè fare niente per fermare tutto ciò, e ne rimase tormentato tutta la vita. Si dice che il fantasma di Iacopo Foscari giri tutt’ora nel castello, inquieto, chiamando a gran voce suo padre e il suo condannatore. Ma con tutto il chiasso che abbiamo fatto, il fantasma si sarà spaventato!

Quinta tappa, il nostro albergo sull’isola di Sant’Erasmo.

Gita a Venezia '09L’isola di Sant’Erasmo è la più grande dopo Venezia, è un paradiso dell’agricoltura e della serenità, niente macchine, ma solo bici, motociclette e camioncini. È lì che c’era il nostro albergo, il Lato Azzurro, così si chiamava. Che Paradiso che c’è, lì! Detto fra noi, vi consiglio caldamente di passarvi le vacanze.
La nave De’ Mosto ci ha portato lì.
Il paesaggio era incantevole: osservavamo i contadini svolgere i loro lavori nei campi e staccavamo i piccoli fichi acerbi da un giovane albero un pò storto.
Le camere erano ampie ed accoglienti, e alcune avevano pure un balconcino. I letti erano morbidi e profumati, solo i bagni erano un pò malfunzionanti, ma a chi importava! E la cena era decisamente poco appetitosa: un piatto di strozzapreti con poco pomodoro per primo, un pezzetto di carne scondito per secondo, perfortuna accompagnato da patatine con ketchup e maio, e per dolce. . ., budino al cioccolato!
Abbiamo organizzato dei vari chiassosi pigiama party in ogni camera, finchè non abbiamo fatto tutti silenzio.
La mattina dopo ci hanno servito una colazione sontuosa. C’erano caraffe di latte, caffè e succo d’arancia; scatoline contenevano bustine di carcadè, tè nero biologico, tè nero al miele e limone, tropicale e miscela di frutta. Pane tostato e biscotti, marmellate di vari tipi, miele, burro. E poi, da mescolare con le altre cose: cacao, caffè, zucchero, muesli e muesli tropicale.

Sesta tappa, le isole selvagge della laguna.

Gita a Venezia '09 La Raptus è la barca che ci ha portati in giro per la laguna selvaggia, a vedere le briccole, le barene e le velme. C’era un marinaio che guidava il timone, e due ragazzi che facevano la guida.
I due sono anche due aiutanti degli Scout di Venezia.
Abbiamo visto due fortini infestati nelle isole verdeggianti e selvagge, e abbiamo pranzato su un’altra bellissima, con un panino al salame, un’arancia e una merendina biologica.
Durante il giro ci hanno raccontato due storie dell’orrore veneziane: Il matrimonio di Venezia e Il mago dal cuore di pietra.
I due ragazzi erano simpaticissimi, formavano un binomio perfetto, e ci hanno subito conquistati.

Settima tappa, Burano.

Burano, da non confondere con Merano, è una delle isolette della laguna, ma a differenza delle altre questa è abitata! Le casette sono di colori vivacissimi e tutte diverse, perchè all’inizio Burano era abitata solo da pescatori e i colori sgargianti servivano a far riconoscere a ognuno la propria.
Nei negozi si vendono dei biscotti speciali, i Buranelli Bussolà, fatti con un esagerazione di uova, zucchero, burro. . . Sono buonissimi!
Un’altra cosa per cui Burano è famosa sono i suoi merletti e pizzi vari. Anch’io ne ho comprato uno per souvenir. Si dice che siano state le sirene a confezionare il primo, e che poi le comari del villaggio abbiano ricopiato quei ricami, prima esclusivamente per uso d’abbigliamento, poi come centrini.
Piccola pausa per merenda e acquisto-souvenir e poi siamo ripartiti. Per l’albergo, questa volta.

Ottava tappa, la Collezione Peggy Guggenheim.

Gita a Venezia '09Molti sanno chi è Peggy Guggenheim, la signora un pò schizzata con gli occhiali enormi e variopinti, e ancora di più conoscono la sua collezione a Venezia.
Noi ci siamo andati il giorno dopo. Il Peggy Guggenheim è un posto fantastico, fresco e profumato. Dentro c’erano tutti i quadri, che io però già conoscevo, più belli del mondo.
Strambo! Anche stavolta la guida somigliava a un topo.
Dopo abbiamo fatto anche un laboratorio: dei fumetti sui quadri che avevamo visto. Poi ce ne siamo andati.

Nona tappa. . . casa.

Siamo tornati tristemente in stazione sulla nave Marco Polo, e il treno ci ha riportati a casa.
Mentre scrivo questo articolo mi torna in mente una cosa. . . una o due notti dopo il ritorno, ho risognato Venezia: ero io, da sola: era un giorno di vento forte, la mia coda di cavallo piena di ciocche ribelli era scompigliata dal vento e indossavo una giacca lunga color fungo geneticamente modificato, da Sherlock Holmes. Un uomo mi aiutava a salire su una gondola di legno massiccio, per poi lasciarmi lì. Nel Canal Grande c’erano pochissime barche per via del vento, ma improvvisamente si placò, e io ero lì tranquilla tra il grigio del cielo e l’azzurro del canale. . . o forse era il contrario?

Questo articolo è stato scritto da me, Emma Grassilli! Se volete commentare, criticare o conversare con me, scrivete qui sotto o mandate a robertograssilli@gmail.com

Posted by robgrassilli at 23:07 | Commenti (12)

02.06.08

Emma X

Emma X Quindi Emma ha dieci anni. Inequivocabilmente, come suggeriscono altre cose che non sono il calendario. La sua personcina, che si allunga e si ammorbidisce come quelle lampade psichedeliche degli anni '70. Abbandona cartoon network e va a scrivere sul Mac. E fra non molto "gli adolescenti", ovvero la categoria che ci divertiamo a prendere in giro assieme da anni, saranno la SUA categoria. Mi dicevo: con Emma non si può mai sapere. A quattro anni leggeva e scriveva, a sei componeva canzoni, a otto leggeva "Piccole Donne" e iniziava a scrivere copioni e a dirigere le sorelle in "Tedeskis The Cat" . Per contro, a sette anni aveva ancora problemi ad aprire e chiudere le porte, e a dieci continua a farci impazzire per come si comporta a tavola e ogni uscita di casa ci obbliga a una verifica accurata del suo aspetto esteriore. Ma sono bubbole. La principessa di papà cresce e come in tutte le commedie americane papà inizia a dare segni di agitazione. Da tempo non mi fido del tempo; so che non conviene dire "beh, ancora non ci siamo". Non va detto, papà-colleghi, non fatelo mai: pronunciate frasi di questo tipo e all'orologio non parrà vero di sgommare in avanti per costringerci a patetiche rincorse. Conviene venire a patti e rifarsi biecamente sui figli più piccoli, illudendosi di essere una crono-guardia come il babbo di Thursday Next e di poter manipolare le stagioni della vita a proprio piacimento. Giocare con le primavere e le estati e i primi giorni di scuola e l'albero da addobbare. Non contare: mescolare. Correre su e giù per l'agenda, lasciando segni e disegni in più pagine possibili. Accendere candeline e soffiare, leggere un libro e spegnere la luce. Buon compleanno Emmilù.
Posted by robgrassilli at 23:23 | Commenti (6)

12.02.08

I fumettini di Emma: la gara di cinema

I fumettini di Emma: la gara di cinema

Ideato e disegnato da Emma in una manciata di minuti, fra i cartoons della sera e la buonanotte.




Posted by Naso di Papolo at 22:32 | Commenti (3)

06.11.06

Emma, Margaret, Jo e i Problemi d'Amore

Margaret, Jo e i problemi d'amore Quello che mi piace moltissimo, oltre alla sicurezza con cui Emma predispone sul foglio la sequenza del suo racconto, è la naturalezza nel fissare gli stati emotivi dei suoi personaggi. Le sue ragazzine sono sempre molto espressive, dinamiche; vanno avanti e indietro nel foglio, ruotano, corrono fino al primissimo piano o escono di colpo come fossero su un palcoscenico. Da quando si aiuta con i baloon a fumetti, anche i testi sono entrati in queste composizioni elastiche e, magicamente, non soffocano le figure. Guardate le braccine di Jo che si dichiara a Bessie: come dico sempre a Lia, avessi saputo io disegnare così, a otto anni ;-).

Posted by robgrassilli at 15:55 | Commenti (6)

12.02.06

Il Ritorno di El Marino

>EmmaCapelliEmma ha sette anni e mezzo e da almeno quattro racconta storie. Se le racconta, ce le racconta. Usa tutti i mezzi di cui si impossessa via via che cresce: matite colorate, decoupage, balletti, canzoni in rima, novelle, fumetti.
Ha iniziato a leggere e poi a scrivere molto presto, suppongo per fissare al più presto, in qualche modo, le sue elaborazioni. Da piccola-piccola, a corto di esperienza personale, trasformava le sue paure in personaggi. Emma ha una sensibilità fuori scala e quindi, molte paure. Ricordo, nei nostri viaggi fra la materna e casa, o in bicicletta sotto i portici di Bologna, selezionava due o tre dei suoi Babau personali. Poteva trattarsi de "Il Muro Rotto" (un reperto medievale vagamente a forma di cavallo, affiorante da una parete), della "Sagoma Nera", della "Pinza", della "Luna Calzino". Scelti gli interpreti, dovevo inventare un racconto che comunque non andava mai bene e che lei correggeva continuamente.
Molto spesso ci sommerge di carta e di parole, ci costringe quasi a difenderci da lei. Ma ci sono volte che è davvero irresistibile, come quando tira fuori cose come il fumetto che vedete qui sotto, che prende in giro un animaletto che, chissà perchè, le fa più impressione: l'ippocampo.

Ed ecco a voi il "Il Ritorno di El Marino".

Il ritorno di El Marino / 1 Il ritorno di El Marino / 2 Il ritorno di El Marino / 3 Il ritorno di El Marino / 4 Il ritorno di El Marino / 5 Il ritorno di El Marino / 6 Il ritorno di El Marino / 7 Il ritorno di El Marino / 8 Il ritorno di El Marino / 9

Posted by robgrassilli at 01:44 | Commenti (6)

17.05.05

Gli autorevoli pareri di Emma

A BrisighellaLIA = Emma, ma a te piace Geronimus Stilton?
EMMA = Ha qualcosa che mi ammoscia.

Al termine di un tg, mentre mamma e babbo iniziano a riassettare, sul video passa il promo di una fiction rai. La voce stentorea dello speaker ne annuncia il titolo: Amanti e Segreti. Emma, che è nei paraggi, reagisce con un giudizio che contiene tutta la severità e il diritto al disprezzo per il contorto mondo dei divertimenti over fourteen accordato ai bambini:
EMMA = Che titolo da adulti...

Posted by robgrassilli at 00:24 | Commenti (4)

28.08.04

Scoop di tarda estate

emma-gioca-giostra2.jpgda Insieme: DIARIO DI UNA MAMMA IMPERFETTA 8/04
Mamma: - Emma, devo scrivere l'articolo di agosto per la Mamma Imperfetta. Mi piacerebbe parlare dei tuoi fidanzati, posso?
Emma: - Uhm va bene. (Scoop! Fermate le rotative! Emma finalmente rompe il silenzio stampa sulla sua vita sentimentale! Sarà un pezzo-bomba da leggere sotto l'ombrellone!)
M.: - Allora, ricapitoliamo un po' la situazione. All'inizio c'era Naigy, il tuo fidanzato invisibile, poi è arrivato Filippo e ora Alessandro.
E.: - Non dimenticare Simoshika, il mio fidanzato invisibile giapponese. Me l'ha presentato Naigy, quand'è tornato dal suo viaggio in Giappone. Scrivilo bene, eh? Si-mo-shika.
M.: - Aspetta, prima devo raccontare di Naigy, e descrivere un fidanzato invisibile non è facile. Mi dicevi che ha gli occhi azzurri e i capelli neri...
E.: - Biondi, erano biondi.
M.: - Eh? Ero sicura che Naigy fosse moro. Se ben ricordo, suo padre fa il macellaio e sua madre lavora al computer a Cesena. E nessuno di noi può vederlo e parlargli, tranne te. Cosa che al babbo non piaceva per niente, perché non si può prendere a sberle un fidanzato invisibile. Ho dimenticato qualcosa?
E.: - Sì, che Naigy va pazzo per il ketchup. Scrivi anche io, Naigy e Simoshika andiamo sempre al Banana-Slurp, il nostro fast-food invisibile.
M.: - Meno male che è invisibile, se no, con un nome del genere, sarei già andata a tirargli i sassi contro la vetrina. Poi è arrivato il tuo primo fidanzato in carne e ossa. Io, naturalmente, ho scoperto tutto a cose fatte. Una volta ti ho riportato a casa dalla piscina e ho saputo che ti aveva cercato questo Filippo. Tu hai richiamato a casa sua, presentandoti tranquillamente come la sua fidanzata. Anzi, moglie, visto che, come mi ha informato la tua maestra, vi eravate già sposati in pompa magna nel giardino della scuola materna. Ma non mi hai mai raccontato come vi siete messi insieme.
E.: - Bè, era da un po' che lui mi ronzava attorno, mi faceva dei dispettini insomma, si capiva che mi amava. Io gli avevo già parlato di Naigy, ma lui no
Lia: non era geloso di un fidanzato invisibile, e poi comunque in quel periodo Naigy era andato a fare un viaggio. E visto che Filippo mi amava, bisognava che l'amassi anch'io.
M.: - Già, già. Amor ch'a nullo amato amar perdona. E poi eravate un po' la "coppia reale" della classe, il che non ti dispiaceva. Però bisogna dire che hai avuto una fortuna sfacciata. Non solo Filippo era carino, ma era il seienne più romantico che avessi mai incontrato. Mica come quei mocciosi ai quali correvo dietro io ai tempi dell'asilo, degli sgorbi che se la tiravano da Alain Delon.
E Filippo ha pure una mamma simpatica e una casa stupenda. Dovevate proprio litigare così presto? Adesso lui è fidanzato con la tua amica Jenny, se non sbaglio.
E.: - Ma no, con Giulia. Non ti ricordi che ho scritto un libro in cui racconto che ci sposiamo tutti e tre insieme? Si intitolava "Il famoso amore di G., E. e F.", e alla festa di nozze partecipavano anche le Superchicche.
M.: - Bellissimo, me lo ricordo, avevi fatto dei disegni meravigliosi. Fatto sta che però tu ora sei fidanzata con Alessandro.
E.: - Lui però sono andata a cercarlo io. E' così biondo e cicciottello, sembra un bambolotto! Ma a pensarci bene, mamma, forse in questo periodo non ho bisogno di un fidanzato. Tanto ho sempre Naigy e Simoshika, anzi, oggi pomeriggio abbiamo un appuntamento al Banana-Slurp!
(Non so se è il caso di riderci sopra. La potenza dell'immaginazione di Emma è tale che un giorno o l'altro mi si potrebbero materializzare per casa davvero, i suoi due fidanzati invisibili. Ma il Banana-Slurp no, quello non potrei sopportarlo!).

Posted by Lia Celi at 15:16 | Commenti (15)

15.06.04

Sunrise Boulevard

Non volevo aggiungere altri documenti su Emma, che in questo periodo ha decisamente rubato la scena agli altri membri delle Compagnia Casina Verde.
Ma, come ha detto al microfono il maestro di musica alla festa finale della scuola materna: "Emma è un attrice".
Del resto, la sera prima, un'altro segno fatale aveva sorpreso Lia e il dilei marito. Seduti nella platea del Teatro Novelli di Rimini, aspettavamo il saggio di fine corso della scuola di danza "Arabesque".
La svogliatezza con cui la Primogenita aveva concluso l'esperienza, l'atmosfera da recita parrocchiale ci autorizzavano a vivere l'evento quasi come un atto dovuto, nonostante Emma, al massimo della sua reticenza, aveva lasciato trapelare qualcosa su un suo "pezzo da sola".
Inoltre, avevo visto come la biondina si era comportata ad un paio di "lezioni aperte". Distratta e "sciocchina" come non mai, avevamo tradotto la piccola provocazione così: «mamma, papà, la mia curiosità per la danza è finita. Non ne voglio più mezza".
Oltre ad Emma, abbiamo sottovalutato anche l'Arabesque. Questa scuola di ballo, fondata da una professionista londinese più di trent'anni fa, mette le cose in chiaro dall'inizio: qui niente indulgenze per genitori in cerca di riscatto attraverso la progenie, ne' scorciatoie prototelevisive per aspiranti veline. Nella casa di Tersicore, di Hathor e di Brahma, poche puttanate.
Lo spettacolo è stato intenso, vero, potente. Ed Emma, nella scena delle mangiatrici di loto, ha avuto davvero il suo piccolo "a solo" con Ulisse, lasciandoci ancora una volta basiti.

Qui un piccolo documento filmato per gli Emmologi. 660 k circa, è QuickTime (.mov).

Posted by robgrassilli at 18:17 | Commenti (13)

07.06.04

Novemma

emma-ride1.jpgPer concludere la Novena Emmiana, alcune brevi sulla nostra primogenita preferita (!).

Emma si rapporta relativamente a Iris. La combutta maggiore sta fra l'ultima nata e Gioconda. Comunque: qualche sera fa la Principessa Spaziale stava sul lettone con Numero Tre, la osservava assorta.
Emma= "Iris! Come sei cresciuta... Hai un corpo lungo e una testa piccola. Sembri un fotomontaggio".

La sentivo ridere nel suo letto. Di solito legge per una ventina di minuti, quelli che passano dal crollo di Gioconda, che è quasi contemporaneo ai baci della buonanotte, alla seconda venuta di Lia, che nel frattempo ha spedito l'ultracucciola sul trenino della buonanotte, per dirla con il prof. Utonium.
Aveva trovato la raccolta dedicata a Mafalda di Quino edita da Repubblica. Leggeva le strip e sghignazzava. "Dio ti benedica" ho pensato, ritirandomi in silenzio, "il grande Dio delle nuvolette parlanti".

Ancora sul bordo del letto, stasera. Emma= "Papà, sei il migliore papino del mondo".
NasodiPapolo= "Mah.. Emma.. Grazie. Ma ci saranno chissà quanti papini migliori di me".
Emma= No, tu sei il migliore. Perchè sei arrabbiato quando bisogna essere arrabbiati, sei allegro quando bisogna essere allegri, e sei agrodolce quando bisogna essere agrodolci. Curtain.

Posted by robgrassilli at 22:37 | Commenti (14)

01.06.04

Sei anni? Sei Emma!

Oggi, alle 0,01, era la ricorrenza ufficiale di Emma, avvenimento che festeggeremo domani, qualunque siano le intenzioni di quell'isterica di Madama Stagione. Lo dico agli eventuali lettori in cerca di informazioni tecniche: le previsioni sono incerte, consiglio una telefonata alla Casina Verde per sapere dove dirigersi (o nel luogo deciso originariamente, che leggete in un post qui sotto, o nella Casina Verde medesima). L'orario di nascita è stato il primo arbitrio paterno sulla vita della Primogenita: mentre lei nasceva, e io abbracciavo "sostenendola da dietro" Lia in piena produzione, ho buttato un occhio alla sveglia appoggiata sull'armadio della nostra camera. svegliaikea.gifUna sveglia Ikea, che e' ancora qui accanto a me, nel mio studio. Nulla ci garantiva che fosse precisa e puntuale, ma convenimmo che il primo giugno ci piaceva di piu', come data, del trentun maggio. La mattina dopo, il nostro carissimo dottor Franco Foschi ufficializzò che l'arrivo di Emma in Bologna era avvenuto nei primi secondi del primo giorno del giugno '98. E forse fu davvero così che andò. Nella foto: Emma con l'autentico Filippo, già citato in questo blog
Posted by robgrassilli at 20:06 | Commenti (9)

21.05.04

EMMA VI INVITA AL SUO COMPLEANNO



emma_btday04.gif
E insieme a Gioconda e Iris vi aspetta il 2 giugno, dalle 16,30 alla festicciola che si svolgerà al TENNIS CENTER BAR di Torre Pedrera (Rimini), via della Lama, 9 (dietro la Stazione FS). Amici blogmuniti e non, per maggiori informazioni potete scrivermi a rgrassilli@clarence.com.
Posted by robgrassilli at 18:42 | Commenti (9)

16.05.04

Good Bye Pie

Questo è l'autoritratto della classe di Emma, le Coccinelle 2003-04 delle Maestre Pie di Rimini, realizzato dalla classe di Emma. La mia grande lascerà questo gruppo e questo istituto fra meno di un mese, con un bilancio umano e scolastico più che positivo, che cancella i ricordi grigiastri e nervosi della materna frequentata a Bologna ante-trasloco. Emma andrà alle scuole pubbliche Ferrari, come già raccontato qui, snobbando anche l'ammissione alla prestigiosa scuola italo-svizzera del CEIS (un'istituzione e un vanto del capoluogo rivierasco). Perchè alla fine la passione con cui le maestre statali ci hanno mostrato il loro lavoro, nonchè la trasparente determinazione a difendere le conquiste fatte in anni di faticoso servizio, ci hanno fatto scegliere in tal senso. Grati insomma alle Maestre Pie, dove Gioconda continuerà il prossimo anno, per la serenità e l'affetto con cui sono state accolte due piccole neoriminesi.
Grati anche alle suore, in tutta sincerità, per il modo aperto e non coercitivo con cui gestiscono quell'istituto privato.
E grati soprattutto ad Annica, la maestra di Emma, perchè da bella persona quale è, si è messa in sintonia con la mia primogenita captandone le qualità e smussandone le asperità.
Del resto come poteva essere diversa da così, una donna che ha il nome che ha per l'affezione dei genitori per Pippi Calzelunghe, o meglio, per la compagna d'avventure del celeberrimo personaggio letterario? L'equilibrio della Casina esiste anche grazie a lei, che ormai e' una nostra amica e continuerà a frequentare questi muri verdi anche dopo la fine dell'anno scolastico.
Posted by robgrassilli at 17:09 | Commenti (4)

16.04.04

Gambizzare il Tempo

Io non ero in casa, ma Lia mi riferisce cose per cui non so se essere orgoglioso o allarmato. O armato di allarmato orgoglio. Filippo, il fidanzatino di Emma, telefona alla Casina Verde cercando la Stella Polare delle sue giornate alla Scuola Materna. Emma è fuori, in piscina. Fa niente, dice il compìto ragazzino, richiamo, grazie. Informata al suo rientro, la primogenita decide di non attendere e, fattosi comporre il numero telefonico da Lia, chiama la Casina Ellenica (Filippo ha il babbo greco, e, credo, la mamma romagnola). "Cercavo Filippo" "..." "Sono LA FIDANZATA". Adesso è il Biondino ad essere uscito, ma Emma, senza scomporsi, con la padronanza di un'addetta al telemarketing, risponde "ah, grazie. allora ci vediamo domani a scuola". Per fortuna un guizzo di sana impudenza infantile le fa chiedere alla suocera-per-gioco: "e tu che ci fai in casa da sola?". Non sappiamo la risposta della mamma di Filippo, che peraltro incrocio di rado la mattina alle Maestre Pie: noi abitiamo vicini ed entriamo, classicamente, fra gli ultimi. "E ti sei rispamiato" rincara Lia, "la prima immagine di tua figlia che telefona a casa del ragazzo, stesa mollemente sul divano. Ok, stiamo calmi. Adesso che la cosa sta diventando nota nel nostro piccolo entourage, che pure Annica la maestra, ci scherza rispettosamente su con il sottoscritto, mi accorgo di un piccolo, piccolissimo imbarazzo crescente. Non ho mai amato quel tipo di dileggio bonario degli adulti ai danni dei delicati sentimenti dei bimbi. "Allora, ce l'hai la fidanzatina?". "Corri dietro ai maschietti eh, birichina?". Anche se Emma mostra precoci segnali di autosufficienza, non voglio che pensi che babbo e mamma non siano sempre mezzo passo dietro a lei, solidamente dalla sua parte, nel caso occorresse. Anche in questo tipo di faccende. Lo so, per ora e'materia per un sorriso intenerito, ma non voglio farmi cogliere impreparato, ecco. Almeno mentalmente. O così, o trovo un modo efficace di fare pressioni su Kronos, perchè rallenti quel suo cavolo di passo da invasato.
Posted by robgrassilli at 19:05 | Commenti (9)

08.04.04

Con un cinque non si passa

Pinocchietto va a Palazzo con il libro sotto al braccio. La lezione non la sa, quale voto piglierà? NasoDiPapolo= Me la dicevano da piccolo, dev'essere molto vecchia. Parla dei voti che una volta davano agli scolari... Emma= Me la dici ancora? NasoDiPapolo= Con un cinque non si passa, con un sei appena appena. Con un sette ben benino... con un otto ben benone. Con un nove: professore. Con un dieci: direttore!!! Emma= Direttore e' piu' di professore? NasoDiPapolo=In un certo senso... Ma non perche' sia piu' importante o piu' intelligente. Ha delle responsabilita' in piu'. Emma= ...E con un undici? NasoDiPapolo= Non c'era l'undici. Poteva esserci il "dieci e lode"... Io mi ricordo il "Lodevole" della mia maestra... Una cosa da emozionarsi. Lo scriveva con un bel corsivo veloce e preciso e ogni volta a me sembrava il disegno di una locomotiva. Emma= Come se, dato che avevi fatto bene il tuo lavoro, lei ti regalasse un trenino.. NasoDiPapolo= Beh si', io lo consideravo comunque un bel regalo. Anche perche' a casa poi, quando i nonni aprivano il quaderno, erano molto contenti. Emma= Con l'undici si puo' essere Presidente dell'Italia! NasoDiPapolo= Uhm... un salto un po' grande da "direttore" a "Presidente"... Facciamo con un "venti". Emma= E con un "cento"... Tutto il Mondo!!! E con un "mille".... NasoDiPapolo= ... Emma= Con un "mille" TUTTO L'UNIVERSO E I VIRUS E I PIANETI E.... LE TOMBE EGIZIE!!!!!
Posted by robgrassilli at 12:44 | Commenti (17)

10.03.04

Bimbe 3.0

spiaggia1_th.jpgGiuro che è andata così: Lia= Emma, hai detto che ti piace, te l'ho tagliata, adesso mangia quella fetta di caciotta. Emma= Non posso mangiarla adesso, la mangio in maggio, il quattro maggio. NasoDiPapolo= (temendo la risposta) Perchè in maggio. Emma= Perche' e' for-maggio. E "for" in inglese vuol dire quattro, quindi quattro-maggio. NasoDiPapolo (a Lia)= Prenditi le tue responsabilità... Lia= (tace e non fa più pressioni per far mangiare la caciotta). NasoDiPapolo (a Emma)= E tu non essere così precoce! Emma= Allora te ne dico un'altra! Sai qual'è il colmo per un vaso? Essere colmo! L'ho inventata io eh! Lia e NasoDiPapolo= HAARGH! FINE iris2-04.jpgAnche i segnali della Topolina Tre si fanno densi. Vi abbiamo detto del suo approccio con la manualistica da web, adesso è il momento della telefonia mobile. Quando vede un cellulare s'illumina, si agita, ondeggia sulle gambe e si allunga pretendendolo. Sia Lia che il sottoscritto possediamo dei Nok*ia maturi, entrambi sbrecciati, per cui non soffriamo a lasciarglierlo in mano per qualche minuto. Iris allora s'impegna a fondo: coi suoi ditini da piccolo procione impugna correttissimamente lo strumento, e pigia, seleziona i menu tenendo d'occhio i cambiamenti del display luminoso. E quando finalmente sente il "click" elettronico che simula lo scatto di una fotografia (e' la camerina del cellulare che cattura un frame) ci guarda con un sorriso trionfante. Ma la parte più divertente non è questa. Quando se lo porta all'orecchio e imita il nostro modo di parlare quando telefoniamo, ecco, quello è irresistibile. Dato che l'unico vocabolo con senso condiviso usato attualmente da Iris è "mamma", la buffa poltiglia di suoni che emette con aria sera ci delizia. Al suo interlocutore lancia frasi che suonano più o meno: "Schbrflz.. vleghebè". Ipotizzo che dall'altra parte ci sia un bebotto coetaneo della mia piccina in grado di capire benissimo il messaggio. I nostri computers, i telefoni, cd e dvd... La teconologia nella Casina Verde sta aumentando troppo? Al momento direi di no: a differenza di quello che succede in ambienti di nostra conoscenza, da noi non girano play-station, giocattoli automotivati o connessioni in rete per minori. E la tv è contingentata in maniera abbastanza rigorosa. Ciò nonostante a volte ho l'impressione che la tesi storico-classica di Lia (sui sistemi dententivi ai tempi dell'Impero Romano) e qualche romanzo ottocentesco stiano complottando per fuggire dalla libreria.
La foto qui sopra a destra è uno scatto di Iris. Era puntata sul divano e inquadrava i suoi piedini :)
Posted by Naso di Papolo at 19:22 | Commenti (13)

20.02.04

Con la sola forza dei denti

Scena: sulla Trici, tornando dalla scuola materna. Emma= Papà, hai sentito un rumore mentre venivi qui? Naso di Papolo= Un rumore? Un rumore come? Emma= Una specie di "pum... pum... pum..." Naso di Papolo= No... io non ho sentito niente, Emma. Emma= Ma tu cosa pensi che poteva essere? Naso di Papolo= Oddio, proprio non so... Forse quei lavori nel cantiere che c'è di fronte alla scuola. Emma= (accendendo i razzi) Penso... Forse era un mostro senza gambe e senza braccia... Naso di Papolo= .... Emma= ...che però cerca di muoversi lo stesso... con i denti. Naso di Papolo= .... Emma= ...o forse qualcuno vuole togliere i chiodi da sotto i letti delle case qui attorno. Naso di Papolo= ...Emma... Emma= ...oppure e' uno dei vestiti delle maestre... Uno dei grembiuli di Annica che scende dal suo appendino e vuole andare in giro! Insomma, a volte la Primogenita mi fa veramente paura.
Posted by robgrassilli at 11:49 | Commenti (10)